Australia, il 4G di Apple diventa cellulare

Cupertino cede alle pressioni delle autorità ed abbandona la denominazione che avrebbe potuto trarre in inganno i consumatori

Roma – Apple ha ceduto alla richiesta delle autorità australiane e cambiato il nome del nuovo iPad con connessione mobile da “iPad WiFi+3G” a “WiFi-Cellular”.

La prima a puntare il dito contro la confusione creata dal nome è stata l’ Australian Competition and Consumer Commission australiana (ACCC), che accusava Apple di violazione della normativa nazionale in materia di pubblicità ingannevole per l’advertising che definiva il nuovo iPad dotato di connessione Internet di quarta generazione: mentre il nuovo iPad è stato sviluppato per connettersi alle frequenze comprese tra 700MHz e 2100MHz che ospitano il 4G statunitense, la rete mobile omologa in Australia, così come in molti altri paesi, opera su frequenze diverse.

In seguito all’accusa Cupertino aveva accettato di impegnarsi a contattare e rimborsare gli utenti eventualmente confusi da tale pubblicità, ma aveva provato ad opporsi alla richiesta di non impiegare più la formula “WiFi+4G”, che tuttavia Cupertino riteneva lecita in quanto indicazione di una “generica” velocità maggiore di connessione e non solo della connessione di quarta generazione di cui effettivamente non si può fruire nel paese.

Forse per uniformità, o forse in conseguenza delle azioni di altre autorità locali come quelle britanniche che si sono attivate per gli stessi motivi in seguito alla ricezione di dozzine di proteste da parte dei consumatori, peraltro, il cambio di nome è stato effettuato in molti altri paesi (ma non in Italia, per esempio).

Claudio Tamburrino

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  • iome scrive:
    La Legge Del Piu' Forte
    Questi signori legalonzi credono che, avendo la "legge" dalla loro parte (cioe' essendosela scritta a lore uso e consumo), possano fare quello che vogliono. Si accorgeranno ben presto che la Rete ha sotto molte piu' palle di quante loro potranno mai mettere in campo. LA rovoluzione dal baso e' appena comiciata."Voi potrete anche fermare questo individuo, ma non potrete fermarci tutti: dopotutto, siamo tutti uguali". (cit.)
    • Penelope2 scrive:
      Re: La Legge Del Piu' Forte

      Questi signori legalonzi credono che, avendo la
      "legge" dalla loro parte (cioe' essendosela
      scritta a lore uso e consumo), possano fare
      quello che vogliono. Di leggi scritte a vantaggio di questa o quella categoria ce ne sono parecchie. Non solo questa.Il fatto che recentemente il signor Carlo Ruta sia stato assolto, dopo ben due condanne dei giudici di merito, smentisce il tono apocalittico che stai usando.
      Si accorgeranno ben presto
      che la Rete ha sotto molte piu' palle di quante
      loro potranno mai mettere in campo. LA
      rovoluzione dal baso e' appena
      comiciata.La rivoluzione dal basso, almeno in Italia, è una barzelletta. Non se ne è mai verificata una, né mai si verificherà. In altri Paesi (ad esempio la Francia) è diverso.
      • Sgabbio scrive:
        Re: La Legge Del Piu' Forte
        - Scritto da: Penelope2

        Questi signori legalonzi credono che, avendo
        la

        "legge" dalla loro parte (cioe' essendosela

        scritta a lore uso e consumo), possano fare

        quello che vogliono.

        Di leggi scritte a vantaggio di questa o quella
        categoria ce ne sono parecchie. Non solo
        questa.
        Il fatto che recentemente il signor Carlo Ruta
        sia stato assolto, dopo ben due condanne dei
        giudici di merito, smentisce il tono apocalittico
        che stai
        usando.





        Si accorgeranno ben presto

        che la Rete ha sotto molte piu' palle di
        quante

        loro potranno mai mettere in campo. LA

        rovoluzione dal baso e' appena

        comiciata.


        La rivoluzione dal basso, almeno in Italia, è una
        barzelletta. Non se ne è mai verificata una, né
        mai si verificherà. In altri Paesi (ad esempio la
        Francia) è
        diverso.una mosca bianca è stato perfortuna.
      • panda rossa scrive:
        Re: La Legge Del Piu' Forte
        - Scritto da: Penelope2
        La rivoluzione dal basso, almeno in Italia, è una
        barzelletta. Non se ne è mai verificata una, né
        mai si verificherà.Cinque giornate di MilanoQuattro giornate di NapoliVespri siciliani...
        • Penelope2 scrive:
          Re: La Legge Del Piu' Forte

          - Scritto da: Penelope2


          La rivoluzione dal basso, almeno in Italia,
          è
          una

          barzelletta. Non se ne è mai verificata una,


          mai si verificherà.

