Apple - Psystar: 1 a 1

La corte federale accetta di prendere in considerazione nuove argomentazioni. Una battaglia vinta dal fabbricante di cloni, ma la guerra è ancora lunga

Forse sostenere che la sfida sia tornata in parità è troppo, ma di certo quanto accaduto fa morale. Psystar, l’azienda che produce e commercializza cloni Mac con tanto di dischi di Mac OSX Leopard venduti assieme al PC, è riuscita a convincere un giudice federale ad accogliere nuove accuse – per meglio dire, la riformulazione di quelle vecchie – nei confronti di Apple. Accuse che, se venissero provate, rischierebbero di spalancare le porte ad un fiorente mercato di surrogati dei computer con la mela .

Sebbene dunque gli avvocati dell’azienda della Florida siano riusciti a far segnare un punto a favore dei loro assistiti, forse parlare di autentica vittoria è un po’ stiracchiato: la corte federale ha sì accolto le istanze della difesa (Psystar è stata inizialmente accusata di violazione di copyright da Apple), ma solo in parte. Restano fuori alcune parti delle tesi sostenute dai legali di Psystar, che potrebbero anche risultare fondamentali per lo sviluppo ulteriore del caso.

Di sicuro interesse, tuttavia, l’ammissione da parte del giudice di un’argomentazione che potenzialmente potrebbe consentire a chiunque – sempre che si arrivi in giudizio – di iniziare o proseguire nell’attività di commercializzazione dei cloni Mac fino alla chiusura del caso. Se nei prossimi giorni (Psystar ha una settimana di tempo per presentare una nuova memoria, Apple tre per rispondere) il giudice dovesse ritenere valide alcune delle tesi proposte da Psystar, in breve si assisterebbe probabilmente alla fioritura di molti emuli dell’azienda di Miami.

Ora Psystar punta infatti il dito su un eventuale “abuso” della legge sul copyright da parte di Apple, che avrebbe vincolato forzosamente la vendita di Mac OSX ai suoi computer. Sebbene il giudice si sia dimostrato disponibile ad ascoltare queste argomentazioni, tuttavia, non è detto che intenda accoglierle: occorrerà attendere ancora alcune settimane per scoprire la conclusione della vicenda, ma già dalla prossima ci potrebbe essere spazio per qualche novità visto che è in programma un’udienza di mediazione. ( L.A. )

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  • Canadienne scrive:
    Il Canada non è (solo) anglosassone
    Il Canada non può essere citato come una nazione anglosassone.
  • un vero slacker scrive:
    BALLE.
    "le applicazioni commerciali tendono a ottenere patch molto più velocemente dell'open source, perché chi sviluppa il software ha molto di più da perdere di un programmatore open source"COME DA OGGETTO. E MAGARI FORTIFY E' SPONSORIZZATA DA QUALCHE BELLA CORPORAZIONE...
  • boom scrive:
    L'open source è solo ideologia
    La velocità con cui l'open source corregge i bachi è direttamente proporzionale alla guerra con microsoft, quindi alla sua ideologia cieca.battutto il suo nemico, l'open source non ha più nulla da perdere nel mandare di tanto in tanto i suoi "clienti" a quel paese.
  • sylvaticus scrive:
    uk conservatori.. e ci vivo...
    vivo metà del mio tempo in UK.. non fosse che c'hanno il "XXXX" della lingua inglese la loro inefficiente economia sarebbe tracollata da un pezzo...cque per rimanere in tema, linux e l'open source in Inghilterra quasi non esistono.. vedi le classifiche sulla diffusione di Firefox su netapplication.. sempre gli ultimi in europa.. a parte pochi addeddi ai lavori non sanno proprio cosa sia.. sono degli ostinati conservatori.. le locomotive a vapore non le hanno volute sostituire fino agli anni '70..
    • sylvaticus scrive:
      Re: uk conservatori.. e ci vivo...
      http://www.atinternet-institute.com/en-us/browsers-barometer/firefox-march-2008/index-1-2-3-127.html
    • The Punisher scrive:
      Re: uk conservatori.. e ci vivo...
      - Scritto da: sylvaticus
      vivo metà del mio tempo in UK..Vivo il 100% (vacanze escluse) in UK, ho lavorato in un famoso city council di Londra ed ora lavoro per una ditta privata.
      cque per rimanere in tema, linux e l'open source
      in Inghilterra quasi non esistono..In ambito pubblico ti do ragione, in ambito privato un po' meno.
  • Steve Austin scrive:
    In italia esiste già
    http://www.giovannipecora.it/?p=92
  • Santos-Dumont scrive:
    Palle
    E ribadisco (in merito alle affermazioni britanniche): palle.La verità è che con il software libero sarebbero obbligati a distribuire i sorgenti e chiunque potrebbe potenzialmente verificarli, vanificando buona parte dei tentativi di inserire backdoor o altre porcherie analoghe.D'altronde non mi meraviglio: la "patria della privacy" s'è trasformata in pochi anni in un'aspirante GB oppressiva a la "V for Vendetta".
  • Den Lord Troll scrive:
    E.I.
    siori e siore ARRUOLATEVI nel miglior esercito dell'universo.... potrete imparare tante cose e sarete equipaggiati di tutto punto con materiali all'ultimo grido![img]http://www.ely.org.uk/livinghistory/soldier.jpg[/img]AI UANT IU - [img]http://www.difesa.it/NR/rdonlyres/F3B231BB-79B1-4D1B-8F60-7C04CB341D88/14867/MinLaRussa.jpg[/img]
  • vac scrive:
    - sicuro? + lento?
    Quando viene trovato un baco:Firefox viene patchato in meno di 28 oreI.Explorer (come tutti i programmi M$) richiedono almeno la fine del mese.La vera differenza sta' tra le software house serie ed M$
    • Lemon scrive:
      Re: - sicuro? + lento?
      - Scritto da: vac
      Quando viene trovato un baco:
      Firefox viene patchato in meno di 28 ore
      I.Explorer (come tutti i programmi M$) richiedono
      almeno la fine del
      mese.

