Australia, disconnessioni per isolare il malware

Quattro mosse per far ravvedere gli utenti che accedono al web da PC infetti. Si chiede agli ISP di identificare le macchine, fornire consigli agli utenti, denunciare e, in casi estremi, disconnettere

Roma – Così come il codice della strada italiano vieta il transito sulle strade ai veicoli con le ruote troppo sporche di fango, in Australia si tenta di trovare un metodo per impedire la navigazione sulle autostrade telematiche di macchine – o meglio computer – sporchi di malware. L’iniziativa, articolata in quattro punti cruciali, sembra riscontrare il favore degli ISP. Purché i costi siano contenuti.

Ad ideare questa sorta di codice di condotta è stata la Internet Industry Association ( IIA ), che ha chiesto ai provider locali di aderire all’iniziativa. In concreto, il codice si compone di quattro punti: nell’ordine, i provider dovranno identificare i computer infetti, contattare i clienti interessati, fornire indicazioni e suggerimenti su come risolvere il problema e, in caso di minaccia elevata, riportare le informazioni ottenute alle autorità competenti.

Per i casi più estremi, quelli per cui non si riuscisse a trovare una soluzione, sarebbe persino prevista la disconnessione dell’utente . Va comunque specificato che al momento si tratta di una proposta e che l’adesione degli ISP non è obbligatoria.

Nonostante ciò, l’idea sembra suscitare un certo interesse, anche se a preoccupare sono i costi dell’intero sistema . Interrogato in materia, l’ISP locale iiNet si è dichiarato “favorevole all’iniziativa, poiché si tratta di un qualcosa che vorremmo fare”. L’unico scoglio sembra essere quello economico: “se ci fossero degli aiuti governativi sarebbe più semplice, al momento si tratta di qualcosa di ipotetico”.

Dopo aver lanciato l’iniziativa, IIA e soci si riuniranno per fare il punto della situazione e procedere con le operazioni. In caso di adesione, il logo dell’agenzia apparirà sull’homepage del provider che ha scelto di collaborare al progetto.

Vincenzo Gentile

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  • Manwë scrive:
    1968
    ma come?50 anni fa ci sono riusciti con una scatola di lamiere e nastro adesivo quelli della NASA, ed ora non sono in grado di costruire una navetta con 1 milione di dollari???-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 settembre 2009 23.53-----------------------------------------------------------
    • Magenta scrive:
      Re: 1968
      - Scritto da: Manwë
      ma come?
      50 anni fa ci sono riusciti con una scatola di
      lamiere e nastro adesivo quelli della NASA,Si dai dimentichiamo le centinaia di prove, gli anni di preparazione, e le missioni fallite...
      ed ora non sono in grado di costruire una navetta
      con 1 milione di dollari???Si che sono in grado e lo stanno facendo. Rileggi.
    • Aresio scrive:
      Re: 1968
      ottimo, non hai capito pressoché un tubo di quello che dice l'articolo. non era facile.ad ogni modo, Carmack


      *
    • Funz scrive:
      Re: 1968
      - Scritto da: Manwë
      ma come?
      50 anni fa ci sono riusciti con una scatola di
      lamiere e nastro adesivo quelli della NASA, edE qualche vagonata di soldi, e motivazioni politiche, e spirito pionieristico, e disponibilità a correre rischi mortali. Tutto quello che manca oggi, tecnicamente tornare sulla Luna è banale.
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