ASUS PadFone, la tavoletta ripiena

L'azienda di Taiwan scommette ancora sull'ibrido mobile. Ma è davvero possibile fondere smartphone e tablet?

Roma – Nei prossimi mesi non arriveranno sul mercato soltanto dei “normali” tablet. Molte aziende stanno anzi provando a proporre delle varianti sul tema, ingegnosi ibridi che cercheranno di ritagliarsi uno spazio in questa giovane categoria mobile, già molto particolare .

Il prossimo esperimento di Asus, che aveva già presentato l’innovativo Eee pad transformer, si chiama PadFone . Questa volta l’idea è quella di unire smartphone e tablet in un unico concept “matrioska”, con la tavoletta 10.1 pollici che diventa una sorta di armatura per il telefono da 4.3 pollici.

Le caratteristiche tecniche sono ancora coperte dal mistero ma in questo caso i due dispositivi non si limitano a dialogare: possono effettivamente integrarsi. Il tutto ruota comunque attorno allo smartphone Android che funge da cuore, cervello e modulo 3G per entrambi. Il tablet “vuoto” non può essere utilizzato.

Quando è inserito nell’alloggiamento posteriore del display più grande, lo smartphone Asus si annulla del tutto, ma tramite una fessura posta sullo chassis del tablet è comunque possibile continuare ad utilizzare l’obiettivo della sua fotocamera da 5 megapixel.

A giudicare dalle immagini mostrate, sembra che il PadFone utilizzerà due versioni distinte di Android , adattando automaticamente risoluzione e interfaccia: Honeycomb in modalità tablet e Gingerbread per lo smartphone. Il breve comunicato non chiarisce l’arcano (e non rivela nulla sul prezzo) ma il particolare incrocio sarà in mostra al Computex di Taipei, proprio in questi giorni.

Roberto Pulito

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  • Michele Anderi scrive:
    normativa
    E' necessaria una normativa europea per mettere fino agli abusi delle Telco.
    • collione scrive:
      Re: normativa
      è sempre così purtroppoma queste telco se non vogliono giocare a questo gioco perchè non vanno dove sanno?se i governi non fossero dei fantocci nelle mani delle corporations, aprirebbero una finestra di frequenze da utilizzare per il wimax, totalmente deregulata e senza obbligo di concessioneallora si che avremmo una rete veramente libera, fatta dai cittadini per i cittadini e non dai mangioni delle telco
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