Apple, tra tablet e flussi di musica

A Cupertino si alza la temperatura delle speculazioni: c'è chi prevede nuovi servizi di streaming e chi parla di patti segreti con le major per sospingere le vendite anemiche degli album musicali completi

Roma – La calda estate della Mela potrebbe preannunciare un autunno e un inverno altrettanto bollenti se le speculazioni sul fronte della distribuzione digitale connessa a fantomatiche quanto gettonatissime nuove piattaforme hardware si rivelassero fondate. Apple sta lavorando al suo tanto atteso tablet , dicono le suddette speculazioni, a stretto contatto con le major discografiche desiderose di abbandonare il modello a singola traccia (musicale) di iTunes per intraprendere la strada degli album digitali completi .

Secondo quanto sostengono le solite fonti bene informate, il rinnovato accordo tra Apple e l’industria della musica – spesso in disaccordo per le modalità di distribuzione dei contenuti su iTunes e sulle spartizioni – si chiama “Cocktail” e dovrebbe concretizzarsi entro le prossime vacanze natalizie con il summenzionato tablet, assieme a tipologie di accesso agli album musicali tali da marcare una vera e propria rivoluzione rispetto al mercato attuale.

In realtà non è ben chiaro se Cocktail sia un progetto separato rispetto al tablet – e si indirizzi quindi anche agli altri dispositivi multimediali di Cupertino, iPod, iPhone e quant’altro – oppure rappresenti il suo complemento ideale. A risultare invece evidente è la volontà dell’industria di cambiare gioco , dopo svariati anni di protezionismo non sempre efficace e qualche miliardo di tracce singole vendute su iTunes, provando a trasferire in digitale quello che è sempre stato il business più proficuo per le etichette, vale a dire gli album musicali completi.

Oltre alla musica, sostengono le fonti, il tablet di Apple potrebbe rappresentare uno strumento di fruizione ideale anche per i film e i libri. Entro la fine dell’anno Cupertino potrebbe insomma rivoluzionare la distribuzione digitale di prodotti multimediali ed editoriali, mettendosi in quest’ultimo caso di traverso rispetto ai lettori di ebook e alla crescita del fenomeno ( distopico ) del Kindle di Amazon.

Non bastassero le speculazioni sul fronte tablet ad animare la discussione sul futuro dell’entertainment che passa per Apple nella sua funzione di gatekeeper della distribuzione digitale, l’annuncio della realizzazione di un’applicazione specifica per iPhone da parte di Spotify riscalda l’atmosfera anche sul fronte dello streaming musicale.

Spotify è stato definito un “iTunes killer” per via dell’estensione della sua libreria di contenuti, la facilità d’uso e la disponibilità di piani di accesso gratuiti (con advertising) o “premium” a pagamento (9,99 euro al mese). Fanno fede al potenziale successo dell’iniziativa i sei milioni di utenti già rastrellati in giro per l’Europa, e il fatto che l’ applicazione per iPhone dovrebbe permettere agli utenti di conservare una copia temporanea delle playlist in mancanza di una connessione alla rete.

Tutto starà ora a come si comporterà Apple nel concedere (o rifiutare) l’autorizzazione a distribuire il tool sull’App Store, e qui la situazione si complicherebbe non poco: formalmente Cupertino sarebbe un competitor di Spotify con il suo store musicale, ma in pratica iTunes si fonda su un modello di business diverso. La risposta della Mela Morsicata non è dunque scontata, e c’è chi addirittura ipotizza che potrebbe concretizzarsi nella forma di un servizio di streaming proprietario .

