ASCAP: Guitar Hero è cosa nostra

Mettere a disposizione dei propri clienti il famoso videogame di simulazione musicale equivale a possedere un Jukebox. E questo costa, s'ha da pagare
Mettere a disposizione dei propri clienti il famoso videogame di simulazione musicale equivale a possedere un Jukebox. E questo costa, s'ha da pagare

L’ultimo bersaglio di ASCAP, la collecting society statunitense che in passato aveva chiesto invano il pagamento delle royalty sulle suonerie dei cellulari, è il popolare videogame Guitar Hero : ai gestori di un locale che mette a disposizione dei suoi clienti questo videogioco è stato chiesto di pagare 800 dollari per compensare i detentori dei diritti per i brani diffusi attraverso il gioco.

Come sostengono in molti, le royalty pretese da ASCAP verrebbero pagate direttamente dalla software house che produce il videogioco, la quale a sua volta si rifà sul prezzo di vendita del titolo: quello applicato al bar in oggetto appare quindi come un balzello difficile da digerire.

Sembra infatti poco probabile che i gestori del bar, non trattandosi questa volta di colosssi come Apple e Google , optino per il mantenimento del videogame e che preferiscano piuttosto rinunciare a far giocare i propri clienti con Guitar Hero : che secondo ASCAP rappresenterebbe l’equivalente di un Jukebox , e per il cui uso non viene corrisposto alcun compenso relativo alle esecuzioni ai detentori dei diritti.

Giorgio Pontico

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

18 12 2009
Link copiato negli appunti