Assegnati i Big Brothers Awards

Al Convegno ePrivacy sono stati consegnati gli award italiani che indicano uomini e tecnologie ritenuti pericolosi per la privacy. Trusted Computing al centro. Ecco com'è andata

Firenze – C’era un certo affollamento venerdì e sabato scorso a Palazzo Vecchio, nel capoluogo toscano, alimentato da un convegno ePrivacy che anno dopo anno raccoglie sempre maggiore interesse, un evento durante il quale sono stati consegnati i Big Brother Awards Italia 2006 , i premi dedicati a persone e tecnologie che hanno avuto un ruolo nell’erosione degli spazi della privacy nel corso dell’anno passato.

E quindi, dopo le numerose relazioni del convegno, si è tenuta la cerimonia di premiazione ormai consueta per ePrivacy, che ha conosciuto un momento di assoluto silenzio e tensione con l’ingresso nella sala dell’Oscuro Signore dei Sith Darth Vader (vedi foto), presentatosi per ritirare i quattro premi negativi che i vincitori hanno preferito non ritirare personalmente. Darth Vader ha anche cercato di spaventare la folla con la sua spada laser ma è stato prontamente fermato da un prode che lo ha affrontato in duello.

Clicca per ingrandire Il premio positivo Winston Smith – Eroe della Privacy assegnato a Stefano Rodotà nel 2005, è stato vinto dall’organizzazione No1984.org , distintasi per la sua attività di informazione e contrasto del Trusted Computing.

“Si può dire – spiegano a Punto Informatico i promotori del Big Brother Awards – che il Trusted Computing l’abbia fatta da protagonista. Ha infatti ricevuto il titolo di tecnologia più invasiva e il Trusted Computing Group, l’associazione di grandi produttori informatici che sviluppa le specifiche di quella tecnologia, ha vinto il premio quale peggior ente privato”.

“Il nemico più terribile per la privacy in Rete dell’immediato futuro – continuano – è stato identificato senza incertezze, almeno dal popolo della Rete. Speriamo che la consapevolezza risalga verso una classe politica ancora poco attenta all’opinione degli elettori sulle grandi scelte tecnologiche”.

Ma ecco nel dettaglio com’è andata con i BBA Italia 2006, come si sono comportati gli otto giudici, che hanno deciso sulla base delle nomination giunte dalla rete e a chi sono stati assegnati i premi . A seguire anche la motivazione pronunciata alla consegna dei premi. Premio “Bocca a stivale”
vincitore: Enzo Mazza (F.I.M.I. – Federazione dell’Industria Musicale Italiana)
Motivazione
Ha fornito un contributo sostanziale al gravissimo tentativo di far rispettare “per procura” la legge sul diritto d’autore, realizzando un modello sociale in cui gli ISP devono sobbarcarsi l’onere di essere gli sceriffi della Rete, dovendo agire come censori e delatori dei loro clienti, sobbarcandosene oltretutto i costi.
Enzo Mazza si è espresso così sul ruolo dell’ISP: “L’ISP viene posto in condizione di agire in maniera molto efficace ed immediata per contrastare la pirateria, infatti la responsabilità è esclusa solo qualora egli non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illiceità dell’attività o dell’informazione e non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorità competenti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso.
Anche qui il sistema di notifica da parte delle organizzazioni di tutela dei diritti, vedi ad esempio FIMI ed FPM per quanto riguarda il settore musicale, assume un effetto deterrente particolarmente efficace nei confronti di quei soggetti che ancora sono restii ad intervenire con urgenza per rimuovere il materiale illegale o per impedire le violazioni.”

Premio “Minaccia da una vita”
vincitore: Mauro Masi (Presidenza del Consiglio)
Motivazione
Per avere bloccato i lavori della commissione sul diritto d’autore, durante i quali era stata proposta la possibilità di trasformare il reato di duplicazione abusiva in illecito a querela, evitando, così, l’attivazione automatica e obbligatoria del procedimento penale anche nei casi di minima entità.