Alfonso Maruccia

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  • fsdfs scrive:
    fsfs
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  • Linux Fedora 11 scrive:
    Pirati = Terroristi
    Ma chi sono i terroristi?Se vi interessa, leggete qui:
    Il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento,
    ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano alla
    violenza e al dominio delle autorità europee in Africa e
    in Asia.http://antonellarandazzo.blogspot.com/2007/05/origine-e-significato-del-concetto-di.htmlCiao
  • Funz scrive:
    La cultura non è merce
    E' ora di togliere a questi pescecani il monopolio della diffusione della cultura.
    • Voriano scrive:
      Re: La cultura non è merce
      - Scritto da: Funz
      E' ora di togliere a questi pescecani il
      monopolio della diffusione della
      cultura.E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad una sorta di MINCULPOP di mussoliniana memoria?Se la cultura non avesse davvero un prezzo elevato, la vera cultura intendo, quella capace di trasformare una mezza capra figlia di papà iscritta in una prestigiosa e costosissima università in un professionista sia pure mediocre, la cultura si estinguerebbe. Nessun geniale professore metterebbe il suo talento a disposizione di queste persone (se lo fa è solo per denaro) e forse, ma dico forse, in un eccezionale impeto di altruismo si concentrerebbe solo su quelli più dotati ma poco danarosi.Mai sentito il detto : il mestiere, l'arte di fare, si "ruba" e non si impara?Così è per la cultura, che richiede sforzo, osservazione, occhi e orecchie pronti a rubare i dettagli, le sfumature: ciò che veramente conta per capire.
      • Guybrush scrive:
        Re: La cultura non è merce
        - Scritto da: Voriano
        - Scritto da: Funz[...]
        E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad
        una sorta di MINCULPOP di mussoliniana
        memoria?Al momento la direzione e' quella del minculpop. Pochi editori che diffondono cultura col contagocce, con strategia da monopolista e quindi col contagocce.
        Se la cultura non avesse davvero un prezzo
        elevato, la vera cultura intendo, quella capace
        di trasformare una mezza capra figlia di papà
        iscritta in una prestigiosa e costosissima
        università in un professionista sia pure
        mediocre, la cultura si estinguerebbe.Da buon romano ti rispondo:King, Soldatino e D'Artagnan.Siccome non so se sei romano ti invito a cercare la risposta che diede il signor Mandrake al riguardo.Youtube e Google sapranno darti indicazioni piu' esatte.
        Nessun
        geniale professore metterebbe il suo talento a
        disposizione di queste persone (se lo fa è solo
        per denaro) e forse, ma dico forse, in un
        eccezionale impeto di altruismo si
        concentrerebbe solo su quelli più dotati ma poco
        danarosi.Attualmente e' cosi' in Italia: chiunque abbia un minimo di capacita' e non abbia la vocazione del santo mette il proprio talento a frutto in modi assai piu' vantaggiosi. Insomma: passare 9 mesi a litigare con gruppi di 25 persone nel tentativo di trasformarli da selvaggi a cittadini responsabili e', obiettivamente dura.Se almeno il lavoro fosse pagato senza andare in rosso... invece l'insegnante, in italia e' e rimane una delle professioni peggio pagate in assoluto.
        Mai sentito il detto : il mestiere, l'arte di
        fare, si "ruba" e non si
        impara?
        Così è per la cultura, che richiede sforzo,
        osservazione, occhi e orecchie pronti a rubare i
        dettagli, le sfumature: ciò che veramente conta
        per
        capire.Quindi, per ricollegarmi alla citazione di Febbre da Cavallo, cosa proponi: cultura per pochi eletti e tutti gli altri vadano al diavolo? Perche' questo e' quel che si evince dal tuo intervento.Il monopolio va spezzato, non va tutelato: i monopoli procurano vantaggi solo a chi li detiene a discapito di tutti gli altri e se monopolizzi la cultura, nel lungo periodo, stronchi una nazione perche' estingui la sua cultura.La cultura e' informazione e in quanto tale esiste se e soltanto se e' conoscibile E comunicabile: riduci uno di questi due parametri ne rallenti la diffusione fino a distruggerla.-- GT
        • MegaJock scrive:
          Re: La cultura non è merce
          - Scritto da: Guybrush
          Insomma: passare 9 mesi a litigare con gruppi di
          25 persone nel tentativo di trasformarli da
          selvaggi a cittadini responsabili e',
          obiettivamente
          dura.Dura 9 mesi il servizio militare?
        • Voriano scrive:
          Re: La cultura non è merce
          - Scritto da: Guybrush
          Quindi, per ricollegarmi alla citazione di Febbre
          da Cavallo, cosa proponi: cultura per pochi
          eletti e tutti gli altri vadano al diavolo?No, la cultura deve essere accessibile a tutti, ma atutti quelli che volgiono pagarsela.Se hai grandi capacità e pochissimi soldi ci sono già forme di aiuto pubblico, borse di studio, eccQuello che invece sembra di capire dai post di molti che vorrebbero tutto gratis è l'illusione che basti avere una fornita biblioteca pubblica per lasciare acculturare le persone con pochi soldi: se così fosse i professori non esisterebbero (escludiamo i geniacci autoditatti, ovviamente).
          Perche' questo e' quel che si evince dal tuo
          intervento.
          Il monopolio va spezzato, non va tutelato: i
          monopoli procurano vantaggi solo a chi li detiene
          a discapito di tutti gli altri e se monopolizzi
          la cultura, nel lungo periodo, stronchi una
          nazione perche' estingui la sua
          cultura.
          La cultura e' informazione e in quanto tale
          esiste se e soltanto se e' conoscibile E
          comunicabile: riduci uno di questi due parametri
          ne rallenti la diffusione fino a
          distruggerla.

