AT&T: non pattuglieremo il P2P

Per la telco texana dovrebbe essere il governo a stelle e strisce ad intervenire con un piano strategico a tutela del copyright. Tra i suggerimenti, il blocco dei siti e un ente speciale in stile HADOPI

Roma – Frammenti di una visione strategica, inviati all’attenzione di Victoria Espinel, la cyberzarina voluta dal Presidente statunitense Barack Obama come Intellectual Property Enforcement Coordinator . AT&T non sembra aver voglia di interpretare il delicato ruolo del poliziotto della Rete, in continuo pattugliamento nei selvaggi territori online del P2P.

Secondo la telco texana , nessun soggetto privato dovrebbe fregiarsi di un distintivo da sceriffo del web, tagliando fuori dalla Rete un comune netizen senza l’autorizzazione a procedere da parte di un tribunale o di una precisa decisione governativa. Anzi, trasformare un provider in un’entità giudiziaria potrebbe generare enormi conseguenze.

Suonano sorprendenti le dichiarazioni del provider, nel classico stile attivista dei difensori dei netizen. AT&T avrebbe illustrato a Victoria Espinel il pericolo derivante dal disconnettere l’intestatario di una connessione qualora qualcun altro vi ci sia intrufolato per effettuare downloading illecito .

I responsabili di AT&T avrebbero infine espresso le loro più sentite preoccupazioni, nella tutela del diritto dei netizen ad avere libero accesso a servizi fondamentali come quelli legati alla salute, al trasferimento di denaro, all’insegnamento. In linea con quanto già dichiarato dal dirigente Jim Cicconi, che aveva assicurato : “in nessuna circostanza sospenderemo o concluderemo la fornitura di un servizio sulla base di un’accusa che provenga da terze parti”.

E infatti – come sottolineato anche lo scorso anno – AT&T si muoverà soltanto dopo che l’autorità giudiziaria abbia dato il suo parere. La telco texana non ha mostrato quindi particolare premura affinché un regime come quello introdotto dalla dottrina Sarkozy non venga adottato in territorio a stelle e strisce. Solo che ad implementarlo e gestirlo dovrebbe pensarci il governo .

Tra le proposte inviate alla nuova cyberzarina , quella di stilare una blacklist di siti legati al file sharing illecito. Il Department of Justice dovrebbe quindi farsi carico dell’ eventuale blocco degli spazi online che attentino al copyright. E non è tutto.

AT&T crede anche che l’attuale processo di individuazione e punizione dei vari torrentisti sia troppo lungo e complesso. Bisognerebbe guardare invece alla Francia e al suo speciale ente governativo sulla violazione della proprietà intellettuale. A fare la parte dello sceriffo solerte dovrebbe quindi essere il governo degli Stati Uniti. Perché AT&T pensa alla famiglia a stelle e strisce.

Mauro Vecchio

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  • Beluga scrive:
    Grazie
    "Non si può consegnare ancora una volta il Paese ad un monopolista solo per indennizzarlo di una potenziale perdita figlia del progresso e dei tempi che passano." Parole sacrosante ed illuminanti, grazie per questo spendido articolo.
  • mik.ud scrive:
    INPS Parte 2 - Proprio non funziona
    Non so se avete notato, ma sul sito della PEC (https://www.postacertificata.gov.it) in basso a sinistra ci sono tanti bei loghi in stile molto attuale, con le scritte in grandezza diversa a seconda dell'importanza delle parole. La scritta che occupa più spazio in assoluto, bene in mezzo, è "INPS". Ma sul sito dell'INPS la PEC di postacertificata.gov.it proprio non funziona:- Se si cerca di inserire l'email PEC nel proprio indirizzo, viene troncata a 40 caratteri (essendo nome.cognome + tuttoilresto può sforare, cosa frequente per chi ha doppio nome o doppio cognome)- Se si scrive a "INPS Risponde" usando il modulo apposito, alla fine dice "A breve riceverà una e-mail, all'indirizzo da Lei inserito, contenente il numero di protocollo assegnato alla Sua richiesta." Però a quanto pare non funziona con gli indirizzi PEC.Allora quella scritta INPS in grande cosa l'hanno messa a fare? Mi ero iscritto per quello...
  • mik.ud scrive:
    L'INPS non accetta la PEC gov.it!
    Secondo loro è troppo lunga!Ho provato a inserire il mio nome.cognome@postacertificata.gov.it (funzione "variazione indirizzo"), ma non accetta oltre "nome.cognome@postacertificat".Cosa si deve fare, una PEC per ogni agenzia, sperando che a ognuno vada bene almeno la propria?
  • mik.ud scrive:
    Perché servono due "documenti"?
    A proposito di "procedure di assegnazione", come mai il Italia si chiede sempre più spesso non un solo documento, ma due? Mi è stata rifiutata la PEC perché nonostante avessi il passaporto non avevo con me la tessera sanitaria. Quando l'impiegata mi ha chiesto il codice fiscale e gliel'ho enunciato mi ha guardato storto... Da quando serve questo secondo "documento"? Il cittadino non è più tale, con la sola carta d'identità? Lo Stato non riesce a verificare in tempo reale neanche un codice fiscale da esso stesso generato?Anche quando si parla di semplificare stiamo sempre più soffocando nella burocrazia e nella complessità... Non stupisce se presto non basterà neanche una PEC, ma serviranno due PEC, se va come lascia intendere questo articolo...Almeno fossero chiare le istruzioni. Sulla stampa di conferma non dice di portare un "documento" di codice fiscale.
  • lordream scrive:
    mi piglia per il XXXX sto nano?
    «La Casella PEC al Cittadino consente lo scambio di messaggi di posta elettronica certificata esclusivamente con indirizzi PEC della Pubblica Amministrazione. Tramite la PEC al Cittadino non è possibile scambiare messaggi con indirizzi di posta elettronica certificata che non siano quelli della Pubblica Amministrazione e con indirizzi di posta elettronica ordinaria.»questo il testo della pec del nano brunetta.. della serie con questa mail posso comunicare solo con la PA e basta.. a brunè.. maXXXXXXXXXX va
  • Australiano scrive:
    Qui in Australia mi domandano a che serv
    Difficile spiegare downunder che cos'e' la PEC, qui tutti gli uffici pubblici rispondono a normali email, i contributi per i dipendenti, l'equivalente della dichiarazione IVA, le tasse e mille altre cose si fanno su server web con certificati digitali, senza necessita' di conservare copie cartacee di alcunche'.
    • ruppolo scrive:
      Re: Qui in Australia mi domandano a che serv
      - Scritto da: Australiano
      Difficile spiegare downunder che cos'e' la PEC,
      qui tutti gli uffici pubblici rispondono a
      normali email, i contributi per i dipendenti,
      l'equivalente della dichiarazione IVA, le tasse e
      mille altre cose si fanno su server web con
      certificati digitali, senza necessita' di
      conservare copie cartacee di
      alcunche'.Rimani in Australia, qui siamo praticamente alle caverne, altro che Burundi. Il problema è che hanno bandito le clave, altrimenti risolveremmo subito il problema.
    • aid85 scrive:
      Re: Qui in Australia mi domandano a che serv
      e sene vantano o è cosa normale come io credo che sia ?qui da noi sn tutti matti quindi spiaga questo agli australiani...
  • Andrea Fabris scrive:
    pec gov riceve solo da pec gov
    Chiedendomi se la mia mail PEC attivata a novembre presso l'ACI e pubblicizzata come compatibile con le PA lo fosse davvero, ho provato ad inviare una mail prima alla casella delle informazioni del portale postacertificata.gov.it e poi alla casella dell'anagrafe del comune di roma.Risultato: in ambo i casi un bellissimo "553 Impossibile inviare il messaggio".Sembrerebbe dunque che il dominio postacertificata.gov.it riceva solo da se stesso... e che ci faccio con la PEC già attiva? E se attivo quella "ufficiale" chi mi assicura che una PA poi non mi scriva per conto suo sull'altra casella con tutti i richi del caso??
    • anonimo scrive:
      Re: pec gov riceve solo da pec gov
      una casella postacertificata.gov.it scrive e riceve solo a indirizzi presenti su indicepa.gov.it non può neanche comunicare con altre caselle postacertificata.itquesto vale anche per le caselle inps e acinon sono vere caselle PEC
    • Antonio Pandolfi scrive:
      Re: pec gov riceve solo da pec gov
      Per quel che mi riguarda, ho appena chiesto di poter definitivamente rimuovere il mio account con ACI.
  • giancarlo piccinini scrive:
    Meglio dare prima ADSL A TUTTI
    Mio parere Meglio dare prima ADSL A TUTTI che la posta certiificata ci sono frazione (Lesignana) a 10 Km dal centro di Modena che sognano la banda larga
  • giancarlo piccinini scrive:
    Meglio dare prima ADSL A TUTTI
    Mio parere Meglio dare prima ADSL A TUTTI che la posta certiificata ci sono frazione (Lesignana) a 10 Km dal centro di Modena che sognano la banda larga
  • Utente pec scrive:
    Brunetta vergognati: disservizi pec
    Ho diligentemente seguito le istruzioni sul sitoe mi sono recato all' ufficio postale per l'identificazione.Ricevuta mail attivazione.Provo ad entrare dopo qualche ora: account bloccato.Mando una mail alla loro assistenza torna indietro Non funziona neanche la loro mailufficiale pubblicata sul sito!!!!!!!Chiamo il numero verde da una cabina perchéper i cellulari c'e un costosissimo 199 da chiamare!!!!Non hanno strumenti di diagnosi mi tengono 30minuti in linea dopo aver ascoltato informazioniinutili dalla voce registrata chiedono di qua e di laalla fine mi aprono una segnalazione verso le Postestile "scarica barile" e solo perché insistomi forniscono il codice segnalazione ticket.Dopo 24 ore continua a non funzionare: account bloccatocontattare assistenza.Brunetta vergognati sei un dilettantebasterebbe solo un po' di buon sensoper non fare queste figure di m......Tuttora non funziona
    • Tze Tze scrive:
      Re: Brunetta vergognati: disservizi pec

      Tuttora non funzionaPotrebbe non essere un caso !Tuttavia rallegrati, il giorno che ti spiegheranno perché la PEC non sta funzionando, lo faranno inviandoti una PEC.
  • Aslan scrive:
    Panico da attivazione alle Poste
    Dopo aver sofferto personalmente nei giorni scorsi per riuscire a fare la richiesta di PEC dal sito governativo, questa mattina sono stato allo sportello postale per attivare il servizio.Ho partecipato allo sconforto di un gentilissimo operatore (Olga N.) che si vergognava per la sua azienda della qualità del servizio offerto. Dopo venti minuti di tentativi di attivazione con continue cadute della comunicazione con il sistema centrale, l'operatore mi ha chiesto il numero di telefono per richiamarmi quando, nel corso della giornata, sarebbe riuscito a completare l'operazione. SENZA PAROLE.Immaginate se come auspica Brunetta una significativa percentuale degli aventi diritto tentasse di ottenere questo servizio!!
    • bingo bongo scrive:
      Re: Panico da attivazione alle Poste
      basta con queste buffonate.La ragione di questi tonfi clamorosi e tra ildire e il fare , in Italiac'e la casta , laraccomandazione come sistema e ibravi , i competenti , restano fuori.La verariforma da fare è considerare la raccomandazione un fatto di corruzionechevavvantaggia certi ascapito di altri (bravi )Negli altri paesi chi raccomanda qualcuno lo fa a proprio rischio e pericolo perchè se il raccomandato nonfunziuona si arriva anche a dover darele dimissioni!!!Ma noi ormai siamo Arabi , peggio bananieri e imbroglioni perchè aconti fatti nessuno ammetterebbe maidiessere stato raccomandato .
  • andy61 scrive:
    ATTENZIONE!
    il provider di PEC conserva per legge le sole buste dei messaggi per 30 mesi, e cioè per due anni e mezzo.Tenendo conto che la documentazione deve essere conservata per almeno 5 o 6 anni, non fate conto sulla PEC, perché qualcuno potrebbe venire a chiedervi conto dei documenti spediti dopo che questi sono stati cancellati dal provider.In pratica occorre comunque tenere una copia cartacea dei documenti, la qual cosa vanifica lo scopo della PEC.Non è possibile dematerializzare.Lo si potrebbe fare se venisse standardizzato il termine di legge per la conservazione e l'oppugnabilità dei documenti, sia cartacei che elettronici.... provate a perdere il bollo dell'auto dopo due anni e mezzo ...
    • sxs scrive:
      Re: ATTENZIONE!

      In pratica occorre comunque tenere una copia
      cartacea dei documenti, la qual cosa vanifica lo
      scopo della
      PEC.Grazie per l'ulteriore dritta, un motivo in piu' pernon servirsi della PEC.
  • Antonio Carta scrive:
    PEC
    Bene! Ho letto quasi tutte le domande, le perplessità e le risposte.Io fornisco caselle certificate alle Pubbliche Amministrazioni, circa 40 Amministrazioni si sono servite da me (una media di 12 caselle ogni Amministrazione) oltre a privati e aziende, un centinaio circa.Non sono grandi numeri ma per esercitare ho dovuto documentarmi con un certo livello di accuratezza.Riepilogo:I dubbi sull'uso che se no voglia o possa fare da parte della PA sono leggittimi ma indegni di essere presi in considerazione, intanto perchè la pec non è obbligatoria ed in qualsivoglia momento si può disdire il servizio e tornare al cartaceo, eppoi, ci sono anche gli onesti perbacco.Il fatto che la pec gratuita fornita dallo stato sia "limitata nelle funzionalità" lo si ascrive alla gratuità, la roba buona costa, altrimenti è concorrenza sleale dello stato nei confronti del privato.In pratica è come per gli SMS, quelli con consegna entro dieci secondi costano di più di quelli con la consegna garantita in giornata e molto di più di quelli del tipo "seArrivaArriva".Domicilio: se vogliamo graffiare i vetri nell'arrampicata va bene, altrimenti molto semplicemente il domicilio è quel luogo, fisico o giuridico in cui uno fissa il centro ed il recapito riguardo ad un determinato affare e che può cambiare in qualsiasi tempo; così ad esempio eleggo domicilio presso l'Avvocato Pirlonis per la causa x ed eleggo domicilio presso l'Avvocato Gurdullonis per la causa y ed anche domicilio presso pec@PINCOPALLINO.it per i raporti con la PA o con quella determinata pubblica amministrazione e domicilio presso la casa in cui abito (in pratica coincide con la residenza) per i rapporti contrattuali con il mio padrone di casa per la pigione. Che altro ... io la uso da tempo e ne sono soddisfatto: intanto ho risparmiato parecchio con le spese postali: ove posso uso la pec: mandare le fatture, comunicare variazione ICI, richiesta rialscio ricevuta di deposito somme alla cassa Depositi e Prestiti, variazione consistenza TARSU, comunicazione alla Forestale di deXXXXX di tartaruga, ecc. ecc. che adesso non mi soviene.Il problema è semmai il fatto che la PA talvolta NON dispone della pec, nonostante l'obbligo di legge, o forse ce l'ha ma non lo divulga o non lo pubblica sul sito istituzionale come previsto dalla normativa in vigore. Insomma si nascondono per costringerci ad andare di persona. (il più delle volte si risolve paventando la possibilità di segnalazione nel caso non venga fornito un indirizzo certificato entro tot giorni)Altro vantaggio della posta certificata è che è individuato con certezza il mittente, per cui niente spam; o meglio, al mittente dello spam non conviene.Conservazione dei messaggi: la norma prevede espressamente che il provvider si faccia carico di conservare le ricevute dei messaggi per trenta mesi; nel caso di perdita/sottrazione di dati, le ricevute ed i relativi messaggi possono essere scaricati dal server del provvider (sia del mittente che del destiantario) entro i trenta mesi sopra detti.Formato dei dati: per quanto riguarda il corpo è prevvisto il testo piatto mentre per gli allegati, non esistono limitazioni di sorta.Bay
    • andy61 scrive:
      Re: PEC
      'Conservazione dei messaggi: la norma prevede espressamente che il provider si faccia carico di conservare le ricevute dei messaggi per trenta mesi;'Occhio che non tiene traccia del contenuto del messaggio: il provider conserva solo la busta!È onere vostro tenere una copia del contenuto!Se cancellate la vostra copia dei messaggi, ed anche presso il vostro provider (probabilmente via webmail), non c'è modo di recuperarli.Con un prezzo aggiuntivo il provider vi offre in generale il servizio di backup (un tot a gigabyte), per cui tiene in linea i messaggi spediti.
    • CCC scrive:
      Re: PEC
      - Scritto da: Antonio Carta
      Bene! Ho letto quasi tutte le domande, le
      perplessità e le
      risposte.
      Io fornisco caselle certificate alle Pubbliche
      Amministrazioni, circa 40 Amministrazioni si
      sono servite da me (una media di 12 caselle ogni
      Amministrazione) oltre a privati e aziende, un
      centinaio
      circa.
      Non sono grandi numeri ma per esercitare ho
      dovuto documentarmi con un certo livello di
      accuratezza.
      Riepilogo:
      I dubbi sull'uso che se no voglia o possa fare da
      parte della PA sono leggittimi ma indegni di
      essere presi in considerazione, intanto perchè la
      pec non è obbligatoria ed in qualsivoglia momento
      si può disdire il servizio e tornare al cartaceo,
      eppoi, ci sono anche gli onesti
      perbacco.

      Il fatto che la pec gratuita fornita dallo stato
      sia "limitata nelle funzionalità" lo si ascrive
      alla gratuità, la roba buona costa, altrimenti è
      concorrenza sleale dello stato nei confronti del
      privato.
      In pratica è come per gli SMS, quelli con
      consegna entro dieci secondi costano di più di
      quelli con la consegna garantita in giornata e
      molto di più di quelli del tipo
      "seArrivaArriva".

