È successo: ecco le prime skin per Apple Card

Arrivano le prime skin personalizzate e protettive per Apple Card: sono già in vendita oltreoceano al prezzo di 4,95 dollari ciascuna.
Arrivano le prime skin personalizzate e protettive per Apple Card: sono già in vendita oltreoceano al prezzo di 4,95 dollari ciascuna.

Che Apple Card non fosse una carta di credito come tutte le altre, nel bene e nel male, lo avevamo capito fin da subito: metà dispositivo per i pagamenti e metà status symbol. Avevamo anche previsto alcuni giorni fa che non ci sarebbe stato molto da attendere per veder comparire i primi accessori e gadget dedicati. E così è stato.

Le skin di dbrand per Apple Card

Il portale dbrand ha messo online una pagina attraverso la quale è possibile creare e ordinare skin personalizzate per Apple Card, da applicare ai due lati della tessera, in modo da conferirle un look differente rispetto a quello standard e per proteggerne il delicato rivestimento che copre la base in titanio. Sono già acquistabili al prezzo di 4,95 euro, cadauna, con il produttore che avvisa però di non posizionarle sulla carta di credito prima di aver visto come fare nel video tutorial in arrivo per spiegare passo passo la procedura.

Le skin personalizzate da applicare alla Apple Card

Frutto dell’iniziativa messa in campo dal gruppo di Cupertino in collaborazione con Goldman Sachs e MasterCard, la carta di credito della mela morsicata è disponibile da qualche giorno negli Stati Uniti per gli utenti che ne fanno richiesta. Al suo interno è assente il chip NFC per i pagamenti in modalità contactless: quelli, secondo il volere della società, potranno continuare a essere gestiti affidandosi a dispositivi come iPhone e Apple Watch.

Un’ennesima dimostrazione di come l’azienda stia spingendo sul fronte dei servizi, attuando così una nuova strategia al fine di trasformare almeno in parte il proprio modello di business, anche considerando la flessione che nell’ultimo periodo ha interessato le vendite hardware, in particolare quelle relative agli smartphone.

Fonte: dbrand
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