          Cinque giornate di Milano
          Quattro giornate di Napoli
          Vespri siciliani
          ...Su alcune di esse avrei dei dubbi che fossero realmente dal basso (era il ceto intellettuale a tirare i fili, il popolo era un gruppo di burattini). In ogni caso, non portarono a nulla, nemmeno un cambiamento temporaneo di pochi mesi. Queste non si chiamano "rivoluzioni", si chiamano "tentativi di rivolta falliti".
      • paradox scrive:
        Re: La Legge Del Piu' Forte
        "Il fatto che recentemente il signor Carlo Ruta sia stato assolto, dopo ben due condanne dei giudici di merito, smentisce il tono apocalittico che stai usando." Quanti hanno la perseveranza e i soldi per sostenere una simile causa? Se ogni volta che i cittadini vogliono far valere i loro diritti devono andare incontro ad estenuanti pratiche non sempre ne vale la pena. Ovvero non sempre ne esiste la possibilità economica. Io ormai le cartelle Equitalia, almeno fino ad una certa cifra, le pago senza chiedermi il perché, tanto è completamente inutile.
        • Penelope2 scrive:
          Re: La Legge Del Piu' Forte
          - Scritto da: paradox
          "Il fatto che recentemente il signor Carlo Ruta
          sia stato assolto, dopo ben due condanne dei
          giudici di merito, smentisce il tono apocalittico
          che stai usando."
          Quanti hanno la perseveranza e
          i soldi per sostenere una simile causa? Se ogni
          volta che i cittadini vogliono far valere i loro
          diritti devono andare incontro ad estenuanti
          pratiche non sempre ne vale la pena. Ovvero non
          sempre ne esiste la possibilità economica. Sulla perseveranza, ti rispondo subito: <B
          tutti </B
          . Chi non è dotato di pazienza e di un minimo di ostinazione, non faccia il giornalista di denuncia. Punto. Se proprio desidera scrivere, si dedichi a un weblog sulle orchidee. ;)Sulle disponibilità economiche hai ragione. In Italia chi intenta una causa infondata, e la perde, deve solamente pagare le spese processuali. Non deve pagare anche l'avvocato della controparte (per la verità sulla carta sarebbe pure possibile: ma è una disposizione di rarissimo impiego).Se la cosa ti può consolare, vale per qualsiasi causa a querela di parte. Se sei in cattivi rapporti col vicino di villetta a schiera e lui ti accusa di avergli rubato il tosaerba, lo fa. E può trascinare il proXXXXX fino in Cassazione, per il gusto di vederti buttar via tempo e soldi. Non succede insomma solo con internet e con la carta stampata. :|
  • Sandro kensan scrive:
    Giulietti si indigna per la sua legge
    Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-00458 presentata da GIUSEPPE GIULIETTI martedì 24 giugno 2008 nella seduta n.022GIULIETTI. - Al Ministro della giustizia.- Per sapere - premesso che: lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato penalmente, per stampa clandestina, per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale www.accadeinsicilia.net, in sostanza un blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accertamenti, la non regolare periodicità negli aggiornamenti; la sentenza di condanna, a una pena pecuniaria e al pagamento delle spese processuali, è stata emessa l'8 maggio 2008 dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, sezione penale, dietro denuncia presentata in data 10 dicembre 2004, dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa Agostino Fera. In tale denuncia, il magistrato asseriva che il sito www-accadeinsicilia.net risulta immesso e mantenuto in rete in palese violazione e contrasto con la normativa vigente, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 marzo 2001. Precisava altresì: Non può nutrirsi dubbio alcuno... che il sito in questione, per le caratteristiche di periodicità delle pubblicazioni ivi contenute e per il carattere prevalentemente informativo che lo connota, sia da ritenersi per intero assoggettato alla vigente legge sull'editoria e, come tale, allo stato di fatto, contrastante con le norme di cui alla legge 8 febbraio 1998 n. 47; il dott. Carlo Ruta attraverso il sito sopra detto, oscurato d'autorità, oltre che con vari libri d'inchiesta, negli anni recenti ha passato al vaglio e documentato fatti storici di indubbia rilevanza, come quello di Portella della Ginestra, ma anche temi scottanti e insoluti giudiziari del nostro paese. E in tale quadro d'investigazione ha contribuito a riportare all'evidenza pubblica il caso del giornalista siciliano de L'Ora Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972, pubblicando e rendendo disponibili documenti giudiziari che per trent'anni erano stati inaccessibili all'informazione (in parte presenti oggi sul sito www.leinchieste.com); tale sentenza, unica in Italia e in tutta Europa, sta creando allarme nell'opinione pubblica nazionale e in particolare nel mondo della comunicazione, per gli effetti devastanti che potrà avere sul terreno dei diritti di critica e delle libertà riconosciute nel nostro paese, tenuto conto che, secondo la logica prevalsa, la quasi totalità dei siti web italiani, per il solo fatto di esistere, potrebbero essere considerati fuorilegge, in quanto appunto stampa clandestina, e ciò, secondo l'interrogante, in spregio a ogni regola della democrazia; nel nostro paese la libertà di espressione è garantita dalla Carta Costituzionale e la libertà sul web è inscindibile dalle libertà e dai diritti che sono propri di un paese democratico; per la prima volta è stato varcato un limite, che non può lasciare indifferenti le istituzioni democratiche del nostro paese -: se intenda assumere iniziative normative per definire adeguatamente la disciplina della materia.(4-00458)***http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=1183&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+|+%27CAMERA%27«Massimo (Mantellini nel lontano 2008 ndr) ci ricorda che lon. Giulietti ha le sue belle responsabilità sulla l. 62/2001 Però, che bella faccia tosta»Questo virgolettato qui sopra è stato scritto dall'avvocato Minotti:http://www.minotti.net/2008/09/06/carlo-ruta-di-pietro-e-alcune-considerazioni/Per chi non ha capito la faccia di bronzo di Giulietti, questo fa la legge che ha "obbligato" il giudice a condannare Ruta e poi presenta una Interrogazione in Parlamento che si lamenta di come mai Ruta è stato condannato.
    • Penelope2 scrive:
      Re: Giulietti si indigna per la sua legge

      Per chi non ha capito la faccia di bronzo di
      Giulietti, questo fa la legge che ha "obbligato"
      il giudice a condannare Ruta e poi presenta una
      Interrogazione in Parlamento che si lamenta di
      come mai Ruta è stato
      condannato.D'accordissimo sulla faccia di bronzo, anche se Giulietti è stato solo relatore alla Camera: non significa affatto che l'abbia redatta lui. Anzi, il sospetto che all'epoca nemmeno l'abbia letta è forte.Devo però puntualizzare che la legge non ha "obbligato" il giudice di primo grado, e i giudici della corte d'appello, a condannare Ruta per stampa clandestina: il reato esiste dal lontano 1948 (si tratta dell'art. 16 delle Disposizioni sulla stampa, cioè la legge n° 47 dell'8 febbraio 1948). Qualche giudice "creativo" avrebbe potuto applicarla a tutto il web, indistintamente, già prima dell'entrata in vigore della legge del 2001. Se non è sucXXXXX, è solo per caso.La legge suddetta, va ricordato, è applicabile anche a manifesti e volantini di cui non sia indicato il luogo di stampa. Figuriamoci ai siti web e ai weblog.Ho già scritto in un altro commento che impostato così come è oggi, il reato di stampa clandestina verrebbe sicuramente dichiarato contrario all'art. 10 della dichiarazione europea dei diritti dell'uomo. Bisogna che qualcuno porti un caso fino alla corte di Strasburgo, e per fare questo bisogna che la Corte di cassazione confermi la condanna. Cosa che per ora non è accaduta. :)
      • Sandro kensan scrive:
        Re: Giulietti si indigna per la sua legge
        - Scritto da: Penelope2
        D'accordissimo sulla faccia di bronzo, anche se
        Giulietti è stato solo relatore alla Camera: non
        significa affatto che l'abbia redatta lui. Anzi,
        il sospetto che all'epoca nemmeno l'abbia letta è
        forte.Io avrei da ridire su questo, per esempio a Scajola pagavano la casa a sua insaputa, so che anche Bossi a sua insaputa ha ricevuto..., pure B. a sua insaputa ha fatto qualche cosa con le ragazze. Mi pare abbia raccolto pure Marco Travaglio una lista di personaggi che a loro insaputa... :)Se qualche cosa del genere capita al cittadino lo buttano in cella e perdono le chiavi.
        • Penelope2 scrive:
          Re: Giulietti si indigna per la sua legge

          - Scritto da: Penelope2


          D'accordissimo sulla faccia di bronzo, anche
          se

          Giulietti è stato solo relatore alla Camera:
          non

          significa affatto che l'abbia redatta lui.
          Anzi,

          il sospetto che all'epoca nemmeno l'abbia
          letta
          è

          forte.

