aPC, in carcere il pirata del warez

Un membro della celebre crew viene fatto gentilmente accomodare in una prigione federale degli States. Ci rimarrà per 18 mesi

Roma – La pirateria, a volte, non paga. Anzi condanna. Ora lo sa anche Barry Gitarts, uno dei membri preminenti del gruppo noto come aPOCALYPSE pRODUCTION cREW , tra le più celebri organizzazioni specializzate nella distribuzione di “warez”, contenuti “pirata” in rete, anni prima dell’esplosione del fenomeno del P2P. Gitarts, newyorkese di 25 anni, dopo essere stato beccato dalla giustizia USA è stato infine condannato a 18 mesi di galera .

La condanna del “pirata” di aPC è uno dei risultati dell’ operazione Fastlink , una delle più estese indagini internazionali contro la distribuzione non autorizzata di contenuti protetti dal diritto d’autore. Dextro , com’era conosciuto Gitarts nel “giro”, è stato appunto riconosciuto colpevole dalla corte federale di Alexandria di associazione a delinquere finalizzata alla violazione del copyright per aver avuto in gestione e aver finanziato il server texano usato dalla crew nelle sue attività.

Attività, hanno accertato gli investigatori, che prevedevano la distribuzione di migliaia di album musicali, film e videogame, un’attività portata avanti sin dal lontanissimo 1997 quando APC nacque per iniziativa di tali “acid^rain” e “Viper”. La specialità del gruppo era il rilascio di album musicali in anticipo sulle uscite commerciali , album ottenuti da fonti interne all’industria o da quei cattivoni dei recensori di riviste musicali.

Dei 15 partecipanti ad APC incastrati dall’operazione Fastlink, al momento solo Gitarts sarebbe finito in galera: Jacob Stahler, ex-membro del gruppo noto come “Lunatik”, è stato anch’egli dichiarato colpevole di associazione a delinquere ma se l’è cavata con 2 anni di libertà vigilata .

Lunatik era tra l’altro nella lista dei testimoni del processo a carico di Gitarts tenutosi lo scorso maggio, e le speculazioni parlano di un suo coinvolgimento attivo nella raccolta delle prove che hanno infine portato alla condanna di Dextro.

Alfonso Maruccia

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