          -- La cultura è potere ed è inevitabile che la vera cultura sia di pochi (tra l'altro la stragrande maggiornaza delle persone non ne è interessata perchè comunque richiede sforzo). Non si tratta di difendere monopoli, ma di lasciare che chi vuole acculturarsi si paghi gli studi, fatte salve le eccezioni per i meritevoli di cui sopra.
      • Funz scrive:
        Re: La cultura non è merce
        - Scritto da: Voriano
        - Scritto da: Funz

        E' ora di togliere a questi pescecani il

        monopolio della diffusione della

        cultura.
        E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad
        una sorta di MINCULPOP di mussoliniana
        memoria?ma perchè deve essere per forza un monopolio? Non si potrebbe avere qualcosa che assomigli a un mercato?Poi non capisco cosa c'entri l'insegnamento: quello si fa per soldi, certo, ma anche e soprattutto per passione.
  • Alessandrox scrive:
    Il problema e' la scelta del nome...
    Per come viene percepito il termine PIRATA, tranne che per una ristretta cerchia di "addetti ai lavori" e "utenti avanzati" particolarmente ascculturati, questo ha poco a che vedere con le liberta'... e viene piu' percepito come in relazione all' assenza di responsabilita', quindi i sistemi di potere, giocando su questa percezione del termine lavoreranno bene per accusarlo, per farlo apparire come qualcosa di negativo... insomma i pirati se le son cercate. Voler combattere certi sistemi costituiti in modo cosi0' diretto e' come voler affrontare un caprone o un toro pr endendolo per le corna... TI FA A PEZZI. PUNTO. Per questo ritengo le mosse di questo "partito" in buona parte giuste nel merito ma sbagliatissime nel metodo; il fatto e' che in questo modo finiranno per PERDERE snaturando i giusti principi che vorrebbero promuovere che alla fine verranno fatti passare per IDEE PERICOLOSE... guardate che la posta in gioco e' ELEVATISSIMA... io non affiderei MAI la tutela di questi principi a degli sprovveduti arraffoni armata brabcaleone... coem sono questi del PP.
  • Mauro scrive:
    I cittadini sarebbero un pericolo?
    No perché se il partito pirata conquista posizioni è grazie a chi lo vota, ovvero i cittadini... e se il partito pirata sarebbe secondo questi signori pro-copyright, pericoloso per l'europa, allora stanno dicendo che i cittadini europei sono pericolosi per l'europa... bella figura di M!
    • pabloski scrive:
      Re: I cittadini sarebbero un pericolo?
      infatti l'Europa è una dittatura mascherata da democrazia, in cui il potere vero è detenuto dalla BCE e dalla Commissione
  • tandreatta scrive:
    I pirati sono loro
    Le aziende si sono progressivamente impadronite della nostra libertà di espressione, della nostra conoscenza e della nostra cultura.Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere i diritti degli autori di testi e di musica, per il tramite dei loro editori. Poi, una legge dopo l'altra, gli editori sono diventati i proprietari della cultura. Le opere oggi sono tutelate fino a 70 anni dopo la morte dell'autore.E, grazie ai DRM, anche oltre.Sono passati i pirati delle aziende e si sono portati via la nostra cultura.
    • Guybrush scrive:
      Re: I pirati sono loro
      - Scritto da: tandreatta
      Le aziende si sono progressivamente impadronite
      della nostra libertà di espressione, della nostra
      conoscenza e della nostra
      cultura.
      Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere i
      diritti degli autori di testi e di musica, per il
      tramite dei loro editori.Bum! Tre secoli fa... tecnicamente hai ragione, ma stiamo parlando del 1839: nel 2039 il diritto d'autore compira' 200 anni.Cerca "Oberto Conte di S. Bonifacio", di un certo G. Verdi.
      Poi, una legge dopo
      l'altra, gli editori sono diventati i proprietari
      della cultura. Le opere oggi sono tutelate fino a
      70 anni dopo la morte
      dell'autore.Come non quotarti? Solo: occhio che sono 70 in italia, all'estero si arriva anche a 95 e ci sono state proposte di portarli a 120.
      E, grazie ai DRM, anche oltre.Vorrei essere ottimista quanto te, ma e' peggio: grazie ai DRM un'opera puo' essere irrimediabilmente distrutta o almeno non fruibile per molti anni ancora: l'editore che ne possiede i diritti (e le chiavi crittografiche) puo', se lo vuole, distruggerle in modo quasi irreparabile, al fine di fare spazio ad opere piu' redditizie.Prendi una sonata di Ray Charles: tra una 70ina d'anni non ci saro' piu', ma sara' possibile diffondere a piacimento ogni singolo brano registrato dall'autore.Se fossero stati tutti sotto DRM l'editore avrebbe potuto distruggere le chiavi impedendo a tutti di diffondere quei brani, magari per far spazio a qualche esecuzione degli stessi brani ad opera di un artista contemporaneo e "firmato" col marchio che nel frattempo e' diventato di pubblico dominio pure quello.Lo so, a pensar male si fa peccato...-- GT
      Sono passati i pirati delle aziende e si sono
      portati via la nostra
      cultura.
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: I pirati sono loro
        - Scritto da: Guybrush
        - Scritto da: tandreatta