      Domicilio: se vogliamo graffiare i vetri
      nell'arrampicata va bene, altrimenti molto
      semplicemente il domicilio è quel luogo, fisico o
      giuridico in cui uno fissa il centro ed il
      recapito riguardo ad un determinato affare e che
      può cambiare in qualsiasi tempo; così ad esempio
      eleggo domicilio presso l'Avvocato Pirlonis per
      la causa x ed eleggo domicilio presso l'Avvocato
      Gurdullonis per la causa y ed anche domicilio
      presso pec@PINCOPALLINO.it per i raporti con la
      PA o con quella determinata pubblica
      amministrazione e domicilio presso la casa in cui
      abito (in pratica coincide con la residenza) per
      i rapporti contrattuali con il mio padrone di
      casa per la pigione.

      Che altro ... io la uso da tempo e ne sono
      soddisfatto: intanto ho risparmiato parecchio con
      le spese postali: ove posso uso la pec: mandare
      le fatture, comunicare variazione ICI, richiesta
      rialscio ricevuta di deposito somme alla cassa
      Depositi e Prestiti, variazione consistenza
      TARSU, comunicazione alla Forestale di deXXXXX di
      tartaruga, ecc. ecc. che adesso non mi
      soviene.

      Il problema è semmai il fatto che la PA talvolta
      NON dispone della pec, nonostante l'obbligo di
      legge, o forse ce l'ha ma non lo divulga o non lo
      pubblica sul sito istituzionale come previsto
      dalla normativa in vigore. Insomma si nascondono
      per costringerci ad andare di persona. (il più
      delle volte si risolve paventando la possibilità
      di segnalazione nel caso non venga fornito un
      indirizzo certificato entro tot
      giorni)

      Altro vantaggio della posta certificata è che è
      individuato con certezza il mittente, per cui
      niente spam; o meglio, al mittente dello spam non
      conviene.

      Conservazione dei messaggi: la norma prevede
      espressamente che il provvider si faccia carico
      di conservare le ricevute dei messaggi per trenta
      mesi; nel caso di perdita/sottrazione di dati, le
      ricevute ed i relativi messaggi possono essere
      scaricati dal server del provvider (sia del
      mittente che del destiantario) entro i trenta
      mesi sopra
      detti.

      Formato dei dati: per quanto riguarda il corpo è
      prevvisto il testo piatto mentre per gli
      allegati, non esistono limitazioni di
      sorta.se queste sono le cose che hai capito della pec, se queste sono le conclusioni a cui sei arrivato ... beh, per quanto il "livello" è sicuramente sopra la media, forse è meglio se ti limiti solamente a vendere le caselle... e la "consulenza" la lasci tranquillamente ad altri...
    • sxs scrive:
      Re: PEC

      I dubbi sull'uso che se no voglia o possa fare da
      parte della PA sono leggittimi ma indegni di
      essere presi in considerazione, intanto perchè la
      pec non è obbligatoria ed in qualsivoglia momento
      si può disdire il servizio e tornare al cartaceo,
      eppoi, ci sono anche gli onesti
      perbacco.Bel discorso senza senso! Bel modo ipocrita di liquidarei dubbi secondo me sensatissimi che abbiamo sollevato!!Cosa vorrebbe dire che i dubbi non sarebbero *degni* (DEGNI!!!E' quasi ridicolo) di essere presi in considerazione perche' laPEC non e' obbligatoria?? E con questo?Infatti si discute se sia conveniente attivarla o meno ma leievidentemente e' in grave malafede.O magari non sarebbero degni perche' c'e' *anche* (altra risata)gente onesta??Complimenti per gli argomenti, nel frattempo la PEC se la tenga pure.
    • Tze Tze scrive:
      Re: PEC

      Formato dei dati: per quanto riguarda il corpo è
      prevvisto il testo piatto mentre per gli
      allegati, non esistono limitazioni di
      sorta.

      BayBay anche a te !
    • lordream scrive:
      Re: PEC
      - Scritto da: Antonio Carta
      Bene! Ho letto quasi tutte le domande, le
      perplessità e le
      risposte.
      Io fornisco caselle certificate alle Pubbliche
      Amministrazioni, circa 40 Amministrazioni si
      sono servite da me (una media di 12 caselle ogni
      Amministrazione) oltre a privati e aziende, un
      centinaio
      circa.
      Non sono grandi numeri ma per esercitare ho
      dovuto documentarmi con un certo livello di
      accuratezza.giusto a loro puoi vendere.. notoriamente preparati sull'argomento..
      Riepilogo:
      I dubbi sull'uso che se no voglia o possa fare da
      parte della PA sono leggittimi ma indegni di
      essere presi in considerazione, intanto perchè la
      pec non è obbligatoria ed in qualsivoglia momento
      si può disdire il servizio e tornare al cartaceo,
      eppoi, ci sono anche gli onesti
      perbacco.
      secondo la categoria lavorativa la pec è obbligatoria ad esempio giornalisti
      Il fatto che la pec gratuita fornita dallo stato
      sia "limitata nelle funzionalità" lo si ascrive
      alla gratuità, la roba buona costa, altrimenti è
      concorrenza sleale dello stato nei confronti del
      privato.
      In pratica è come per gli SMS, quelli con
      consegna entro dieci secondi costano di più di
      quelli con la consegna garantita in giornata e
      molto di più di quelli del tipo
      "seArrivaArriva".quindi fa schifo come servizio è questo che intendi?

      Domicilio: se vogliamo graffiare i vetri
      nell'arrampicata va bene, altrimenti molto
      semplicemente il domicilio è quel luogo, fisico o
      giuridico in cui uno fissa il centro ed il
      recapito riguardo ad un determinato affare e che
      può cambiare in qualsiasi tempo; così ad esempio
      eleggo domicilio presso l'Avvocato Pirlonis per
      la causa x ed eleggo domicilio presso l'Avvocato
      Gurdullonis per la causa y ed anche domicilio
      presso pec@PINCOPALLINO.it per i raporti con la
      PA o con quella determinata pubblica
      amministrazione e domicilio presso la casa in cui
      abito (in pratica coincide con la residenza) per
      i rapporti contrattuali con il mio padrone di
      casa per la pigione.
      ed un poveraccio convinto da brunetta come lo cataloghi?..
      Che altro ... io la uso da tempo e ne sono
      soddisfatto: intanto ho risparmiato parecchio con
      le spese postali: ove posso uso la pec: mandare
      le fatture, comunicare variazione ICI, richiesta
      rialscio ricevuta di deposito somme alla cassa
      Depositi e Prestiti, variazione consistenza
      TARSU, comunicazione alla Forestale di deXXXXX di
      tartaruga, ecc. ecc. che adesso non mi
      soviene.ma quale usi quella di brunetta?.. in tal caso sappi che puoi "conversare" solo con altre mail appartenenti alla PA

      Il problema è semmai il fatto che la PA talvolta
      NON dispone della pec, nonostante l'obbligo di
      legge, o forse ce l'ha ma non lo divulga o non lo
      pubblica sul sito istituzionale come previsto
      dalla normativa in vigore. Insomma si nascondono
      per costringerci ad andare di persona. (il più
      delle volte si risolve paventando la possibilità
      di segnalazione nel caso non venga fornito un
      indirizzo certificato entro tot
      giorni)

      Altro vantaggio della posta certificata è che è
      individuato con certezza il mittente, per cui
      niente spam; o meglio, al mittente dello spam non
      conviene.metti il caso che un utente prende un virus.. invia spam certificato?

      Conservazione dei messaggi: la norma prevede
      espressamente che il provvider si faccia carico
      di conservare le ricevute dei messaggi per trenta
      mesi; nel caso di perdita/sottrazione di dati, le
      ricevute ed i relativi messaggi possono essere
      scaricati dal server del provvider (sia del
      mittente che del destiantario) entro i trenta
      mesi sopra
      detti.la legge richiede la conservazione dei documenti per 5 anni a seconda di cosa sono anche 6.. come la mettiamo?

      Formato dei dati: per quanto riguarda il corpo è
      prevvisto il testo piatto mentre per gli
      allegati, non esistono limitazioni di
      sorta.grande festa del malware.. ottima pensata

      Bay
  • mpenco scrive:
    I veri numeri
    Leggendo il numero record dei commenti direi che ci si comincia a preoccupare è questo e segno buono direi sia il caso di chiedere a Brunetta e soci i veri numeri di adesione degli Italiani così si capisce qualcosa ecco un mio intervento che invito la REDAZIONE e l'amico Guido di fare proprio mi sembra legittimo sapere il vero:Questo sistema che non ha nulla di certo se non quello di voler cambiare il modo legale di comunicare di noi Italiani ma non solo quello anche il nostro domicilio non è partito bene e sta andando avanti peggio non si riesce a capire perché i dati di acXXXXX al sito WEB che gestisce grazie ai 100 milioni Euro pagati da tutti quelli che la BEC la vogliono e quelli che no la vogliono non siano resi pubblici , il sito era già partito male , bloccato più volte e non funzionante per alcuni giorni si dice per ecXXXXX di affluenza, assomiglia molto alle manifestazioni di piazza dove non si riesce mai a capire quanti siano i manifestanti chi dice un numero chi un altro eppure siamo davanti ad un sistema tecnologico avanzato un sito WEB messo su dalle due più importanti aziende ITALIANE Poste e TELECOM Italia con soldi pubblici mi sembra giusto che pubblico deve essere anche il dato di quanti accedano al sistema dobbiamo dire noi al gestore ed al Ministro di mettere su due contatori PUBBLICI visibili a tutti uno con il numero di accessi ed uno per quanti hanno veramente compilato il modulo, salvo poi indicare poi quelli che sono andati a fare la fila alle Poste ed effettivamente ritirata la CEC PAC PEC BEC o come la si vuol chiamare. Sarebbe un segno di civiltà e trasparenza di cui mi sembra il Ministro vuole essere fautore con le faccine, gli stipendi dei dipendenti sul WEB ma soprattutto è una cosa che non costa veramente nulla ed evita di sparare cifre a caso 100 mila 50 milioni ed altro
    • voyager6 scrive:
      Re: I veri numeri
      ho i miei dubbi che lo farà il ministro... sul sito della sua riforma c'è scritto che farà dei report con le faccine, ma io non li ho mai trovati... e non vedo perchè non possa fare come altri siti che ti danno il risultato in tempo reale.
  • Tze Tze scrive:
    PEC e Domicilio Legale
    Non sono un avvocato e non conosco i cavilli giuridici però oltre ad avere un minimo ancora di sale in zucca, ancora capisco quello che leggo. Dando una occhiata al DPCM del ministro in particolare all'articolo 3, commi 2 e 4 da cui riporto : 2. Per i cittadini che utilizzano il servizio di PEC, l'indirizzovalido AD OGNI EFFETTO GIURIDICO, ai fini dei rapporti con lepubbliche amministrazioni, e' quello espressamente rilasciato aisensi dell'art. 2, comma 1.... 4. La volonta' del cittadino espressa ai sensi dell'art. 2, comma1, rappresenta la ESPLICITA ACCETTAZIONE dell'invio, tramite PEC, daparte delle pubbliche amministrazioni DI TUTTI I PROVVEDIMENTI E GLI ATTI CHE LO RIGUARDANO.Questi due articoli sono due MACIGNI !!!La PEC con il suo meccanismo di ricevuta di ritorno, diventa di fatto una raccomandata a DOMICILIO in cui notificare ogni atto, documenti ma anche cartelle dell'ESATRI, pignoramenti, e probabilmente anche atti giudiziari.Bellissimo ! Si. In un paese dove tutti sono altamente informatizzati, dove la scuola è piena di computer, dove la gente è contenta, dove non ci sono tremila tributi, dove tutti pagano regolarmente, dove la connettività a banda larga raggiunge tutti indistintamente.In una azienda tu puoi investire diciamo parte della tua conoscenza o quella di altri, per avere una minima informatizzazione ma i normali cittadini ?Che succede all'utente che non è sempre un informatico e non ha una struttura aziendale ? Perché dovrebbe essere convinto dal Governo ad usare la PEC ?La maggior parte della gente che ho conosciuto nella mia lunga esperienza di informatico, puntualmente cancella la posta o non la legge, condivide il computer col figlioletto di 5 anni, non fa mai il backup (soprattutto della posta che è un file troppo grande), cancella ogni settimana la posta, va in giro coi programmi crakkati e ogni 3 giorni riformatta e magari non ha neppure una stampante o ce l'ha ma le cartucce costano troppo.Ci stiamo prendendo in giro ?Poi dall'altra parte c'è l'amministrazione che invece si da un tono, come al solito "semplifica", cioè cerca di capire ma non ci riesce proprio.Anche senza considerare che la maggior parte della gente che vi lavora non sà una beata fava di informatica o se è esperta non ha gli strumenti adatti, la legge stessa non si pone il problema per esempio , come diceva Panda Rossa, quale è lo standard di comunicazione. È un problema sconosciuto tipo ... ti mando una mail, ma cosa c'è dentro ? In che formato me la mandi ? Utf-8 ? Windows outloook ? PDF criptato ? Word 2012 ? E quando scarico la posta, lo considerate consegnato e comprensibile, una lettera è una lettera ma un formato informatico non precisato se non lo leggo ? Se è inviato male ?In un paese che si pone queste domande, che senso avrebbe l'articolo 12 del DPR del PDC cioè : "Virus informatici", in cui è normato a legge il comportamento da tenere in caso si trovi un virus nella raccomandata ?Cosa faranno la maggior parte degli italiani quando ricevono un documento con un virus o non possono leggerlo ?Sono domande semplici che chi governa, abituato alla propaganda e al nonsense ovviamente non si pone, anche perché come tutti sanno, basterà inventarsi qualcosa all'ultimo momento, dopo avere speso milioni per gli "appaltoni" e gli spottoni della PdC, e il fenomeno tornerà al nulla.Chi se ne frega se poi mentre si fa la figura del paese meglio informatizzato dell'universo regalando la PEC a tutti i cittadini (con i nostri stessi soldi), si tolgono fondi alle scuole che non hanno non solo i computer ma nemmeno la carta igienica. Non è qualunquismo è che funziona proprio così, è una classica faccenda all'italiana. Questo è il paese delle case che costano 1000 volte il loro effettivo valore, sono costruite a partire dal tetto,nessuno vi abita e che poi dopo un po` crollano, così sparisce anche il corpo del reato. Col software è ancora più semplice, perchè è soft !
    • pinco pallino scrive:
      Re: PEC e Domicilio Legale
      - Scritto da: Tze Tze
      Non sono un avvocato e non conosco i cavilli
      giuridici però oltre ad avere un minimo ancora di[CUUT]
      Col software è ancora più semplice, perchè è soft
      !Il fatto che sia facoltativa l'apertura della PEC direi che è sufficiente a toglierti dalla mente tutti i dubbi sulla "pericolosità".
      • Tze Tze scrive:
        Re: PEC e Domicilio Legale

        Il fatto che sia facoltativa l'apertura della PEC
        direi che è sufficiente a toglierti dalla mente
        tutti i dubbi sulla
        "pericolosità".Assolutamente no !So benissmo che non è obbligatoria ! Infatti non ho detto che lo è.Ho solo posto l'accento sul fatto che NEL MOMENTO in cui un cittadino, spinto dalla campagna pubblicitaria e dalle pressioni della PA (e soprattutto di Poste Italiane), andrà a firmare per qualcosa che gli è stato detto essere un comodo strumento, dovrà CONTROFIRMARE e automaticamente accettere di trasformare il suo domicilio legale (quello cioè a cui arrivano TUTTI GLI ATTI della PA che lo riguardano ) in un domicilio elettronico. Se non si riflette esattamente, o per mancanza di informazione o per ignoranza, sull'entità di un simile cambiamento le difficoltà sono palesi e dubito fortemente che nell'ambito della stessa PA si rendano conto di cosa voglia dire ricevere un atto di pignoramento o una multa via email.
        • pinco pallino scrive:
          Re: PEC e Domicilio Legale
          - Scritto da: Tze Tze

          Il fatto che sia facoltativa l'apertura della
          PEC

          direi che è sufficiente a toglierti dalla mente

          tutti i dubbi sulla

          "pericolosità".

          Assolutamente no !

          So benissmo che non è obbligatoria ! Infatti non
          ho detto che lo
          è.

          Ho solo posto l'accento sul fatto che NEL MOMENTO
          in cui un cittadino, spinto dalla campagna
          pubblicitaria e dalle pressioni della PA (e
          soprattutto di Poste Italiane), andrà a firmare
          per qualcosa che gli è stato detto essere un
          comodo strumento, dovrà CONTROFIRMARE e
          automaticamente accettere di trasformare il suo
          domicilio legale (quello cioè a cui arrivano
          TUTTI GLI ATTI della PA che lo riguardano ) in un
          domicilio elettronico.


          Se non si riflette esattamente, o per mancanza di
          informazione o per ignoranza, sull'entità di un
          simile cambiamento le difficoltà sono palesi e
          dubito fortemente che nell'ambito della stessa PA
          si rendano conto di cosa voglia dire ricevere un
          atto di pignoramento o una multa via
          email.Al massimo ritardi la lettura del documento.
          • Tze Tze scrive:
            Re: PEC e Domicilio Legale


            Al massimo ritardi la lettura del documento.
            perfetto, ora mi sento più tranquillo, ciao !
    • javaduke scrive:
      Re: PEC e Domicilio Legale
      - Scritto da: Tze Tze
      Questi due articoli sono due MACIGNI !!!
      Sì, per fortuna.
      In una azienda tu puoi investire diciamo parte
      della tua conoscenza o quella di altri, per avere
      una minima informatizzazione ma i normali
      cittadini
      ?