Premio “Peggiore ente pubblico”
vincitore: Ufficio del Garante della Privacy
Motivazione
L’Ufficio del Garante della Privacy, in virtù dell’art.158 del DLGV 196/03, che regolamenta i controlli sull’applicazione della legge eseguiti autonomamente dall’Ufficio, ha l’autorità di entrare nei domicili privati anche in assenza di un procedimento penale e dunque agendo al di fuori del controllo della magistratura.
In Italia il domicilio privato puo’ essere violato solo con provvedimento motivato della magistratura, che puo’ essere emesso solo dopo che sia stato commesso un reato; i controlli preventivi (verifiche fiscali ecc. ecc.) invece si possono eseguire solo nei luoghi pubblici.
In questo modo l’Ufficio ha la teorica possibilità di “andare a pesca” nei domicili privati, gettando le reti e vedendo cosa viene fuori.
La gravità di questa possibilità che agevola oggettivamente l’Ufficio a spese della privacy dei cittadini italiani, e peraltro fino ad ora poco o punto utilizzata, viene “amplificata” a dismisura dal ruolo opposto di difesa della privacy che è la missione dell’Ufficio.
È questa “amplificazione” che, pur in presenza di misfatti contro la privacy oggettivamente molto maggiori compiuti da altri Enti pubblici, ha determinato l’assegnazione del premio.
È speranza della Giuria che l’Ufficio agisca “contro i propri interessi”, eliminando questo suo potere e tutelando così la privacy del domicilio degli Italiani.

Premio “Tecnologia più invasiva”
vincitore: Trusted Computing (ex Palladium)
Motivazione
La tecnologia Trusted Computing (chiamato anche Treacherous od un-Trusted Computing) si propone di realizzare funzionalità hardware e software che consentono di certificare lo stato di affidabilità di un computer.
In questa accezione in Trusted Computing rappresenterebbe una della tante tecnologie utili che fanno progredire l’informatica.
In realtà ormai da anni in questa tecnologia sono state integrate funzionalità, quali la “remote attestation”, che sono giustificabili solo per la realizzazione di una piattaforma di tecnocontrollo pervasivo, finalizzata all’imposizione senza limiti, e quindi irragionevole e dannosa, del diritto d’autore delle opere digitali considerato come bene ultimo della società.
Questo scopo è stato ed viene ancor oggi negato e sottaciuto con motivazioni pretestuose e di facciata.
L’uso del Trusted Computing nella sua forma attuale finalizzata al tecnocontrollo costituirebbe un gravissimo danno alla circolazione della informazioni in Rete, alla diffusione, progresso e conservazione della cultura, ed al libero esercizio dei diritti digitali.
Il Trusted Computing è un Piccolo Fratello che è già tra di noi e che cresce in fretta.

Premio “Peggiore azienda privata”
vincitore: Trusted Computer Group
Motivazione
Il Trusted Computing Group è un consorzio formato dalle principali aziende proprietarie di contenuti e produttrici di hardware e di software. Ha svolto e svolge una indefessa attività per la realizzazione di un modello di tecnocontrollo pervasivo finalizzato alla realizzazione di sistemi DRM inattaccabili, contemporaneamente difendendolo in maniera ipocrita col propagandarlo come strumento per migliorare la sicurezza in Rete.
Siamo dinanzi ad una svolta epocale, dai contenuti tecnici così complessi che è assai difficile comunicarli al grande pubblico. Si stanno prendendo decisioni sul modo in cui nel prossimo futuro ci rapporteremo ai computer ed alla Rete, scelte che delineeranno non solo il futuro del mercato ma soprattutto il modo in cui vivremo, se come attivi cittadini o solo passivi consumatori.
Un confronto ed un contraddittorio con le aziende coinvolte è utopico, anche a causa del peculiare disinteresse dei media su una questione che tra l’altro ridefinirà tra pochi anni proprio la loro esistenza, ed alla mancata percezione del pericolo da parte del pubblico, avvertito oggi solo dagli addetti ai lavori.

Premio “Winston Smith – eroe della Privacy”
vincitore: No1984.org

No1984.org è un gruppo spontaneo ed informale, riunito, come altri gruppi del panorama informatico italiano, attorno ad una mailing list. No1984.org si propone di pubblicizzare, informare e contrastare la diffusione della piattaforma denominata Trusted Computing (ex Palladium).
Il gruppo, secondo la Giuria, ha lavorato molto e bene, ha raccolto e diffuso informazioni in maniera efficace, ed ha così raggiunto una ottima visibilità, contribuendo in maniera decisiva a far emergere scopi ed effetti della piattaforma TC.
Se tutti i gruppi ed associazioni che in Italia si battono per le libertà digitali avessero agito con la stessa efficienza ed efficacia, forse la situazione giuridica dei diritti del cittadino digitale sarebbe molto migliore.