          Io avrei da ridire su questo, per esempio a
          Scajola pagavano la casa a sua insaputa, so che
          anche Bossi a sua insaputa ha ricevuto..., pure
          B. a sua insaputa ha fatto qualche cosa con le
          ragazze. Mi pare abbia raccolto pure Marco
          Travaglio una lista di personaggi che a loro
          insaputa...
          :)Adesso è di moda usare l'argomentazione "a sua insaputa". All'epoca di Tangentopoli la più gettonata era "l'ha fatto per il partito, non per sé". Come dire: se avesse assassinato per amore del proprio partito, e non per ambizioni personali, la cosa avrebbe costituito una forte attenuante. :|La classe politica italiana è così, e non da ieri: getta fumo negli occhi, partorisce scuse pietose. E, se lo fa, è perché c'è chi gli crede. Comunque la questione dei parlamentari che presentano leggi senza averle lette, e che, ancora più spesso, le votano a maggioranza per poi accorgersi di che si trattava, è un po' diversa. Il punto è che il parlamentare italiano fa tutto fuorché stare in parlamento ad occuparsi di leggi. Pensa alle correnti e alle alleanze, cura il proprio collegio, si occupa di interessi di varie categorie e lobby non sempre confessabili... Non a caso il calendario di Montecitorio prevede che si lavori solo dal martedì al giovedì, se ho ben capito. Gli altri giorni sono dedicati a pensare a come farsi rieleggere la prossima volta.
          • brain scrive:
            Re: Giulietti si indigna per la sua legge
            - Scritto da: Penelope2
            Comunque la questione dei parlamentari che
            presentano leggi senza averle lette, e che,
            ancora più spesso, le votano a maggioranza per
            poi accorgersi di che si trattava, è un po'
            diversa. Il punto è che il parlamentare italiano
            fa tutto fuorché stare in parlamento ad occuparsi
            di leggi. Pensa alle correnti e alle alleanze,
            cura il proprio collegio, si occupa di interessi
            di varie categorie e lobby non sempre
            confessabili... Non a caso il calendario di
            Montecitorio prevede che si lavori solo dal
            martedì al giovedì, se ho ben capito. Gli altri
            giorni sono dedicati a pensare a come farsi
            rieleggere la prossima
            volta.Amministrare bene potrebbe essere un'idea originale, per farsi eleggere no? ;)Ma non ci sono MAI arrivati :D
      • Sandro kensan scrive:
        Re: Giulietti si indigna per la sua legge
        - Scritto da: Penelope2
        Devo però puntualizzare che la legge non ha
        "obbligato" il giudice di primo grado, e i
        giudici della corte d'appello, a condannare Ruta
        per stampa clandestina: il reato esiste dal
        lontano 1948 (si tratta dell'art. 16 delle
        Disposizioni sulla stampa, cioè la legge n°
        47 dell'8 febbraio 1948). Qualche giudice
        "creativo" avrebbe potuto applicarla a tutto il
        web, indistintamente, già prima dell'entrata in
        vigore della legge del 2001. Se non è sucXXXXX, è
        solo per
        caso.Anche qui non mi sembri in buon accordo con l'avvocato esperto di queste cose, Minotti:06 Set 08 Carlo Ruta, Di Pietro e alcune considerazioni UPDATEDAnche Antonio Di Pietro (era prevedibile) si unisce alle proteste per la condanna a Carlo Ruta. Dà la colpa alla legge, ma non se la prende col giudice (cosa altrettanto prevedibile) che, sempre con le parole del nostro, ha dovuto applicare la legge.Non è così. Il giudice ha fatto una precisa scelta di interpretare una legge (meglio: un gruppo di leggi) in un certo senso, piuttosto che in quello contrario, perché un minimo di spazio per questa interpretazione cera. La legge, specie nella sua storia, non è chiarissima. A mio modo di vedere, nel dubbio avrebbe dovuto concludere pro reo.La sentenza fatto che non bisogna dimenticare - presenta almeno tre buchi (ratio della l. 62/2001, successione e portata del d.lgs. 70/2003 e periodicità). Il fatto è, però, che questi aspetti saranno oggetto di appello o ricorsi per cassazione nonché delle opinioni in dottrina da rendersi in altri àmbiti (la settimana del 14 dovrebbe uscire qualcosa su Penale.it).Allora, per il momento, è anche corretto non nasconderci che la legge sia troppo ambigua, dunque meritevole di essere cambiata. Per evitare altri casi Carlo Ruta, un errore giudiziario servito su un piatto dargento dal legislatore.In parte, questo è il senso dellinterrogazione dellon. Giulietti. Ma sarebbe stato meglio farla dopo la motivazione, altrimenti non ha proprio sensoAggiornamento del 7 settembre 2008, prima di Gara 1 SBK: Massimo ci ricorda che lon. Giulietti ha le sue belle responsabilità sulla l. 62/2001 Però, che bella faccia tosta***http://www.minotti.net/2008/09/06/carlo-ruta-di-pietro-e-alcune-considerazioniLicenza CC By-Sa-NdMinotti puntualizza che la legge 62/2001 è tra le responsabili, incolpa un gruppo di leggi tra cui la suddetta.Io penso che senza quella legge il giudice avrebbe avuto meno forza nel condannare Ruta e la sentenza sarebbe apparsa meno fondata su disposizioni di legge.Comunque non sono un legale e quindi non mi pare il caso di affrontare una discussione.
        • Penelope2 scrive:
          Re: Giulietti si indigna per la sua legge

          Io penso che senza quella legge il giudice
          avrebbe avuto meno forza nel condannare Ruta e la
          sentenza sarebbe apparsa meno fondata su
          disposizioni di
          legge.
          La legge sta antipatica a molti, me compreso, e per ragioni fondate. Ma per abrogarla si fa leva su un caso giudiziario recente che ha fatto scalpore. Evidentemente le argomentazioni di buon senso non fanno presa, non convincono: c'è bisogno di un presunto martire per convincere che è sbagliata. Mah...Ripeto, la legge del 7 marzo 2001, n° 62, prescrive solo che le testate web siano registrate, se sono periodiche. Per il resto richiama la disciplina della legge 8 febbraio 1948, n° 47, ma ad esempio l'articolo relativo alla stampa clandestina (il 16) non viene mai richiamato. Applicarlo è stato un atto creativo del giudice, e come atto creativo avrebbe potuto verificarsi anche prima della legge citata.
          • collione scrive:
            Re: Giulietti si indigna per la sua legge
            oddio, la religione cattolica ha fondato un impero di 2000 anni sui martiri :Dalla fine il popolo non agisce mai per raziocinio e qualche martire spiaccicato qua e là serve sempre
          • Penelope2 scrive:
            Re: Giulietti si indigna per la sua legge

            oddio, la religione cattolica ha fondato un
            impero di 2000 anni sui martiri
            :DDa soli non sarebbero bastati. Furono un ingrediente, non l'unico.
            alla fine il popolo non agisce mai per raziocinio
            e qualche martire spiaccicato qua e là serve
            sempreNei Paesi con una coscienza civica più evoluta non è più necessario. I casi giudiziari che fanno discutere ovviamente esistono anche lì. Ma non c'è la ricerca della vittima e del carnefice ad ogni costo; una nuova legge si discute sulla base degli interessi generali, di tutto un popolo o una piccola parte di esso. Non sull'onda delle emozioni.
          • ZLoneW scrive:
            Re: Giulietti si indigna per la sua legge
            - Scritto da: Penelope2
            In effetti gli anonimi redattori del testo della
            legge ragionavano nel ventunesimo secolo con
            categorie appartenente al ventesimo, se va bene.Credo che sarebbe bene uscirne, dalla trappola delle categorie estese per analogia. E non è nemmeno una questione di epoca: è che gli ambiti dell'attività in questione sono analoghi ma profondamente diversi.Cambiano le condizioni al contorno, insomma.Non è ne' accettabile ne' lecito che lo si ignori.
            A essere cattivi lo è tutta la legge, non solo
            questa distinzione. :DCondivido.
            Ma no, questo è l'unico aspetto che mi sentirei
            di difendere, purché sia inserito in una legge
            strutturalmente diversa da quella citata. Si
            decida un tetto agli introiti pubblicitari
            annuali, assieme agli introiti di altro tipo, se
            esistono, e da quel tetto in su si consideri il
            sito web un'impresa commerciale a tutti gli
            effetti, con tutti gli onori e gli oneri che ne
            derivano.Questo non lo condivido, invece. Perché non esiste una soluzione di continuità naturale tra le diverse situazioni, e qualsiasi tetto imposto aprioristicamente sarà certamente fonte di problemi, senza peraltro costituire una soluzione.
            Secondo me c'è differenza fra un solitario
            weblogger che, magari per ingenuità e
            inesperienza, lancia accuse infamanti a
            un'azienda o a una persona determinata, e chi
            invece lo fa come strategia per attirare clic e
            investitori pubblicitari.Come dicevo sopra, non c'è soluzione di continuità tra il privato che esprime un'opinione motivata dall'esperienza personale, un gruppo di privati che cerca di incentivare i click, un pubblicista che riporta materiale da fonti non controllate, un "organo di partito" che naviga sulla lama di rasoio della diffamazione.Ne' dal punto di vista strettamente economico, ne' da quello dei contenuti.
            Se non si fosse capito,
            nella seconda categoria di esempi ce ne sono già
            numerosi (su carta, oltre che sul web).