      Che succede all'utente che non è sempre un
      informatico e non ha una struttura aziendale ?Non usa la PEC. Non è obbligato. Continuerà con penna, carta e calamaio, o fax se è molto "evoluto".
      E quando scarico la posta, lo considerate
      consegnato e comprensibile, una lettera è una
      lettera ma un formato informatico non precisato
      se non lo leggo ? Se è inviato male
      ?I formati di file ammessi per la firma digitale sono noti e le amministrazioni devono poterli leggere. (delib. CNIPA N. 45 del 21.05.2009-"REGOLE PER IL RICONOSCIMENTO E LA VERIFICA DEL DOCUMENTO INFORMATICO").Non puoi inviare un documento in formato vattelapesca e pretendere che abbia valore legale.
      • andy61 scrive:
        Re: PEC e Domicilio Legale
        qui (http://www.cnipa.gov.it/html/docs/DB%2045-2009%20-%20Regole%20riconoscim%20docum%20informatico%20VERS%20GU.pdf) la delibera del CNIPA.non l'ho letta nei dettagli, ma l'unico formato che ho trovato citato è il PDF.Significa che un documento in ODF (standard ISO) non viene accettato / riconosciuto (o in altri formati basati su standard ufficiali)?
        • javaduke scrive:
          Re: PEC e Domicilio Legale
          - Scritto da: andy61
          non l'ho letta nei dettagli, ma l'unico formato
          che ho trovato citato è il
          PDF.Ti consiglio di leggerti il più comprensibile"Guida alla firma digitale", sempre del CNIPA:http://www.cnipa.gov.it/html/docs/GuidaFirmaDigitale2009_a.pdfI formati attualmente ammessi sono pkcs#7, pdf ed xml signature.
          Significa che un documento in ODF (standard ISO)
          non viene accettato / riconosciuto (o in altri
          formati basati su standard
          ufficiali)?Su questo sinceramente non so risponderti con precisione. Ti garantisco che nella PA dove lavoro vengono firmati anche altri tipi di documenti diversi da quelli di cui sopra, ma a mio avviso non si dovrebbe.A mio parere se la norma dice che i formati ammessi sono solo quelli (e c'è un perché... ad esempio i formati con macro come DOC, ODT non vanno bene) qualunque formato diverso, anche standard, in linea di principio non dovrebbe essere ammesso. A meno che non la si interpreti come "almeno quelli" ma la vedo più complicata, perché costringerebbe la PA a dotarsi di fatto di qualunque sw, seppur standard...
          • shevathas scrive:
            Re: PEC e Domicilio Legale
            - Scritto da: javaduke
            - Scritto da: andy61

            non l'ho letta nei dettagli, ma l'unico formato

            che ho trovato citato è il

            PDF.

            Ti consiglio di leggerti il più comprensibile
            "Guida alla firma digitale", sempre del CNIPA:
            http://www.cnipa.gov.it/html/docs/GuidaFirmaDigita

            I formati attualmente ammessi sono pkcs#7, pdf ed
            xml
            signature.
            sono formati di firma, con il formato pkcs#7 puoi firmare qualsiasi documento, che viene "chiuso" in una busta identificata dall'estensione p7m contenente sia il file che i dati della firma.il file pippo.odt diventa pippo.odt.p7m. Per leggere il file si usa un software come ad esempio DIKE che legge i dati della firma ed estrae il file dalla busta.Gli altri due formati pdf e xml sono formati per firmare direttamente i file di quel tipo senza dover aver bisogno di chiuderli un una "busta" contenente anche la firma.
      • CCC scrive:
        Re: PEC e Domicilio Legale
        - Scritto da: javaduke[...]
        I formati di file ammessi per la firma digitale
        sono noti e le amministrazioni devono poterli
        leggere. (delib. CNIPA N. 45 del
        21.05.2009
        -"REGOLE PER IL RICONOSCIMENTO E LA VERIFICA DEL
        DOCUMENTO
        INFORMATICO").

        Non puoi inviare un documento in formato
        vattelapesca e pretendere che abbia valore
        legale.stai facendo una enorme confusionecome scritto chiaramente nella delibera si parla di REGOLE relative alla FIRMA DIGITALE che è cosa DIVERSA E DISGIUNTA dalla email pec (posso spedire e ricevere email pec sia firmate che non firmate)... ossia: quelle regole non c'entrano assolutamente nulla con il contenuto (la "lettera" dentro la "busta") di una email PEC (che è la "busta") peraltro si può firmare qualsiasi tipo (nel senso di formato di file) di email pec e, sempre quelle regole che hai citato, dicono COME firmare NON COSA (che tipo di file ecc.) FIRMARE...
  • andy61 scrive:
    forse bastava ...
    Per il domicilio informatico verso la PA sarebbe bastato consentire a chi lo vuole di andare presso un qualunque ufficio anagrafe, identificarsi con il proprio documento d'identità, e indicare quale indirizzo di posta elettronica intende rendere disponibile alla PA per le comunicazioni.Il fatto che la casella sia certificata o meno è un dettaglio (anche se, in questo caso, sarebbe davvero nell'interese del cittadino).Bastava poi fare in modo che i server di posta della PA assicurino la conservazione dei messaggi ricevuti, senza lasciare l'onere ad ogni cittadino.Resta poi il fatto che se il cittadino vuole certificare il contenuto di ogni singolo messaggio (e non solo spedizione e consegna) deve anche spendere una cinquantina di Euro per una smart card con certificato digitale, ed anticipare montagne di 'francobolli' (marche temporali) alle poste di turno.Vi immaginate voi se il governo vi obbligasse a comperare i francobolli per le raccomandata a blocchi di 500?
    • javaduke scrive:
      Re: forse bastava ...
      - Scritto da: andy61
      Per il domicilio informatico verso la PA sarebbe
      bastato consentire a chi lo vuole di andare
      presso un qualunque ufficio anagrafe,
      identificarsi con il proprio documento
      d'identità, e indicare quale indirizzo di posta
      elettronica intende rendere disponibile alla PA
      per le
      comunicazioni.

      Il fatto che la casella sia certificata o meno è
      un dettaglio (anche se, in questo caso, sarebbe
      davvero nell'interese del
      cittadino).
      Ottima considerazione che condivido.
      Bastava poi fare in modo che i server di posta
      della PA assicurino la conservazione dei messaggi
      ricevuti, senza lasciare l'onere ad ogni
      cittadino.Troppo costoso e con molti più problemi di privacy.
      Resta poi il fatto che se il cittadino vuole
      certificare il contenuto di ogni singolo
      messaggio (e non solo spedizione e consegna) deve
      anche spendere una cinquantina di Euro per una
      smart card con certificato digitale, ed
      anticipare montagne di 'francobolli' (marche
      temporali) alle poste di
      turno.I messaggi PEC contengono una marcatura temporale, che recentemente è stata riconosciuta valida ai fini di legge analogamente a quella che in genere si appone sui singoli file firmati digitalmente.Per cui, a quanto ne so io, non è necessario comprare gli stock dei "francobolli" se alleghi ad un messaggio PEC allegati digitali (non marcati temporalmente) perché vale la marcatura della busta... com'è nella realtà.Diverso è il discorso se devi poi conservare in un altro luogo il file firmato digitalmente senza averlo spedito... lì la marcatura ti serve.
    • Chiaro scrive:
      Re: forse bastava ...
      - Scritto da: andy61
      Per il domicilio informatico verso la PA sarebbe
      bastato consentire a chi lo vuole di andare
      presso un qualunque ufficio anagrafe,
      identificarsi con il proprio documento
      d'identità, e indicare quale indirizzo di posta
      elettronica intende rendere disponibile alla PA
      per le
      comunicazioni.

      Il fatto che la casella sia certificata o meno è
      un dettaglio (anche se, in questo caso, sarebbe
      davvero nell'interese del
      cittadino).La email tradizionale può essere spoofata (mittente falsificato) senza problemi e non dà nessuna garanzia né sul contenuto, né sul fatto che una email sia stata consegnata o meno.
      • andy61 scrive:
        Re: forse bastava ...
        proprio per questo ho detto:'in questo caso, sarebbe davvero nell'interese del cittadino'.aggiungo che in ogni caso il cittadino avrebbe la libertà di scegliersi il provider preferito (nazionale e non), e di potersi dotare di un'unica casella, invece che essere obbligato ad averne più di una (come sa, i professionisti sono obbligati a dotarsi di PEC, che non è la CEC-PAC, e quindi non è riconosciuta come domiciliazione per la PA).
        • Chiaro scrive:
          Re: forse bastava ...
          - Scritto da: andy61
          proprio per questo ho detto:
          'in questo caso, sarebbe davvero nell'interese
          del
          cittadino'.Quindi sarebbe nell'interesse del cittadino consentirgli di usare come indirizzo per le comunicazioni, che so, una mail @libero.it, poi magari la mail non arriva a destinazione (capita spesso) però l'atto che conteneva risulta notificato?
          aggiungo che in ogni caso il cittadino avrebbe la
          libertà di scegliersi il provider preferito
          (nazionale e non), e di potersi dotare di
          un'unica casella, invece che essere obbligato ad
          averne più di una (come sa, i professionisti sono
          obbligati a dotarsi di PEC, che non è la CEC-PAC,
          e quindi non è riconosciuta come domiciliazione
          per la
          PA).Io sono professionista ed ho la PEC da novembre, e semmai è vero il contrario: è la CEC-PAC che, essendo gratuita ha limitazioni (si può usare solo con la PA) mentre la PEC vera e propria si può utilizzare con qualunque ente pubblico o privato già dotato di PEC.
          • andy61 scrive:
            Re: forse bastava ...
            chiedo scusa, probabilmente non sono stato chiaro.l'iteresse del cittadino è (ovviamente) utilizzare una casella di PEC, e non una non certificata.Per il secondo punto mi risulta quanto segue:1) per l'utilizzo professionale non posso utilizzare una CEC-PAC;2) per il domicilio digitale non posso utilizzare una PEC che non sia di poste.it;;in pratica, a meno di casi particolari, sono tenuto ad avere almeno due caselle di posta (senza contare le altre che si utilizzano regolarmente); tra l'altro PEC e CEC-PAC non hanno alcun riconoscimento internazionale.
          • shevathas scrive:
            Re: forse bastava ...
            - Scritto da: andy61
            chiedo scusa, probabilmente non sono stato chiaro.

            l'iteresse del cittadino è (ovviamente)
            utilizzare una casella di PEC, e non una non
            certificata.
            il problema è che per comunicazioni che richiedono prova certa dell'invio della comunicazione ovvero comunicazione dell'avvenuta consegna o meno della mail nella mailbox dell'utente occorre usare la PEC.La mail normale è come una cartolina, il postino te la mette nella tua casella di posta però tu puoi legittimamente sostenere che non hai preso conoscenza del contenuto perché se l'è mangiata il cane. Diverso il caso della raccomandata o c'è la tua firma nella RR o le firme del postino che ti ha lasciato i canonici tre avvisi.La mail normale può essere al più un sostituto elettronico della cartolina postale.
            in pratica, a meno di casi particolari, sono
            tenuto ad avere almeno due caselle di posta
            (senza contare le altre che si utilizzano
            regolarmente); tra l'altro PEC e CEC-PAC non
            hanno alcun riconoscimento
            internazionale.ogni stato ha le sue leggi per la consegna ufficiale di documenti mediante posta cartacea e la notifica di atti.
  • kallsu scrive:
    PEC
    1.) L'ACK di consegna al server del destinatario è inutile, perché io potrei aprire la mia webmail dopo un TOT che il messaggio è arrivato, quindi il mittente non ha le medesime garanzie di un Raccomanda A/R. Anche se è vero che, se aspetto una mail importante guarderò più spesso la mia webmail, ma il postino bussa sempre 2 volte, e mi lascia una bella cartolina se non mi trova.2.) CEC-PAC a pagamento per la spedizione mi sembra "un'ottima" soluzione, data la caratteristica del servizio, e soprattutto la mia "libertà" di scegliere un qualsiasi gestore di posta certificata.3.) Adesso da vedere l'utilizzo che ne farà la PA e soprattutto la messa in opera da parte delle Poste e Telecom. Io ho la libertà di avere un account dove voglio, aprirne un'altro non comporta fatica, ma sarà così agevole e trasparente?????
    • javaduke scrive:
      Re: PEC
      - Scritto da: kallsu
      1.) L'ACK di consegna al server del destinatario
      è inutile, perché io potrei aprire la mia webmail
      dopo un TOT che il messaggio è arrivato, quindi
      il mittente non ha le medesime garanzie di un
      Raccomanda A/R.


      Anche se è vero che, se aspetto una mail
      importante guarderò più spesso la mia webmail, ma
      il postino bussa sempre 2 volte, e mi lascia una
      bella cartolina se non mi
      trova.Appunto... Vorrei proprio vedere quante volte controllano il proprio account Facebook tutte queste persone che lamentano tutto questo fastidio nel controllare la PEC almeno una volta al giorno.Se uno non mastica d'informatica, la PEC/CEC-PAC manco la chiede. Viceversa, non è altro che l'ennesima casella da controllare col proprio client di posta.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 maggio 2010 14.15-----------------------------------------------------------
    • Chiaro scrive:
      Re: PEC
      - Scritto da: kallsu
      1.) L'ACK di consegna al server del destinatario
      è inutile, perché io potrei aprire la mia webmail
      dopo un TOT che il messaggio è arrivato, quindi
      il mittente non ha le medesime garanzie di un
      Raccomanda A/R.


      Anche se è vero che, se aspetto una mail
      importante guarderò più spesso la mia webmail, ma
      il postino bussa sempre 2 volte, e mi lascia una
      bella cartolina se non mi
      trova.Bhe, la raccomandata si considera consegnata anche se ritorna al mittente per compiuta giacenza, quindi, se il postino non ti trova in casa e lascia l'avviso e tu non vai in posta a ritirarla entro un tot di giorni per uno qualunque di questi motivi:-sei in vacanza per tre mesi in Australia,-un vicino dispettoso ti ruba la posta,-il postino inserisce l'avviso nella cassetta sbagliata,-un temporale infradicia tutta la posta,-la cartolina si perde in mezzo a cinque chili di pubblicitàecc.la raccomandata torna al mittente per compiuta giacenza ed è come se fosse stata consegnata.
  • Mario Giachino scrive:
    Come non darle ragione?
    Però lo scopo dell'operazione è un altro... la magistratura sta indagando.
    • pinco pallino scrive:
      Re: Come non darle ragione?
      - Scritto da: Mario Giachino
      Però lo scopo dell'operazione è un altro... la
      magistratura sta
      indagando.Tanto non importa nemmeno quello che dice la magistratura.Quello che importa è quello che dicono i giornali. Anche se la magistratura non sta indagando.
  • Teo_ scrive:
    Nuova professione: intermediario CEC PAC
    Ed ecco che nascerà una nuova professione a servizio di tutti quelli che vogliono comunicare in fretta con la PA ma non vogliono eleggere a domicilio informatico una propria casella.
    • kallsu scrive:
      Re: Nuova professione: intermediario CEC PAC
      Concordo in pieno.Se posso esprimere un mio parere, sicuramente nel modulo di apertura di PEC, comparirà la casella "Indicare il proprio domicilio". In informatica è importante avere una ridondanza dei dati sensibili ! ;o)
    • javaduke scrive:
      Re: Nuova professione: intermediario CEC PAC
      Ottima idea, peccato che sia illegale. L'uso della PEC è strettamente personale.
  • silvan scrive:
    Quante storie e congetture.
    Ognuno analizzi i pro ed i contro, poi decida; chi la vuole la richiede, mentre gli altri, se non la vogliono, non sono obbligati a farlo. E che sia finita con tutto questo tira e molla.
    • sxs scrive:
      Re: Quante storie e congetture.