Premio “Lamento del Popolo”: nessuno
Questo premio, pensato per essere assegnato a chi riceve più nomination, non è stato definito in questa occasione perché nessun nominato ha prevalso in maniera significativa sugli altri.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Sardegna, al via l'Università telema
    Nella nostra facoltà c'è qualcosa di molto interessante. E da ciò che mi hanno detto senza spendere un euro.http://192.167.154.11/moodle
  • Anonimo scrive:
    Conflitto di interesse???
    Scusate..., ma Soru non è il principale azionista di Tiscali???O nelle regioni il principio, per caso, non vale...?;-)
    • m00f scrive:
      Re: Conflitto di interesse???
      - Scritto da:
      Scusate..., ma Soru non è il principale azionista
      di
      Tiscali???
      O nelle regioni il principio, per caso, non
      vale...?
      ;-)Soru non si compra i giudici, non evita i processi, non è colluso con la mafia, non fa leggi per atti personali.Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo chiede, spinge verso un vero futuro tecnologico preservando le origini
      • Anonimo scrive:
        Re: Conflitto di interesse???
        - Scritto da: m00f

        - Scritto da:

        Scusate..., ma Soru non è il principale
        azionista

        di

        Tiscali???

        O nelle regioni il principio, per caso, non

        vale...?

        ;-)


        Soru non si compra i giudici, non evita i
        processi, non è colluso con la mafia, non fa
        leggi per atti
        personali.

        Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo
        chiede, spinge verso un vero futuro tecnologico
        preservando le
        originiSoru (Regione Sardegna) paga e Soru (Tiscali) incassa..., quindi non c'è bisogno di fare null'altro. Semplice, no? Viva il popolo!
        • Harry scrive:
          Re: Conflitto di interesse???
          - Scritto da:

          - Scritto da: m00f



          - Scritto da:


          Scusate..., ma Soru non è il principale

          azionista


          di


          Tiscali???


          O nelle regioni il principio, per caso, non


          vale...?


          ;-)





          Soru non si compra i giudici, non evita i

          processi, non è colluso con la mafia, non fa

          leggi per atti

          personali.



          Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo

          chiede, spinge verso un vero futuro tecnologico

          preservando le

          origini


          Soru (Regione Sardegna) paga e Soru (Tiscali)
          incassa..., quindi non c'è bisogno di fare
          null'altro. Semplice, no? Viva il
          popolo!Abbiate pazienza, se posso faccio un tentativo: voglio provocarvi.Sono daccordo con voi: Soru è il proprietario di Tiscali, Soru è il presidente della Regione, si prefigura qualcosa che si può interpretare come conflitto di interesse.Stabilire cosa sia un conflitto di interesse è questione semantica; stabilire cosa sia inaccettabile dal punto di vista politico-istituzionale in questo campo è questione politica, quindi di volontà politica. Qualcuno, pur essendo ineleggibile, ora come allora, è stato tuttavia eletto con una sorta di "placet" della controparte politica, che era pienamente consapevole dell'ineleggibilità formale, ed ha fatto quel che ha fatto nella passata legislatura. Di fatto, tutti gli argomenti importanti per preservare dei principi democratici fondamentali nella vita politica del paese sono usciti dalla dialettica politica o sono stati confinati ai suoi margini: La RAI, la riforma dell'ordinamento radiotelevisivo, il conflitto di interesse, i diritti fondamentali di cittadini e lavoratori... vado avanti?No, non vado avanti, sarebbe inutile. Quando si sviluppa un conflitto di interessi, c'è quasi sempre una beneplacito di ampi settori della vita politica, e sono schieramenti trasversali. Queste convergenze si trasformano in volontà politiche: siamo in democrazia, gli eletti rappresentano ancora il popolo, il popolo li elegge ed eventualmente non li elegge più.Vogliamo parlare d'altro? La Sardegna è una regione che soffre di tanti problemi, tanti davvero. Bisogna inventarsi un sistema produttivo senza materie prime e senza industria, senza le filiere produttive che consentono di sviluppare ricchezza connessa al valore aggiunto che la trasformazione della materia grezza in prodotto finito comporta. E' un'isola, e come tale svantaggiata per quanto riguarda il trasporto, e questo è tanto più vero quando si parla di merci. L'agricoltura è quasi inesistente, se non per qualche piccolo comparto di nicchia. Su cosa si potrebbe creare ricchezza ed occupazione? Si reimpiantano le cattedrali nel deserto? Si cementifica tutto il cementificabile, coste incluse, e si trasforma l'isola in un enorme complesso porticcioli-camping-residence-alberghi-campidatennis-campidagolf? Critichiamo il criticabile, esprimiamo giudizi etici o morali (quelli penali spettano ad altri), ma poi da dove ricominciamo a ricostruire qualcosa in mezzo allo scempio di una realtà come quella sarda, o quella nazionale?
          • Anonimo scrive:
            Re: Conflitto di interesse???
            - Scritto da: Harry