            Sanzioni dedicate <B
            solo </B
            a
            questa tipologia di presenze web non sarebbero
            sbagliate, in linea di principio.Non vedo il bisogno di introdurre ulteriori normative. Possono essere applicate quelle già esistenti.Piuttosto, sarebbe utile mettere in piedi una "divisione", un "ramo" della magistratura da dedicare specificatamente a questo genere di attività - non solo sul web, ma per l'informazione globalmente intesa.E non (solo) perché occorrono conoscenze specifiche, ma soprattutto perché occorre agire, quando necessario, con rapidità.
            Era stata pensata con un fine condivisibile:
            evitare che l'informazione fosse esclusivamente
            in mano a gruppi industriali già ricchi, per i
            quali l'aumento del prezzo della carta, dei
            macchinari eccetera non costituisce un problema.
            Doveva facilitare il pluralismo.

            In realtà, così non è stato. :(Concordo: lo stato dei fatti dice che non ha funzionato. E che anzi ha favorito concentrazioni e storture.Ma questa è storia: ormai il pluralismo è garantito dalla facilità di acXXXXX ad Internet.E dunque, direi che i contributi all'editoria sono diventati anacronistici.
            Ahimè, no. I giudici italiani sono riusciti a
            mostrarsi creativi in più occasioni, anche
            manipolando leggi in sé ottime. Rischio di andare
            fuori tema, quindi ti faccio un solo esempio, poi
            cerca tu con Google: "concorso morale". Una
            vergogna, e non certo l'unica.Concordo, ma continuo a ritenere che si tratti di un "corollario" della Legge di Murphy, se vogliamo: se si lascia margine per l'interpretazione, qualcuno riuscirà ad infilarcisi dentro.
            No, direi piuttosto coeva: Costituzione della
            Repubblica italiana promulgata il 27 dicembre
            1947, in vigore il 1º gennaio 1948.
            Disposizioni sulla stampa, promulgata l'8
            febbraio 1948, in vigore dal 21 febbraio
            1948.Ne prendo atto, grazie.Rimane il fatto che le motivazioni e gli obiettivi della legge sull'editoria e della Costituzione non sembrano pienamente compatibili.Di conseguenza, la legge sull'editoria avrebbe dovuto essere modificata per eliminare compatibilità anche solo potenziali.
            Disposizioni sulla stampa periodica (classificata
            fra le "leggi fascistissime"), che puoi leggere
            qui:

            http://www.mcreporter.info/normativa/l25_2307.htmGrazie per il link.
          • Penelope2 scrive:
            Re: Giulietti si indigna per la sua legge

            Questo non lo condivido, invece. Perché non
            esiste una soluzione di continuità naturale tra
            le diverse situazioni, e qualsiasi tetto imposto
            aprioristicamente sarà certamente fonte di
            problemi, senza peraltro costituire una
            soluzione.Per perorare la causa, farò alcuni esempi che ti sembreranno la fiera delle ovvietà: - Perché sia applicabile lo statuto dei lavoratori, è necessario che l'azienda sia "grande", cioè abbia almeno 15 dipendenti. Perché diventa "grande" proprio a 15, e non 11, o 25 dipendenti?- Con la patente B è possibile guidare mezzi dal peso a pieno carico fino a 3500 kg, peso oltre al quale è necessaria una patente di categoria superiore (C, D eccetera). Perché un veicolo diventa pesante proprio a 3500 kg?- In base alla legge Fini-Giovanardi esiste una cosiddetta "dose massima giornaliera" per ogni tipo di sostanza psicotropa da portare con sé (esiste una corposa tabella annessa), al di sopra della quale scatta il reato di spaccio presunto (nel caso la dose sia inferiore o uguale alla soglia, scattano solo sanzioni amministrative). Perché ci si è riferiti alla dose giornaliera necessaria a un tossicodipendente (invero piuttosto variabile a seconda del soggetto)? E non, ad esempio, alla dose massima settimanale, oppure alla dose massima di un singolo <I
            shot </I
            ?La risposta a queste domande è piuttosto semplice: perché per avere un minimo di certezza del diritto è necessario al giudice un dato stabilito per tutti, e misurabile. Un limite, è ovvio, squisitamente convenzionale, tant'è vero che ogni Stato si basa su criteri e su limiti diversi. È convenzionale, quindi, ma ineludibile.
            Come dicevo sopra, non c'è soluzione di
            continuità tra il privato che esprime un'opinione
            motivata dall'esperienza personale, un gruppo di
            privati che cerca di incentivare i click, un
            pubblicista che riporta materiale da fonti non
            controllate, un "organo di partito" che naviga
            sulla lama di rasoio della
            diffamazione.Non c'è soluzione di continuità nel senso che possono benissimo essere la stessa persona (nulla vieta che un editorialista di un grande quotidiano o di un grande tg abbia un weblog, magari sotto pseudonimo). C'è differenza, nel senso che se non vi è fine di lucro, o se gli introiti sono grosso modo pari alle spese di gestione del sito, non siamo di fronte alla Macchina del Fango spa quotata in borsa, che più sparge fango e più guadagna. Ma, verosimilmente, a qualche sfigato che si diverte a giocare col fuoco. :)Tengo a sottolineare la <B
            mancanza di fine di lucro </B
            come criterio dirimente, perché le Onlus sono definite esattamente così: una recente sentenza della Corte di cassazione ha stabilito che una Onlus può anche richiedere un contributo in denaro per le attività svolte, fermo restando che venga rispettato il divieto di distribuire gli utili e gli avanzi di gestione e i fondi durante la vita dell'organizzazione. Le notevoli agevolazioni fiscali valgono comunque.
            Ne' dal punto di vista strettamente economico,
            ne' da quello dei
            contenuti.Quello dei contenuti, per fortuna, non è presente nemmeno nella (brutta) legge vigente. Non direttamente, almeno.
            Non vedo il bisogno di introdurre ulteriori
            normative. Possono essere applicate quelle già
            esistenti.Io invece il bisogno lo vedo: la normativa esistente si chiama Disposizioni sulla stampa, e uno dei reati da essa previsti è "stampa clandestina". O)Non sarebbe il caso di ripensare la materia alla luce del XXI secolo e delle sue tecnologie? Gli onori e gli oneri per le società che traggono profitto dai siti web sono necessari, per evitare che il più grosso mangi costantemente il più piccolo. Una volta stabiliti con serietà, il grosso mangerà il piccolo più di rado, diciamo due volte sì e una no. ;)
            Ma questa è storia: ormai il pluralismo è
            garantito dalla facilità di acXXXXX ad
            Internet.All'estero, forse: non in Italia. Nel comune di Palaia, provincia di Pisa, arrivano sicuramente i canali Rai e Mediaset, arrivano probabilmente <I
            Corriere della sera </I
            e <I
            Repubblica </I
            , ma la banda larga è un'utopia. Unica soluzione le chiavette Usb.
            Di conseguenza, la legge sull'editoria avrebbe
            dovuto essere modificata per eliminare
            compatibilità anche solo
            potenziali.Forse volevi scrivere "incompatibilità".Ma sai, nel corpo delle leggi italiane chissà quante ve ne sono non compatibili con la Costituzione. Semplicemente, vengono ignorate. Anche il reato di stampa clandestina è stato riesumato per capriccio, ma credo che nessuno lo applicasse più dalla metà degli anni Settanta (all'epoca della legislazione d'emergenza).
      • ZLoneW scrive:
        Re: Giulietti si indigna per la sua legge
        - Scritto da: Penelope2
        D'accordissimo sulla faccia di bronzo, anche se
        Giulietti è stato solo relatore alla Camera: non
        significa affatto che l'abbia redatta lui. Anzi,
        il sospetto che all'epoca nemmeno l'abbia letta è
        forte.Inaccettabile e imperdonabile.Già qualcuno mi deve spiegare come farebbe il relatore di una legge a non conoscerne il contenuto - il termine "relatore" avrà pure un significato, o no?Quand'anche succedesse, la cosa costituirebbe un'aggravante alla dimostrata incapacità di legiferare sull'argomento.
        Bisogna che qualcuno porti un
        caso fino alla corte di StrasburgoCon che risultato? La sentenza di Strasburgo è forse cogente ed invalida legge o articolo? Oppure finirebbe per risolversi tutto in una ennesima sanzione - di cui a nessun governo italiano è fregato assai finora, dato che non la pagano loro in nessun modo ma noi cittadini?
        • Penelope2 scrive:
          Re: Giulietti si indigna per la sua legge