      non la vogliono, non sono obbligati a farlo.Speriamo non ci siano pressioni tipo:Questa operazione se hai la PEC e' gratis (o ti costa TOT)Se non cell'hai 5*TOT...
  • Alessio scrive:
    Domande e risposte
    "Ma perché a Palazzo Vidoni avrebbero commesso un errore - se di questo si è trattato - tanto grossolano e, comunque, capace di limitare così gravemente la libertà dei cittadini?"Perchè sono dei cialtroni?
  • Marcello Mazzilli scrive:
    Multe
    Perché dovrei rendere più semplice recapitarmi le multe e le cartelle esattoriali ?
    • pinco pallino scrive:
      Re: Multe
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      Perché dovrei rendere più semplice recapitarmi le
      multe e le cartelle esattoriali
      ?Perché qui non siamo in U.S.A.
    • dataghoul scrive:
      Re: Multe
      - Scritto da: Marcello Mazzilli
      Perché dovrei rendere più semplice recapitarmi le
      multe e le cartelle esattoriali
      ?per avere il tempo di fare ricorso nei termini con lo stesso mezzo (la PEC) con il quale ti viene fatta la notifica, senza perdere tempo e denaro?
      • sxs scrive:
        Re: Multe

        per avere il tempo di fare ricorso nei termini
        con lo stesso mezzo (la PEC) con il quale ti
        viene fatta la notifica, senza perdere tempo e
        denaro?Cosi' poi ti puo' anche rispondere un bel BOTa tempo record che ti rifiuta il ricorsoe ti ricorda che se insisti l'ammenda raddoppia....
  • Momento di inerzia scrive:
    Re: Io credo che ci sia un'altra cosa...
    - Scritto da: Antonio Mela
    Voi che ne pensate?Che non è detto che si voglia vendere subito.La manovra potrebbe pure essere improntata a mandare avanti per qualche altro tempo lo stipendificio.Poi quando il peso sarà eccessivo, si farà quello che dici.Con Alitalia hanno fatto così e presto seguiranno altre aziende di Stato meno note (alcune nello stesso ambito di Alitalia)
  • Antonio Pandolfi scrive:
    Efficienza vo cercando?
    Sono in buona sostanza d'accordo con quanto scriveva poco fa Antonio Mela.Che la BrunettaPEC avesse qualche PECca, se n'era accorto già chi aveva partecipato alla sperimentazione - quando, in attesa della gara per aggiudicare il servizio, ACI ed altri avevano messo a disposizione i propri servizi di autenticazione ed attivazione delle caselle di posta.PECcato che già allora, dopo l'attivazione, il nuovo domicilio elettronico non fosse in grado di dialogare con caselle nonPEC. Né consentisse di raggiungere caselle PEC diverse da quelle attive presso la PA (come peraltro, spiegavano con garbo gli operatori del call center ai cittadini che perplessi chiedevano lumi).Il ragionamento economico che io intravedo è il seguente.Se 100 Euro è il costo/ricavo (dipende dal punto di vista, no?) delle raccomandate inviate dalla PA a cittadini ed imprese in un anno, la dematerializzazione completa consentirebbe di tradurlo in 100 Euro di risparmio/perdita. Come distribuire i risparmi e le perdite? La BrunettaPEC risponde così: una parte dei risparmi non va realizzata, perché bisogna "tradurla" in minori perdite.La PA, pubblica, non porta fino in fondo il proprio efficientamento perché si fa carico anche delle esigenze di bilancio dei fornitori, privati o privatizzabili, di servizi tradizionali di comunicazione.Ma il gioco può anche non essere a somma zero, e in tal caso c'è un corollario del ragionamento sopra esposto.Poiché ai servizi di "base" (spedire&ricevere) si possono abbinare dei servizi "aggiuntivi" (e in parte, prima indisponibili), perché non privatizzare questi ultimi imponendo il pagamento di un corrispettivo? Naturalmente, la successiva scelta di lasciare gestire anche tali servizi al concessionario rinunciando ai relativi introiti, sbilancia ulteriormente il riparto dei 100 Euro originari tra pubblico e privato a favore di quest'ultimo.Paradossalmente, per far risparmiare la PA (ossia, noi tutti) potrebbe essere preferibile farci bastare le nostre PEC individuali forniteci a pagamento dagli operatori privati!
  • Michele scrive:
    Limitazione della libertà
    Mi sembra che l'articolo in questione sia un pochino troppo "drammatico". Sembra quasi che se fai questa casella oggi domani ti trovi in galera.Mi sa che ormai ognuno di noi come minimo ha 2 caselle email, aggiungerne una per i rapporti con la pubblica amministrazione statale non credo sia una gran fatica: credo che thunderbird se la possa cavare anche con 3 caselle email. Poi se non la vuoi fare non la fai se ti serve la fai...dov'è la limitazione della libertà? io non credo che la farò per ora, ma quando ci sarà la necessità sicuramente la farò. Di sicuro è sempre un bene quando le cose le puoi fare da casa col pc invece di dovere fare ore di fila ad uno sportello di un comune con un addetto svogliato. Se poi con questa mossa i soldi della gestione vanno allo stato invece che a terzi..be credo che chiunque avrebbe fatto una mossa del genere, e io da cittadino preferisco che i soldi finiscano allo stato invece che ad altre ditte...almeno rimangono quasi soldi miei
  • Enjoy with Us scrive:
    Pec ? No Grazie!
    La Pec allo stato attuale serve solo a far risparmiare una raccomandata alla PA, ma a me cittadino a cosa serve?A scrivere alla PA risparmiando la raccomandata? No!In compenso devo stare attento non solo alle raccomandate, ma pure a quello che arriva sulla PEC che tra l'altro dovrei consultare via Web, non potendola configurare per scaricare direttamente in locale i messaggi.... Credo proprio che per il momento mi asterrò dal dotarmi di una casella PEC!
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: Pec ? No Grazie!
      Seconded!
    • dataghoul scrive:
      Re: Pec ? No Grazie!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      In compenso devo stare attento non solo alle
      raccomandate, ma pure a quello che arriva sulla
      PEC che tra l'altro dovrei consultare via Web,
      non potendola configurare per scaricare
      direttamente in locale i messaggi....
      la casella PEC si può configurare su qualsiasi programa di posta elettronica.come sempre tra gli italioti l'ignoranza regna sovrana.smettetela di credere a tutte le stupidaggini che vi propinano su Punto (dis)Informatico e cominciate a documentarvi!
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: Pec ? No Grazie!
        - Scritto da: dataghoul
        - Scritto da: Enjoy with Us


        In compenso devo stare attento non solo alle

        raccomandate, ma pure a quello che arriva sulla

        PEC che tra l'altro dovrei consultare via Web,

        non potendola configurare per scaricare

        direttamente in locale i messaggi....



        la casella PEC si può configurare su qualsiasi
        programa di posta
        elettronica.

        come sempre tra gli italioti l'ignoranza regna
        sovrana.

        smettetela di credere a tutte le stupidaggini che
        vi propinano su Punto (dis)Informatico e
        cominciate a
        documentarvi!La PEC a pagamento, non certo quella fornita gratuitamente dalla PA! Vatti a fare un giro che è meglio!
  • Anno scrive:
    attivazione
    sono andato 3 volte alle poste col codice cliente e tutte tre le volte mi hanno rimandato in quanto gli strumenti per l'attivazione non erano ancora disponibili.
    • dataghoul scrive:
      Re: attivazione
      - Scritto da: Anno
      sono andato 3 volte alle poste col codice cliente
      e tutte tre le volte mi hanno rimandato in quanto
      gli strumenti per l'attivazione non erano ancora
      disponibili.a me l'hanno attivata la prima volta che ci sono andato.si vede che sono fortunato...
    • bingo bongo scrive:
      Re: attivazione
      logico ! Che ti aspettavi ?L'italiano è un complicatore caratteriale .Figuriamoci chi ci governa .
  • cor277 scrive:
    A me sta PEC me par nu PAC
    Mi faccio una domanda e mi pongo la risposta:Perchè lo stato avrebbe bisogno di contattarmi?Perchè ha bisogno di soldi!Allora perchè dovrei prendere domicilio informatico su PEC?Per farmi fare il PACco !CP
    • dataghoul scrive:
      Re: A me sta PEC me par nu PAC
      - Scritto da: cor277
      Mi faccio una domanda e mi pongo la risposta:

      Perchè lo stato avrebbe bisogno di contattarmi?
      l'idea che serva anche al contrario non ti ha proprio sfiorato, vero?
    • sxs scrive:
      Re: A me sta PEC me par nu PAC

      Mi faccio una domanda e mi pongo la risposta:
      Perchè lo stato avrebbe bisogno di contattarmi?
      Perchè ha bisogno di soldi!
      Allora perchè dovrei prendere domicilio
      informatico su
      PEC?
      Per farmi fare il PACco !10+Lode!E' da quando sono nato che la mia esperienza m'insegnache gli enti pubblici grattano alla porta del cittadinosolo per chiedere soldi e quando invece e' il tuo turnodi avere un servizio o un rimborso e' un calvario.Preparatevi a delle belle PEC di Equitalia gente!
  • Guido Scorza scrive:
    grazie
    Pinco Pallino,grazie mille di esserti preoccupato della mia reputazione ma, in questo caso, non ce n'è davvero bisogno.E' la normativa vigente a prevedere che con la richiesta e l'assegnazione di una CEC PAC si "elegga domicilio informatico" presso l'indirizzo assegnato dal concessionario...Francamente - ma capisco che per un non addetto ai lavori non fosse ovvio ed il parallelo sia risultato azzardato - considerare l'indirizzo pec un domcilio è veramente l'abc della materia quindi non credo che ci sia rischio di figuracce...;)Un caro saluto e grazie ancora.
    • pinco pallino scrive:
      Re: grazie
      - Scritto da: guido.scorza[CUT]
      Francamente - ma capisco che per un non addetto
      ai lavori non fosse ovvio ed il parallelo sia
      risultato azzardato - considerare l'indirizzo pec
      un domcilio è veramente l'abc della materia
      quindi non credo che ci sia rischio di
      figuracce...;)Andiamoci piano, non è che perché compare la stringa "domicilio" in un testo, questo acquisisca direttamente le proprietà del domicilio propriamente detto. Se chiamavo il servizio "carcere pec" dove carcere è una sigla ottenuta in qualche modo, non è che alla fine il richiedente debba essere arrestato!
      Un caro saluto e grazie ancora.Saluti anche a lei.
  • geppo12 scrive:
    Domicilio e Residenza
    Ovviamente il sig Scorza parla sempre di domicilio e non parla mai di residenza da qui una delle due. O non è cosi informato ed allora mi chiedo che scrive a fare, oppure come suppongo è in malafede.Ing Giuseppe Monteleone
    • Guido Scorza scrive:
      Re: Domicilio e Residenza
      Ingegnere,francamente non capisco perché parlando di domicilio - come è giusto che sia posto che quello che si elegge con la cec pac è appunto il domicilio - anziché di residenza (concetto che non c'entra nulla essendo un dato giuridico e non fattuale) dovrei essere male informato o, peggio ancora, in malafede?Che c'entra poi la malafede con l'esprimere una posizione giuridica e nell'argomentarla?A disposizione per ogni chiarimento qui e in privato (gscorza@guidoscorza.it) ma la prego di considerare che io scrivo unicamente per sollevare problemi ed aprire un dibattito nella speranza di migliorare una politica dell'innovazione che sta condannando il Paese alla storia anziché al futuro.Non c'è nessun preconcetto politico in quello che scrivo come potrà, agevolmente, dedurre se vorrà navigare nel mio passato qui e sul mio blog dove scoprirà che ho sempre equamente criticato e/o plaudito ad iniziative della destra e della sinistra, fossero maggioranza o opposizione.buona giornata e buon lavoroGuido Scorza
      • geppo12 scrive:
        Re: Domicilio e Residenza
        Ho verificato un attimo su wikipedia per togliermi dei dubbi. ====Secondo il codice civile italiano, la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (articolo 43 II comma c.c.).====Il domicilio, nel diritto privato, corrisponde al luogo in cui una persona "ha stabilito la base principale dei suoi affari ed interessi economici" (articolo 43 c.c.).La posta è l'estensione di posta cartacea che viene in un posto fisico cioè, a mio personale avviso, la dimora e non "il luogo" generico dove vi sono interessi di un certo tipo. Ovvio che è un'opinione personale.Questa precisazione andava fatta essendo la posta certificata il sostituto di una lettera cartacea ed quindi di un oggetto fisico che ci viene consegnata casa (ovvero la nostra dimora).L'esempio più comune a tutti sono le multe dei vigili.Magari semplifico un po' troppo, o sono io quello ignorante, ma le multi mi sono sempre arrivate all'indirizzo di residenza e non al mio domicilio, quindi a meno di una fortuita serie di coincidenze penso di essere nel giusto, anche se potrei sbagliare.Il fatto che le non abbia nemmeno fatto un accenno alla differenza dei due concetti in un'articolo relativo ad un argomento cosi delicato e abbia solo parlato di domicilio mi sembra quanto meno fuorviante. Spiego di aver chiarito la mia posizione.A disposizioneIng Giuseppe Monteleone.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 maggio 2010 16.51----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 maggio 2010 16.52-----------------------------------------------------------
        • poiuy scrive:
          Re: Domicilio e Residenza

          ...Il fatto che le non abbia nemmeno fatto un accenno alla differenza dei due concetti...Il primo che ha parlato di residenza sei tu. In questo contesto il concetto di residenza non serve e non andava proprio accennato.Dopo la tua precisazione, direi che hai dato pienamente ragione a Scorza:la residenza non è un concetto compatibile con la PEC, mentre di domicilio ne parla il legislatore.Mi spiego meglio: perché mai Scorza avrebbe dovuto parlare di residenza, quando le leggi in questione parlano di domicilio informatico?Non è che per caso fai una implicazione del tipo: "Scorza parla di domicilio, qualcuno scambia il domicilio per residenza e si impaurisce, quindi Scorza avrebbe dovuto chiarire i due concetti"? In caso saremo in un punto della chiusura del dominio dell'intelligibile...
          • pinco pallino scrive:
            Re: Domicilio e Residenza
            - Scritto da: poiuy[CUT]
            Mi spiego meglio: perché mai Scorza avrebbe
            dovuto parlare di residenza, quando le leggi in
            questione parlano di domicilio
            informatico?[CUT]Potresti dirci in quale punto della legge hai trovato "domicilio informatico"?
    • poiuy scrive:
      Re: Domicilio e Residenza
      - Scritto da: geppo12
      Ovviamente il sig Scorza parla sempre di
      domicilio e non parla mai di residenza da qui una
      delle due. O non è cosi informato ed allora mi
      chiedo che scrive a fare, oppure come suppongo è
      in
      malafede.

      Ing Giuseppe MonteleoneDa ingegnere mi sfugge il legame tra domicilio, residenza e male informazione/malafede di Scorza.Per di più mi chiedo come possa il concetto di residenza aver significato in un contesto di email (certificate e non). Suona come "Ho preso residenza su Gmail (se volete vi saluto i programmatori)"...
  • Vecchio scrive:
    Ridicolo il paragone
    Domicilio e indirizzo di posta sono imparagonabili, fa ride, è un esperimento di retorica, un artifizio, un tentativo di legarsi a qualcosa di importante per suscitare nel lettore la sensazione di aver perso qualcosa, una libertà.Argomenti validi ma paragone ridicolo.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Ridicolo il paragone
      non l'ha deciso scorza, l'ha deciso il ministero :D
      • pinco pallino scrive:
        Re: Ridicolo il paragone
        - Scritto da: Luca Annunziata
        non l'ha deciso scorza, l'ha deciso il ministero
        :DNo, Scorza sembra aver deciso che entrambi i domicili hanno le stesse proprietà legali ed è questo il succo della questione!
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Ridicolo il paragone
          quello dell'avvocato Scorza è un commento, un editoriale, nel quale esprime la sua opinione e pone un "problema": se avesse ragione lui? è per questo che esistono i giornali no?
          • pinco pallino scrive:
            Re: Ridicolo il paragone
            - Scritto da: Luca Annunziata
            quello dell'avvocato Scorza è un commento, un
            editoriale, nel quale esprime la sua opinione e
            pone un "problema": se avesse ragione lui? è per
            questo che esistono i giornali
            no?Se io fossi un giornalista non scriverei di qualunque possibile problema mi venisse in mente. Prima di scrivere rifletterei sul fatto che sia o meno un vero problema o se possa esserlo e suprattutto penserei agli effetti di un mio commento in pubblico: mentre posso capire che a furia di scrivere, anche il giornalista si sc..zzi a riflettere troppo, capisco un po' meno il non voler rettificare(se non per casi estremamente gravi). Sembra quasi che vi sia una specie di reputazione da mantenere e che questa venga a mancare a seguito di un ripensamento.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Ridicolo il paragone
            vorrei capire perché la tua (vostra) opinione dovrebbe esser giusta e quella di Guido Scorza no... ;)
          • pinco pallino scrive:
            Re: Ridicolo il paragone
            - Scritto da: Luca Annunziata
            vorrei capire perché la tua (vostra) opinione
            dovrebbe esser giusta e quella di Guido Scorza
            no...
            ;)Perché la mia (nostra) opinione si basa su dati oggettivi (la mancanza di una equivalenza assoluta tra "domicilio informatico" e quella di "domicilio reale" a fini legali) quella di Guido Scorza su una supposizione.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Ridicolo il paragone
            ma guarda che non sono mica d'accordoanzil'idea di Scorza è tutt'altro che un'ipotesi, è basata sui regolamenti da lui citati, ed è largamente condivisa da molti giuristi: si fanno fior fiore di convegni sul tema, l'ultimo specifico a cui abbia partecipato è finito in una specie di rissa verbale sulla tecnologia PEC e proprio su questi temi
  • poiuy scrive:
    Paradiso del malware
    Lo ho già scritto tempo fa, e lo ripeto.Basta un po' di computer infetti per provocare tonnellate di malware certificato.Vi immaginate il cittadino comune che riceve da un indirizzo certificato un invito a pagare una multa su un certo conto (apparentemente della polizia)?A questo punto, l'infetto è colpevole delle email che a sua insaputa invia? Avranno le poste filtri anti-spam che raggiungano il livello di qualità di quelli delle email più note e gratuite?E se il filtro per caso ti cassa una comunicazione giudiziaria?
  • lidon scrive:
    Ho scritto anche al ministro Brunetta
    Tutto quanto scritto nell'articolo mi è stato confermato anche dal servizio linea amica via mail.Per avere un servizio completo bisogna dotarsi di almeno 2 indirizzi PEC: 1 CEC-PAC gratuito a cui la PA ti scriverà ed un'altro a a pagamento per poter scrivere a chiunque (Privati e PA); oppure la PA ci contatterà prima con il metodo tradizionale (raccomandata) alla quale si potra rispondere utilizzando una casella PEC a pagamento e da quel momento ricevere gli aggiornamenti di quel singolo procedimento.Su questo fatto ho anche scritto una mail al Ministro Brunetta che ha promesso di rispondere a tutti.... io sono da gennaio che attendo una risposta!!!Una cosa che non c'è scritta sull'articolo e su cui bisogna prestare MOLTA ATTENZIONE è che mentre con una raccomandata per attestare la ricezione fa fede la Nostra firma sulla cartolina di ritorno per la PEC fa fede la ricevuta di consegna che il proprio provider invia al provider del mittente quindi una PEC viene considerata ricevuta anche se il destinatario non l'ha ancora letta e magari si ricorderà di leggere la sua casella PEC mesi e mesi dopo.Essendo che la CEC-PAC gratuita fornita è fruibili solo attraverso Webmail questo pericolo a mio giudizio è tutt'altro che remoto.Io personalmente ho scelto di dotarmi solamente di una casella PEC a pagamento (6/anno iva compresa) e utilizzarla solamente con le PA e Privati che scelgo io. Tra l'altro è accessibile via imap da qualunque clienti di posta elettronica.Altra cosa simpatica è che ho scritto al mio comune via PEC ma devo ancora ricevere risposta, invito chiunque a scrivere al proprio comune o ad altre PA per testare la velocità di risposta in quanto per legge tutte le PA amministrazioni devono rispondere tempestivamente... sarà che, come al solito, si sono dimenticati di inserire una sanzione alle PA che non rispondono?
    • sxs scrive:
      Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta

