I ricercatori della Southern Illinois University (SIU) di Carbondale hanno prodotto i primi biscotti di plastica riciclata commestibile. Per realizzarli, al posto di un impasto di farina, uova e zucchero, hanno utilizzato plastica alimentare biodegradabile. Gli scienziati parlano già di cibo del futuro. Questo biscotto è stato chiamato µBites che si pronuncia “microbites” secondo la notazione scientifica.
Realizzarli ha comportato l’esecuzione di un lungo processo di lavorazione che li ha resi, secondo quanto riferito dai ricercatori, teoricamente sicuri da mangiare, nutrienti e, molto probabilmente, anche gustosi. Questa ricerca è stata presentata a un simposio organizzato dall’American Chemical Society nell’ambito della Deep Space Food Challenge della NASA.
Il progetto cerca di colmare il divario tra chi non può permettersi una dieta sana e chi, di contro, ha tutte le possibilità per mangiare sano. “µBites rappresenta un modo innovativo per produrre cibo nutriente convertendo plastica e scarti vegetali in integratori commestibili ricchi di proteine“, hanno spiegato i ricercatori. “Oltre ai viaggi spaziali, µBites potrebbe offrire una soluzione promettente per affrontare contemporaneamente la carenza di cibo e l’inquinamento da plastica“.
Con futuri sviluppi e attività di ricerca e sviluppo, potremmo ricircolare il carbonio non convertito per raggiungere una conversione prossima al 100%. Il sistema è progettato per raggiungere un concetto di zero rifiuti; tuttavia, circa il 10% del materiale carbonioso potrebbe essere rilasciato sotto forma di gas di scarico o rimanere non convertito durante l’intero processo.
La plastica riciclata alimentare può essere trasformata in biscotti
Lahiru Jayakody, microbiologo della Southern Illinois University, a Science Alert, in merito ai biscotti µBites, ha dichiarato: “Trasformare la plastica alimentare (biodegradabile) in cibo è fattibile. Il sistema µBites è un dispositivo regolabile e portatile che integra tutti i componenti necessari. Queste unità potrebbero essere impiegate in sottomarini o veicoli di soccorso in caso di calamità per produrre cibo su richiesta e in loco“.
“Questo processo è particolarmente adatto all’utilizzo dei rifiuti di carbonio in ambienti estremi come deserti, Artico o Antartide per produrre cibo – e sì, potenzialmente un giorno anche su Marte o sulla superficie lunare“, ha detto Jayakody. “Abbiamo analizzato in modo esaustivo i prodotti alimentari che abbiamo creato in laboratorio, nonché tramite laboratori terzi accreditati, per garantire che i biscotti µBites siano privi di sostanze chimiche tossiche, metalli pesanti, allergeni e agenti patogeni alimentari“.
Al momento però non sappiamo ancora che gusto abbiano i biscotti di plastica riciclata commestibile perché, per il momento, nessun ricercatore ha avuto il permesso di provarli. Infatti, prima che possano essere “assaggiati”, Jayakody ha precisato che sono in corso “studi di simulazione della digestione e altre analisi necessarie in preparazione alle sperimentazioni sull’uomo“.