Apple, nuova denuncia per App Store

Nel mirino stavolta la startup open source Amaha e l'obiettivo di bloccare la generalizzazione del termine

Roma – Apple ha denunciato una piccola startup che si occupa di open source, Amaha, per l’ impiego sul suo sito del termine “app store”, di cui Cupertino sta cercando di ottenere l’esclusiva.

La prima ad opporsi alla richiesta di esclusiva da parte di Apple del termine “app store” è stata Microsoft, che si è messa di traverso alla rivendicazione del termine da parte di Cupertino in quanto da considerare generico per “negozio digitale di applicazioni”, per questo senza quel carattere distintivo presupposto della protezione di proprietà intellettuale. Poi era stata Amazon , che nel frattempo era stata denunciata da Cupertino, a rivendicare la possibilità di impiegare la combinazione di parole con le stesse motivazioni. Nel frattempo Apple aveva già dimostrato di voler difendere legalmente l’utilizzo del termine, denunciando anche MiKandi, negozio di applicazioni a luci rosse per Android che si fregiava del nome “app store”: in questo modo ha spinto sul tasto della “rilevanza nella percezione pubblica” e per evitarne la volgarizzazione nell’utilizzo comune .

In quest’ottica l’ attacco alla piccola Amahi rappresenta, più che la paura di una reale confusione, proprio la volontà di impedire la diffusione dell’accoppiata di termini come fossero generici per indicare negozi di applicazioni.

La piccola startup, peraltro, come già MiKandi, non ha le risorse finanziarie per difendere le proprie ragioni in tribunale e ha conseguentemente scelto la via dello spirito , inaugurando una “gara per trovare un nome al negozio” di applicazioni.

Claudio Tamburrino

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  • Fetente scrive:
    Paranoia totale
    siamo alla paranoia totale: oggi che i ragazzini passano sempre più tempo a casa a chattare, tutti sono preoccupati dei predatori; invece anni fa che stavano molto di più in mezzo alla strada, non gliene fregava niente a nessuno. Tecno-fobie di una civiltà al tramonto...
    • spacevideo scrive:
      Re: Paranoia totale
      indubbiamente molto meglio la strada, è sempre interessato a tutti la protezione dei minori, il www però altera gli equilibri, la differenza fra il ragazzino che sta fuori e gioca con gli amici e quello che passa ore con amici invisibili è veramente tanta, e quello da tutelare è quest'ultimo perchè più fragile.
      • krane scrive:
        Re: Paranoia totale
        - Scritto da: spacevideo
        indubbiamente molto meglio la strada, è sempre
        interessato a tutti la protezione dei minori, il
        www però altera gli equilibri, la differenza fra
        il ragazzino che sta fuori e gioca con gli amici
        e quello che passa ore con amici invisibili è
        veramente tanta, e quello da tutelare è
        quest'ultimo perchè più fragile.Strano, una volta si diceva che quello da tutelare era quello fuori che rischiava le cattive amicizie.Non correre che ti fai male !!! Sei sempre in giro, diventerai un drogato !!
      • shevathas scrive:
        Re: Paranoia totale
        - Scritto da: spacevideo
        indubbiamente molto meglio la strada, è sempre
        interessato a tutti la protezione dei minori, il
        www però altera gli equilibri, la differenza fra
        il ragazzino che sta fuori e gioca con gli amiciquali amici e dove ? se si vanno a vedere le statistiche molto spesso l'orco è uno della cerchia familiare del minore. Il tizio con l'impermeabile e gli occhiali scuri che offre caramelle, per quanto possa essere pittoresco, è alquanto improbabile.
        e quello che passa ore con amici invisibili è
        veramente tanta, e quello da tutelare è
        quest'ultimo perchè più
        fragile.non ci sono differenze fra internet ed il mondo reale, e così come devi controllare con chi esce e dove va tuo figlio nel mondo reale così dovresti controllare e vedere con chi va e dove esce nel mondo virtuale. Così come esistono comportamenti che non verrebbe mai permesso di tenere nel mondo reale ad un bambino, come ad esempio girare da solo di notte o andare in locali "equivoci", allo stesso modo ci sono comportamenti che è meglio non tenere nel mondo virtuale, come dire tutto o fidarsi degli estranei.
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