Assistenza IT per disabili? Parla l'INPS

Il responsabile per le tecnologie assistive a supporto della disabiità scrive a Punto Informatico per raccontare l'importante progetto che si va realizzando. Non sarà la soluzione ma è certo un contributo


Roma – Ho letto con vero interesse la lettera del sig. Severino Mingroni da voi pubblicata. Sono il responsabile per le tecnologie assistive a supporto della disabilità , che si sviluppano all’interno dell’INPS.

Il problema segnalato dal Sig. Mingroni, è un problema da noi già affrontato e le soluzioni sviluppate (Progetto Tutor 2 ore) verranno mostrate durante Handimatica 2004 (Mostra Convegno Nazionale per l’integrazione del disabile), che si terrà a Bologna dal 25 al 27 novembre.

Tali soluzioni sono inoltre state presentate il 17-18 settembre a Giulianova Lido, in occasione del Convegno Nazionale “La formazione professionale, le nuove prospettive occupazionali dei minorati della vista e il ruolo dell’informatica per la loro realizzazione”, organizzato dall’Unione Italiana Ciechi.

Il Dr. Vincenzo Putrignano, Esperto giuridico presso la segreteria della senatrice G. Sestini, sottosegretario al Ministero del Welfare, che prendeva parte al Convegno, aveva manifestato in tale occasione il proprio interesse per il progetto Tutor 2 ore, definendolo “esempio lampante di sussidiarietà”.

Allego una breve sintesi del progetto “Tutor 2 Ore” e mi auguro che in occasione di Handimatica 2004 sia possibile iniziare la collaborazione con altre Pubbliche Amministrazioni interessate alla soluzione delle problematiche connesse con la disabilità.

Tutor 2 ore
Gli obiettivi che si propone il progetto sono diversi, ma i principali sono:
– agevolare la collaborazione e l’incontro fra disabili che desiderino aggiornarsi con le nuove tecnologie informatiche e persone che siano disposte ad aiutarli, per 2 ore alla settimana.
– Creare una sinergia fra gli anziani (dipendenti a riposo di Pubbliche Amministrazioni) e i disabili
– Sviluppare e testare nuove tecnologie per la cooperazione applicativa fra Amministrazioni

Descrizione dell’idea
Molti disabili (ad es. i ciechi) utilizzano tuttora il sistema operativo DOS e navigano su Internet con programmi utilizzabili sotto DOS, non perché ritengano non validi gli altri sistemi come Windows, ma perché non sanno utilizzarli adeguatamente.
Se qualcuno fosse disponibile a collaborare con un disabile, il disabile in breve tempo potrebbe essere autonomo.

Nel contempo si deve garantire al disabile che la persona che si recherà presso la sua abitazione per dare assistenza, è una persona affidabile, dipendente di una Pubblica Amministrazione. Si è pensato di realizzare un sito, da distribuire in occasione di Handimatica 2004, che si svolgerà a Bologna dal 25 al 27 novembre, ai responsabili informatici delle Amministrazioni Centrali, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, delle Associazioni dei disabili.

Ogni Amministrazione/Associazione avrà la gestione dei propri dati e potrà ricevere l’adesione al progetto da parte di dipendenti in forza/in pensione o da parte di disabili che richiedono assistenza.
Non è prevista una connessione diretta tramite internet, ma solo tramite sistemi informatici di Amministrazioni o di Enti che prendono parte al progetto.

Tale scelta è scaturita dalla necessità di garantire al disabile che il volontario che l’aiuterà per il suo aggiornamento informatico, sia realmente un pubblico dipendente.
In prospettiva avremo una rete, presumibilmente vasta, formata da tante intranet.

E tale rete, con le soluzioni che si stanno studiando, permetterà l’uso contemporaneo di tutte le risorse collegate, in un utilizzo misto intranet-internet.

Sarà sviluppato un sistema centrale di P&S (Publishing and Subscribing) che permetterà il colloquio e la gestione di tutti gli attori interessati. (In prospettiva la connessione fra una Amministrazione e il P&S sarà una connessione sicura https, con firma digitale dei sistemi informatici interessati).

A regime non sarà creato un archivio unico dei dati, ma saranno gestiti e consultati i dati presenti nei vari sistemi informatici.

Nella prima fase sarà realizzato un archivio centrale dei nominativi e dei disabili interessati.