      La vera differenza sta' tra le software house
      serie ed
      M$Credo che il problema non sia di windows contro linux o IE contro firefox, il problema è software per PA open-source o closed.Per quanto mi riguarda è vero quello che dicono in GB: molti software mascherati come "open" in realtà te li danno solo se compri l'installazione e la manutenzione, copiarli è praticamente impossibile perchè te li danno su macchine virtualizzate con configurazioni ad hoc praticamente sconosciute. Anche se riuscissi a capire come funziona e ottenere il sorgente, appena esce una aggiornamento sei di nuovo fuori dai giochi e rifare la procedura da capo. Naturalemente i costi dei servizi non sono mica noccioline.D'altra parte ci sono software completamente aperti ed accessibili... ma non aggiornati!.Vedere pre credere!
      • vac scrive:
        Re: - sicuro? + lento?
        Quindi confermi:La vera differenza sta' tra le software house serie/oneste ed altre meno serie/disoneste.
        • Lemon scrive:
          Re: - sicuro? + lento?
          - Scritto da: vac
          Quindi confermi:
          La vera differenza sta' tra le software house
          serie/oneste ed altre meno
          serie/disoneste.Confermo il fatto che se c'è la possibilità di mangiarci ci si mangia alla grande, che sia closed o open l'azienda che lo fa ha tutta l'intenzione di non farsi scappare il business di mano. Il mito dei/del programmatore/i che lo paghi e ti fa un bel prodotto open che funziona alla grande... io nella PA non l'ho ancora visto. Infatti alla fine non capisco perchè il CNIPA non apre un bell'ufficio con 400/500 persone e inizia a farsi tutti i software che vuole e vengono forniti gratis alle amministrazioni, bho...
          • nome e cognome scrive:
            Re: - sicuro? + lento?

            Infatti alla fine non capisco perchè il CNIPA non
            apre un bell'ufficio con 400/500 persone e inizia
            a farsi tutti i software che vuole e vengono
            forniti gratis alle amministrazioni,
            bho...Ci manca solo l'ennesimo carrozzone statale...
          • GIgoachef scrive:
            Re: - sicuro? + lento?
            - Scritto da: nome e cognome