        Le aziende si sono progressivamente impadronite

        della nostra libertà di espressione, della
        nostra

        conoscenza e della nostra

        cultura.

        Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere
        i

        diritti degli autori di testi e di musica, per
        il

        tramite dei loro editori.
        Bum! Tre secoli fa... tecnicamente hai ragione,
        ma stiamo parlando del 1839: nel 2039 il diritto
        d'autore compira' 200Circa 50 anni prima, nel 1790Fonte (a 3 minuti e 40 secondi):[yt]NNpjv_zDCsM[/yt]
  • fra martino scrive:
    I pirati sono ladri.
    I broadcaster avvertono: i pirati sono ladri. Senti chi parla.
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: I pirati sono ladri.
      - Scritto da: fra martino
      I broadcaster avvertono: i pirati sono ladri.
      Senti chi parla.Un po' come i videotecari, che fino a ieri vendevano copie pirata e noleggiavano le copie per la vendita... oggi si sono tutti svegliati e sul loro forum vanno tutti d'amore e d'accordo col signor DAVIDE ROSSI di UNIVIDEO, l'autore della proposta "antipedofili" della Carlucci... vedihttp://punto-informatico.it/2571878/PI/Lettere/carlucci-ddl-tutela-dei-minori.aspx
  • Eduardo scrive:
    Pirateria
    [yt]NNpjv_zDCsM[/yt]
  • skyeye scrive:
    liberta' di stampa
    vedo con molto dispiacere che la linea di PI si sta sempre piu' uniformando ai dettami di partito (edizioni master, monte dei paschi di siena).. complimenti signora (o signorina) Francesca, fara' sicuramente carriera (sempre che vi resti uno Stato in cui abbia senso farla..)
    • Ignorante scrive:
      Re: liberta' di stampa
      A me PI piae così! Brava signorina Francesca...stia come torre ferma che non crolli giammai la cima per soffiar di venti! Gli elettori, poi, non sono affatto confusi, forse ci vedono torppo chiaramente. A quando in italia?
      • skyeye scrive:
        Re: liberta' di stampa
        Peccato che tu parli di fermezza quando non ti sei accorto del netto cambiamento di rotta di PI dopo l'acquisizione da parte di Ed Master.. Io lo seguo da tantissimo tempo (credo da 8/10 anni) e mi sta piacendo sempre meno.. spero avrai la fortuna di leggere questo commento perche' prima o poi sparira' con tutto il thread come e' gia' sucXXXXX..
      • skyeye scrive:
        Re: liberta' di stampa
        - Scritto da: Ignorante
        Gli elettori, poi, non sono affatto confusi,
        forse ci vedono torppo chiaramente. vedono troppa televisione, intendevi forse?
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: liberta' di stampa
      Uniformando a cosa?Boh, mi pare un pezzo di cronaca piuttosto asettico.Una sola domanda: chi accidenti è Francesca? :DL
      • skyeye scrive:
        Re: liberta' di stampa
        Federica, infatti, ma anche un "Ignorante" ha capito che mi riferivo all'autrice dell'articolo..Sono contento per voi che avete fatto un salto di "qualita'" dal punto di vista lavorativo entrando in un grande gruppo.Peccato che avete perso un po' (tanta) indipendenza..
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: liberta' di stampa
          Ma indipendenza da che?Dal partito pirata? Dai pirati? Dall'ammiraglio Nelson?Non si capisce...
  • Eduardo scrive:
    Dedicato ad aepoc
    Dedicato ad aepoc[yt]k4e6x_LucIE[/yt]:-D
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Ridicoli
    LA TASSA SUI SUPPORTI VUOTI E' UN FURTO visto che in cambio di soldi da noi pagati in favore dei detentori dei diritti non ci dà la garanzia di non essere perseguiti se copiamo materiale di loro proprietà... quindi paghiamo ai detentori del copyright dei soldi sull'unico materiale che possiamo mettere su quei supporti, materiale su cui loro non hanno alcun diritto!! Software libero, foto nostre, eccetera...O la tassa, O la criminalizzazione.I miei soldi li avete con la tassa. E ve li prendete anche se su quel supporto ci metto solo materiale libero.LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 luglio 2009 00.44-----------------------------------------------------------
    • Voriano scrive:
      Re: Ridicoli
      - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
      I miei soldi li avete con la tassa. E ve li
      prendete anche se su quel supporto ci metto solo
      materiale
      libero.
      LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!! LADRI!!!--------------------------------------------------La tua è una battaglia persa.Credo che lo scopo di quella tassa sia per compensare i detentori di diritti, non per salvaguardare i consumatori che acquistano i supporti per metterci materiale proprio.E' il prezzo -iniquo finchè vuoi - che paghiamo per il fatto che la pirateria esiste, opera clandestinamente e non alla luce del sole e quindi senza nessuna legittimità, nobiltà d'intenzioni (fino ad un certo punto condivisibili, se parlaimo di riforma e non di abolizione del diritto d'autore).Chiediti perchè non esite in modo così massiccio quanto il fenomeno della pirateria un movimento che agisca collo strumento della disobbedienza civile contro le major. Eppure Internet favorirebbe parecchio la cresita di questi movimenti. La realtà è che di una battaglia civile per abolire iniquità non frega a nessuno. Tutti vogliono tutto, subito e gratis.
      • Guybrush scrive:
        Re: Ridicoli