Quando un dipendente di un amministrazione riempie il questionario, i dati immessi oltre che ad aggiornare il database della propria Amministrazione, saranno inviati tramite messaggio SOAP al P&S, che provvederà ad aggiornare il Database Centrale, aggiungendo la decodifica dell’Ente da cui sono pervenuti tali dati.

In seguito tale Ente diverrà il Principe della registrazione, quindi eventuali modifiche che perverranno al P&S sui dati di un determinato nominativo, se perverranno dal Principe saranno pure modificate sul DataBase centrale, altrimenti saranno aggiunti in un record “segnalazioni” collegato al record principale.

Se in un secondo momento dovesse pervenire da parte del Principe una segnalazione simile a quella pervenuta da altri sistemi informatici, la segnalazione pervenuta non dal Principe verrà spostata in un’altra tabella (Segnalazioni Confermate) e verrà modificato il record principale.

Le opzioni di ricerca, ad esempio la ricerca di un nominativo che possa aiutare un disabile, residente in una determinata città verranno sempre inoltrate al sistema di P&S che si comporterà in due modi:
– Nella prima fase verrà realizzato un web service, collegato al DataBase Centrale, che effettua ricerche e risponde alle richieste pervenute
– A regime la richiesta che è pervenuta al P&S verrà inviata a tutti i sistemi informatici che prendono parte al progetto (non verrà inviata alle associazioni di disabili, poiché la ricerca è da effettuare sui volontari e non sui disabili). Verrà mostrata una risposta unica e complessiva.
Umberto Del Vedovo

Gentile Umberto
grazie per la segnalazione. Il vostro progetto rappresenta senz’altro un importante contributo per un problema che un paese civile dovrebbe mettere al centro, all’alba di un’era segnata dalla tecnologia e dalle opportunità che può offrire a chi è diversamente abile.
La speranza, evidentemente, è che il vostro possa costituire un esempio per altre amministrazioni di primo livello e, soprattutto, per il nostro Legislatore, fin qui poco capace di prodursi quale motore dinamico di un cambiamento, anzi, di una necessaria evoluzione.
A presto risentirci, Paolo De Andreis

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  • gianpietrone scrive:
    BREVETTI SUL SOFTWARE???
    Il Software non si può brevettare e quelli della UE, stanno cagando fuori. Io penso che, occorrerebbe lasciarli cuocere nel loro brodo. Quando eventualmente la Legge verrà messa in funzione si accorgeranno dell?inutilità. Occorre tenere conto della GIUSTIZIA che chiaramente occorrerà affrontare con degli eccellenti avvocati, i quali saranno in grado di smontare pezzo per pezzo l?assurdità. Bisogna cominciare a pensare ad una associazione internazionale che provveda a formare un fondo comune per pagare gli avvocati ogni qualvolta qualche sventurato viene intrappolato nella rete tesa dagli aguzzini. Pensiamo ad 5Dollari per ogni internauta e in breve si potrà raggiungere una cifra da capogiro. I soldi fanno deviare le correnti e possiamo stare tranquilli che, i CIALTRONI di cagheranno addosso da soli.Io ho scritto un libro da 400pagine dal titolo: ?SFIDA AL POTERE CON LA RETE?. Penso che, ne stamperò a mie spese 100copie (senza nessun diritto d?autore o copyright). Lo inserirò sul mio sito e chiunque potrà leggerlo o scaricarlo senza nessuna spesa. Chi vorrà acquistare la copia per poterlo leggere meglio, lo venderò ad un prezzo che mi ripaghi delle spese subite.Il mio indirizzo di e-mail è: info@dott-bomboi.it Saluti a tutti da: Gian Pietro Bomboi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    (troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll)(troll) e ancora (troll)
  • Mel.82 scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    Voglio vedere, mio caro difensore dei brevetti, quanta strada fai se qualcuno brevetta gli ordinamenti merge, quick-sort, e bubble-sort..Aumentiamo tutti la complessità dei nostri algoritmi da n*ln(n) a n^2?O magari brevettano anche l'ordinamento semplice e ordinare una lista diverrà un atto illegle senza pagare il brevetto!
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    Mi sembra che tu faccia un po' di confusione tra il diritto d'autore e il brevetto del software...
  • Anonimo scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    Grazie, mi si stava creando una confusione in mente... :-)(apple)
  • Slurpolo scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: AdessoBasta
    Ok, mi sta bene, in Europa non brevettiamo
    il software, ma c'è qualcuno che mi
    sa spiegare com ci poniamo nei confronti dei
    brevetti americani? Non sono forse validi in
    Europa?No, un brevetto è valido unicamente nel paese in cui è stato concesso: se un inventore americano vuole che la sua invenzione sia coperta da brevetto in Italia, deve chiedere all'Ufficio Brevetti italiano.
    Posso utilizzare qui in Europa un
    codice che negli U.S.A. hanno brevettato?Sì (a meno di problemi di copyright per i quali la questione è completamente diversa). Solo che poi il programma che realizzi non puoi venderlo negli USA.
  • Sandro kensan scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: Anonimo
    Si, ma non credo che tu ci faccia niente.
    Nel senso: se io negli USA brevetto la
    progress-bar, poi posso impedire ad altri di
    usarla.
    In Europa la posso brevettare, ma non posso
    impedire ad altri di usarla (per ora)Sono due discorsi diversi quello che fai tu e quello che fa il poster precendente.L'ufficio per i brevetti europeo accetta cani e porci, puoi brevettare anche la ruota, loro accettano tutto. Però se vai in tribunale con quel brevetto ti ridono dietro.Quel che è importante sono le leggi e il loro senso, per la vecchia direttiva (quella approvata dal parlamento) le idee non sono brevettabili ma solo le macchine, si può fare quindi una macchina diversa che usi le stesse idee senza violare brevetti.La commissione vuole invece la brevettabilità delle idee.

