Asus, Eee Reader lo porterà Babbo Natale

Nuove indiscrezioni sostengono che l'atteso reader dell'azienda taiwanese arriverà in commercio entro la fine dell'anno. Prezzo da definire, ma le voci dicono sarà il più conveniente sul mercato

Roma – Dopo molti anni di letargo il mercato degli ebook sembra finalmente pronto a decollare, e oggi un po’ tutti sembrano volerne una fetta. Tra le aziende intenzionate a rivaleggiare con Amazon e Sony per la conquista del settore ebook c’è Asus, che secondo quanto riportato dal Times si sta preparando al lancio di un proprio ebook reader.

Prototipo di ebook reader Asus Le ultime rivelazioni, che fanno seguito a quelle riportate di recente da DigiTimes , sostengono che l’Eee Reader – così i blogger hanno già battezzato il dispositivo di Asus – sarà composto da due schermi a colori che potranno essere aperti o chiusi proprio come le pagine di un libro o di un quotidiano. Questa era del resto la stessa foggia del prototipo di ebook reader che Asus mostrò al CeBIT (vedi foto a lato), ma di cui da allora si sono perse le tracce.

Il lettore taiwanese dovrebbe supportare la tecnologia touchscreen ed integrare un microfono, una webcam, altoparlanti stereo e modem 3G. Si tratterebbe di un dispositivo ibrido, a metà strada tra un ebook reader classico e un netbook. La mancanza di una tastiera potrebbe essere sopperita dall’uso di uno dei due display come tastiera virtuale: in questo caso il dispositivo, appoggiato su una superficie in senso orizzontale, assumerebbe le stesse sembianze di un piccolo notebook.

Il secondo display potrebbe anche essere utilizzato dagli utenti per navigare sul Web: in questo modo sarebbe ad esempio possibile cercare termini o informazioni relativi al libro senza lasciare la pagina che si sta leggendo. Il microfono suggerisce infine la possibilità di registrare commenti vocali o di effettuare chiamate via Skype.

Il Times sostiene che dell’Eee Reader esisteranno due versioni: una pensata per essere “la più economica sul mercato”, con un prezzo intorno ai 160-200 dollari (contro i 300 dollari di Kindle 2) e una più costosa, dotata di funzionalità come la webcam e il modem 3G.

Il primo ebook reader di Asus dovrebbe raggiungere il mercato in tempo per le prossime festività natalizie, ma al momento la mamma dell’Eee PC non ha ancora fornito alcuna indicazione ufficiale. Se ne saprà senz’altro di più entro qualche settimana.

Tra i produttori che a breve potrebbero introdurre un ebook reader c’è anche iRiver , che alla recente fiera IFA di Berlino ha mostrato un prototipo di lettore, chiamato Story, che richiama un po’ lo stile di Kindle 2. Il dispositivo è dotato di uno schermo monocromatico, di una tastiera QWERTY compatta, di un microfono, di una porta USB e di uno slot SD. Apparentemente niente WiFi o altre forme di connettività wireless.

A riconferma del grande interesse risvegliato dal mercato ebook nei produttori di device, Engadget riporta che anche Toshiba è intenzionata ad aggiungere funzionalità di ebook reader al proprio tablet multimediale JournE Touch , presentato all’IFA la scorsa settimana.