        La tua è una battaglia persa.[...]
        Tutti vogliono tutto, subito e
        gratis.Parla per te: non ci sono battaglie perse in partenza, ma buone battaglie. Se e' buona, vale sempre la pena combattere perche' se combatti puoi perdere, ma se non combatti hai gia' perso.Saluti.-- GT
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Ridicoli
        - Scritto da: Voriano
        La tua è una battaglia persa.
        Credo che lo scopo di quella tassa sia per
        compensare i detentori di diritti,Compensarli da cosa, visto che possono perseguirmi?E che li ho pagati a fare?Se li pago PRETENDO di metterci materiale di loro proprietà senza essere perseguito. E visto che LI PAGO mi riterrò sempre nel giusto, indipendentemente da cosa dirà una legge... scritta da loro stessi (legge Urbani, governo del proprietario di MEDUSA, MEDIASET e RTI MUSIC...)
        Chiediti perchè non esite in modo così massiccio
        quanto il fenomeno della pirateria un movimento
        che agisca collo strumento della disobbedienza
        civile contro le major.Non esiste "in modo così massiccio" (ma esiste) perché la propaganda di stato funziona abbastanza bene. Le persone sveglie, che non credono più a quanto raccontato da politici, magistratura, sindacati e produttori (major comprese), sono relativamente poche, e sono tutte o quasi tutte raccolte nelle nuove generazioni, di cui una parte non vota ancora, e quelli che votano hanno un peso ancora minimo sul potere.Inoltre, in Italia non esiste allo stato d'oggi nessun partito paragonabile al PiratPartiet svedese, e tanti non vanno a votare proprio per questo... a me del resto del programma di un partito non importa un tubo, io voto un partito che persegua pochi e semplici obiettivi, il programma elettorale deve essere di massimo 10 righe chiare e comprensibili a tutti, senza parole vuote come "più sicurezza", "meno tasse per tutti", e altre baggianate simili... Un programma del genere lo voterei:1) Vogliamo abolire definitivamente il diritto d'autore o perlomeno vogliamo restituirlo al singolo autore, togliendo una volta per tutte la possibilità a terzi, che non sono gli autori delle opere (ma sono eredi, major, agenti siae...) di guadagnare su opere non loro.2) Vogliamo ridurre tali diritti in relazione al mezzo adoperato e al suo grado di obsolescenza andando ripartiti secondo le seguenti durate:- 6 mesi per giornali, riviste (anche online o in formato digitale);- 3 anni per i programmi informatici e per le enciclopedie;- 5 anni per la musica;- 10 anni per le opere audiovisive (film, cartoni animati, fiction, telefilm, spot pubblicitari e quant'altro);- 20 anni per i libri, le raffigurazioni figurative (sotto qualunque forma, analogica, digitale, materiale, meccanica, pittorica, scultorica eccetera) e le opere teatrali (commedie, drammi).Tali limiti valgono dal momento della prima diffusione dell'opera al pubblico, sotto qualunque forma essa avvenga e in qualunque parte del mondo. Qualora l'opera non sia più usufruibile attraverso i tradizionali canali previsti per l'opera stessa, i diritti decadono comunque dal momento stesso in cui l'opera non è più usufruibile, anche se il tempo trascorso fosse inferiore a quanto previsto sopra. I diritti d'autore sono personali e non trasferibili, né ereditabili a nessun titolo. Qualunque disposizione precedente è abrogata.2bis) L'utilizzo delle opere i cui diritti siano scaduti per i termini o le condizioni di cui al punto 2, è libero a qualunque titolo (anche a fine di lucro), senza dover pagare o corrispondere alcunché.2ter) La società SIAE, Società Italiana Autori ed Editori, è sciolta e non ha più alcuna giurisdizione sul territorio dello Stato. Gli autori devono organizzarsi autonomamente o con altre società di raccolta; gli utilizzatori a pagamento delle opere (ad esempio il regista di un'opera teatrale non sua) devono informarsi preventivamente, prima della rappresentazione, su come pagare i diritti all'autore.3) Vogliamo permettere a tutti lo scambio libero di tutte le opere dell'ingegno purché esso avvenga a titolo gratuito, allo scopo di crescita socioculturale del Paese, secondo lo stesso principio per il quale l'istruzione pubblica è gratuito e obbligatorio.Quante righe sono? Più delle 10 che avevo preventivato in effetti, ma comunque non molte. Un programma di partito con questi punti, e solo questi, sarebbe certamente votato da me, e non solo da me.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 luglio 2009 01.55-----------------------------------------------------------
        • Voriano scrive:
          Re: Ridicoli
          Modificato dall' autore il 29 luglio 2009 01.55
