Rufus, l’AI di Amazon per lo shopping, è in circolazione da ormai un paio di anni (da uno e mezzo anche in Italia). È un assistente virtuale pensato con lo scopo specifico di aiutare i clienti con gli acquisti sull’e-commerce, ma qualcuno ha notato che è possibile interpellarlo anche per altre questioni. Circolano post su X in cui l’intelligenza artificiale risponde a domande complesse su. ad esempio, la mappatura dei dati sensoriali e la robotica. Insomma, nulla a che fare con i prodotti in vendita online.
È davvero possibile il jailbreak di Rufus?
Forse parlare di jailbreak è eccessivo, ma lo screenshot qui sotto testimonia un comportamento molto distante con l’obiettivo per cui è stato creato e addestrato il sistema.

Abbiamo provato e questi sono i risultati. Chiedendo Volevo sapere se i SoC basati su ARM sono migliori delle controparti x86 con le stesse specifiche di base?
(domanda utilizzata anche nel test di Tom’s Hardware) ha effettivamente fornito una risposta esaustiva, prima di suggerire un paio di link diretti alle schede dei laptop in vendita.

In un altro scambio, si rifiuta in modo molto sintetico di rispondere a una domanda sul futuro del settore AI. A differenza di quanto accaduto in precedenza, in questo caso non tenta in alcun modo di proseguire la conversazione né di spostare l’attenzione sull’e-commerce.

È possibile che Amazon abbia adottato un approccio morbido, finalizzato a riportare in carreggiata l’utente se prova a spostare la chat verso argomenti off topic, ma non in modo brusco.
Non è dato sapere quale sia il modello AI su cui poggia Rufus, che ricordiamo essere ancora in fase beta. L’azienda non lo ha mai chiarito in via ufficiale e le ipotesi sono diverse. C’è chi ritiene possa trattarsi di quelli della famiglia Nova addestrati internamente, mentre altri sostengono sia lo stesso alla base di Claude.