AP, copyright batte aggregatori

Un giudice di New York accoglie la mozione per un procedimento sommario favorevole all'agenzia di stampa statunitense. Il servizio di monitoraggio delle news Meltwater condannato per violazione del copyright
Un giudice di New York accoglie la mozione per un procedimento sommario favorevole all'agenzia di stampa statunitense. Il servizio di monitoraggio delle news Meltwater condannato per violazione del copyright

Disfatta legale per Meltwater, agenzia di pubbliche relazioni specializzata in servizi a pagamento di monitoraggio delle notizie digitali. Un giudice newyorchese ha accolto la mozione presentata dagli avvocati di Associated Press (AP) per un procedimento sommario – summary judgment – contro il servizio norvegese accusato di sfruttamento indebito dei contenuti originali prodotti dagli editori a stelle e strisce .

Nella decisione della corte di New York, i rappresentanti legali di Meltwater potranno presentare ricorso per una sola eccezione non meglio specificata nei documenti depositati dall’agenzia di stampa statunitense per ottenere la mozione favorevole. Lo stesso giudice della Grande Mela ha deciso di non rendere pubbliche le sue motivazioni, in attesa di un nuovo incontro tra le parti in causa .

Agli inizi del 2012, l’allora CEO di AP Tom Curley aveva descritto Meltwater come un “servizio parassita”, che sfrutta i contenuti originali prodotti dagli editori per guadagnare con le attività di crawling sul web . In precedenza, i giudici dell’Alta Corte di giustizia britannica avevano stabilito che gli aggregatori di notizie dovessero risarcire i vari publisher per la distribuzione di link a contenuti coperti dal copyright.

In un sintetico comunicato diramato dall’agenzia di stampa statunitense, il nuovo CEO Gary Pruitt ha parlato di una decisione dal messaggio cristallino: servizi online specializzati nel monitoraggio dei contenuti come Meltwater sfrutterebbero le notizie di AP senza pagare un solo centesimo di dollaro ai legittimi produttori e detentori dei diritti .

Decisamente opposto il parere dei rappresentanti di Meltwater, subito al lavoro per la preparazione di un ricorso in appello. La decisione del giudice newyorchese metterebbe in pericolo il legittimo funzionamento degli aggregatori sul web, che si limiterebbero a raccogliere contenuti già disponibili al pubblico di Internet. Il business della piattaforma norvegese rientrerebbe pienamente nella dottrina del fair use prevista dalla legge sul diritto d’autore a stelle e strisce.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

22 03 2013
Link copiato negli appunti