          --------------------------------------------------Fermo restando il fatto che son d'accordo sulla riforma del diritto di autore, quello che tu dici già in poche righe ha molte lacune.Innazitutto un programma politico di soli 10 righe si presta, come del resto le poche parole usate per formularlo, a molte interpretazioni e ambiguità.Hai mai visto la stesura di un contratto e la ripetitività con cui ricorrono ceeti termini, talvoltà la prolissità (fino al limite della noia che spinge molti a non leggerlo fino in fondo)? Appunto, serve per evitare o ridurre al minimo le ambiguità.Se un elettore degno di questo nome non ha il tempo ogni 3 o 4 anni, a volte anche ogni anno, di leggersi qualche paginetta di un programma politico di un partito che lo interessa, è meglio che non vada a votare (anche perchè forse non è degno: farebbe più male alla democrazia che bene!).Poi mi par di capire che tu vorresti di fatto l'abolizione del diritto ad ereditare per i discendenti degli autori. Allora dovresti mettere in discussione il diritto ad ereditare di tutti , autori o altri che fanno un diverso mestiere. Così limiteresti di fatto la libertà per una persona di disporre dei suoi beni come meglio crede anche dopo la sua morte.Solo per rimanere alla questione eredità: chi ti dice che l'autore abbia sucXXXXX immediatamente in vita e non sucXXXXX postumo? Se ha vissuto con l'aiuto economico di quelli che poi saranno suoi eredi, ti sembra giusto o no che a questi venga riconosciuto un diritto di ereditare i proventi del defunto autore che ha sucXXXXX commerciale dopo morto?Tralascio il resto, perchè in formulazioni di legge puoi mettere quel che vuoi, quindi quello che per te va bene per altri potrebbe non andare lo stesso bene.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Ridicoli
            - Scritto da: Voriano
            Poi mi par di capire che tu vorresti di fatto
            l'abolizione del diritto ad ereditare per i
            discendenti degli autori. Allora dovresti mettere
            in discussione il diritto ad ereditare di tutti ,
            autori o altri che fanno un diverso mestiere.Non mi pare proprio infatti che gli eredi continuino a percepire lo stipendio o la pensione, ma usufruiscono dei beni che il de cuius ha messo da parte quando era in vita. In tali beni non rientra affatto il "vitalizio" che attualmente dà il diritto d'autore, per nessun altro tipo di lavoro.Anzi, l'INPS o chi per loro è molto solerte nel chiudere i rubinetti non appena ha notizia della morte di un pensionato...Quindi per quale motivo si dovrebbe continuare a percepire dei soldi per cose che non si sono fatte?Anche lo stesso fatto che i diritti continuano finché l'autore è in vita non ha alcun senso, perché blocca la creatività. Nessuno viene pagato una vita per una cosa sola che ha fatto. Tutti, se vogliamo essere pagati, dobbiamo lavorare e produrre, in continuazione; non è che se smettiamo di lavorare continuiamo a percepire soldi, il sistema collasserebbe.Perché lo stesso discorso non vale per un muratore? Il muratore, a differenza dell'autore, lavora e costruisce un palazzo, percepisce i soldi per il lavoro e basta. Non percepirà altri soldi una volta concluso quel palazzo, se non si metterà a fare altri palazzi. Non percepirà soldi se qualcuno usufruirà di quel palazzo da lui costruito. Non percepirà soldi se quel palazzo viene acquistato o venduto. Perché i soldi per quel lavoro li ha avuti e non ha alcun diritto a pretenderne altri, anche se è innegabile che il lavoro sia stato (anche) suo e lui sia stato determinante per la costruzione: se togliessimo di colpo tutti i muri da lui sistemati, anche se non fosse stato l'unico, il palazzo crollerebbe miseramente.Gli autori invece fanno un'opera e guadagnano i diritti su quell'opera per tutta la vita. C'è qualcosa che non torna. Va bene riconoscere per un periodo un giusto guadagno, ma si è abbondantemente superata la misura!C'è gentaglia come gli eredi Bixio che non avendo fatto un accidente continuano a guadagnare su canzoni scritte dal padre e dal nonno più di 50 anni fa!! E hanno il coraggio di affermare che "70 anni dalla morte dell'autore sono pochi"... ma come si fa a percepire praticamente un vitalizio (70 anni dalla morte di un padre è praticamente un vitalizio), peraltro per cose non proprie... e con la crisi che c'è!! Ma andassero a lavorare...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 luglio 2009 15.48-----------------------------------------------------------
          • Voriano scrive:
            Re: Ridicoli
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            Non mi pare proprio infatti che gli eredi
            continuino a percepire lo stipendio o la
            pensione, ma usufruiscono dei beni che il de
            cuius ha messo da parte quando era in vita. In
            tali beni non rientra affatto il "vitalizio" che
            attualmente dà il diritto d'autore, per nessun
            altro tipo di
            lavoro.
            Anzi, l'INPS o chi per loro è molto solerte nel
            chiudere i rubinetti non appena ha notizia della
            morte di un
            pensionato...Hai mai sentito parlare di pensione di reversibilità? Anche perchè ha una logica la sua esitenza.Tutti,