            - Scritto da:



            - Scritto da: m00f





            - Scritto da:



            Scusate..., ma Soru non è il principale


            azionista



            di



            Tiscali???



            O nelle regioni il principio, per caso, non



            vale...?



            ;-)








            Soru non si compra i giudici, non evita i


            processi, non è colluso con la mafia, non fa


            leggi per atti


            personali.





            Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo


            chiede, spinge verso un vero futuro
            tecnologico


            preservando le


            origini





            Soru (Regione Sardegna) paga e Soru (Tiscali)

            incassa..., quindi non c'è bisogno di fare

            null'altro. Semplice, no? Viva il

            popolo!

            Abbiate pazienza, se posso faccio un tentativo:
            voglio
            provocarvi.
            Sono daccordo con voi: Soru è il proprietario di
            Tiscali, Soru è il presidente della Regione, si
            prefigura qualcosa che si può interpretare come
            conflitto di
            interesse.
            Stabilire cosa sia un conflitto di interesse è
            questione semantica; stabilire cosa sia
            inaccettabile dal punto di vista
            politico-istituzionale in questo campo è
            questione politica, quindi di volontà politica.
            Qualcuno, pur essendo ineleggibile, ora come
            allora, è stato tuttavia eletto con una sorta di
            "placet" della controparte politica, che era
            pienamente consapevole dell'ineleggibilità
            formale, ed ha fatto quel che ha fatto nella
            passata legislatura. Di fatto, tutti gli
            argomenti importanti per preservare dei principi
            democratici fondamentali nella vita politica del
            paese sono usciti dalla dialettica politica o
            sono stati confinati ai suoi margini: La RAI, la
            riforma dell'ordinamento radiotelevisivo, il
            conflitto di interesse, i diritti fondamentali di
            cittadini e lavoratori... vado
            avanti?
            No, non vado avanti, sarebbe inutile. Quando si
            sviluppa un conflitto di interessi, c'è quasi
            sempre una beneplacito di ampi settori della vita
            politica, e sono schieramenti trasversali. Queste
            convergenze si trasformano in volontà politiche:
            siamo in democrazia, gli eletti rappresentano
            ancora il popolo, il popolo li elegge ed
            eventualmente non li elegge
            più.
            Vogliamo parlare d'altro? La Sardegna è una
            regione che soffre di tanti problemi, tanti
            davvero. Bisogna inventarsi un sistema produttivo
            senza materie prime e senza industria, senza le
            filiere produttive che consentono di sviluppare
            ricchezza connessa al valore aggiunto che la
            trasformazione della materia grezza in prodotto
            finito comporta. E' un'isola, e come tale
            svantaggiata per quanto riguarda il trasporto, e
            questo è tanto più vero quando si parla di merci.
            L'agricoltura è quasi inesistente, se non per
            qualche piccolo comparto di nicchia. Su cosa si
            potrebbe creare ricchezza ed occupazione? Si
            reimpiantano le cattedrali nel deserto? Si
            cementifica tutto il cementificabile, coste
            incluse, e si trasforma l'isola in un enorme
            complesso
            porticcioli-camping-residence-alberghi-campidatennSono d'accordo con la tua idea di "placet" trasversale, nel senso che è quello che sempre (purtroppo) accade. Il problema non è tanto (e solo) quello che è stato a livello centrale nella passata legislatura: il problema è quello che accade ora a livello regionale, da parte di chi ha sempre combattuto fieramente il conflitto di interessi.Peraltro, qui si va ben oltre: qui c'è un committente (pubblico) che paga un soggetto (privato) che coincidono. Se le cose stanno così ci sono fior di leggi sulla incompatibilità degli incarichi pubblici che non vedo perchè non dovrebbero applicarsi a livello regionale.Qualcuno qui è in grado di spiegarmelo??
          • Anonimo scrive:
            Re: Conflitto di interesse???
            perchè i politici a sinistra fanno solo ed esclusivamente il bene del popolo.E per questa loro morale limpida e cristallina non c'è bisogno di leggi riguardo al conflitto di interessi, perchè sicuramente la metteranno sempre al primo posto al popolo.
      • Mizar74 scrive:
        Re: Conflitto di interesse???
        - Scritto da: m00f

        Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo
        chiede, spinge verso un vero futuro tecnologico
        preservando le
        originiBwawawawawahhahahahahahahahaaa!Certo certo... Il popolo ha chiesto che Soru affidasse direttamenteil portale della Regione Sardegna a Tiscali.Finché il popolo è costituito da pecore acefale come te è giusto che sia rappresentato da gente come Soru.
        • jojob scrive:
          Re: Conflitto di interesse???
          - Scritto da: Mizar74

          - Scritto da: m00f



          Soru aiuta il popolo, fa quello che il popolo

          chiede, spinge verso un vero futuro tecnologico

          preservando le

          origini

          Bwawawawawahhahahahahahahahaaa!
          Certo certo... Il popolo ha chiesto che Soru
          affidasse direttamenteil portale della Regione
          Sardegna a
          Tiscali.
          Finché il popolo è costituito da pecore acefale
          come te è giusto che sia rappresentato da gente
          come
          Soru.Lo sviluppo del portale non e' stato affidato a Tiscali, ma ad una societa' locale e ad un prezzo irrisorio rispetto a quello relativo ai progetti di cui si e' occupato il precedente governo regionale.Tiscali, per una cifra altrettanto irrisoria, fornisce la linea e l'amministrazione dei server interessati, di proprieta' comunque della Regione.Se certe cose non le sai perche' perdi tempo ad inventarle?
          • shevathas scrive:
            Re: Conflitto di interesse???

            Lo sviluppo del portale non e' stato affidato a
            Tiscali, ma ad una societa' locale e ad un prezzo
            irrisorio rispetto a quello relativo ai progetti
            di cui si e' occupato il precedente governo
            regionale.quale società?
            Tiscali, per una cifra altrettanto irrisoria,
            fornisce la linea e l'amministrazione dei server
            interessati, di proprieta' comunque della
            Regione.
            Se certe cose non le sai perche' perdi tempo ad
            inventarle?
            come mai Tis fa beneficienza alla regione sardegna ? in ogni caso è una situazione poco chiara.Cosa avresti detto se Mediaset offriva, a prezzo simbolico, un pool di esperti per gestire la comunicazione istituzionale di governo e istituzioni varie ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Conflitto di interesse???
            ma forse non e' che tiscali e' l'unica societa' che in sardegna ha operato in maniera senz'altro piu' seria che telecom? pensa che la adsl in tantissime zone del piemonte che distanop anche solo 5 km da torino, non e' ancora arrivata... mi immagino quindi che in sardegna senza tiscali ci sarebbe stata una situazion ancora peggiore.
          • jojob scrive:
            Re: Conflitto di interesse???
            - Scritto da: shevathas

            Lo sviluppo del portale non e' stato affidato a

            Tiscali, ma ad una societa' locale e ad un
            prezzo

            irrisorio rispetto a quello relativo ai
            progetti

            di cui si e' occupato il precedente governo

            regionale.

            quale società? Non faccio pubblicita', pero' nel sito c'era tutta la documentazione relativa alla presentazione del portale.

            Tiscali, per una cifra altrettanto irrisoria,

            fornisce la linea e l'amministrazione dei server

            interessati, di proprieta' comunque della

            Regione.