    Il brutto e' che aziende europee ed
    extraeuropee hanno gia' depositato una
    montagna di brevetti, che per ora non
    valgono.
    Se la direttiva passa, ci ritroviame di
    colpo le ganasce al "pandino", proprio
    mentre stavamo per fare la "ripresina"

    Ho capito male ?Hai capito bene
  • BigBatT scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: AdessoBasta
    Ok, mi sta bene, in Europa non brevettiamo
    il software, ma c'è qualcuno che mi
    sa spiegare com ci poniamo nei confronti dei
    brevetti americani? Non sono forse validi in
    Europa? Posso utilizzare qui in Europa un
    codice che negli U.S.A. hanno brevettato? Se
    la risposta è no, chi avversa questa
    legge è in grado di fare mozioni e
    farla abolire anche negli U.S.A.? Altrimenti
    quello che si sta cercando di ottenere
    è soltanto un tremendo autogol.
    Il solito pensier-servilismo nei confronti degli ameriCani! Scusate ma è proprio fondamentela riferirsi a questa nazione(popolazione) che sono discendenti di razziatori, delinquenti, assassini e scappati dall'europa per andare a "conquiastare" terre a colpi di tradimenti, voltafacce e assoluta mancanza di rispetto per i trattati? Su via ogni limitazione della creatività si chiama "brevetto - diritto d'utore - copyright"! Ragazzi sveglia non è più il tempo delle mele, fatto di sogni fantastici da realizzare, qui ci hanno tolto pure i sogni! NO AD OGNI FORMA DI LIMITAZIONE DELLA CREATIVITÀ.Siamo.... o..... non siamo..... liberi, questo è il problema! (e non copiatemi la frase che ho il copyleft :D)
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    Ah si ? Io continuo a dire che non ci sono copyright suglispartiti dei Grandi Compositori, i pro-pro-pro-nipoti di Dantenon si stanno mantenendo la villa al mare con i diritti dellaDivina Commedia, cosi come anche i pro nipoti di Einsteincon la teoria della relatività.Però forse i brevetti esercitano la necessaria spinta creativaper far realizzare nuovi stupendi reality alla Hendemol....Complimentoni al tuo stupendo pensiero-che-apre-le-menticiaouzDarius- Scritto da: marcel
    Qualsiasi persona di buon senso si rende
    conto che il diritto d'autore è la
    molla che spinge la creatività,
    l'evoluzione del pensiero (in tutte i
    saperi), in una parola il progresso.
  • Anonimo scrive:
    A quando il brevetto sulla poesia?
    La logica del denaro e del profitto sta prendendo piede e sta prendendo il posto sulla logica della ragione !Le majors americane ringraziano! :|
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    - Scritto da: marcel
    I Verdi, alla disperata ricerca di una
    visibilità, stanno conducendo una
    battaglia a favore del software libero...Ed ecco a voi l'Italia, ridente paesino in via di inviluppo, in cui si parla anche quando non si sa bene di cosa.Immagino tu sia anche d'accordo nel far brevettare le singole note musicali, al fine di sviluppare realmente la "creatività", vero?ROTFL
  • Anonimo scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: FDG

    - Scritto da: AdessoBasta




    Non sono forse validi in Europa?