          - Scritto da: Penelope2

          D'accordissimo sulla faccia di bronzo, anche
          se

          Giulietti è stato solo relatore alla Camera:
          non

          significa affatto che l'abbia redatta lui.
          Anzi,

          il sospetto che all'epoca nemmeno l'abbia
          letta
          è

          forte.

          Inaccettabile e imperdonabile.

          Già qualcuno mi deve spiegare come farebbe il
          relatore di una legge a non conoscerne il
          contenuto - il termine "relatore" avrà pure un
          significato, o
          no?In Italia tutto è possibile. :)Comunque non intendo dire che ne ignoravano del tutto il contenuto. Lo conoscevano superficialmente, in quanto la struttura e il testo non erano stati redatti da loro, e perciò non sapevano immaginare le conseguenze una volta che la legge sarebbe stata applicata alla vita di tutti i giorni.


          Bisogna che qualcuno porti un

          caso fino alla corte di Strasburgo

          Con che risultato? La sentenza di Strasburgo è
          forse cogente ed invalida legge o articolo?Non direttamente. Ma il Paese è, almeno sulla carta, obbligato ad attuare in tempi ragionevoli una correzione alla legge che elimini il motivo di contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. O, in alternativa, emanare una circolare esplicativa che imponga alla magistratura di applicare tale legge solo in senso restrittivo. Dal 2001, se ben ricordo, tutti i Paesi membri del Consiglio d'Europa hanno integrato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel <I
          corpus </I
          legislativo nazionale: è diventata parte della Legge dello Stato, un po' una seconda Costituzione.
          Oppure finirebbe per risolversi tutto in una
          ennesima sanzione - di cui a nessun governo
          italiano è fregato assai finora, dato che non la
          pagano loro in nessun modo ma noi
          cittadini?Difficile dirlo prima che si arrivi alla Corte di Strasburgo.L'Italia ha il record assoluto di violazioni alla Convenzione semplicemente perché... ha il record di processi di una durata irragionevole. E avevo letto da qualche parte che lo Stato italiano è particolarmente lento, ai limiti del sabotaggio, nel risarcire i cittadini che hanno subito questo torto.Tuttavia una sanzione per il fatto che il reato di stampa clandestina viola l'art. 10 della Convenzione è una cosa un po' diversa. Lì c'è poco da temporeggiare, il parlamento un bel giorno deve mettere all'ordine del giorno una modifica al testo, o semplicemente l'abolizione.
    • paradox scrive:
      Re: Giulietti si indigna per la sua legge
      Tipico di questi politastri di mestiere. Non hanno mai lavorato, non capiscono un'acca della società, eppure pretendono di legiferare. Comunque si dimostrano utili idioti per chi tiene le fila. Ancora più bestie sono perché, anche se a fasi alterne, sono all'opposizione. Oddio, non è proprio vero, è solo un gioco delle parti ad uso e consumo dei creduloni che li votano. Avete presente i talk-show politici? Come fanno finta, abili attori, di essere l'un contro l'altro armati?
  • djechelon scrive:
    Il Disonorevole Giulietti
    Ma forse la cosa più grave è che lui è ancora lì seduto sulla poltrona??Cioè, lui OGGI propone interventi di modifica? Ma meglio se lasciasse il posto a persone più giovani ed adeguate.Ah visto che ci siamo...DISCLAIMER: l'appellativo di Disonorevole è da parte mia rivolto a TUTTI i membri del parlamento (con la minuscola) Italiano (con la maiuscola), dal momento che l'intero sistema parlamentare si è macchiato di indicibili vergogne. Non ce l'ho col singolo. (e ho letto la casta)
  • Dottor Stranamore scrive:
    In Italia tutto è illegale
    Norme poco chiare, zone grigie, burocrazia, notai, costi aggiunti che non ci sono negli altri paesi, per camminare per strada devi avere un documento, se in 5 sul marciapiede protestate contro un politico vi fermano per manifestazione non autorizzata, non possiamo nemmeno votare direttamente il deputato.Abbiamo bisogno di meno leggi e più libertà.Solo noi potevamo chiedere a quello del porcellum di ridurre il numero di leggi.
    • collione scrive:
      Re: In Italia tutto è illegale
      questo qualcuno dovrebbe come minimo essere arrestato e condannatocioè, prima fanno una legge e poi "ci ripensano?"dicono di aver fatto una cavolata? e le vite rovinate? le imprese fallite? questa gente praticamente gioca a fare le leggi senza avere la minima idea di quello che fa e dell'impatto che avranno?
      • mister obvious scrive:
        Re: In Italia tutto è illegale
        - Scritto da: collione
        questo qualcuno dovrebbe come minimo essere
        arrestato e
        condannato

        cioè, prima fanno una legge e poi "ci ripensano?"

        dicono di aver fatto una cavolata? e le vite
        rovinate? le imprese fallite?


        questa gente praticamente gioca a fare le leggi
        senza avere la minima idea di quello che fa e
        dell'impatto che
        avranno?Lungi da me difendere gli ultimi governi (diciamo gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle due l'una: se tutti hanno il diritto di poter essere eletti in parlamento (l'idea alla base di una democrazia rappresentativa moderna) si corre il rischio di trovarsi qualche idiota/disonesto/incapace tra i banchi (rischio direttamente proporzionale alla diffusione dei suddetti tipi tra la popolazione....); se in parlamento dovrebbero/potrebbero essere presenti solo i "competenti" occorre escogitare un qualche meccanismo di scrematura diverso dal voto, ma in questo caso non si può più parlare di democrazia rappresentativa.....
        • panda rossa scrive:
          Re: In Italia tutto è illegale
          - Scritto da: mister obvious
          Lungi da me difendere gli ultimi governi (diciamo
          gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle due
          l'una: se tutti hanno il diritto di poter essere
          eletti in parlamento (l'idea alla base di una
          democrazia rappresentativa moderna) si corre il
          rischio di trovarsi qualche
          idiota/disonesto/incapace tra i banchi E in tal caso avremmo una classe politica soltanto 1000 volte meglio di quella attuale.E' un rischio che vale la pena di correre!
          • mister obvious scrive:
            Re: In Italia tutto è illegale
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: mister obvious


            Lungi da me difendere gli ultimi governi
            (diciamo

            gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle
            due

            l'una: se tutti hanno il diritto di poter
            essere

            eletti in parlamento (l'idea alla base di una

            democrazia rappresentativa moderna) si corre
            il

            rischio di trovarsi qualche

            idiota/disonesto/incapace tra i banchi

            E in tal caso avremmo una classe politica
            soltanto 1000 volte meglio di quella
            attuale.
            E' un rischio che vale la pena di correre!Il primo caso che ho descritto corrisponde alla situazione attuale...... Sulla carta chiunque (porcellum e condanne a parte) può candidarsi al Parlamento, anche un pecoraio analfabeta. E lo stesso pecoraio potrebbe, almeno in teoria, essere nominato Ministro dell'Economia (a dirla tutta, per essere nominato ministro l'elezione non è neanche un requisito, vedi l'attuale governo...)
          • brain scrive:
            Re: In Italia tutto è illegale
            - Scritto da: mister obvious
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: mister obvious




            Lungi da me difendere gli ultimi governi

            (diciamo


            gli ultimi da 30 anni in qua...), ma
            delle

            due


            l'una: se tutti hanno il diritto di
            poter

            essere


            eletti in parlamento (l'idea alla base
            di
            una


            democrazia rappresentativa moderna) si
            corre

            il


            rischio di trovarsi qualche


            idiota/disonesto/incapace tra i banchi



            E in tal caso avremmo una classe politica

            soltanto 1000 volte meglio di quella

            attuale.

