Apple contro Qualcomm, il fronte cinese

Le due grandi aziende restano partner commerciali, ma senza sconti: Cupertino presenta le sue accuse anche in Oriente
Le due grandi aziende restano partner commerciali, ma senza sconti: Cupertino presenta le sue accuse anche in Oriente

Apple ha depositato una nuova denuncia nei confronti di Qualcomm, stavolta in Cina : il chipmaker si ritrova dunque ora sotto attacco nell’ambito dei due mercati più vasti.

Dopo la condanna incassata in Corea Qualcomm si è scoperta nuovamente sotto attacco sul fronte legale: innanzitutto negli Stati Uniti, dove prima la Federal Trade Commission con la denuncia per abuso di posizione dominante depositata presso la Corte distrettuale federale della California, poi Apple che gli chiede il rimborso di circa un miliardo di dollari, l’hanno chiamata in tribunale per presunti abusi di posizione dominante.

Secondo Cupertino, in particolare, il chipmaker avrebbe di fatto adottato pratiche di estorsione : innanzitutto insistendo per stringere accordi di licenza e pretendendo, forte della sua posizione dominante nel mercato dei chip, royalty anche su tecnologie “con cui non avevano niente a che fare” come quelle legate ad innovazioni come TouchID, e display e fotocamere con la Mela; avrebbe poi chiesto royalty altissime per tutte le sue tecnologie legate a standard tecnologici e imposto accordi commerciali assicurando sconti su tali licenze in cambio della fornitura in via esclusiva dei suoi prodotti di punta, i chip.

A tali accuse Qualcomm aveva risposto parlando di visioni distorte della realtà e che ci fosse la stessa Cupertino al centro di tutte le accuse mossegli dalle autorità antitrust: un vero e proprio complotto ordito dal partner commerciale nei suoi confronti.

La nuova denuncia depositata da Apple in Cina sembra in un certo senso confermare l’ostilità dell’azienda con la Mela nei confronti di Qualcomm: Cupertino riporta le medesime accuse di sfruttamento in funzione estorsiva di posizione dominante e conseguente pretesa di royalty troppo elevate per brevetti legati a standard tecnologici e chiede >145 milioni di dollari di risarcimento (un miliardo di Yuan).

Anche su queste accuse Qualcomm ha mantenuto una linea ferma: ad Apple, dice, offre le stesse condizioni garantite agli altri clienti e le sue accuse “non sono altro che un modo per ottenere condizioni contrattuali migliori”. Insomma, il chipmaker si è detto “pronto a difendere il proprio modello di business ovunque nel mondo”. Come spiega anche il CEO di Qualcomm Steve Mollenkopf: “Le denunce di Apple contengono un sacco di presunzioni, ma, alla fine, si tratta di una disputa commerciale sul prezzo della proprietà intellettuale.”

Nonostante questi attriti le due litiganti continueranno a collaborare dal punto di vista commerciale. Sempre Mollenkopf ha riferito che intende “rimanere un buon fornitore di Apple”. D’altra parte Qualcomm sta registrando un trimestre lievemente sotto le aspettative (le azioni hanno segnato un meno 3,8 per cento) e non può permettersi di perdere un cliente come Apple.

Claudio Tamburrino

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