    No.

    invece purtroppo si: e' sufficiente
    brevettare un metodo che utilizza un
    calcolatore, ed eccoti li i tuo bel
    brevettino sul software...



    Posso utilizzare qui in Europa un


    codice che negli U.S.A. hanno

    brevettato?Si, ma non credo che tu ci faccia niente.Nel senso: se io negli USA brevetto la progress-bar, poi posso impedire ad altri di usarla.In Europa la posso brevettare, ma non posso impedire ad altri di usarla (per ora)Il brutto e' che aziende europee ed extraeuropee hanno gia' depositato una montagna di brevetti, che per ora non valgono.Se la direttiva passa, ci ritroviame di colpo le ganasce al "pandino", proprio mentre stavamo per fare la "ripresina"Ho capito male ?
  • Riot scrive:
    Re: ricrediti
    - Scritto da: Anonimo
    Mod parent up!Fatto ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    è bello parlare senza sapere un'acca di quello di cui si discute, vero?
  • Anonimo scrive:
    Re: ricrediti
    Mod parent up!
  • Anonimo scrive:
    ricrediti
    - Scritto da: marcel
    I Verdi, alla disperata ricerca di una
    visibilità, stanno conducendo una
    battaglia a favore del software libero Ciao, io sono uno sviluppatore in una delle poche aziende italiane che fa software closed commerciale, proprio del tipo venduto a pacchetti nei negozi, e una delle pochissime che riesce a vendere questi pacchetti al di fuori dei confini nazionali.Per la mia azienda, l'entrata in vigore dei brevetti software sarebbe davvero un brutto colpo; non mortale, ma quasi.Questo per dimostrarti che non è vero che è una battaglia solo pro-software libero, anche se effettivamente lo potrebbe sembrare: Pregherei l'on. Cortiana di dare subito risalto al fatto che sarebbe catastrofico per le piccole-medie aziende e poi di parlare in termini astratti tipo "Libertà degli alfabeti". Quando si parla di posti di lavoro persi, la gente sta certamente più attenta.Se non sei convinto che i brevetti SW siano un male (per le piccole-medie imprese):Nel SW il brevetto non è solo dannoso (per le PMI) ma comunque inutile al puro scopo di proteggere gli investimenti, perchè il segreto industriale è inerentemente protetto, per il fatto che ad essere distribuito è il solo codice compilato e non il sorgente. Per proteggere gli investimenti nel software basta il Copyright e se si vuole esagerare, anche il deposito di un trademark.
  • Anonimo scrive:
    brevetto != diritto d'autore
    Il diritto d'autore protegge l'opera, in questo caso il programma. Il brevetto invece protegge l'idea, cioè tutti i pezzetti di programma che fanno uso dell'idea, anche se non scritti dall'autore.Ad esempio di pare giusto proteggere gli autori di XYZ-cad, ma non mi pare giusto che esista un brevetto (c'è un articolo di pochi giorni fa) che protegge l'idea della rappresentazione di oggetti 3D sullo schermo. Brevetto che comprende tutti i cad, programmi di grafica 3D, videogiochi, DirectX, OpenGL, schede grafiche e quant'altro.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    brevettare il software è come brevettare le note musicali, visto che qui si parla di brevettare qualsiasi cosa pure il click del mouse e "hello world", pensa se tu fossi un cantautore e dovresti pagare per ogni nota che usi per comporre una canzone tua.
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo
    una cosa è il diritto d'autore e un'altra sono i brevetti, qui si sta parlando di brevettare dei metodi, degli algoritmi. Come può questo spingere la creatività? Io non lo capisco, si vede che non sono una persona di buon senso ...
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al ridicolo

