Apple muove per la privacy delle app

Giro di vite di Cupertino sulle modalità di accesso ai dati delle app per iOS. Le applicazioni che sfruttano gli UDID non sono più ben accette
Giro di vite di Cupertino sulle modalità di accesso ai dati delle app per iOS. Le applicazioni che sfruttano gli UDID non sono più ben accette

Apple ha iniziato a rimettere mano alle sue regole in materia di privacy e gestione della rubrica degli utenti da parte delle app di iOS . La prima mossa è rappresentata dalla decisione di respingere tutte quelle app che accedono al numero unico identificativo ( Unique Device Identifier , UDID) del dispositivo adottato per scaricarle.

A rivelarlo per primi sono i resoconti degli sviluppatori che si sono visti rifiutare l’accesso ad App Store: a farlo sembra essere per il momento solo uno dei gruppi di scrutinio per l’accesso ad App Store, ma con la prospettiva di rappresentare presto la regola generale.

Cupertino, insomma, sembra voler agire per dare una risposta ai dubbi sollevati sulle app di iOS in seguito all’individuazione dell’accesso, all’insaputa dei suoi iscritti, alle rispettive rubriche da parte del giovane social network Path. Un episodio che ha spinto gli osservatori a puntare lo sguardo sui metodi adottati da diverse app mobile nella gestione dei contatti dei loro utenti . Della stessa questione si è interessato anche il Congresso che sta avviando un’indagine.

Nello specifico, poi, secondo uno studio condotto per approfondire l’argomento su 1.407 app gratuite il 25 per cento accederebbe all’UDID dei loro utenti .

La mossa di Apple punta a tutelare questo dato particolarmente rilevante per la privacy in quanto collega l’utente ad un determinato dispositivo: tuttavia ha anche una funzione tecnica precisa, in particolare perché è necessario ai server degli sviluppatori per gestire gli scambi di dati .

Gli sviluppatori dovranno , insomma, trovare un nuovo stratagemma per farlo: per il momento si è pensato di impiegare gli indirizzi MAC e OpenUDID. In ogni caso c’è un po’ di agitazione nella community, anche se la novità era stata in pratica annunciata da Cupertino già ad agosto .

Apple, d’altronde, non è l’unica ad essere finita sotto osservazione per questioni legate alla privacy degli utenti delle app per dispositivi mobile: anche Google sta pensando a come affrontare le medesime situazioni per quanto riguarda gli sviluppatori terzi di Android. In particolare, Mountain View sta ora presentando una nuova licenza ad essa destinata e dedicata alla privacy degli utenti.

Claudio Tamburrino

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