            Ci manca solo l'ennesimo carrozzone statale...Non capisco però perché, se riteniamo giusto e necessario che esistano i pompieri, il servizio sanitario nazionale, l'esercito (opinabile), le forze dell'ordine, non dovremmo poter disporre anche di un "corpo" dello Stato con la funzione di mantenere e coordinare le infrastrutture informatiche (open) che servono alla pubblica amministrazione.E' ovvio che poi l'efficienza di tale "corpo" dovrebbe essere garantita, in modo da non farlo diventare l'ennesimo carrozzone statale, ma questa è responsabilità dei politici.
      • BlueSky scrive:
        Re: - sicuro? + lento?
        - Scritto da: Lemon
        Per quanto mi riguarda è vero quello che dicono
        in GB: molti software mascherati come "open" in
        realtà te li danno solo se compri l'installazione
        e la manutenzione,E quindi chiusi, non sono nè free nè osi. Sono solo programmi che, a pagamento, prevedono la fornitura del sorgente. Come MS con Windows. Ora Windows rientra nei software open source?La differenza tra open e closed è che fra cinque anni quando l'azienda che produce il sw, distribuito in migliaia di copie e capillarmente in ogni ufficio pubblico, deciderà che la manutenzione costerà dieci volte tanto potrà farlo. Difficilmente lo stesso vale per soluzioni open, magari già pronte, o sviluppate in collaborazione tra tutte le PA (magari anche a livello comunitario). Perché non ha senso che il programma usato in una ASL, ad esempio, sia diverso da provincia a provincia, con costi che si moltiplicano e programmi che magari rimangono pure mediocri.
        • Funz scrive:
          Re: - sicuro? + lento?
          Open source non significa necessariamente gratis. Riguarda solo l'obbligo di rendere disponibili i sorgenti.
          • H5N1 scrive:
            Re: - sicuro? + lento?
            Abbraccio più la definizione di Free-software che di Open-Source. "Free software" is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of "free" as in "free speech," not as in "free beer." "Free software" è una questione di libertà, non di prezzo.Per capire il concetto dovreste pensare a "libero" come nel "libertà di parola" e non in "birra gratis".:)Fonte:http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
          • BlueSky scrive:
            Re: - sicuro? + lento?
            - Scritto da: Funz
            Open source non significa necessariamente gratis.
            Riguarda solo l'obbligo di rendere disponibili i
            sorgenti.uff... letto in fretta e capito lucciole per lanterne... vabbè... scusate.Per precisare... riguardo al fatto che sia più difficile con sw open alzare i prezzi a dismisura sta nella maggiore concorrenza che questo modello di sviluppo comporta. Non vedrei più conti da 3000 euro per cambiare dieci righe di codice, fatto da un apprendista assunto da poche settimane a 650 euro al mese (un mio ex collega qualche anno fa).Non mi interessa il costo ecc del programma, ma qualunque software sviluppato su commessa con soldi pubblici dovrebbe essere open source, per evitare ricatti futuri alla pubblica amministrazione, permettere a chi lo voglia di verificare la qualità del software e che non ci siano sorpresine (soprattutto in ambiti delicati come quello sanitario, che non ho citato a caso).
          • vintage scrive:
            Re: - sicuro? + lento?
            - Scritto da: Funz
            Open source non significa necessariamente gratis.
            Riguarda solo l'obbligo di rendere disponibili i
            sorgenti.Infatti.I risparmi sul sw li puoi fare su quello di massa come una distribuzione linux oppure open office. Difficile che un programmatore o sw house si metta a costruire sw gratuito per la contabilita o la gestione delle cartelle mediche. Un programmatore di sw gratuito si impegna in sw che ritiene interessanti da sviluppare.Comunque per una azienda avere sw con sorgenti potrebbe essere una oppportunita di non dipendere al 100% dal fornitore ma , naturalmente , dipende anche dal tipo di contratto stipulato.Risultato: non credo molto in un grande risparmio tenendo conto che il costo maggiore del sw non va nei sistemi operativi o nei word proXXXXXrs ma nel sw applicativo che rappresenta il core dell' azienda
        • massimo scrive:
          Re: - sicuro? + lento?

          Perché non ha senso che il
          programma usato in una ASL, ad esempio, sia
          diverso da provincia a provincia, con costi che
          si moltiplicanopurtroppo è quello che invece succede, si utilizzano in stesse amministrazioni programmi che non dialogano neppure tra se stessi, con contratti di appalto che sono praticamente decisi da chi ha il monopolio deell'assistenzase si addoterebbero soluzioni open (= diverso da gratuito) = più scelta e competizione = prezzi più onesti e maggior affidabilità
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