Antitrust, nuovo attacco a Microsoft

L'iniziativa del nemico di sempre, la CCIA, arriva mentre negli USA viene bocciata la richiesta di appello di due gruppi di consumatori contro l'accordo antitrust. Risponde Umberto Paolucci. Non slittano i tempi decisionali della UE


Roma – Mancano ormai probabilmente solo poche settimane, o forse giorni, prima che la Commissione europea esprima il tanto atteso parere sulla posizione di mercato di Microsoft. E proprio ora arrivano 260 pagine di accuse scritte da un gruppo di aziende hi-tech che già negli USA hanno dato filo da torcere all’azienda di Bill Gates.

Secondo la CCIA (Communications Industry Association), l’ultima versione di Windows, WindowsXP, offre a Microsoft un vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti e dunque uccide la libera concorrenza.

Stando alle proteste contenute nel voluminoso incartamento, la Commissione dovrebbe considerare le strategie di mercato di Microsoft nel quadro di un tentativo coordinato e generale di mantenere il proprio monopolio. Secondo la CCIA, cioè, è inutile andare a considerare le questioni relative a determinati software di Microsoft (la Commissione sta indagando anche sul ruolo di Windows Media Player) ma è necessario “prendere Microsoft” nel suo insieme.

Le accuse contro Microsoft riguardano dunque l’inserimento in WindowsXP non di una ma di una serie di applicazioni che sarebbero destinate a colpire i competitor. Questi peraltro avrebbero addirittura ormai imparato che è inutile combattere contro Microsoft. “Le alternative – scrive CCIA – vengono chiuse dalle politiche di bundling di Microsoft. Microsoft inserisce una straordinaria ampiezza di prodotti all’interno di WindowsXP”. I software citati vanno da Internet Explorer ad Outlook Express passando per MSN Explorer, Windows Media Player, Windows Messenger, Windows Movie Maker e via dicendo.

La CCIA non usa mezzi termini: “Il dominio del mercato da parte di Microsoft e l’abuso di quella posizione dominante raggiunge ogni angolo d’Europa e danneggia praticamente qualsiasi azienda o qualsiasi consumatore utilizzi un computer”.

Il trade group, piuttosto ascoltato soprattutto negli USA, non è certo nuovo ai colpi di baionetta contro Microsoft e nel procedimento antitrust che si è tenuto negli Stati Uniti ha rappresentato senz’altro uno degli ossi più duri per il big di Redmond.

Con curioso “tempismo”, proprio ieri è giunta dagli Stati Uniti la notizia che il giudice che ha presieduto il procedimento antitrust contro Microsoft, e ha avallato l’accordo dell’azienda con il Dipartimento della Giustizia e quasi tutti gli stati che rappresentavano l’accusa, ha bocciato la richiesta di appello contro quella decisione presentata da due gruppi di consumatori.

Sulla cosa è intervenuto ieri anche il vicepresidente di Microsoft Corporation, Umberto Paolucci, secondo cui “i rilievi avanzati dalla Computer and Communications Industry Association ci sembrano ispirati più alle vertenze già avviate mesi fa da alcuni stati degli USA contro Microsoft che non da una specifica analisi dello scenario competitivo del mercato ICT europeo”.

Paolucci ha anche tenuto a sottolineare che “in ogni caso Microsoft ha piena fiducia nella Commissione Europea ed è certa che l’autorità sia perfettamente in grado di determinare quali argomenti e quali informazioni siano effettivamente significativi per le proprie indagini”.

Intanto fonti della Commissione europea fanno trapelare che i nuovi incartamenti presentati da CCIA in ogni caso non faranno slittare ulteriormente la decisione di Bruxelles.

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