Attacco cracker alla Banca Centrale Europea

L'autorità monetaria del Vecchio Continente informa di aver subito una breccia sul suo sito Web pubblico, con conseguente furto di identità e informazioni personali. Ma i dati che contano davvero sono al sicuro, rassicura la BCE
L'autorità monetaria del Vecchio Continente informa di aver subito una breccia sul suo sito Web pubblico, con conseguente furto di identità e informazioni personali. Ma i dati che contano davvero sono al sicuro, rassicura la BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato , di essere stata vittima di una breccia di sicurezza aperta da ignoti cyber-criminali, un attacco che ha portato alla compromissione dei dati personali degli utenti del portale Web pubblico ma non ha intaccato minimamente i sistemi interni della Banca.

La stessa BCE è venuta a conoscenza della breccia – e quindi dell’esistenza di vulnerabilità nel codice – dopo essere stata contattata dagli anonimi cracker, via email, con la richiesta di un “riscatto” per vedersi restituire le informazioni rubate.

A cosa corrispondono tali informazioni? Circa 20mila indirizzi email, numeri di telefono e altri “dati di contatto” appartenenti alle persone che si erano registrate agli eventi pubblici della BCE tramite il sito Web ufficiale, ha spiegato l’istituto, dati apparentemente archiviati in chiaro a cui si accompagnano quelli cifrati sui download dal portale.

I proprietari delle mailbox compromesse sono già stati contattati e le password sono state tutte azzerate come misura precauzionale, comunica ancora la BCE, mentre lo staff di sicurezza della Banca avrebbe provveduto a sistemare la falla sfruttata dai criminali per penetrare nel sistema.

A parte questo, e all’indagine avviata dalla polizia tedesca sull’accaduto, l’autorità monetaria dell’Unione Europea tiene a rassicurare il pubblico sul fatto che i suoi sistemi interni risiedono fisicamente in un luogo separato da quello coinvolto nella breccia e non sono mai stati a rischio.

Alfonso Maruccia

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24 07 2014
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