            se vogliamo essere pagati, dobbiamo lavorare e
            produrre, in continuazione; non è che se
            smettiamo di lavorare continuiamo a percepire
            soldi, il sistema
            collasserebbe.Sì, infatti lo scopo principale di molti lavoratori è quello di arrivare il più presto alla pensione o almeno ad uno standard di vita e di sicurezza economica che gli consentano di scegliersi un lavoro più comodo che magari lo accompagni il meno faticosamente possibile alla pensione.da che mondo è mondo l'uomo cerca di ottonere il massimo col minimo sforzo e non mi pare questo diminuisca la creatività, anzi!!!
            Perché lo stesso discorso non vale per un
            muratore? Perchè il muratore fa un lavoro materiale, non trasferibile o copiabile facilmente.Semplice, no?
            Gli autori invece fanno un'opera e guadagnano i
            diritti su quell'opera per tutta la vita. C'è
            qualcosa che non torna. Tra l'altro non è nemmeno vero che il muratore non ha un guadagno indiretto per tutto la vita, anche se in misura relativamente minore.Se ha un impresa si chiama avviamento o comunque, anche se un dipendente, la sua reputazione vale molto sul mercato. Chiedi ai figli di impresari edili se il buon nome della ditta dei prorpri antenati sul mercato dia un plus di valore e benefici ai discendenti.
            proprie... e con la crisi che c'è!! Ma andassero
            a
            lavorare...
            Mi pare che tu non abbia le conoscenze complessive per poter parlare di riforme del diritto d'autore. Riforme sacrosante finchè vuoi.Nemmeno io ce le ho, però volevo solo modestamente rilevare nel mio piccolo le lacune del tuo argomentare.
    • Francesco Brolli scrive:
      Re: Ridicoli
      Modificato dall' autore il 28 luglio 2009 00.44
      --------------------------------------------------
  • Sante Caserio scrive:
    patetico
    certa gente, troppa gente, ha un concetto castrato e ridotto di democrazia per cui essa funziona e va bene solo finchè non minaccia di toccare gli interessi dei ricchi. a questo punto costoro mettono in funzione le trombe propagandistiche per riprogrammare la gente secondo i loro desideri e convenienze. se le trombe non catturano la maggioranza dei consensi, si passa a tribunali e manganelli. se anche questi non sortiscono l'effetto voluto, si chiama l'esercito e si fa un golpe. tutto purchè naturalmente si impedisca al popolo di esercitare realmente i diritti democratici e di attuare cambiamenti sociali radicali. quindi è chiaro che se oggi si deve demonizzare il p2p si comincia con questi titoli cretini sui giornali in attesa di passare al bastone.
  • emmeesse scrive:
    Confusione?
    "la vittoria del Partito Pirata sarebbe un segnale della confusione degli elettori europei..."Mi scappa da ridere.
    • littlegauss scrive:
      Re: Confusione?
      e cosi noi saremmo "confusi"?
      • Roberto Valiani scrive:
        Re: Confusione?
        no, siete ladri consapevoli-
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Confusione?
          - Scritto da: Roberto Valiani
          no, siete ladri consapevoli-Le major che rubano sul software libero e sulle foto di proprietà? Sì in effetti chi FA SOLDI sul materiale di cui non ha diritto è un ladro... lo dicono loro...
        • littlegauss scrive:
          Re: Confusione?
          ladra consapevole sarà tua mamma, io scarico la musica da jamendo.com Inoltre ritengo che il termine pirata si riferisca all'ideologia alla base dell'hacking,libera circolazione di conoscenza insomma.Si ritiene che sia sbagliato dover pagare per vedere un film che ha fatto la storia della cinematografia, anche se è di solo 10 anni fa. Perchè c'è chi non può permetterselo.Si ritiene che sia sbagliato dover rinunciare a vedere un film che fa parte della storia della cinematografia semplicemente perchè agli editori non conviene più tenerlo negli scaffali dei negozi.Si ritiene che la condizione matura sarà un compromesso tra la durata del diritto d'autore ed il diritto alla conoscenza.Attualmente siamo a 70 anni di diritto d'autore.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 luglio 2009 01.29-----------------------------------------------------------
          • Nedanfor scrive:
            Re: Confusione?
            70 dalla morte di tutti gli autori... Quindi se uno scrive un'opera a 20 anni, considerando una vita media di 80, sono 130 anni di diritto d'autore...
    • lufo88 scrive:
      Re: Confusione?
      Leggi fra le righe, loro vogliono dire:"i cittadini hanno cominciato a pensare, rimetteteli davanti alle TV a non pensare".Infatti, secondo questi qui votare partiti xenofobi non è sbagliato, noooooo!
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: Confusione?
      - Scritto da: emmeesse
      "la vittoria del Partito Pirata sarebbe un
      segnale della confusione degli elettori
      europei..."

