Australia: antivirus o disconnessione

Intervenire sugli ISP per far pressione sugli utenti affinché adottino le misure necessarie: questa la soluzione pensata da un comitato australiano, istituito per valutare la sicurezza in Rete
Intervenire sugli ISP per far pressione sugli utenti affinché adottino le misure necessarie: questa la soluzione pensata da un comitato australiano, istituito per valutare la sicurezza in Rete

Il governo aussie sta pensando di premere affinché siano gli ISP a costringere gli utenti ad adottare le necessarie precauzioni per la navigazione.

Il governo aveva istituito una commissione, presieduta da Belinda Neal, per aggiornare il Governo sullo stato del cybercrimine e proporre possibili soluzioni al problema. Il rapporto di 262 pagine dal titolo “Cracker, truffatori e botnet: contrastare il problema del cybercrimine”, si chiude con una precisa indicazione: gli utenti non sono in grado di badare da soli alla propria sicurezza, né ci si può più aspettare che l’intera sicurezza online conti su di loro, per cui bisogna costringere i netizen ad usare antivirus e firewall.

Per farlo lo stato deve fare pressione sugli Internet Service Provider .

Per far sì che si possa garantire maggiore sicurezza in Rete occorre spezzare il meccanismo di proliferazione e diffusione del malware, e per far questo occorre poter agire sugli utenti finali: il comitato suggerisce così l’adozione di un nuovo “codice di procedura per la sicurezza informatica” per gli ISP che, magari, li obblighi ad adottare le dovute precauzioni per non subirne le conseguenze: non un pc infettato, ma un pc disconnesso. Mossa che, in realtà, sembra assomigliare ad una proposta già avanzata a settembre scorso dalla Internet Industry Association ( IIA ).

Claudio Tamburrino

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