ARM e il chip zero-consumi

Il designer UK apre la strada alla "internet delle cose". Il Cortex M0+ consuma meno dei predecessori a 8bit, ma è in grado di fare grandi cose con i suoi 32bit

Roma – ARM ha fatto compiere un altro passo avanti all’industria dei microprocessori, presentando un nuovo esponente della famiglia Cortex , chiamato Cortex M0+ . Il nuovo chip ad altissima efficienza energetica verrà utilizzato per collegare alla Rete qualunque tipo di oggetto: nelle speranze del designer britannico, dovrebbe diventare il cuore della cosiddetta “Internet delle cose”.

Innaffiatoi che monitorano l’umidità, frigoriferi che fanno la spesa da soli e ombrelli intelligenti che controllano le previsioni meteo. Gli esperti di tecnologia hanno fantasticato per anni su questo genere di automatismi, ma il versatile processore a 32bit ha finalmente le carte in regola per sostenere le applicazioni industriali e consumer più disparate.

Oltre a migliorare il controllo e l’elaborazione parallela del collaudato Cortex-M, l’azienda UK ha riprogettato da zero l’accesso per tenere a bada i consumi. Si è quindi lavorato pensando alla durata della batteria nei dispositivi portatili, che non devono rinunciare a touchscreen, connessioni WiFi e Bluetooth.

Il nuovo Cortex richiede soltanto un terzo dell’energia rispetto ai predecessori (9 microampere per megahertz) che oltretutto offrivano performance a 8 o 16bit. Il comunicato ARM scherza sull’utilità futura del tasto “off”, dato che questo chip non consuma praticamente nulla quando si trova in modalità sospensione.

Il chip prodotto a 90nm, basato su architettura ARMv6 single core, è già disponibile per il licensing. Come noto, ARM si limita a progettare le sue tecnologie ma partner come Freescale e NXP Semiconductor hanno già firmato accordi per offrire questo impressionante microprocessore 32bit nella fascia di prezzo degli attuali chip 8bit.

Roberto Pulito

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  • il solito bene informato scrive:
    è la fine...
    Se questo gadget vende... anzi, anche solo per il fatto di aver pensato che qualcuno possa averne bisogno, vuol dire che siamo proprio alla frutta come specie.
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