            E' un rischio che vale la pena di correre!
            Il primo caso che ho descritto corrisponde alla
            situazione attuale...... Sulla carta chiunque
            (porcellum e condanne a parte) può candidarsi al
            Parlamento, anche un pecoraio analfabeta. E lo
            stesso pecoraio potrebbe, almeno in teoria,
            essere nominato Ministro dell'Economia (a dirla
            tutta, per essere nominato ministro l'elezione
            non è neanche un requisito, vedi l'attuale
            governo...)almeno ne avremmo uno che di economia qualcosa capisce...
        • brain scrive:
          Re: In Italia tutto è illegale
          - Scritto da: mister obvious
          Lungi da me difendere gli ultimi governi (diciamo
          gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle due
          l'una: se tutti hanno il diritto di poter essere
          eletti in parlamento (l'idea alla base di una
          democrazia rappresentativa moderna) si corre il
          rischio di trovarsi qualche
          idiota/disonesto/incapace tra i banchi (rischio
          direttamente proporzionale alla diffusione dei
          suddetti tipi tra la popolazione....); se in
          parlamento dovrebbero/potrebbero essere presenti
          solo i "competenti" occorre escogitare un qualche
          meccanismo di scrematura diverso dal voto, ma in
          questo caso non si può più parlare di democrazia
          rappresentativa.....basta tirare i dadi, per avere gente meno peggio di questa :D
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: In Italia tutto è illegale
          - Scritto da: mister obvious
          - Scritto da: collione

          questo qualcuno dovrebbe come minimo essere

          arrestato e

          condannato



          cioè, prima fanno una legge e poi "ci
          ripensano?"



          dicono di aver fatto una cavolata? e le vite

          rovinate? le imprese fallite?





          questa gente praticamente gioca a fare le
          leggi

          senza avere la minima idea di quello che fa e

          dell'impatto che

          avranno?
          Lungi da me difendere gli ultimi governi (diciamo
          gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle due
          l'una: se tutti hanno il diritto di poter essere
          eletti in parlamento (l'idea alla base di una
          democrazia rappresentativa moderna) si corre il
          rischio di trovarsi qualche
          idiota/disonesto/incapace tra i banchi (rischio
          direttamente proporzionale alla diffusione dei
          suddetti tipi tra la popolazione....); se in
          parlamento dovrebbero/potrebbero essere presenti
          solo i "competenti" occorre escogitare un qualche
          meccanismo di scrematura diverso dal voto, ma in
          questo caso non si può più parlare di democrazia
          rappresentativa.....E la scrematura chi la fa? Così poi vengono fuori cose come il fascismo o la P2. La gente non è scema. Lasciamola decidere sulle cose come avviene in Svizzera.
          • brain scrive:
            Re: In Italia tutto è illegale
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: mister obvious

            - Scritto da: collione


            questo qualcuno dovrebbe come minimo
            essere


            arrestato e


            condannato





            cioè, prima fanno una legge e poi "ci

            ripensano?"





            dicono di aver fatto una cavolata? e le
            vite


            rovinate? le imprese fallite?








            questa gente praticamente gioca a fare
            le

            leggi


            senza avere la minima idea di quello
            che fa
            e


            dell'impatto che


            avranno?

            Lungi da me difendere gli ultimi governi
            (diciamo

            gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle
            due

            l'una: se tutti hanno il diritto di poter
            essere

            eletti in parlamento (l'idea alla base di una

            democrazia rappresentativa moderna) si corre
            il

            rischio di trovarsi qualche

            idiota/disonesto/incapace tra i banchi
            (rischio

            direttamente proporzionale alla diffusione
            dei

            suddetti tipi tra la popolazione....); se in

            parlamento dovrebbero/potrebbero essere
            presenti

            solo i "competenti" occorre escogitare un
            qualche

            meccanismo di scrematura diverso dal voto,
            ma
            in

            questo caso non si può più parlare di
            democrazia

            rappresentativa.....

            E la scrematura chi la fa?I dadi, non possono sbagliarsi ;)
          • mister obvious scrive:
            Re: In Italia tutto è illegale
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: mister obvious

            - Scritto da: collione


            questo qualcuno dovrebbe come minimo
            essere


            arrestato e


            condannato





            cioè, prima fanno una legge e poi "ci

            ripensano?"





            dicono di aver fatto una cavolata? e le
            vite


            rovinate? le imprese fallite?








            questa gente praticamente gioca a fare
            le

            leggi


            senza avere la minima idea di quello
            che fa
            e


            dell'impatto che


            avranno?

            Lungi da me difendere gli ultimi governi
            (diciamo

            gli ultimi da 30 anni in qua...), ma delle
            due

            l'una: se tutti hanno il diritto di poter
            essere

            eletti in parlamento (l'idea alla base di una

            democrazia rappresentativa moderna) si corre
            il

            rischio di trovarsi qualche

            idiota/disonesto/incapace tra i banchi
            (rischio

            direttamente proporzionale alla diffusione
            dei

            suddetti tipi tra la popolazione....); se in

            parlamento dovrebbero/potrebbero essere
            presenti

            solo i "competenti" occorre escogitare un
            qualche

            meccanismo di scrematura diverso dal voto,
            ma
            in

            questo caso non si può più parlare di
            democrazia

            rappresentativa.....

            E la scrematura chi la fa? Così poi vengono fuori
            cose come il fascismo o la P2. La gente non è
            scema. Lasciamola decidere sulle cose come
            avviene in
            Svizzera.No. Le singole persone non sono sceme.La "gente" (ente collettivo) è più scema di una gallina strafatta di crack, e il livello medio di XXXXXXXXXtà cresce all'aumentare della dimensione del campione (giusto per la cronaca, l'idea di una "democrazia scremata" mi ripugna....)L'idea alla base di un parlamento è proprio questa: ridurre la dimensione del campione e poi discutere le varie proposte che emergono, accoppando sul nascere le idiozie.Poi, si sa, la via per l'inferno è lastricata di buone idee e buone intenzioni...
          • Sgabbio scrive:
            Re: In Italia tutto è illegale
            Il sistema svizzero è strano... hanno anche la costituzione più lunga del mondo, appunto per non permettere di aggirare la volontà popolare dei referendum... non so se questo sistema va bene in italia.
      • mister obvious scrive:
        Re: In Italia tutto è illegale
        - Scritto da: collione
        questo qualcuno dovrebbe come minimo essere
        arrestato e
        condannato

        cioè, prima fanno una legge e poi "ci ripensano?"

        dicono di aver fatto una cavolata? e le vite
        rovinate? le imprese fallite?