      Una cosa che non c'è scritta sull'articolo e su
      cui bisogna prestare MOLTA ATTENZIONE è che
      mentre con una raccomandata per attestare la
      ricezione fa fede la Nostra firma sulla cartolina
      di ritorno per la PEC fa fede la ricevuta di
      consegna che il proprio provider invia al
      provider del mittente quindi una PEC viene
      considerata ricevuta anche se il destinatario non
      l'ha ancora letta e magari si ricorderà di
      leggere la sua casella PEC mesi e mesi
      dopo.Perfetto...me lo immaginavo,(vedi il mio messaggio precedente)
      devono rispondere tempestivamente... sarà che,
      come al solito, si sono dimenticati di inserire
      una sanzione alle PA che non
      rispondono?Perfetto di nuovo, e' tutto chiaro, alla largaragazzi non ci cascate, fino a che non riuscirannoa rifilartela obbligatoria in qualche modo evitatela.
    • panda rossa scrive:
      Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
      - Scritto da: lidon
      Una cosa che non c'è scritta sull'articolo e su
      cui bisogna prestare MOLTA ATTENZIONE è che
      mentre con una raccomandata per attestare la
      ricezione fa fede la Nostra firma sulla cartolina
      di ritorno per la PEC fa fede la ricevuta di
      consegna che il proprio provider invia al
      provider del mittente quindi una PEC viene
      considerata ricevuta anche se il destinatario non
      l'ha ancora letta e magari si ricorderà di
      leggere la sua casella PEC mesi e mesi
      dopo.Non e' proprio cosi'.Il mittente, quando spedisce una PEC, riceve due notifiche:a) la prima quando il suo messaggio arriva sul server del destinatariob) la seconda quando il destinatario ha scaricato il messaggio in locale (o aperto da webmail)Inoltre quando arriva un messaggio sulla tua casella PEC, ti viene inviata una mail di avviso al tuo indirizzo di posta abiutale (da indicare in configurazione).
      Altra cosa simpatica è che ho scritto al mio
      comune via PEC ma devo ancora ricevere risposta,
      invito chiunque a scrivere al proprio comune o ad
      altre PA per testare la velocità di risposta in
      quanto per legge tutte le PA amministrazioni
      devono rispondere tempestivamente... sarà che,
      come al solito, si sono dimenticati di inserire
      una sanzione alle PA che non
      rispondono?Vale sempre il silenzio/assenso.Se la PA non ti risponde entro tot (mi pare 30 o 60 gg) la tua domanda deve essere accolta.
      • lidon scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        Non e' proprio cosi'.Il mittente, quando spedisce una PEC, riceve due notifiche:a) la prima quando il suo messaggio arriva sul server del destinatariob) la seconda quando il destinatario ha scaricato il messaggio in locale (o aperto da webmail)Inoltre quando arriva un messaggio sulla tua casella PEC, ti viene inviata una mail di avviso al tuo indirizzo di posta abiutale (da indicare in configurazione).Ti sbagli!!!Il primo messaggio è un messaggio di accettazione da parte del tuo provider e l'altro è un messaggio di consegna nella casella del destinatario. Te lo dice uno che la PEC (a pagamento) la utilizza già.Per la seconda parte il problema è sempre lo stesso se non accedo alla webmail e non leggo la mail tradizionale la PA considera lo stesso consegnata, ricevuta e letta la mail inviata via PEC.Poi ora leggevo che presto (a pagamento) sarà possibile riceve notifiche di presenza di messaggi nella casella pec gratuita via SMS, telefono, e udite udite... via posta ordinaria!!!!! (ma che è una barzelletta???)
      • Maestro Miyagi scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        - Scritto da: panda rossa
        Vale sempre il silenzio/assenso.
        Se la PA non ti risponde entro tot (mi pare 30 o
        60 gg) la tua domanda deve essere
        accolta.Purtroppo non è sempre così semplice: a parte i casi in cui il silenzio vale come diniego (non pochi, per la verità), ogni procedimento amministrativo in Italia ha le sue procedure e la sua tempistica, la norma generale vale solo per i casi residui. I geni politici taglia-burocrazia in Topolonia non capiscono granché e non migliorano certo le cose.
      • Alessio scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: lidon

        Una cosa che non c'è scritta sull'articolo e su

        cui bisogna prestare MOLTA ATTENZIONE è che

        mentre con una raccomandata per attestare la

        ricezione fa fede la Nostra firma sulla
        cartolina

        di ritorno per la PEC fa fede la ricevuta di

        consegna che il proprio provider invia al

        provider del mittente quindi una PEC viene

        considerata ricevuta anche se il destinatario
        non

        l'ha ancora letta e magari si ricorderà di

        leggere la sua casella PEC mesi e mesi

        dopo.

        Non e' proprio cosi'.
        Il mittente, quando spedisce una PEC, riceve due
        notifiche:
        a) la prima quando il suo messaggio arriva sul
        server del
        destinatario
        b) la seconda quando il destinatario ha scaricato
        il messaggio in locale (o aperto da
        webmail)

        Inoltre quando arriva un messaggio sulla tua
        casella PEC, ti viene inviata una mail di avviso
        al tuo indirizzo di posta abiutale (da indicare
        in
        configurazione).


        Altra cosa simpatica è che ho scritto al mio

        comune via PEC ma devo ancora ricevere risposta,

        invito chiunque a scrivere al proprio comune o
        ad

        altre PA per testare la velocità di risposta in

        quanto per legge tutte le PA amministrazioni

        devono rispondere tempestivamente... sarà che,

        come al solito, si sono dimenticati di inserire

        una sanzione alle PA che non

        rispondono?

        Vale sempre il silenzio/assenso.
        Se la PA non ti risponde entro tot (mi pare 30 o
        60 gg) la tua domanda deve essere
        accolta.Dipende da cosa chiedi, di solito s non rispondono puoi fare ricorso al TAR
      • voyager6 scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        scusa ma il silenzio assenso vale solo quando previsto dalla legge.
    • kaiserxol scrive:
      Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
      Io ho una pec privata e non ho pagato proprio nulla per averla, ma visto che sapete tutti così tanto di internet, leggi e politica l'ultima cosa a cui penso è di farvi un favore. cercatevela da solo o usate la posta elettronica ordinaria.Poi quando verrete citati in tribunale portate come prove l'invio e la ricezione della mail (con tanto di conferma di ricezione) e vedrete cosa vi risponderà il giudice...io ho già avuto la bella sorpresa e comq prima cosa mi son fatto una pec l'anno scorso e ho già attivato quella della PA. Voi litigate su domicilio, soldi spesi ecc. De gustibus...
      • lidon scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        Fatto stà che per poter comunicare con tutti devi avere 2 PEC!!Non so come tu possa avere una conferma di ricezione certificata via PEC... al massimo puoi avere una ricevuta di consegna cerfificata da parte del provider del destinatario.Buon per te che hai trovato un gestore di PEC accreditato dal CNIPA che ti ha fornito una casella certificata gratuitamente; a meno che tu non sia un professionista iscritto all'albo e quest'ultimo te l'abbia fornita gratuitamente (cioè inclusa nel prezzo che paghi per essere iscritto all'ordine)
      • Carlo scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        - Scritto da: kaiserxol
        Poi quando verrete citati in tribunale portate
        come prove l'invio e la ricezione della mail (con
        tanto di conferma di ricezione) e vedrete cosa vi
        risponderà il giudice...A me è sucXXXXX, e nel mio caso il giudice ha considerato l'e-mail normale alla stregua di un fax, perfettamente attendibile. La cosa non mi sorprende, poiché una normale e-mail passa attraverso più server prima di venire recapitata, e lascia tutte le tracce necessarie nei vari log degli SMTP, dei POP/IMAP e degli eventuali HTTP coinvolti (nel caso di webmail), con tanto di message-id, di indirizzi IP, time-stamp e quant'altro, quindi si può stabilire con certezza che la comunicazione è avvenuta, e che più soggetti indipendenti ne sono testimoni. Questo rende la comune e-mail già di per sé più tracciabile di una raccomandata.
    • geppo12 scrive:
      Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
      Anche se firmo la lettere e non apro la busta il risultato è il medesimo.La lettera l'ho ricevuta.O sono scemo e non capisco o non ti sei spiegato beneIng Giuseppe Monteleone
      • lidon scrive:
        Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
        Si ma firmando la cartolina attesti di averla ricevuta.Se poi non apri la raccomandata e quindi non la leggi è un tuo grosso sbaglio ma hai dato prova al mittente di essere a conoscenza che ti è stata recapitata la raccomandata.Con la PEC il mittente ha solamente una certificazione di avvenuta consegna nella tua cassetta postale. E tu ipotetico destinatario potresi essere totalemente ignaro di averla ricevuta ma intanto i termini dalla notifica sono scattati.
        • geppo12 scrive:
          Re: Ho scritto anche al ministro Brunetta
          Ammetto che questo non lo sapevo, pensavo che funzionasse come la notifica di thunderbird quando ricevi la lettera e cerchi di aprirla ti chiede qualcosa. Questo modo non è molto giustoGrazie della precisazioneIng Giuseppe Monteleone
  • sxs scrive:
    Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
    Premesso che non so per quanto riguarda le P.IVAma per i comuni cittadini non sara' la solitafregatura?? La pubblicizzano come se fosse unaroba comoda per il cittadino per comunicare con la P.A.(e ottenere servizi, documenti, ecc piu' facilmente e bla bla bla)ma temo che piu' che questo potrebbe rivelarsi un modo comodoper la P.A. per comunicare con te...e lo sappiamo per cosaci cercano no? Per farci pagare multe e balzelli vari...poi se invece qualcosa ci viene a noi perche' sbaglia la PAo perche' in teoria avremmo diritto ad un servizio ci toccafare sempre i salti mortali.Dunque ho il dubbio che attacchino a mandarti roba su quellae da quel momento e' come se t'avessero mandato una raccomandatacon tutto cio' che ne consegue...Non vorrei finissimo ogni mattina col dover per prima cosacontrollare la meravigliosa POSTA CERTIFICATA...Ammetto di non essere molto informato ma conoscendoi miei polli...qualcuno m'illumina?
    • lidon scrive:
      Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
      I tuoi dubbi sono fondatissimi.Sicuramente la casella PEC (CEC-PAC) fornita ai cittadini dovrà essere tenuta costantemente sotto controllo in quanto mentre per la raccomandata devi firmare la cartolina per attestare la ricezione con la PEC una comunicazione è ritenuta recapitata quando questa è nella casella del cittadino.Se il cittadino la controllerà poco o si dimenticherà di controllarla si vedrà automaticamente applicare sanzioni ecc ecc per il ritardo.visto che questa casella è accessibile solo via Webmail e conoscendo, da sistemista, il livello di informatizzazione medio degli italiani è un rischio tutt'altro che remoto.
      • shevathas scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
        - Scritto da: lidon
        I tuoi dubbi sono fondatissimi.
        Sicuramente la casella PEC (CEC-PAC) fornita ai
        cittadini dovrà essere tenuta costantemente sotto
        controllo in quanto mentre per la raccomandata
        devi firmare la cartolina per attestare la
        ricezione con la PEC una comunicazione è ritenuta
        recapitata quando questa è nella casella del
        cittadino.ehm, la raccomandata risulta, ai fini del procedimento, ricevuta anche se torna indietro all'amministrazione inviante per fine dei termini di giacenza.
        Se il cittadino la controllerà poco o si
        dimenticherà di controllarla si vedrà
        automaticamente applicare sanzioni ecc ecc per il
        ritardo.anche se il cittadino controlla poco o non controlla la propria casella di posta cartacea e perde gli avvisi di consegna delle raccomandate.
        • Maestro Miyagi scrive:
          Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
          - Scritto da: shevathas
          ehm, la raccomandata risulta, ai fini del
          procedimento, ricevuta anche se torna indietro
          all'amministrazione inviante per fine dei termini
          di giacenza.Sì, però normalmente il cittadino ha una maggiore "confidenza" con la sua cassetta postale (il cui controllo tra l'altro è a costo zero), rispetto che alla casella di posta elettronica certificata.Poi, l'avviso che consegna il postino è la differenza chiave. Nessuno ti avvisa personalmente che la PEC è giunta nella tua casella (o meglio al server del provider che gestisce la tua casella, anche questo è un elemento chiave), come invece fanno con la raccomandata.Vogliamo parlare poi dei sempre possibili problemi di connessione, malfunzionamento della rete, impossibilità di accedere ecc..... ?Mi chiedo se p.es. tutti questi arzilli pensionati richiedenti sono coscienti del fatto che dovrebbero controllarla giornalmente (così come fanno con la posta cartacea) e dei costi connessi.
          • Chiaro scrive:
            Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
            - Scritto da: Maestro Miyagi
            Poi, l'avviso che consegna il postino è la
            differenza chiave. Nessuno ti avvisa
            personalmente che la PEC è giunta nella tua
            casella (o meglio al server del provider che
            gestisce la tua casella, anche questo è un
            elemento chiave), come invece fanno con la
            raccomandata.Supponiamo che il postino non ti trovi in casa, lasci l'avviso e tu non vada in posta a ritirare la raccomandata entro un tot di giorni per una qualunque di queste cose:-sei in vacanza per tre mesi in Australia,-un vicino dispettoso ti ruba la posta,-il postino inserisce l'avviso nella cassetta sbagliata,-un temporale infradicia tutta la posta,-la cartolina si perde in mezzo a cinque chili di pubblicitàecc.la raccomandata torna indietro e risulta notificata.

            Vogliamo parlare poi dei sempre possibili
            problemi di connessione, malfunzionamento della
            rete, impossibilità di accedere ecc.....
            ?

            Mi chiedo se p.es. tutti questi arzilli
            pensionati richiedenti sono coscienti del fatto
            che dovrebbero controllarla giornalmente (così
            come fanno con la posta cartacea) e dei costi
            connessi.
        • Trolley scrive:
          Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra

          anche se il cittadino controlla poco o non
          controlla la propria casella di posta cartacea e
          perde gli avvisi di consegna delle
          raccomandate...da me mettono un cartoncino di avviso appicicato alla cassetta delle letter. è un cartoncino stampato che vedo uguale da anni, percui penso che sia in dotazione a tutti gli sportelli postali.
      • panda rossa scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
        - Scritto da: lidon
        Se il cittadino la controllerà poco o si
        dimenticherà di controllarla ...Nella configurazione della PEC puoi inseirire un altro indirizzo di posta (il tuo abituale) al quale verranno inoltrate le notifiche.Un po' come fa PI quando qualcuno risponde al tuo messaggio sul forum.Ricevi al tuo indirizzo abiutale un messaggio "C'e' una PEC per te!"
        • sxs scrive:
          Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra

          Ricevi al tuo indirizzo abiutale un messaggio
          "C'e' una PEC per te!"E giu' lacrime di gioia e commozione!
        • Teo_ scrive:
          Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: lidon


          Se il cittadino la controllerà poco o si

          dimenticherà di controllarla ...

          Nella configurazione della PEC puoi inseirire un
          altro indirizzo di posta (il tuo abituale) al
          quale verranno inoltrate le
          notifiche.
          Un po' come fa PI quando qualcuno risponde al tuo
          messaggio sul
          forum.
          Ricevi al tuo indirizzo abiutale un messaggio
          "C'e' una PEC per
          te!"Mi immagino il server di posta per le notifiche perennemente in questi elenchi http://www.blacklistalert.org
      • javaduke scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
        - Scritto da: lidon
        visto che questa casella è accessibile solo via
        Webmail e conoscendo, da sistemista, il livello
        di informatizzazione medio degli italiani è un
        rischio tutt'altro che
        remoto.A me risulta che si accessibile anche via client:Server posta in arrivo: mail.postacertificata.gov.it * protocollo pop3:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 995 * protocollo imap:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 993Server posta in uscita: mail.postacertificata.gov.it * protocollo smtp:il server richiede una connessione crittografata (ssl) porta 465attivare la funzione: Server della posta in uscita Autenticazione del server necessaria[Credits to http://blog.felter.it/2010/04/pec-posta-elettronica-certificata-non-sono-qui-per-vendere-bens-per-regalare-poco-anzi-meno.html#comments]
    • dataghoul scrive:
      Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
      - Scritto da: sxs
      Non vorrei finissimo ogni mattina col dover per
      prima
      cosa
      controllare la meravigliosa POSTA CERTIFICATA...
      allo stesso modo di come guardi ogni giorno nella casella della posta che sta al portone di casa tua, magari.sveglia bambolotti, siamo nel 2010!
      • Teo_ scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
        - Scritto da: dataghoul
        - Scritto da: sxs


        Non vorrei finissimo ogni mattina col dover per

        prima

        cosa

        controllare la meravigliosa POSTA CERTIFICATA...



        allo stesso modo di come guardi ogni giorno nella
        casella della posta che sta al portone di casa
        tua,
        magari.

        sveglia bambolotti, siamo nel 2010!Se internet sarà reso servizio universale in Italia, ci posso anche stare, ma la connessione a internet al momento non ha sufficienti garanzie.
      • sxs scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra

        sveglia bambolotti, siamo nel 2010!Bambolotto sarai tu, e la PEC ve la tenete.
    • aid85 scrive:
      Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
      sai che i tuoi polli sn XXXXXXX ma il problema nn lo vedicontrollare la pec o la buca delle lettere nn cambia nullase vogliono ti riempiono quella di multe e oltre al danno ai la beffa della codapreferisci la buca nn usi la pec o la provi e poi la chiudi e torni alla buca...i problemi sn lo spreco e il contentino che in realtà è poco utile
      • sxs scrive:
        Re: Sulla PEC ho qualche dubbio terra terra
        Piu' o meno *credo* d'aver capito che vuoi dire...cmqla conlcusione non mi cambia.
  • Wolf01 scrive:
    Come avevo già detto in precedenza...
    Ognuno è libero di fare come vuole.Non capisco tutta sta farsa della concorrenza etc, per una volta che lo Stato si mette d'accordo sul mezzo da usare si critica tutto.Nessuno ti vieta di farti altri 35423523456 indirizzi email.Semplicemente per comunicare con lo Stato devi usare quello che ti mettono a disposizione, e pure gratuitamente.Trasposto nel mondo reale: quando dovete inviare una comunicazione ad un organo X della PA, come fate?Ci sono vari metodi:- telefono, ma vi voglio vedere voi a dettare e quell'altro a scrivere- fax- raccomandata- email (forse)Non mi pare che rientri nei casi il "piccione viaggiatore".E perchè no scusa? Potrebbe essere comodo, si troverebbe un lavoro per tutti quei cagoni di piccioni che stanno in giro.Però no, non accettano i piccioni viaggiatori, loro accettano x, y e z, tu usi x, y e z se vuoi comunicare con loro.Se vuoi comunicare con tuo cugggino che sta a 100km e non vuoi usare la posta allora puoi usare internet o il telefono, o anche i piccioni viaggiatori.Se avessero messo un tubo pneumatico in tutte le case per comunicare con la PA ci si sarebbe lamentati lo stesso.Non lamentatevi sempre, e che XXXXX... e ora mangio.
    • pinco pallino scrive:
      Re: Come avevo già detto in precedenza...
      - Scritto da: Wolf01
      Ognuno è libero di fare come vuole.
      Non capisco tutta sta farsa della concorrenza
      etc, per una volta che lo Stato si mette
      d'accordo sul mezzo da usare si critica
      tutto.
      Nessuno ti vieta di farti altri 35423523456
      indirizzi
      email.
      Semplicemente per comunicare con lo Stato devi
      usare quello che ti mettono a disposizione, e
      pure
      gratuitamente.