      Mi scappa da ridere.Ma no, ma che dici... la gente mica si è stufata dei soliti idioti che dicono tutti la stessa cosa (mascherandola con parole diverse) e fanno illudere di stare in democrazia...LA GENTE NON SI E' STUFATA, NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...Basta vedere in Italia l'età media dei parlamentari.Ma prima o poi dovranno pur schiattare, per sfortuna delle major non sono eterni... e quando succederà con quelli più importanti, allora cadranno un bel po' di poltrone...
      • littlegauss scrive:
        Re: Confusione?
        secondo me hai una visione troppo ottimistica, tu ritieni ancora che si abbia il potere di far cadere qualche poltrona. Si vede che sei giovane ;)
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Confusione?
          - Scritto da: littlegauss
          secondo me hai una visione troppo ottimistica, tu
          ritieni ancora che si abbia il potere di far
          cadere qualche poltrona. Si vede che sei giovane
          ;)I parlamentari non sono immortali. Nessuno lo è.Vista l'età media, prima o poi cadranno da soli.Al loro posto non saliranno certo le veline portate da qualcuno... quando i più importanti degli attuali leader politici (soprattutto uno) saranno passati a miglior vita, allora le cose dovranno per forza cambiare.
          • lufo88 scrive:
            Re: Confusione?
            Quoto. A differenza di un altro schieramento politico, non c'è un sostituto dello stesso stampo.
          • littlegauss scrive:
            Re: Confusione?
            certo che è un pò triste dover aspettare che muoia la gente, avrei preferito che non venissero più eletti, ma se il paese è questo...secondo me comunque il trono le reclamerà un pò di gente, formigoni, la moratti, e fini.Almeno si faranno del male da soli come oggi succede alla sinistra.
  • Paolo scrive:
    domanda
    Perchè "minaccia"? Cosa puo mai minacciare la libertà?
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