    Siamo fra
    gli ultimi in Europa a possedere e
    utilizzare il PC e Internet:quindi brevettando il software tutti compreranno PC e si collegheranno ad Internet?Notevole.
  • marcel scrive:
    Siamo al ridicolo
    I Verdi, alla disperata ricerca di una visibilità, stanno conducendo una battaglia a favore del software libero (e questo potrebbe essere anche ammissibile) ed ora, addirittura, attaccano la brevettabilità del software.Qualsiasi persona di buon senso si rende conto che il diritto d'autore è la molla che spinge la creatività, l'evoluzione del pensiero (in tutte i saperi), in una parola il progresso.Cortiana, parlamentare dei verdi, sembra essere il nuovo don Mazzi: sempre presente in tutte le occasioni in cui sia necessario stupire con posizioni che "fanno notizia".Io ritengo che Punto Informatico - pur apprezzando l'opera di divulgazione - debba prendere le distanze da posizioni estremistiche e contrarie al buon senso e non prestarsi a fare da cassa da risonanza a proposte che vadano CONTRO l'informatica, il suo sviluppo, la sua divulgazione. Siamo fra gli ultimi in Europa a possedere e utilizzare il PC e Internet: sforziamoci TUTTI di fare in modo di...conquistare...il penultimo posto.....
  • Anonimo scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: FDG
    - Scritto da: AdessoBasta


    Non sono forse validi in Europa?

    No.


    Posso utilizzare qui in Europa un

    codice che negli U.S.A. hanno
    brevettato?

    Non codice, ma algoritmo, una soluzione
    insomma.

    Si possiamo. Si rischia solo di subire una
    causa solo per la distribuzione del software
    nel mercato americano e dovunque valgano
    quei breventi.


    chi avversa questa

    legge è in grado di fare mozioni
    e

    farla abolire anche negli U.S.A.?

    Questo purtroppo tocca agli americani che
    non so quanto siano disposti ad accettare le
    nostre pressioni in tal senso.Gli Americani hanno già delle pressioni interne che mirano ad abolirlo. Tutto stà nello sperare che ci riescano, l'Europa potrebbe servire da buon esempio.

    Altrimenti quello che si sta cercando
    di ottenere

    è soltanto un tremendo autogol.

    Si può leggere in questo modo se si
    considera la competizione in mercati in cui
    tali brevetti hanno valore. Ma non so se sia
    il male peggiore.Se consideriamo che in Europa la maggior parte delle ditte di software sono piccole e medie, la probabilità che distribuiscano su scala Extraeuropea (dove valgano tali brevetti) è comunque ridotta rispetto alle vendite dei colossi Americani che vendono sul nostro territorio.
  • FDG scrive:
    Re: Sì...ma...non ho capito!
    - Scritto da: AdessoBasta
    Non sono forse validi in Europa?No.
    Posso utilizzare qui in Europa un
    codice che negli U.S.A. hanno brevettato?Non codice, ma algoritmo, una soluzione insomma. Si possiamo. Si rischia solo di subire una causa solo per la distribuzione del software nel mercato americano e dovunque valgano quei breventi.
    chi avversa questa
    legge è in grado di fare mozioni e
    farla abolire anche negli U.S.A.?Questo purtroppo tocca agli americani che non so quanto siano disposti ad accettare le nostre pressioni in tal senso.
    Altrimenti quello che si sta cercando di ottenere
    è soltanto un tremendo autogol.Si può leggere in questo modo se si considera la competizione in mercati in cui tali brevetti hanno valore. Ma non so se sia il male peggiore.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sì...ma...non ho capito!
      - Scritto da: FDG
      - Scritto da: AdessoBasta


      Non sono forse validi in Europa?

      No.invece purtroppo si: e' sufficiente brevettare un metodo che utilizza un calcolatore, ed eccoti li i tuo bel brevettino sul software...

      Posso utilizzare qui in Europa un

      codice che negli U.S.A. hanno
      brevettato?

      Non codice, ma algoritmo, una soluzione
      insomma.

      Si possiamo. Si rischia solo di subire una
      causa solo per la distribuzione del software
      nel mercato americano e dovunque valgano
      quei breventi.se non ci ottieni direttamente dei profittti (es, se non lo vendi ma lo usi come stadio intermedio di un processo di produzione) puoi
  • AdessoBasta scrive:
    Sì...ma...non ho capito!
    Ok, mi sta bene, in Europa non brevettiamo il software, ma c'è qualcuno che mi sa spiegare com ci poniamo nei confronti dei brevetti americani? Non sono forse validi in Europa? Posso utilizzare qui in Europa un codice che negli U.S.A. hanno brevettato? Se la risposta è no, chi avversa questa legge è in grado di fare mozioni e farla abolire anche negli U.S.A.? Altrimenti quello che si sta cercando di ottenere è soltanto un tremendo autogol.
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