      Trasposto nel mondo reale: quando dovete inviare
      una comunicazione ad un organo X della PA, come
      fate?
      Ci sono vari metodi:
      - telefono, ma vi voglio vedere voi a dettare e
      quell'altro a
      scrivere
      - fax
      - raccomandata
      - email (forse)

      Non mi pare che rientri nei casi il "piccione
      viaggiatore".
      E perchè no scusa? Potrebbe essere comodo, si
      troverebbe un lavoro per tutti quei cagoni di
      piccioni che stanno in
      giro.
      Però no, non accettano i piccioni viaggiatori,
      loro accettano x, y e z, tu usi x, y e z se vuoi
      comunicare con
      loro.
      Se vuoi comunicare con tuo cugggino che sta a
      100km e non vuoi usare la posta allora puoi usare
      internet o il telefono, o anche i piccioni
      viaggiatori.
      Se avessero messo un tubo pneumatico in tutte le
      case per comunicare con la PA ci si sarebbe
      lamentati lo
      stesso.
      Non lamentatevi sempre, e che XXXXX... e ora
      mangio.Non critico affatto la pec così creata, tuttavia attualmente senza una legge che ne permetta l'uso come sistema di *SOTTOSCRIZIONE* anche senza firma digitale,la sola PEC è inutile, dato che tutte le domande che fai alla PA devono essere sottoscritte (firmate)e la PEC garantisce solo il mittente e la trasmissione inalterata del messaggio. Non certifica alcuna sottoscrizione da parte del cittadino inviante del contenuto del messaggio.
      • Mario Giachino scrive:
        Re: Come avevo già detto in precedenza...
        ...ma mi faccia il piacere!
      • Wolf01 scrive:
        Re: Come avevo già detto in precedenza...
        Si ma pure l'EULA, pure tutti i contratti con le checkbox "Accetto i termini e le condizioni d'uso", niente di tutto questo è valido senza sottoscrizione, o firma.La PEC, almeno garantisce che sia tu, e non Tizio o Caio a spacciarsi per te.Oh bhe, ci saranno sempre i casi dove ti fregano l'account perchè metteranno come password il codice fiscale o il nome del cane.Oppure in famiglia c'è la password salvata sul client di posta e la moglie manda l'email per il marito.Però ti ripeto che non è di questo che discutevo, discutevo del fatto che vedono come anticoncorrenziale che la PA abbia scelto un metodo per la comunicazione con il privato, e accettino solo quello.
  • Francesco Defilippo scrive:
    SMIME no ?
    La pec è una "pecca" tutta italiana, non bastava usare lo standard S/MIME? una bella autorità centrale che distribuiva i certificati digitali e presentandosi presso qualunque ufficio postale con la carta di identità si certifica l'effettiva identità. No hanno dovuto spendere 50M di euro solo per realizzarla. Chissa quanti per mantenerla.
    • CCC scrive:
      Re: SMIME no ?
      - Scritto da: Francesco Defilippo
      La pec è una "pecca" tutta italiana, non bastava
      usare lo standard S/MIME? verissimo!finalmente qualcuno che sa di cosa parla e dice cose serie!
      una bella autorità
      centrale che distribuiva i certificati digitali e
      presentandosi presso qualunque ufficio postale
      con la carta di identità si certifica l'effettiva
      identità. ma anche senza necessità di una autorità che distribuisce i certificati: ciascuno se lo potrebbe generare da sè, magari sulla base di un set di requisiti
      No hanno dovuto spendere 50M di euro
      solo per realizzarla. Chissa quanti per
      mantenerla.eheheh... ma è proprio a questo che serve...
      • DoS scrive:
        Re: SMIME no ?
        Domanda:Ma tu all'email S/MIME (dove il corpo del messaggio è stato firmato / "hash"-ato da un certificato x509) hai anche la tracciatura affidabile di tutti i vari "HOP" (passaggi) che effettua nel venir recapitata ?!In pratica hai la stessa funzione ... di un pacco spedito per posta raccomandata!?..Da quel poco che ho capito la PEC server per il TRASPORTO, mentre non entra nel merito sul CONTENUTO che viene trasmesso. È un protocollo (tutto italiano, ok, quello che vuoi) che certifica l'effettiva ricezione (del mailserver destinatario) con ricevuta (elettronica) dell'avvenuta consegna.
        • nome cognome scrive:
          Re: SMIME no ?
          - Scritto da: DoS
          Domanda:
          Ma tu all'email S/MIME (dove il corpo del
          messaggio è stato firmato / "hash"-ato da un
          certificato x509) hai anche la tracciatura
          affidabile di tutti i vari "HOP" (passaggi) che
          effettua nel venir recapitata ?!No.
          In pratica hai la stessa funzione ... di un pacco
          spedito per posta raccomandata!?..No.
          Da quel poco che ho capito la PEC server per il
          TRASPORTO, mentre non entra nel merito sul
          CONTENUTO che viene trasmesso.Esatto.
          È un protocollo
          (tutto italiano, ok, quello che vuoi) che
          certifica l'effettiva ricezione (del mailserver
          destinatario) con ricevuta (elettronica)
          dell'avvenuta consegna.Appunto. Il fatto che il protocollo sia italiano non è un problema.Il fatto che gli headers aggiuntivi siano in italiano è invece ridicolo e impedisce la diffusione a livello internazionale.Ma io mi chiedo... non era molto, ma molto più semplice creare un banale servizio di alias e-mail governativo, con un server MX che supportasse l'header "Return-Receipt-To"?
        • Francesco Defilippo scrive:
          Re: SMIME no ?
          - Scritto da: DoS
          Domanda:
          Ma tu all'email S/MIME (dove il corpo del
          messaggio è stato firmato / "hash"-ato da un
          certificato x509) hai anche la tracciatura
          affidabile di tutti i vari "HOP" (passaggi) che
          effettua nel venir recapitata
          ?!quando la raccomandata è trasportata non so dove sia e chi la trasporti. il contenuto è inviolabile (nel caso digitale) sul primo beh ... :)

          In pratica hai la stessa funzione ... di un pacco
          spedito per posta
          raccomandata!?..

          Da quel poco che ho capito la PEC server per il
          TRASPORTO, mentre non entra nel merito sul
          CONTENUTO che viene trasmesso. È un protocollo
          (tutto italiano, ok, quello che vuoi) che
          certifica l'effettiva ricezione (del mailserver
          destinatario) con ricevuta (elettronica)
          dell'avvenuta
          consegna.appunto, l'smime ti garantisce l'integrità (fondamentale nelle comunicazioni) e la non alterabilità.f.
          • nome cognome scrive:
            Re: SMIME no ?


            Da quel poco che ho capito la PEC server per il

            TRASPORTO, mentre non entra nel merito sul

            CONTENUTO che viene trasmesso. È un protocollo

            (tutto italiano, ok, quello che vuoi) che

            certifica l'effettiva ricezione (del mailserver

            destinatario) con ricevuta (elettronica)

            dell'avvenuta

            consegna.

            appunto, l'smime ti garantisce l'integrità
            (fondamentale nelle comunicazioni) e la non
            alterabilità.Appunto per questo non sono la stessa cosa.S/MIME (ma anche OpenPGP) ti dice che il messaggio proviene proprio da una data persona e impedisce che altri possano leggere la comunicazione, ma *NON* ti fornisce prova che il messaggio sia stato effettivamente consegnato.La PEC, invece, assolve al secondo compito (certifica la ricezione), ma non il primo (certificazione del mittente e cifratura del messaggio).Se qualcuno conosce un metodo per avere la certificazione legale della ricezione di un messaggio e-mail SENZA usare la PEC si faccia avanti.
          • nome cognome scrive:
            Re: SMIME no ?

            Se qualcuno conosce un metodo per avere la
            certificazione legale della ricezione di un
            messaggio e-mail SENZA usare la PEC si faccia
            avanti.Voglio dire che in teoria c'è, ma non ha valore legale e quindi non serve.http://www.rfc-editor.org/rfc/rfc3798.txthttp://www.rfc-editor.org/rfc/rfc3464.txt
        • carlo strozzi scrive:
          Re: SMIME no ?

          Da quel poco che ho capito la PEC server per il
          TRASPORTO, mentre non entra nel merito sul
          CONTENUTO che viene trasmesso. È un protocollo
          (tutto italiano, ok, quello che vuoi)Il fatto che sia un meccanismo tutto italiano non è una cosa positiva, visto che il resto del mondo comunica tranquillamente con la comune e-mail (e finirà così anche in Italia, ne sono certo). La PEC non è l'equivalente di una raccomandata, perché con la PEC è come se la ricevuta di ritorno la firmasse il postino. La PEC è il tentativo (anche questo tipicamente italiano) di burocratizzare le nuove tecnologie, anziché trarre beneficio della sburocratizzazione che le stesse tecnologie consentirebbero. Quindi fallirà, non prima però di aver riempito ancor di più le tasche dei soliti noti, con i nostri soldi e con buona pace dell'innovazione e della concorrenza. In questo senso non farà fine migliore della "firma elettronica", altra grossa bufala che all'atto pratico si è risolta in nessun vantaggio per i cittadini ed in un po' di introiti in più per i cosiddetti "intermediari abilitati". Anche qui, con buona pace dell'innovazione e della concorrenza. Il problema non è tecnologico, perché i mezzi ci sono tutti, e da tempo, ma di una mentalità burocratica dura a morire, soprattutto perché fonte di potere, e fintanto che non si elimina quest'ultima non ci sarà tecnologia che tenga.
    • burocrati al rogo scrive:
      Re: SMIME no ?
      esatto... sembra quasi che in itaglia ci sia una irresistibile necessita' di spendere inutilmente i soldi pubblici... oltre al fatto che forse non era neanche necessaria la carta d'identita' dato che quando riceviamo una raccomandata non ci chiedono mai un documento (sarebbe bastato inviare una password al proprio indirizzo di residenza)... in pratica io devo dimostrare legalmente che io sono io per poter chiedere una qualsiasi informazione a un ufficio pubblico? ma scherziamo? mah...
  • panda rossa scrive:
    Io mandero' un documento ODT via PEC
    Voglio ottenere una PEC.E la prima prova che faro' sara' quella di scrivere alla PA, mandando in allegato un documento che rispetta lo standard UNI CEI ISO/IEC 26300, e voglio un po' vedere se:1) lo ricevono2) riescono ad aprirlo3) si degnano di rispondere4) la risposta sia nel rispetto dello standard medesimoSecondo me non si arriva al punto 2.
    • Redpill scrive:
      Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
      - Scritto da: panda rossa
      Voglio ottenere una PEC.
      E la prima prova che faro' sara' quella di
      scrivere alla PA, mandando in allegato un
      documento che rispetta lo standard UNI CEI
      ISO/IEC 26300, e voglio un po' vedere
      se:
      1) lo ricevono
      2) riescono ad aprirlo
      3) si degnano di rispondere
      4) la risposta sia nel rispetto dello standard
      medesimo

      Secondo me non si arriva al punto 2.Facci sapere se ti fermi a 1,5 o se arrivi con sucXXXXX al 2 ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 maggio 2010 14.03-----------------------------------------------------------
    • Alessio scrive:
      Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
      - Scritto da: panda rossa
      Voglio ottenere una PEC.
      E la prima prova che faro' sara' quella di
      scrivere alla PA, mandando in allegato un
      documento che rispetta lo standard UNI CEI
      ISO/IEC 26300, e voglio un po' vedere
      se:
      1) lo ricevono
      2) riescono ad aprirlo
      3) si degnano di rispondere
      4) la risposta sia nel rispetto dello standard
      medesimo

      Secondo me non si arriva al punto 2.Lo apriranno...i figli di chi lavora nella P.A. sul PC di casa!
    • Paolino scrive:
      Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
      TROLL
    • paoloholzl scrive:
      Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
      - Scritto da: panda rossa
      Voglio ottenere una PEC.
      E la prima prova che faro' sara' quella di
      scrivere alla PA, mandando in allegato un
      documento che rispetta lo standard UNI CEI
      ISO/IEC 26300, e voglio un po' vedere
      se:
      1) lo ricevono
      2) riescono ad aprirlo
      3) si degnano di rispondere
      4) la risposta sia nel rispetto dello standard
      medesimoGrande idea! Alla prima occasione faccio la stessa cosa
    • javaduke scrive:
      Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
      - Scritto da: panda rossa
      Voglio ottenere una PEC.
      E la prima prova che faro' sara' quella di
      scrivere alla PA, mandando in allegato un
      documento che rispetta lo standard UNI CEI
      ISO/IEC 26300, e voglio un po' vedere
      se:
      1) lo ricevonoSì
      2) riescono ad aprirloForse sì
      3) si degnano di rispondereProbabilmente sì, e ti diranno "la informiamo che gli allegati non firmati digitalmente non hanno valore legale. Inoltre, i formati ammissibili per la firma digitale sono quelli stabiliti dal CNIPA (ora DigitPA) con propria deliberazione".delib. CNIPA N. 45 del 21.05.2009-"REGOLE PER IL RICONOSCIMENTO E LA VERIFICA DEL DOCUMENTO INFORMATICO"
      • voyager6 scrive:
        Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
        io lavoro in una PA e quando ricevo le e-mail (certificate o no non mi interessa) cerco, nei limiti del tempo disponibile, di rispondere.P.S.: apro anche gli ODT... e se proprio mi arriva un file che non so aprire chiedo gentilmente che me lo mandino in un'altro formato.
        • javaduke scrive:
          Re: Io mandero' un documento ODT via PEC
          - Scritto da: voyager6
          io lavoro in una PA e quando ricevo le e-mail
          (certificate o no non mi interessa) cerco, nei
          limiti del tempo disponibile, di
          rispondere.Anche io.
          P.S.: apro anche gli ODT... e se proprio mi
          arriva un file che non so aprire chiedo
          gentilmente che me lo mandino in un'altro
          formato.Idem come sopra. Oltretutto è anche mio interesse, da fautore del sw e dei formati liberi, non penalizzare chi prova ad utilizzarli verso la PA.Ma la ns cortesia può non essere la stessa di altri, se la legge prevede cose diverse, purtroppo.
  • pinco pallino scrive:
    Domicilio??
    Secondo me questa volta non ci siamo proprio. Come avvocato, paragonare il domicilio ad un indirizzo PEC-PAC è ridicolo. Lo stesso risultato di comunicazione cittadino-PA infatti, si sarebbe ottenuto infatti utilizzando un semplice sito web con un sistema di autenticazione specifico.Con la PEC-PAC si è di fatto realizzato questo sistema di comunicazione in cui una delle parti coinvolte è sempre la stessa (la PA).Considerare questo "indirizzo" un domicilio IMHO è profondamente sbagliato e rischia di minare la fiducia delle persone nel confronti di Guido Scorza, per cui sarebbe meglio ritrattare l'articolo per evitare brutte figure.
    • shevathas scrive:
      Re: Domicilio??
      - Scritto da: pinco pallino
      Secondo me questa volta non ci siamo proprio.
      Come avvocato, paragonare il domicilio ad un
      indirizzo PEC-PAC è ridicolo.
      perché ?
      Lo stesso risultato di comunicazione cittadino-PA
      infatti, si sarebbe ottenuto infatti utilizzando
      un semplice sito web con un sistema di
      autenticazione
      specifico.il problema è la PA è formata da una pluralità di soggetti, con quel sito dovrei poter mandare una "raccomandata elettronica" sia al comune di roccafritta che al ministero del tesoro, alla provincia di Roma come al tribunale di Napoli. Una soluzione tecnicamente limitativa ed inefficiente, meglio un qualcosa di simile alla posta elettronica. Almeno ogni PA gestisce le caselle per conto proprio con i propri sistemi.
      Considerare questo "indirizzo" un domicilio IMHO
      è profondamente sbagliato e rischia di minare laperché ?
      • pinco pallino scrive:
        Re: Domicilio??
        - Scritto da: shevathas
        - Scritto da: pinco pallino

        Secondo me questa volta non ci siamo proprio.

        Come avvocato, paragonare il domicilio ad un

        indirizzo PEC-PAC è ridicolo.


        perché ?Perché non serve ad identificare un domicilio ma solo da chi è partita una richiesta.