Alessandro Del Rosso

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  • eheheh scrive:
    Chi compra beni digitali
    Chi compra beni digitali non digerisce nessun sistema anticopia punto e bastaquindi anche questo è destinato a fallire e ad essere snobbato
  • angros scrive:
    Molto appropriato il titolo
    Mi sono accorto solo adesso di come il titolo descriva bene gli effetti di questi DRM:"Una sola passkey per trovarliuna sola passkey per domarliuna sola passkey per ascoltarli tuttie nella tenebra incatenarli"Bravo Pontico, bel titolo.
  • kache scrive:
    Continuano a dimenticarsi una cosa
    Un bene digitale non è un bene fisico. Copiarlo non costa risorse. E copiarlo per un amico non è rubarlo( a chi, a te stesso? ).Qui è tutto diverso, e anche le leggi sono diverse. Continuare su questa strada li porterà solo ad avere le ire degli utenti e quindi a scavarsi la fossa più in fretta.
    • angros scrive:
      Re: Continuano a dimenticarsi una cosa
      Infatti, un bene digitale è teoricamente disponibile in un numero di copie illimitato. Il DRM ne limita la distribuzione, inveve di incoraggiarla, e l' utente che ha difficoltà a procurarsi un bene ne sceglie un altro.Spero che chi si ostina a non capire una cosa del genere vada in rovina, lui e la sua azienda; magari non cambierà idea comunque, ma sarà di esempio per gli altri.
    • Utente non loggato scrive:
      Re: Continuano a dimenticarsi una cosa
      Più che altro è "condividere". Se ti prestassi un CD, avresti derubato l'autore del CD stesso? Allora, a questo punto, tutte queste pericolose biblioteche che rubano agli autori dei libri? Ma andiamo!
  • Arturo de fanti bancario precario scrive:
    iTunes non ha il drm
    comprate da li se non volete drm.Certo c'e' il vostro nome stampato nel file, ma nessuno vi vieta di condividerli e non ci son problemi di drm.
  • Wolf01 scrive:
    Macchè passkey
    Hanno riscoperto il seriale dei cd?Invece quello che vorrei io sarebbe la possibilità di acquistare una licenza multipiattaforma per un prodotto.Ho millemila giochi che esistono sia per PC che per XBox che per PS3, vorrei poterci giocare indipendentemente dalla piattaforma (non con lo stesso supporto, ci mancherebbe altro) così come un cd lo posso ascoltare in macchina, con lo stereo in salotto o col pc senza dover ricomprare lo stesso supporto per un diverso formato.In fondo lo dicono sempre anche loro: non hai comprato il gioco/cd audio, hai comprato la licenza di giocare/ascoltare, quindi in teoria è slegata dal supporto, se si rovina il supporto dovrei poter aver acXXXXX ad una sua copia in quanto possiedo la licenza, e dovrei sempre in teoria poter usare quanto acquistato dove mi pare...
    • XYZ scrive:
      Re: Macchè passkey
      - Scritto da: Wolf01
      Hanno riscoperto il seriale dei cd?

      Invece quello che vorrei io sarebbe la
      possibilità di acquistare una licenza
      multipiattaforma per un
      prodotto.

      Ho millemila giochi che esistono sia per PC che
      per XBox che per PS3, vorrei poterci giocare
      indipendentemente dalla piattaforma (non con lo
      stesso supporto, ci mancherebbe altro) così come
      un cd lo posso ascoltare in macchina, con lo
      stereo in salotto o col pc senza dover ricomprare
      lo stesso supporto per un diverso
      formato.
      In fondo lo dicono sempre anche loro: non hai
      comprato il gioco/cd audio, hai comprato la
      licenza di giocare/ascoltare, quindi in teoria è
      slegata dal supporto, se si rovina il supporto
      dovrei poter aver acXXXXX ad una sua copia in
      quanto possiedo la licenza, e dovrei sempre in
      teoria poter usare quanto acquistato dove mi
      pare...Eh sisi, e son matti loro ad affossare il loro stesso marketing e le loro amichette m$ & $ony?! :P Senza contare che un supporto polivalente sarebbe anche piu facilmente reperibile nel p2p (alla stessa maniera in cui lo è stato con il caro vecchio multi5) che ha reso possibile giocarsi il rip x ps2 o pc pure in italiano, anzichè in eng o peggio in russo in caso di mancanza del ripper di stessa bandiera.Sapete chi mi sembrano?I dottor Frankestein del nuovo millennio! Ravvivatori di carcasse in decomposizione!Cercano inutilmente di spremere fino all ultima goccia un mercato destinato a trasformarsi radicalmente, o meglio a morire, in quanto cesserà di essere un "mercato" in quanto tale..
      • bLax scrive:
        Re: Macchè passkey
        appunto: devono "morire" punto.è finita l'era del contenuto a pagamento a tutti i costi (anche 'sto DRM brrr) continuano a spingere sul digiale e non capiscono che più è digitale, più è riproducibile/crakkabilebah devono semplicemente sparire, il problema è che avevano un giro d'affari multimilionario e non vogliono mollare l'osso
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Macchè passkey

