Apple sta lavorando a tre dispositivi che, messi insieme, raccontano una visione precisa del futuro: un mondo in cui Siri vede quello che vediamo, in ogni momento, e agisce di conseguenza. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Cupertino sta sviluppando un paio di occhiali smart, un pendente con fotocamera grande quanto un AirTag, e una nuova versione degli AirPods. Tutti e tre con fotocamere, tutti e tre collegati all’iPhone, tutti e tre progettati per dare a Siri il “contesto visivo” necessario a diventare finalmente utile.
Apple non sta lanciando un gadget, sta costruendo un ecosistema di dispositivi indossabili, e la direzione è quella di un assistente virtuale che non si limita ad ascoltare, ma guarda.
Gli occhiali, la sfida a Meta
Gli occhiali smart di Apple sono il pezzo forte. Produzione prevista a dicembre, lancio nel 2027. Niente display integrato, almeno per questa prima versione, ma altoparlanti, microfoni e una fotocamera ad alta risoluzione per foto e video, più una seconda lente dedicata alle funzionalità AI.
Cosa faranno? In primis, interagiranno con Siri, poi telefonate, musica, e soprattutto azioni basate sull’ambiente circostante. Ad esempio, si inquadra un piatto al ristorante e si chiede quali sono gli ingredienti, oppure si entra in un negozio e si riceve un promemoria per comprare qualcosa che serviva. Siri finalmente capisce il contesto perché lo vede.
Il concorrente diretto è Meta con i suoi Ray-Ban smart, ma Apple sceglie una strada diversa: svilupperà le montature internamente invece di affidarsi a un partner esterno. I prototipi attuali usano un cavo per collegarsi a una batteria esterna e all’iPhone, ma le versioni più recenti avrebbero tutti i componenti integrati nella montatura. Apple vuole distinguersi con qualità costruttiva e la tecnologia fotografica superiore, il solito approccio “facciamo meno cose ma meglio” che ha funzionato con gli altri prodotti.
Per chi sogna occhiali smart con display in realtà aumentata: Apple ci sta lavorando, ma ci vorrà parecchio. Nel frattempo, si comincia con la versione senza schermo.
Il pendente: una telecamera sempre accesa appesa al collo
Il dispositivo più inquietante dei tre è il pendente AI, un oggetto grande quanto un AirTag da portare come collana o spilla. Secondo Bloomberg, funzionerebbe come una fotocamera sempre accesa per l’iPhone, con un microfono per attivare Siri. Ha un chip integrato, ma si appoggia principalmente alla potenza di calcolo dell’iPhone.
Per esempio, se si sta cucinando e si hanno le mani impegnate, il pendente vede la ricetta sul tavolo e legge il passo successivo, o durante una riunione Siri può analizzare ciò che vede e preparare gli appunti. Le possibilità sono affascinanti, ma le implicazioni sulla privacy sono enormi, un dispositivo che filma costantemente l’ambiente circostante solleva domande che Apple dovrà affrontare con molta cautela. L’arrivo è previsto già per il prossimo anno.
AirPods con fotocamere per sentire e vedere
Il terzo pezzo del puzzle sono gli AirPods potenziati con fotocamere a bassa risoluzione e funzionalità AI per analizzare l’ambiente circostante. Meno dettagli disponibili su questi, ma il concetto è coerente con gli altri due, dare a Siri un punto di vista fisico attraverso dispositivi che le persone indossano già tutti i giorni.
È una strategia a tre livelli, che offre agli utenti scelte diverse per lo stesso obiettivo: un assistente AI che vede il mondo reale. Chi vuole la soluzione più completa sceglierà gli occhiali. Chi vuole qualcosa di discreto opterà per il pendente. Chi non vuole cambiare abitudini aggiornerà gli AirPods. Apple copre tutti i punti di ingresso, com’è nel suo stile.
Il filo conduttore è Siri alimentata da Gemini di Google, l’aggiornamento annunciato mesi fa che dovrebbe finalmente trasformare l’assistente vocale di Apple in uno strumento realmente utile.