        Lo stesso risultato di comunicazione
        cittadino-PA

        infatti, si sarebbe ottenuto infatti utilizzando

        un semplice sito web con un sistema di

        autenticazione

        specifico.

        il problema è la PA è formata da una pluralità di
        soggetti, con quel sito dovrei poter mandare una
        "raccomandata elettronica" sia al comune di
        roccafritta che al ministero del tesoro, alla
        provincia di Roma come al tribunale di Napoli.
        Una soluzione tecnicamente limitativa ed
        inefficiente, meglio un qualcosa di simile alla
        posta elettronica. Almeno ogni PA gestisce le
        caselle per conto proprio con i propri
        sistemi.Eh, no, già da tempo *tutte* le PA (e ci lavoro) sono collegateinformaticamente. Le richieste tramite sito basta che siano inoltrate alla PA competente che poi si occupa della risposta.Il cittadino non dovrebbe occuparsi di chi contattare della PA ma di cosa vuole dalla PA. Demandando sempre al cittadino la decisione di *chi* contattare non va affatto avanti nel migliorargli l'esistenza!Di fatto, se vuoi semplificare la vita al cittadino devi lasciare che sia la PA stessa a capire qual'è l'ufficio più idoneo a garantire la soluzione del problema posto dal cittadino.
        • shevathas scrive:
          Re: Domicilio??

          Perché non serve ad identificare un domicilio ma
          solo da chi è partita una richiesta.
          quindi una sorta di "indirizzo" cui inviare le comunicazioni. Guardacaso un qualcosa molto simile al "domicilio" per le comunicazioni postali.
          Eh, no, già da tempo *tutte* le PA (e ci lavoro)
          sono
          collegate
          informaticamente. si
          Le richieste tramite sito basta
          che siano inoltrate alla PA competente che poi si
          occupa della
          risposta.
          praticamente una web mail. Ma allora perché non permettere alle persone di spedire direttamente via email messaggi ed allegati dal proprio client di posta ? Soluzione maggiormente versatile ed efficiente che usare solamente un sito di webmail.
          Il cittadino non dovrebbe occuparsi di chi
          contattare della PA ma di cosa vuole dalla PA.
          il cittadino dovrebbe svegliarsi e capire un poco come funziona questo cavolo di paese. Per il resto quello lo vedo come un falso problema, sono rari i casi di cittadini che non capiscono chi sarebbe da contattare.
          Demandando sempre al cittadino la decisione di
          *chi* contattare non va affatto avanti nel
          migliorargli
          l'esistenza!la soluzione sarebbe un super urp nel quale chiedere informazioni amministrative.
          Di fatto, se vuoi semplificare la vita al
          cittadino devi lasciare che sia la PA stessa a
          capire qual'è l'ufficio più idoneo a garantire la
          soluzione del problema posto dal
          cittadino.il che significa creare un nuovo ufficio che ha solo compiti di smistamento di comunicazioni. Con ovvi rischi legati anche alla privacy.
          • pinco pallino scrive:
            Re: Domicilio??
            - Scritto da: shevathas

            Perché non serve ad identificare un domicilio
            ma


            solo da chi è partita una richiesta.


            quindi una sorta di "indirizzo" cui inviare le
            comunicazioni. Guardacaso un qualcosa molto
            simile al "domicilio" per le comunicazioni
            postali.Se non ci fosse la sostanziale differenza che in rete non esistono distanze fisiche da coprire e che quindi tutta la discussionesull'indirizzo riguarda la mera scelta di una manciata di caratteri (l'indirizzo email), scelta su cui IMHO è uno spreco perdere troppo tempo.Per me potevano anche dare un indirizzo del tipo: nome.cognome@lapizzaèbuona.gov.itla sostanza non cambierebbe affatto.

            Le richieste tramite sito basta

            che siano inoltrate alla PA competente che poi
            si

            occupa della

            risposta.


            praticamente una web mail. Ma allora perché non
            permettere alle persone di spedire direttamente
            via email messaggi ed allegati dal proprio client
            di posta ? Soluzione maggiormente versatile ed
            efficiente che usare solamente un sito di
            webmail.Versatile ed efficiente???? Ma dove??Una webmail è raggiungibile tramite un qualunque browser, un client locale no.Una webmail consente "per default" di mantenere tutti i messaggi sempre accessibili e su cui facilmente effettuare ricerche sul server di posta.Non a caso tutti i fornitori più importanti (google, yahoo, ecc..) stanno proponendo soluzioni web sfruttando il "cloud computing" e integrando più servizi in uno.

            Il cittadino non dovrebbe occuparsi di chi

            contattare della PA ma di cosa vuole dalla PA.


            il cittadino dovrebbe svegliarsi e capire un poco
            come funziona questo cavolo di paese. Per il
            resto quello lo vedo come un falso problema, sono
            rari i casi di cittadini che non capiscono chi
            sarebbe da
            contattare.Strano, a me pare proprio che uno dei problemi tanto sbandierati per cui è famosa l'italia sia proprio lo sballottamento del cittadino da un ufficio all'altro per risolvere un problema.

            Demandando sempre al cittadino la decisione di

            *chi* contattare non va affatto avanti nel

            migliorargli

            l'esistenza!

            la soluzione sarebbe un super urp nel quale
            chiedere informazioni
            amministrative.E' quello che ho proposto.

            Di fatto, se vuoi semplificare la vita al

            cittadino devi lasciare che sia la PA stessa a

            capire qual'è l'ufficio più idoneo a garantire
            la

            soluzione del problema posto dal

            cittadino.

            il che significa creare un nuovo ufficio che ha
            solo compiti di smistamento di comunicazioni. Con
            ovvi rischi legati anche alla
            privacy.No, semplicemente significa creare una interfaccia semplice via web che permetta al cittadino di inoltrare la richiesta automaticamente in funzione delle sue necessità.
          • Alex Giussani scrive:
            Re: Domicilio??
            Concordo con Pinco Pallo :-)
          • shevathas scrive:
            Re: Domicilio??

            tutta la
            discussione
            sull'indirizzo riguarda la mera scelta di una
            manciata di caratteri (l'indirizzo email), scelta
            su cui IMHO è uno spreco perdere troppo
            tempo.mah mi sembra si stia parlando anche di altro oltre all'uso improprio del termine domicilio rispetto a recapito. Sottigliezze.

            Versatile ed efficiente???? Ma dove??
            Una webmail è raggiungibile tramite un qualunque
            browser, un client locale
            no.??? in che senso ??? se configuro il mio computer/cellulare/netbook posso mandare tranquillamente mail mediante il client di posta senza dover per forza accedere alla web mail.
            Una webmail consente "per default" di mantenere
            tutti i messaggi sempre accessibili e su cui
            facilmente effettuare ricerche sul server di
            posta.li mantieni lì a tuo rischio e pericolo. Comunque con la PEC hai a disposizione anche il fascicolo elettronico per custodire i documenti importanti.
            Non a caso tutti i fornitori più importanti
            (google, yahoo, ecc..) stanno proponendo
            soluzioni web sfruttando il "cloud computing" e
            integrando più servizi in
            uno.la PA deve fornire un servizio per agevolare la comunicazione cittadini pubbliche amministrazioni, non deve mettersi in concorrenza con gmail, ymail, etc. etc. Anzi direi che la PEC sarebbe da usare solo ed esclusivamente per le comunicazioni istituzionali e da lasciar perdere per il resto.

            Strano, a me pare proprio che uno dei problemi
            tanto sbandierati per cui è famosa l'italia sia
            proprio lo sballottamento del cittadino da un
            ufficio all'altro per risolvere un problema.
            il balletto: Ufficio A -
            "è competenza dell'ufficio B", Ufficio B -
            è competenza dell'ufficio A, con la pec non lo risolvi. Semplicemente invece di rimbalzare il cittadino rimbalzano i messaggi.
            No, semplicemente significa creare una
            interfaccia semplice via web che permetta al
            cittadino di inoltrare la richiesta
            automaticamente in funzione delle sue
            necessità.hai idea di quante possibili richieste può inoltrare un cittadino. Dovresti usare pesanti menù ad albero, la lista piatta sarebbe un suicidio, e troveresti il cittadino perso a cercare il tipo di procedimento di cui ha bisogno. Lo vedo poco usabile.
          • pinco pallino scrive:
            Re: Domicilio??
            [CUT]
            mah mi sembra si stia parlando anche di altro
            oltre all'uso improprio del termine domicilio
            rispetto a recapito.
            Sottigliezze.Nell'articolo si parlava invece di forzatura di domicilio associando l'indirizzo forzatamente imposto (anche se è a richiesta...) con il domicilio.

            Versatile ed efficiente???? Ma dove??

            Una webmail è raggiungibile tramite un qualunque

            browser, un client locale

            no.

            ??? in che senso ??? se configuro il mio
            computer/cellulare/netbook posso mandare
            tranquillamente mail mediante il client di posta
            senza dover per forza accedere alla web
            mail.Tu puoi configurare quello che vuoi ma una webmail non ha bisogno di configurazione. Se vuoi che tutti i cittadini riescano a sfruttare il servizio nel modo più semplice possibile allora la soluzione è solo una webmail.Richiedere una configurazione del proprio client, quello si che sarebbe stata una forzatura che avrebbe escluso molte fasce di persone.

            Una webmail consente "per default" di mantenere

            tutti i messaggi sempre accessibili e su cui

            facilmente effettuare ricerche sul server di

            posta.

            li mantieni lì a tuo rischio e pericolo. Comunque
            con la PEC hai a disposizione anche il fascicolo
            elettronico per custodire i documenti
            importanti.No, è il gestore che deve garantirne il mantenimento e non a mio rischio e pericolo!Ed è quello che mi permette appunto la PEC in versione ridotta di cui stiamo parlando, appunto con il fascicolo elettronico.In pratica la differenza pratica con il portale che proponevo è che in questo caso è il cittadino che sceglie chi contattare e non è per nulla facilitato (almeno attualmente) nelle sue richieste, per il resto è uguale.Comunque è sempre limitato per quelle domande che necessitano di sottoscrizione. Se avessero fornito tutti *anche* di una carta di identità elettronica con dispositivo di firma digitale annesso sarebbe stato l'ideale.
            la PA deve fornire un servizio per agevolare la
            comunicazione cittadini pubbliche
            amministrazioni, non deve mettersi in concorrenza
            con gmail, ymail, etc. etc. Anzi direi che la PEC
            sarebbe da usare solo ed esclusivamente per le
            comunicazioni istituzionali e da lasciar perdere
            per il resto.La concorrenza non ci sarebbe stata se la PEC fornita non fosse stata così limitata da non consentire scambi di email tra cittadini.Forse è anche per questo motivo che è stata così ridotta.Per quanto riguarda i servizi non c'entra nulla la concorrenza. L'obiettivo è sempre quello della semplificazione/velocizzazione.

            Strano, a me pare proprio che uno dei problemi

            tanto sbandierati per cui è famosa l'italia sia

            proprio lo sballottamento del cittadino da un

            ufficio all'altro per risolvere un problema.



            il balletto: Ufficio A -
            "è competenza
            dell'ufficio B", Ufficio B -
            è competenza
            dell'ufficio A, con la pec non lo risolvi.
            Semplicemente invece di rimbalzare il cittadino
            rimbalzano i
            messaggi.Guarda che questo è è quello che ti ho detto io.

            No, semplicemente significa creare una

            interfaccia semplice via web che permetta al

            cittadino di inoltrare la richiesta

            automaticamente in funzione delle sue

            necessità.

            hai idea di quante possibili richieste può
            inoltrare un cittadino. Dovresti usare pesanti
            menù ad albero, la lista piatta sarebbe un
            suicidio, e troveresti il cittadino perso a
            cercare il tipo di procedimento di cui ha
            bisogno. Lo vedo poco
            usabile.Sono circa 500 i servizi principali richiedibili da un cittadino.L'elenco lo puoi comunque trovare sul web e sono contenuti nell'allegato n°1 all'avviso per la "Selezione di progetti proposti dalle regioni e dagli enti locali per l'attuazione dell'e-government"del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri apparso nella Gazzetta Ufficiale N°78 del 3 aprile 2002.Se un menu ad albero ed una casella di ricerca sono pesanti allora Google è difficilissimo da usare...
          • shevathas scrive:
            Re: Domicilio??

            Tu puoi configurare quello che vuoi ma una
            webmail non ha bisogno di configurazione. Se vuoi
            che tutti i cittadini riescano a sfruttare il
            servizio nel modo più semplice possibile allora
            la soluzione è solo una
            webmail.in supporto può essere pratica.
            Richiedere una configurazione del proprio client,
            quello si che sarebbe stata una forzatura che
            avrebbe escluso molte fasce di
            persone.
            mah non credo che i cittadini siano così XXXXXXXXX, pigri ma non di certo XXXXXXXXX.

            No, è il gestore che deve garantirne il
            mantenimento e non a mio rischio e
            pericolo!se qualcuno ti sniffa la password in qualche modo e sbircia le tue multe non vedo di cosa si possa incolpare il gestore. In quel senso parlavo di rischio e pericolo.
            Ed è quello che mi permette appunto la PEC in
            versione ridotta di cui stiamo parlando, appunto
            con il fascicolo
            elettronico.
            In pratica la differenza pratica con il portale
            che proponevo è che in questo caso è il cittadino
            che sceglie chi contattare e non è per nulla
            facilitato (almeno attualmente) nelle sue
            richieste, per il resto è
            uguale.i difetti: in primo luogo per sapere con che documento si ha a che fare qualcuno dell'ufficio lo dovrebbe leggere prima di smistarlo.secondo: la lettura del documento e il successivo invio all'ente corretto avverrebbe dopo un certo lasso di tempo.Terzo: se io so già a quale ente devo mandare la comunicazione sarebbe meglio farmela mandare direttamente al destinatario reale.
            La concorrenza non ci sarebbe stata se la PEC
            fornita non fosse stata così limitata da non
            consentire scambi di email tra
            cittadini.Per fare ciò si sarebbe dovuto imporre ai cittadini di dotarsi di PEC. Già è stato difficile farlo con le PA.

            Guarda che questo è è quello che ti ho detto io.
            sempre rimbalzi (e notifiche di rimbalzo) avrai.
          • pinco pallino scrive:
            Re: Domicilio??
            - Scritto da: shevathas[CUT]

            Richiedere una configurazione del proprio
            client,

            quello si che sarebbe stata una forzatura che

            avrebbe escluso molte fasce di

            persone.


            mah non credo che i cittadini siano così
            XXXXXXXXX, pigri ma non di certo
            XXXXXXXXX.Hai uno strano metodo di valutazione dell'intelligenza delle persone. La configurazione di un client di posta elettronica per un neofito dell'informatica non è una operazione banale: dargli dell'XXXXXXXXX mi pare eccessivo.Conosco molti che avrebbero difficoltà in merito ed hanno il tuo stesso diritto di utilizzare questi nuovi servizi senza dover fare un corso di base di utilizzo del pc.[CUT]
            i difetti: in primo luogo per sapere con che
            documento si ha a che fare qualcuno dell'ufficio
            lo dovrebbe leggere prima di
            smistarlo.Basta un form che automaticamente invia all'ufficio adatto il documento. Eventuali errori di selezione/invio sono presenti anche con la PEC.
            secondo: la lettura del documento e il successivo
            invio all'ente corretto avverrebbe dopo un certo
            lasso di
            tempo.Non con quel semplice form.
            Terzo: se io so già a quale ente devo mandare la
            comunicazione sarebbe meglio farmela mandare
            direttamente al destinatario
            reale.Beh, la risposta arriva comunque dal destinatario e direttamente anche con quel form compilato.

            La concorrenza non ci sarebbe stata se la PEC

            fornita non fosse stata così limitata da non

            consentire scambi di email tra

            cittadini.

            Per fare ciò si sarebbe dovuto imporre ai
            cittadini di dotarsi di PEC. Già è stato
            difficile farlo con le
            PA.Intendevo dire che se lo stato offriva a tutti una vera PEC, i privati che vendono le loro PEC sarebbero stati fuori mercato.

            Guarda che questo è è quello che ti ho detto
            io.



            sempre rimbalzi (e notifiche di rimbalzo) avrai.Non è per polemizzare ma non hai letto bene quello che ho scritto in precedenza.
          • kaiserxol scrive:
            Re: Domicilio??
            tu sei fuori...
          • harvey scrive:
            Re: Domicilio??
            - Scritto da: shevathas
            quindi una sorta di "indirizzo" cui inviare le
            comunicazioni. Guardacaso un qualcosa molto
            simile al "domicilio" per le comunicazioni
            postali.No, se non fossi cosi' profondamente anti tutto capiresti che non e' come il domicilio, ma come le posteLa prossima volta lamentati perche' le comunicazioni delle multe le mandano tutte con lo stesso mezzo. Che scandalo!!!
        • Redpill scrive:
          Re: Domicilio??
          - Scritto da: pinco pallino


          Lo stesso risultato di comunicazione

          cittadino-PA


          infatti, si sarebbe ottenuto infatti
          utilizzando


          un semplice sito web con un sistema di


          autenticazione


          specifico.

          Un sito web che raccolga tutte le PA la vedo dura, magari però un portale che rimandi al sito di ogni PA ed ognuno di questi utilizzabile con le stesse chiavi d'acXXXXX registrate come (meglio magari) la PEC sarebbe una bella cosa. Anche perché metterebbe prima di ogni richiesta tutte le documentazioni e soluzioni possibili e come ultima risorsa la comunicazione con l'impiegato "in carne ed ossa".


          Eh, no, già da tempo *tutte* le PA (e ci lavoro)
          sono
          collegate
          informaticamente. Le richieste tramite sito basta
          che siano inoltrate alla PA competente che poi si
          occupa della
          risposta.Quando se ne occupa, quando sai effettivamente chi dovrebbe occuparsene dopo che hai fatto la tua bella raccomandata.
          Il cittadino non dovrebbe occuparsi di chi
          contattare della PA ma di cosa vuole dalla PA.