      In fondo lo dicono sempre anche loro: non hai
      comprato il gioco/cd audio, hai comprato la
      licenza di giocare/ascoltareSolo quando fa loro comodo. Altrimenti non si spiega perchè non posso scaricare mp3 di brani audio che ho in nastri originali di trenta anni fa !
  • DarkOne scrive:
    E dove sarebbe la novità?
    Proprio come da oggetto. Una nuova XXXXXta DRM da rivendere come contentino, ma è anche peggio di prima.Che cos'avrebbe di differente dagli attuali DRM? Anzi...quei file criptati non li puoi riprodurre da nessuna parte ma devi avere un "lettore" in grado di decifrarli con l'apposita chiave a quanto ho capito dall'articolo.
    • xxx scrive:
      Re: E dove sarebbe la novità?
      sì ma in pratica i file li copi quante volte e come vuoi... per riprodurli poi devi avere la tua "chiave di sblocco" che presumo sarà qualcosa di fisico (perchè deve essere non riproducibile). Se fosse solo un pin allora potrei copiarti il file, ti do il pin e lo vediamo in due...Penso alla similitudine con alcuni software che adottano chiavi hardware... il software lo puoi tranquillamente installare su 1,2,...,n pc ma se hai una sola chiave hardware ne puoi usare solo uno alla volta...
      • angros scrive:
        Re: E dove sarebbe la novità?
        Non ha senso. Una volta che il file è stato decodificato, si può copiare ovunque, in ogni caso, ed ascoltare ovunque.Inoltre, se la chiave può essere trasferita, può anche essere falsificata (magari crackando il player).Alla peggio, posso registrare la musica con un microfono e inserirla in un file audio non protetto.QUANDO LO CAPIRANNO CHE IL DRM (o come lo vogliono chiamare) NON HA SENSO?
        • Utente non loggato scrive:
          Re: E dove sarebbe la novità?
          Crittografia asimmetrica, dei vincoli perché funzioni solo con la tua chiave specifica... È un po' futuristico ma tecnicamente può funzionare. È che questi signori devono spiegarmi perché tutti i DVD/CD che ho comprato fin'ora non richiedono nulla del genere? E i libri? Pare che se una cosa è fisica è un conto, se è digitale è un altro. Però il succo è sempre lo stesso. Mah.
          • angros scrive:
            Re: E dove sarebbe la novità?

            Crittografia asimmetrica, dei vincoli perché
            funzioni solo con la tua chiave specifica... È un
            po' futuristico ma tecnicamente può funzionare. Se la mia chiave mi permette di decodificarlo, mi permette anche di salvare il file decodificato e di darlo ad altri; se non mi permette di decodificarlo, nemmeno io potrò vedere il film che ho pagato, perciò mi farò rimborsare i soldi e non ne comprerò più in ogni caso.Anche se il player che uso tenta di impedirmi di salvare il file criptato, io posso tentare di registrare il flusso di dati alla scheda video e audio (come si fa per registrare i filmati trasmessi in streaming), o, alla peggio, riregistrarmi tutto con telecamera e microfono.
            È
            che questi signori devono spiegarmi perché tutti
            i DVD/CD che ho comprato fin'ora non richiedono
            nulla del genere?Quando era possibile duplicare i film presi a noleggio (almeno per uso personale, nessuno ti diceva nulla), io qualche film lo noleggiavo.Da quando hanno messo il macrovision e fatto leggi più restrittive, non l' ho più fatto ed ho atteso il passaggio in TV.Cosa ci hanno guadagnato?
            E i libri? Pare che se una cosa
            è fisica è un conto, se è digitale è un altro.Se una cosa è fisica, posso esaurire le scorte: avendo un numero di pezzi limitato da vendere, è ovvio che li cedo solo a chi paga di più.Se una cosa è digitale, io non esaurirò mai le scorte, perchè posso fare copie infinite, quindi mi conviene farmi pagare, anche poco, dal maggior numero di persone possibile (e lasciare l' opera gratuitamente a chi comunque non l' avrebbe mai comprata, perchè potrebbe almeno farla conoscere ad altri).
          • invasore scrive:
            Re: E dove sarebbe la novità?
            Penso che il tuo punto di vista sia sbagliato, tecnicamente hai ragione. Ma i DRM non servono per essere sicuri al 100%. Nessuno lo sarà mai, questo è banale, servono per l'utente medio. quello esperto continuerà a piratare qualunque cosa. Quello medio (che non so se lo hai notato è sempre più simile all'utonto) comprerà i contenuti. L'importatnte è che possa comprare un prodotto degno di questo nome. Penso che anche se c'è molto da fare questa proposta vada nella giusta direzione.
      • luKa scrive:
        Re: E dove sarebbe la novità?
        A me sembra che ci incasinano l'esistenza ... soprattutto perchè per esistere un mercato dell'usato è necessario che io non abbia una mia chiave ma che ogni cosa che acquisto ne abbia una ...Ammesso anche che una volta attivato il mio computer non abbia più bisogno della chiave (se no sarebbe follia dover inserire ogni volta la chiave di quello che voglio usare, a maggior ragione su una canzone di pochi minuti) ... se magari ho una playlist di 6000 brani, ognuno dei quali "vendibile" e quindi dotato di una sua chiave e per qualsiasi motivo cambio riproduttore quanto tempo perdo per reinserire tutte le chiavi?E se invece la chiave è riproducibile, e magari trasportabile in maniera massiva con un comodo portachiavi ... tranquillamente il materiale va in giro col suo portachiavi e il sistema di protezione non serve più a niente ...Poi lo sanno un po' tutti ... se una cosa posso riprodurla posso anche copiarla.Io non vedo una soluzione per le mayor che non coincida con una perdita di libertà degli utenti (e con l inserimento di sistemi di controllo dell'utenza direttamente nell hardware).Tra qualche euro in più alle mayor e la mia libertà scelgo la mia libertà.
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