        questa gente praticamente gioca a fare le leggi
        senza avere la minima idea di quello che fa e
        dell'impatto che
        avranno?Ricordo male io, o qui sotto c'era un discreto numero di messaggi e la discussione aveva preso una piega interessante ?
  • Sgabbio scrive:
    E pensare....
    ...che dieci anni fà, molti accusarono PI di allarmismo e di farsi pubblicità :D I soliti disfattisti che si fingono debunker...Comunque questa parte dell'articolo mi ha fatto sorgere un dubbio: Va poi ricordato che la sentenza in Cassazione di assoluzione di Ruta non potrà valere per nessun altro. In altre parole, pur avendo un peso (già in passato la Cassazione aveva mostrato simili orientamenti) non mette al riparo da simili pirandelliane vicende gli altri abitanti della penisola con il vizio della manifestazione del proprio pensiero. Quindi questo vuol dire che le Cassazione non fa sentenze vincolanti, come si vuol far credere? Quindi l'uso ingiustificato dei filtri per oscurare siti web al di fuori della pedoXXXXXgrafia e del gioco d'azzardo che non paga il pizzo alle AAMS, sono da considerare ILLEGALI ?
    • panda rossa scrive:
      Re: E pensare....
      - Scritto da: Sgabbio

      Quindi questo vuol dire che le Cassazione non fa
      sentenze vincolanti, come si vuol far credere?Questo vuol dire che la legge non e' mai uguale per tutti e non lo e' mai stata!
      • Sgabbio scrive:
        Re: E pensare....
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Sgabbio




        Quindi questo vuol dire che le Cassazione
        non
        fa

        sentenze vincolanti, come si vuol far
        credere?

        Questo vuol dire che la legge non e' mai uguale
        per tutti e non lo e' mai
        stata!Questo vuole anche dire che la sentenze della cassazione non fanne ne vincoli ne precedenti in italia.Quindi le azioni della nostra magistratura che ha imposto filtri a siti web al di fuori delle due categorie che entrano nelle nostre leggi, sono da considerare ILLEGALI, punto.
        • ThEnOra scrive:
          Re: E pensare....
          Che logica assurda...!Vabbe che lo fai con l'intento di alzare i toni, ma ricordarti, come giustamente M.M. ha ricordato, che le sentenze della Cassazione, per l'ordinamento giuridico italiano (civil law), non sono vincolanti. Tuttavia, si dice che una pronuncia della cassazione "fa orientamento" in quanto i giudici si pronunciano sulle questioni di diritto, ossia sull'applicazione corretta o no della legge.Ritornando a noi, la logica che proponi è incorretta in quanto tutti i casi simili a quello di Ruta, se dovessero andare fino in Cassazione, riceverebbero la medesima decisione.
          • Sgabbio scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: ThEnOra
            Che logica assurda...!Per un pirate haters.
            Vabbe che lo fai con l'intento di alzare i toni,
            ma ricordarti, come giustamente M.M. ha
            ricordato, che le sentenze della Cassazione, per
            l'ordinamento giuridico italiano (civil law), non
            sono vincolanti. Tuttavia, si dice che una
            pronuncia della cassazione "fa orientamento" in
            quanto i giudici si pronunciano sulle questioni
            di diritto, ossia sull'applicazione corretta o no
            della
            legge.Peccato che non è veramente cosi, perchè alla fine vanno sempre della direzione opposta quando fa comodo a qualcuno.
            Ritornando a noi, la logica che proponi è
            incorretta in quanto tutti i casi simili a quello
            di Ruta, se dovessero andare fino in Cassazione,
            riceverebbero la medesima
            decisione.Sembra che abbiano i soldi per permettersi un avvocato fino alla cassazione. Ma il punto non è quella stenzenza, ma il modo di operare in italia, ovvero, quando fa comodo una sentenza della cassazione fa orientamento, quando invece non lo è, vale solo per quel caso preso in esame e solo quello.Infatti adesso vediamo PM, che richiedono filtri web come se non ci fosse un domani, ingnorando gli enormi danni che fanno alla rete italiana tra l'altro.
          • ThEnOra scrive:
            Re: E pensare....
            Dimentichi il patrocinio pro bono...Giustamente, poi, tu dici che ci sono magistrati che chiedo filtri, che poi sono autorizzati dai GIP, eccetto nel caso BTJunkie, ma sull'utilizzo dello strumento preventivo (sequestro preventivo a mezzo filtro) la cassazione (solitamente la terza sezione) si pronuncerà sempre nello stesso modo, a meno che non si decida a procedere a sezioni unite.
          • Sgabbio scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: ThEnOra
            Dimentichi il patrocinio pro bono...Che è difficile da avere, sopratutto per come funziona la nostra burocrazia.
            Giustamente, poi, tu dici che ci sono magistrati
            che chiedo filtri, che poi sono autorizzati dai
            GIP, eccetto nel caso BTJunkie, ma sull'utilizzo
            dello strumento preventivo (sequestro preventivo
            a mezzo filtro) la cassazione (solitamente la
            terza sezione) si pronuncerà sempre nello stesso
            modo, a meno che non si decida a procedere a
            sezioni
            unite.In altre circostanze se ne sarebbero sbatutti di quel che dice la cassazione è avrebbero fatto allo stesso modo se gli dessero torto."Sequestro a mezzo filtro" poi è una razzata incredibile... come puoi sequestrare una cosa che in italia fisicamente non è presente ?Ovviamente anche per quel sito, hanno messo zero avvisi.
          • collione scrive:
            Re: E pensare....
            d'accordo tranne che l'ultima partepurtroppo è sucXXXXX spesso che altre sezioni della Cassazione abbiano emesse pareri totalmente opposti ai precedentiper la serie "stupro con jeans si o jeans no"chiaramente un buon avvocato è in grado di impugnare una sentenza favorevole della Cassazione e far capire al giudice che finire su tutti i giornali non è una buona pubblicità ;)ma ci vuole sempre l'avvocato "bravo"
    • Penelope2 scrive:
      Re: E pensare....

      <i
      Va poi ricordato che la sentenza in Cassazione
      di assoluzione di Ruta non potrà valere per
      nessun altro. In altre parole, pur avendo un peso
      (già in passato la Cassazione aveva mostrato
      simili orientamenti) non mette al riparo da
      simili pirandelliane vicende gli altri abitanti
      della penisola con il vizio della manifestazione
      del proprio
      pensiero. </i


      Quindi questo vuol dire che le Cassazione non fa
      sentenze vincolanti, come si vuol far credere?No, le sentenze della Corte di Cassazione non sono vincolanti, nel sistema giuridico italiano. Diciamo che hanno molto peso come precedente. È capitato molte volte che una diversa sezione della Corte di cassazione dopo pochi anni, talvolta mesi, prendesse una decisione opposta. La giurisprudenza non è una scienza esatta.Le rare volte che la Cassazione emette sentenze a sezioni unite, lì sì, si ha un punto fermo per la corretta interpretazione di una norma.
      Quindi l'uso ingiustificato dei filtri per
      oscurare siti web al di fuori della
      pedoXXXXXgrafia e del gioco d'azzardo che non
      paga il pizzo alle AAMS, sono da considerare
      ILLEGALI
      ?Non sono sicuro di aver capito la domanda. Comunque i motivi per cui la magistratura può ordinare il sequestro (ma per il web esiste solo il blocco DNS) di un sito o di un weblog sono diversi, non esiste solo il reato di stampa clandestina. Piccola aggiunta: se il reato di stampa clandestina fosse sottoposto alla Corte europea dei diritti dell'uomo, verrebbe immediatamente dichiarato in contrasto con l'articolo 10 della Convenzione (libertà di espressione).
      • Sgabbio scrive:
        Re: E pensare....
        - Scritto da: Penelope2

        No, le sentenze della Corte di Cassazione non
        sono vincolanti, nel sistema giuridico italiano.
        Diciamo che hanno molto peso come precedente.
        È capitato molte volte che una diversa
        sezione della Corte di cassazione dopo pochi
        anni, talvolta mesi, prendesse una decisione
        opposta. La giurisprudenza non è una scienza
        esatta.

