È il quarto giorno di down per le infrastrutture dell’Università La Sapienza. Il sito web (uniroma1.it) e la piattaforma Infostud sono ancora irraggiungibili. Tutto ha avuto inizio il 2 febbraio, con un attacco rivendicato poco dopo da cybercriminali russi. L’ateneo si è subito organizzato per ridurre il più possibile i disagi per gli studenti, ma lo stop prolungato sta mettendo tutti a dura prova.
La Sapienza down per il quarto giorno
Con il portale ufficiale offline, rimangono attivi i profili social per comunicare. Quello su Facebook ha appena fornito un aggiornamento sulla vicenda, indicando la posizione degli infopoint di facoltà da raggiungere fisicamente. La situazione non è delle più semplici da gestire, soprattutto per chi è alle prese con una sessione di esami.
Intanto, scorrendo i commenti ai post emerge una richiesta molto precisa: è necessario fare chiarezza sulla natura dell’attacco e sulle sue potenziali conseguenze future. Stando a quanto trapelato, quasi certamente è stata l’azione di un ransomware, in grado dunque di bloccare le infrastrutture e di tenerle sotto scacco fino al pagamento di un riscatto. Più precisamente, i cybercriminali ne avrebbero utilizzato uno noto come BadLock o Rorschach, di ultima generazione.
Due questioni da chiarire: attacco e dati
In particolare, andrà fatta chiarezza su due aspetti molto importanti. Il primo riguarda la modalità con cui il codice maligno è penetrato nei sistemi informatici prima di metterli fuori uso. Il secondo, invece, se si è verificato un furto di dati. In questo caso, sarebbe messa a repentaglio la sicurezza di informazioni private e sensibili riguardanti studenti e personale.
Non è chiaro nemmeno come sia in corso il ripristino, se partendo da un backup oppure accettando di pagare il riscatto che di norma, in questi casi, è richiesto in criptovalute. Voci non confermate attribuiscono l’attacco al gruppo Femwar02, fino a oggi sconosciuto.