            Se certe cose non le sai perche' perdi tempo ad

            inventarle?


            come mai Tis fa beneficienza alla regione
            sardegna ? in ogni caso è una situazione poco
            chiara.
            Cosa avresti detto se Mediaset offriva, a prezzo
            simbolico, un pool di esperti per gestire la
            comunicazione istituzionale di governo e
            istituzioni varie
            ?

            Cosa intendi per gestire?In questo caso Tiscali non si occupa ne' di contenuti ne' di layout, di questi si occupa direttamente la Regione.E' chiaro che non avendo la Regione un CED che garantisse un servizio h24 e la banda necessaria si e' optato per spostare le macchine presso il miglior offerente, non vedo quale sia il problema.
          • shevathas scrive:
            Re: Conflitto di interesse???

            Non faccio pubblicita', pero' nel sito c'era
            tutta la documentazione relativa alla
            presentazione del
            portale.
            non riesco a trovarla.Btw rimango dell'opinione che accettare questi favori lasci zone d'ombra.
            Cosa intendi per gestire?ospitare nella server farm. gestione delle macchine dal punto di vista sistemistico.
            E' chiaro che non avendo la Regione un CED che
            garantisse un servizio h24 e la banda necessaria
            si e' optato per spostare le macchine presso il
            miglior offerente, non vedo quale sia il
            problema.forse ho frainteso il tuo "prezzo irrisorio" con prezzo di favore per la regione.
          • jojob scrive:
            Re: Conflitto di interesse???
            - Scritto da: shevathas

            Non faccio pubblicita', pero' nel sito c'era

            tutta la documentazione relativa alla

            presentazione del

            portale.



            non riesco a trovarla.
            Btw rimango dell'opinione che accettare questi
            favori lasci zone
            d'ombra.Non si tratta di favori ma di aver individuato competenze esterne lontane dalle solite speculazioni economiche seguita dalla valorizzazione di individualita' interne sino ad allora mortificate.Questo e' il discorso integrale di inizio anno 2005, a sei mesi dalle elezioni:http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_10_20050110185333.pdf la pagina relativa al portale e' la 17.

            Cosa intendi per gestire?

            ospitare nella server farm. gestione delle
            macchine dal punto di vista
            sistemistico.Esattamente quello per cui sono pagati in seguito alla gara vinta.

            E' chiaro che non avendo la Regione un CED che

            garantisse un servizio h24 e la banda necessaria

            si e' optato per spostare le macchine presso il

            miglior offerente, non vedo quale sia il

            problema.

            forse ho frainteso il tuo "prezzo irrisorio" con
            prezzo di favore per la
            regione.Irrisorio in relazione ai costi sostenuti per altri progetti realizzati o in programma e per i quali un ben noto quotidiano locale si e' ben guardato dal fare le pulci.
  • Anonimo scrive:
    Niente di nuovo
    In Sardegna almeno dal 2001, è stato messo in pratica con successo un altro progetto di teleuniversità per il corso di Laurea in Informatica dell'Università di Cagliari. Fin dall'inizio collegava Cagliari con altre tre località della regione dove gli studenti potevano seguire le lezioni in videoconferenza tenute a Cagliari, sostenere esami scritti, intervenire nelle lezioni e fare domande... la novità?
  • Anonimo scrive:
    Re: Sardegna, al via l'Università telematica
    La nuova università avrà il compito di contribuire al rilancio della didattica in Sardegna, una regione che in Europa si colloca tra quelle dove più basso è l'indice dei laureati . Il rilancio della didattica in sardegna deve partire da ben altro piuttosto che dalla crazione di un polo universitario telematico. In una regione dove la disoccupazione è molto alta, in particolar modo delle persone laureate, che non trovano sbocchi dove poter sfruttare le proprie competenze!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Sardegna, al via l'Università telema
    Nella mia ex-scuola (a Oristano) già da quest'anno è stato attivato un corso di laurea in meccatronica, grazie ad una collaborazione col Politecnico di Torino. Altri esempi di "tele-università" li si hanno già, per esempio, a Scanu Montiferru (sempre a cura del Politecnico di Torino) e in alcuni comuni del Cagliaritano
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