A riportare per primo la notizia è stato El Mundo, supportato da una fonte lituana, citando un avviso della CIA che mette in guardia contro possibili attacchi con droni lanciati dalla Russia e rivolti anche all’Italia, oltre che alla Spagna e alla Francia. Ne sarebbero stati già informati i ministeri degli esteri di tutte Europa.
Possibili attacchi con droni russi all’Italia
Dalle informazioni trapelate, pare che Mosca stia preparando da tempo un’offensiva diretta ai territori del Mediterraneo. La strategia pianificata prevederebbe di far decollare le unità dal mare, nascondendole in appositi container per farle passare sottotraccia. Si tratterebbe di una rappresaglia voluta da Mosca, pronta a colpire i Paesi che, dall’inizio dell’invasione in Ucraina in poi, hanno fornito appoggio e armi a Kiev.
Putin e il suo entourage ritengono gli stati europei già coinvolti nella guerra, proprio in virtù dei loro aiuti a Zelensky. Fino a oggi, al di là della cyberware informatica, gli episodi riconducibili a una vera e propria azione bellica sono stati pochi e dalla portata piuttosto limitata, ritenuti non sufficienti per scatenare una risposta della NATO. Le cose sarebbero però destinate a cambiare in caso di escalation, allargando inevitabilmente il fronte del conflitto.

Dall’intelligence lituana sono giunte informazioni anche sulla tipologia di drone che la Russia potrebbe impiegare. Si tratta dei Gerbera, più piccoli degli Shahed e dei Geran. Nella foto qui sopra un’unità abbattuta in Ucraina nel 2025. Sono lunghi circa 2 metri e larghi 2,5 metri per 18 chilogrammi di peso, capaci di raggiungere la velocità di 160 chilometri orari e di percorrere fino a 600 chilometri. Possono viaggiare smontati per occupare poco spazio ed essere assemblati appena prima della partenza. Stando a quanto riportato da El Mundo, un lancio a 200 o 300 chilometri dalla costa richiederebbe circa un’ora e mezza o poco più per raggiungere l’obiettivo. Il carico trasportabile, fino 5 chilogrammi, non sarebbe in grado di distruggere edifici, ma di creare incendi e di mettere fuori uso infrastrutture critiche. Potrebbero finire nel mirino soprattutto gli aeroporti.
L’ombra delle Russia sulle elezioni del 2027
La testata fa riferimento esplicito a un legame tra la minaccia e le elezioni del 2027 che vedranno coinvolti i tre Paesi citati, compreso il nostro. Tra gli obiettivi ci sarebbe quello di spingere l’opinione pubblica a chiedere di interrompere gli aiuti a Kiev. In che modo? Facendo leva sul timore di essere colpiti, favorendo così partiti e movimenti che hanno già assunto apertamente posizioni filorusse.