          Demandando sempre al cittadino la decisione di
          *chi* contattare non va affatto avanti nel
          migliorargli
          l'esistenza!
          Di fatto, se vuoi semplificare la vita al
          cittadino devi lasciare che sia la PA stessa a
          capire qual'è l'ufficio più idoneo a garantire la
          soluzione del problema posto dal
          cittadino.Si ma questa è l'anima della burocrazia italiana. Perché una volta che la tua richiesta è "entrata" nel sistema ogni ufficio vede bene di scaricare il barile a qualche altro ufficio il più delle volte. Invece se tu ti rivolgi direttamente a chi di dovere ed hai la prova certificata che questo ufficio o persona è informato diventa sua responsabilità.
      • Andy scrive:
        Re: Domicilio??
        - Scritto da: shevathas
        - Scritto da: pinco pallino

        Secondo me questa volta non ci siamo proprio.

        Come avvocato, paragonare il domicilio ad un

        indirizzo PEC-PAC è ridicolo.


        perché ?
        Perchè la rete annulla le distanze.
    • Dott Gonzo scrive:
      Re: Domicilio??
      - Scritto da: pinco pallino

      Come avvocato "Come tuo avvocato ti consiglio di noleggiare una decapXXXXXbile velocissima e ti servirà della XXXXXXX, un registratore per musica speciale, camicie di Acapulco, andartene da Los Angeles per almeno 48 ore, addio mio week-end, perché naturalmente dovrò venire con te. E in più dovremmo andarci armati anche, fino ai denti."
    • CCC scrive:
      Re: Domicilio??
      - Scritto da: pinco pallino
      Secondo me questa volta non ci siamo proprio.
      Come avvocato, paragonare il domicilio ad un
      indirizzo PEC-PAC è ridicolo.anche senza essere avvocati ;-)
      Lo stesso risultato di comunicazione cittadino-PA
      infatti, si sarebbe ottenuto infatti utilizzando
      un semplice sito web con un sistema di
      autenticazione
      specifico.ma non si sarebbero "dati" tanti tanti bei soldini a certe società...
      Con la PEC-PAC si è di fatto realizzato questo
      sistema di comunicazione in cui una delle parti
      coinvolte è sempre la stessa (la
      PA).lo chianmerei sistema di controllo e coercizione più che sistema di comunicazione...
    • Pinco Pallone scrive:
      Re: Domicilio??

      per evitare brutte figure.Troppo tardi, dovevi pensarci prima di postare.
      • pinco pallino scrive:
        Re: Domicilio??
        - Scritto da: Pinco Pallone

        per evitare brutte figure.

        Troppo tardi, dovevi pensarci prima di postare.Se hai dei dubbi fai domande ed otterrai risposte. Se non hai dubbi, rimani nell'ignoranza.
    • kaiserxol scrive:
      Re: Domicilio??
      No ma scherzi? Questo è un articolo non di informatica, ma di un comunista che sfrutta la possibilità di scrivere idiozie parlando di pec e domicilio...veramente caduta in basso questa testata
    • pirata scrive:
      Re: Domicilio??
      Condivido pienamente.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Domicilio??
      non è opinione di guido scorza, è opinione del ministero che si elegga il domicilio informatico...
      • pinco pallino scrive:
        Re: Domicilio??
        - Scritto da: Luca Annunziata
        non è opinione di guido scorza, è opinione del
        ministero che si elegga il domicilio
        informatico...Semmai è opinione di chi ha scritto una paginetta su un sito.Peraltro anche se la frase "domicilio informatico" fosse inserita nell'atto normativo che istituice la pecpac, non avrebbe senso automaticamente associarla (senza considerare la sua natura informatica e quindi le sue caratteristiche) ad un domicilio reale e parlarne come se ereditasse automaticamente le "proprietà legali" di un domicilio fisico.
    • Guido Scorza scrive:
      Re: Domicilio??
      Giusto un paio di conferme dell'ovvio:(a) l'indirizzo PEC nella dichiarazione unica in camera di commercio si inserisce nel campo "domicilio elettronico": http://www.fe.camcom.it/attivitaistituzionali/registro-imprese/notizie/la-p.e.c.-nella-comunicazione-unica(b) il cittadino con la comunicazione del proprio indirizzo PEC elegge "domicilio informatico" presso il relativo indirizzo (fonte prefettura): http://www.prefettura.it/index.php?f=Spages&nodo=62531&id_sito=1142Sono in viaggio ma se permangono dubbi, una googlata sulle pagine del ministero dell'innovazione varrà a dissiparli.L'importante, ovviamente, è capirsi e quando non ci si capisce la colpa è più di chi scrive che di chi legge con la conseguenza che se ho peccato di superficialità dando per scontati dei concetti ovvi solo per gli addetti ai lavori me ne scuso.Un caro saluto,GS
      • pinco pallino scrive:
        Re: Domicilio??
        - Scritto da: guido.scorza
        Giusto un paio di conferme dell'ovvio:
        (a) l'indirizzo PEC nella dichiarazione unica in
        camera di commercio si inserisce nel campo
        "domicilio elettronico":
        http://www.fe.camcom.it/attivitaistituzionali/regi

        (b) il cittadino con la comunicazione del proprio
        indirizzo PEC elegge "domicilio informatico"
        presso il relativo indirizzo (fonte prefettura):
        http://www.prefettura.it/index.php?f=Spages&nodo=6

        Sono in viaggio ma se permangono dubbi, una
        googlata sulle pagine del ministero
        dell'innovazione varrà a
        dissiparli.
        L'importante, ovviamente, è capirsi e quando non
        ci si capisce la colpa è più di chi scrive che di
        chi legge con la conseguenza che se ho peccato di
        superficialità dando per scontati dei concetti
        ovvi solo per gli addetti ai lavori me ne
        scuso.Il fatto che qualcuno al ministero si esprima in modo da mettere confusione in testa alle persone, non è *secondo me* motivo valido per utilizzare questi "refusi" per confondere ulteriormente le cose.Il motivo fondante che vieta di imporre un domicilio reale al cittadino è quello di non ledere la sua libertà personale costringendolo ad abitare in un certo luogo.Questo viene ovviamente a decadere quando si ha a che fare con distanze virtuali che sono nulle (nel caso di acXXXXX ad una casella email ad esempio) e quindi quando una propria casella di posta è direttamente accessibile indipendentemente da qualunque tipo di spostamento fisico.In altre parole una casella di posta elettronica, può essere utilizzata da ogni luogo, basta che vi sia una connessione ad Internet, per cui non c'è alcuna forzatura che va a ledere qualsivoglia libertà personale.L'articolo non specifica questo, ma anzi ne esalta con ragionamenti per nulla obiettivi, citando addirittura la Costituzione Italiana i "difetti" presunti "tacciandoli" come illeciti.Per quando riguarda la mancata comprensione, sarebbe più efficace sostituire le scuse (inutili) con un articolo più preciso.(E sia chiaro che questo è uno dei pochi articoli che lei ha scritto e che non condivido, quindi non è che voglia denigrare il suo lavoro.)
        • Guido Scorza scrive:
          Re: Domicilio??
          Lentamente ma la questione inizia a mettersi a fuoco.Mi sembra di capire che conviene con me sulla circostanza che un indirizzo di posta elettronica certificata possa costituire un domicilio informatico (non si tratta delle parole in libertà di un prefetto o della camera di commercio ma di un concetto informatico giuridico univocamente accettato sin dal 1993) ma che non condivide l'idea secondo la quale imporre l'elezione di un domicilio informatico violerebbe una libertà costituzionalmente garantita.Possiamo discuterne. Come sempre non ho verità assolute da raccontare ma solo opinioni.Personalmente credo che nel 2010 coarcire la mia libertà di domicilio informatico equivalga a limitarmi in quella fisica nel 1948 ma, appunto, questa è un'altra questione....Provi però a pensare a che significherebbe, ad esempio, per un ex dipendente di poste, per un ex dirigente o, magari, per l'AD di un concorrente dover affidare tutta la propria corrispondenza con la PA necessriamente a poste italiane? Perché non dovrebbe poter scegliere di eleggere, appunto, il proprio domicilio informatico altrove.Possiamo discutere di tutto ma non del fatto che vi sia una forte limitazione della libertà individuale non superabile con l'argomento secondo il quale la posta elettronica si legge in qualsiasi spazio fisico...Un cordiale saluto e avremo ancora occasione di discuterne.Non scriverò, ovviamente, un nuovo articolo perché la mia opinione sarà forse non condivisibile ma, personalmente, ritengo l'articolo assolutamente obiettivo e corretto sul piano dei concetti espressi.G.
          • Diffrazione scrive:
            Re: Domicilio??

            Personalmente credo che nel 2010 coarcire la miaPersonalmente credo che bisogna studiare un po' di Italiano prima di usare verbi di cui non si conosce la coniugazione.
          • Valeren scrive:
            Re: Domicilio??
            Non è sbagliata la coniugazione, ma una lettera nel verbo antecedente alla coniugazione stessa -
            si tratta di refuso.
          • pinco pallino scrive:
            Re: Domicilio??
            - Scritto da: guido.scorza
            Mi sembra di capire che conviene con me sulla
            circostanza che un indirizzo di posta elettronica
            certificata possa costituire un domicilio
            informatico (non si tratta delle parole in
            libertà di un prefetto o della camera di
            commercio ma di un concetto informatico giuridico
            univocamente accettato sin dal 1993)Direi unilateralmente accettato.Cerco di spiegarmi meglio: gli informatici hanno creato sistemi di comunicazione asincroni come la posta elettronica evidentemente al fine di ricevere ed inviare messaggi.L'associazione della parola "domicilio" (intesa nella accezione della giurisprudenza Italiana) alla parola "casella di posta elettronica" è del tutto arbitraria e fuorviante, soprattutto in relazione al fatto che questa associazione per "assonanza" potrebbe far pensare a molti che i diritti e doveri associati ad un "domicilio" reale corrispondano a quelli associati ad una casella di posta elettronica (certificata o meno che sia): cosa che evidentemente non sussiste.
            ma che non
            condivide l'idea secondo la quale imporre
            l'elezione di un domicilio informatico violerebbe
            una libertà costituzionalmente
            garantita.Per estensione ovviamente non condivido ma le ho anche spiegato obiettivamente perché.
            Possiamo discuterne. Come sempre non ho verità
            assolute da raccontare ma solo
            opinioni.Capisco che abbia delle opinioni come le abbiamo tutti, tuttavia colgo l'occasione per ricordarle che le sue opinioni sono più importanti delle mie dal momento che i posti dove lei scrive sono frequentati da molte persone che spesso non hanno ne il tempo ne la voglia di scartabellare atti normativi in cerca di eventuali "refusi"; in altre parole, dato che l'espressione mi è pure simpatica: "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", per cui mi sono sentito in dovere di chiederle di rivedere le sue valutazioni in merito alla questione.
            Personalmente credo che nel 2010 coarcire la mia
            libertà di domicilio informatico equivalga a
            limitarmi in quella fisica nel 1948 ma, appunto,
            questa è un'altra
            questione....
            Provi però a pensare a che significherebbe, ad
            esempio, per un ex dipendente di poste, per un ex
            dirigente o, magari, per l'AD di un concorrente
            dover affidare tutta la propria corrispondenza
            con la PA necessriamente a poste italiane? Perché
            non dovrebbe poter scegliere di eleggere,
            appunto, il proprio domicilio informatico
            altrove.Lo Stato non ha attualmente in gestione diretta certi servizi, che chiaramente per essere erogati devono essere "esternalizzati" adaziende private. Questo succede, come ben saprà, nella PA ad ogni livello, tuttavia la decisione delle modalità di appalto del servizio vengono decise per democrazia indiretta e non è che ci possiamo poi fare molto a parte votare chi ci appare più gradevole. Detto ciò, lamentarsi della possibilità di eventuali fughe di notizie o di spionaggio all'interno delle comunicazioni gestite dall'ente aggiudicatario di questo servizio monco di posta certificata, mi pare eccessivo ma soprattutto poco coerente, dal momento che altre attività della pubblica amministrazione ben più delicate quali la sanità, la finanza, e la sicurezza vengono da anni gestite da aziende private per cui seguendo il suo ragionamento dovremmo poter decidere a chi affidare i nostri dati giuridici, sanitari e "di pubblica sicurezza"(che di solito tratta di videoregistrazioni).
            Possiamo discutere di tutto ma non del fatto che
            vi sia una forte limitazione della libertà
            individuale non superabile con l'argomento
            secondo il quale la posta elettronica si legge in
            qualsiasi spazio
            fisico...Infatti, quello era solo il motivo che scartava l'ipotesi di rendere equivalente il concetto giuridico di domicilio a quello di casella di posta elettronica certificata.Quello della limitazione della libertà individuale *non negata* è una conseguenza, dato che: 1) non si tratta di un domicilio2) non si può pensare a priori di condannare una società privata di gestione (poste italiane o telecom italia che sia) prima ancora che vi sia una benchéminima prova di un reato portato a compimento. 3) tanti servizi pubblici sono gestiti obbligatoriamente da società private che hanno a suo tempo vinto gare d'appalto ed attualemente gestiscono dati personali e sensibili della cittadinanza italiana.
            Un cordiale saluto e avremo ancora occasione di
            discuterne.
            Non scriverò, ovviamente, un nuovo articolo
            perché la mia opinione sarà forse non
            condivisibile ma, personalmente, ritengo
            l'articolo assolutamente obiettivo e corretto sul
            piano dei concetti
            espressi.
            G.Mi ha fatto piacere ottenere una risposta da lei direttamente, comunque la mia speranza di una sua rivalutazione di quanto ha scritto rimane attiva in me.Saluti cordiali.
    • aid85 scrive:
      Re: Domicilio??
      nn sono avvocato ma anke a me sembra un paragone campato in aria...la pec di postacertificata.gov.it e chiudibile in qualunke momento !posso recedere dal mio domicilio allo stesso modo ?no...è il solito falso problema per distrarre dal vero problema che in realtà esiste ed è :lo sprecola chiusura del servizio su se stesso ergo la limitata utilitàla non standardizzazione internazionale
  • ullala scrive:
    io sono io
    e voi nun siete un XXXXX!(cit. il marchese del Grillo).
  • anarchico scrive:
    Liberta'???
    inutile sprecare altre parole per questa inutile caxxata della PEC!! questo governo se ne frega delle liberta' e con la costituzione sapete bene cosa ci fanno.. e quello che pensano e' solo far mangiare i loro amici regalondogli i soldi dei cittadini!!
    • TuttoaSaldo scrive:
      Re: Liberta'???
      Mi fa paura la mentalità autarchica.Io non avrei mai pensato di fare un nuovo mezzo di comunicazione e di chiuderlo autisticamente per parlare solo con se stesso.Questo è sintomo di una visione del mondo illiberale e ottocentesca, al pari della rimozione delle gare d'appalto perpetrata dal Min. Bondi o dalla Protezione Civile...No questo non è un altro discorso.
      • anarchico scrive:
        Re: Liberta'???
        e pensare che si definiscono anche liberali.. si si, liberi di farsi i caxxi loro!!
        • Internetcrazia scrive:
          Re: Liberta'???
          sospettavo da tempo che Guzzanti fosse un visionario...http://www.youtube.com/watch?v=Op5sQtJSfbI
      • Valeren scrive:
        Re: Liberta'???
        Io invece mi chiedo perchè 100.000 soggetti privati si sono lanciati ad aprire qualcosa che non penso abbiano letto e capito.Io sono favorevole al sistema della PEC, ma per come è stata implementata è folle.Da quanto ho capito non è nemmeno possibile disdirla, quindi diventa il tuo riferimento a vita.
        • pinco pallino scrive:
          Re: Liberta'???
          - Scritto da: Valeren[CUT]
          Da quanto ho capito non è nemmeno possibile
          disdirla, quindi diventa il tuo riferimento a
          vita.Veramente dura 4 anni, c'è scritto nelle istruzioni e si attiva solo se la richiedi.
        • CCC scrive:
          Re: Liberta'???
          - Scritto da: Valeren
          Io invece mi chiedo perchè 100.000 soggetti
          privati si sono lanciati ad aprire qualcosa che
          non penso abbiano letto e
          capito.conformismo? condizionamento?
          Io sono favorevole al sistema della PEC, ma per
          come è stata implementata è
          folle.anche peggio
          Da quanto ho capito non è nemmeno possibile
          disdirla, quindi diventa il tuo riferimento a
          vita.si può sempre auto intasare la propria casella...
          • shevathas scrive:
            Re: Liberta'???


            Da quanto ho capito non è nemmeno possibile

            disdirla, quindi diventa il tuo riferimento a

            vita.

            si può sempre auto intasare la propria casella...azione idiota tanto quanto il nascondersi dal postino quando porta le raccomandate.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 maggio 2010 14.07-----------------------------------------------------------
          • CCC scrive:
            Re: Liberta'???
            - Scritto da: shevathas


            Da quanto ho capito non è nemmeno possibile


            disdirla, quindi diventa il tuo riferimento a


            vita.



            si può sempre auto intasare la propria
            casella...

            azione idiota tanto quanto il nascondersi dal
            postino quando porta le
            raccomandate.ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh (sospiro)la raccomandata cartacea è notificata quando:- firmi la ricevuta di ritorno o rifiuti di farlo davanti al postino- il postino attesta (dopo tutta usa certa procedura) che non è stato possibile trovarti per farti firmare la ricevutala PEC si considera notificata quando semplicemente RICEVUTA dalla casella del destinatario...PEC respinta dalla casella = PEC *NON* notificata...tralascio di risponderti sulla idiozia: sai di sicuro meglio di me cosa sia
          • shevathas scrive:
            Re: Liberta'???

            PEC respinta dalla casella = PEC *NON* notificata
            e viene generato un messaggio di *non consegna* al destinatario. In tal caso parte la raccomandata cartacea o viene dato mandato ai messi notificatori.Volendo fare i XXXXXXXX dentro si potrebbe procedere alla pubblicazione all'albo pretorio presso il comune di residenza o nella gazzetta ufficiale o assimilati.
    • kaiserxol scrive:
      Re: Liberta'???
      eccolo li il comunista
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