        Le rare volte che la Cassazione emette sentenze a
        sezioni unite, lì sì, si ha un punto fermo per la
        corretta interpretazione di una norma.Il problema e più o meno quel che dici, ma sta di fatto che la Cassazione viene sovente ignorata quando fa comodo in molte circostanze...Io spero vivamente che si trovo un modo di fermare l'oscuramente facile che c'è in italia verso internet... :/

        Non sono sicuro di aver capito la domanda.
        Comunque i motivi per cui la magistratura può
        ordinare il sequestro (ma per il web esiste solo
        il blocco DNS) di un sito o di un weblog sono
        diversi, non esiste solo il reato di stampa
        clandestina. Piccola aggiunta: se il reato di
        stampa clandestina fosse sottoposto alla Corte
        europea dei diritti dell'uomo, verrebbe
        immediatamente dichiarato in contrasto con
        l'articolo 10 della Convenzione (libertà di
        espressione).Mi spiego meglio. In italia si è permesso di mettere dei filtri alla rete italiana su due determinati contenuti: Il gioco d'azzardo che non paga il monopolio di stato (quindi nonostante abbia il permesso a livello europeo per operare) e quelli pedoXXXXXgrafici.Aldilà dei parerei personali sui contenuti, non viene usato solo il blocco DNS (che si scavalca allegramente), ma per i secondi, si usa il blocco via IP.Questo filtro può causare non pochi problemi, visto che tutto quello che può passare sotto quel IP viene filtrato, magari non c'entrando un XXXXX con il contenuti censurato, se poi consideriamo che la maggioranza dei siti hostati usa risorse condivise....Il vero problema è stato quando i PM hanno iniziato ad imporre il filtro IP a qualcune sito che a loro giudizio poteva essere illegale, anche se fuori dalla giurisdizione italiana.Il Caso di Pirate Bay fu scandaloso, perchè non solo il sito era praticamente non presente fisicamente in italia, ma tra l'altro il blocco aveva pure filtrato altri servizi periferici della piattaforma, totalmente legali, come imagebay.....Alla cassazione, avevano annullato il ricorso dicendo che la censura era uguale al sequesto, nonostante non era vincolante questa sentenza, questo sistema di censura fascista, viene usata con leggerezza dai nostri PM.Basti pensare al macello fatto per Monclar....Ah....dimenticavo, tra l'altro il filtro IP imposto dai PM è pure viscido, non appare nessuno avviso, ma viene mascerato il tutto come se il sito fosse in down....
        • Penelope2 scrive:
          Re: E pensare....


          Diciamo che hanno molto peso come precedente.

          È capitato molte volte che una diversa

          sezione della Corte di cassazione dopo pochi

          anni, talvolta mesi, prendesse una decisione

          opposta. La giurisprudenza non è una scienza

          esatta.



          Le rare volte che la Cassazione emette sentenze
          a

          sezioni unite, lì sì, si ha un punto fermo per
          la

          corretta interpretazione di una norma.

          Il problema e più o meno quel che dici, ma sta di
          fatto che la Cassazione viene sovente ignorata
          quando fa comodo in molte
          circostanze...Viene ignorata perché è possibile ignorarla, come detto. Nessuna legge obbliga i giudici di merito a conformarsi alle sentenze della Suprema Corte, anche se di fatto lo fanno spesso, perché è una guida per stabilire dove finisce il lecito e dove comincia l'illecito.Tieni anche presente che ogni proXXXXX è un caso a sé: procedimenti che superficialmente appaiono identici ad altri, sono, ad esaminarli bene, diversi nella sostanza, oppure nelle dinamiche. In quel caso una determinata sentenza pronunciata dalla Cassazione non è applicabile. Non c'entra nulla.
          Mi spiego meglio. In italia si è permesso di
          mettere dei filtri alla rete italiana su due
          determinati contenuti: Il gioco d'azzardo che non
          paga il monopolio di stato (quindi nonostante
          abbia il permesso a livello europeo per operare)
          e quelli
          pedoXXXXXgrafici.Questi sono due casi. Ma non sono gli unici. Esiste, come già accennato, il reato di stampa clandestina, di cui ha fatto le spese Ruta (ma ora è stato assolto). E il reato di diffamazione:http://punto-informatico.it/3445394/PI/News/vajontinfo-chiuso-diffamazione.aspxE per contenuti che inneggiano al fascismo o al nazismo (anche se qui le notizie non sono certe):http://andreacarancini.blogspot.com/2009/04/sequestro-del-sito-thule-toscana.htmlE altri casi che non sto a elencare. Come nel caso di Ruta, sono tutti provvedimenti che si possono impugnare, se si ritiene che la legge sia stata applicata in maniera errata, e si può sperare pure in una vittoria.
          Aldilà dei parerei personali sui contenuti, non
          viene usato solo il blocco DNS (che si scavalca
          allegramente), ma per i secondi, si usa il blocco
          via
          IP.
          Questo filtro può causare non pochi problemi,
          visto che tutto quello che può passare sotto quel
          IP viene filtrato, magari non c'entrando un XXXXX
          con il contenuti censurato, se poi consideriamo
          che la maggioranza dei siti hostati usa risorse
          condivise....Un sequestro preventivo fa <B
          sempre </B
          danni collaterali, anche se sul web talvolta si arriva a conseguenze assurde e non previste. Sequestrando un PC portatile per eseguire indagini e accertamenti sui file contenuti, impedisco al possessore di accedere a una serie di dati e informazioni memorizzati lì, e solo lì. Anche avendo un secondo o un terzo computer a disposizione, alcune cose non sono più recuperabili, fino al dissequestro. La Giustizia è spesso cieca di fronte alle esigenze di un cittadino.
          Ah....dimenticavo, tra l'altro il filtro IP
          imposto dai PM è pure viscido, non appare nessuno
          avviso, ma viene mascerato il tutto come se il
          sito fosse in
          down....Be', sta all'intestatario del dominio fare tutte le procedure per dissequestrarlo!Con il recente sequestro di Megaupload, le cose non sono andate diversamente: i primi giorni, a quanto ricordo, il sito semplicemente non rispondeva. L'avviso dell'FBI è comparso qualche giorno dopo.
          • Sgabbio scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: Penelope2

            Viene ignorata perché è possibile ignorarla, come
            detto. Nessuna legge obbliga i giudici di merito
            a conformarsi alle sentenze della Suprema Corte,
            anche se di fatto lo fanno spesso, perché è una
            guida per stabilire dove finisce il lecito e dove
            comincia
            l'illecito.

            Tieni anche presente che ogni proXXXXX è un caso
            a sé: procedimenti che superficialmente appaiono
            identici ad altri, sono, ad esaminarli bene,
            diversi nella sostanza, oppure nelle dinamiche.
            In quel caso una determinata sentenza pronunciata
            dalla Cassazione non è applicabile. Non c'entra
            nulla.Ma, non direi che sia sempre cosi, però è anche vero che se ne sbattono ambiamente la ciolla della cassazione quando vogliono.Argh..mi spezzetti...

            Questi sono due casi. Ma non sono gli unici.
            Esiste, come già accennato, il reato di stampa
            clandestina, di cui ha fatto le spese Ruta (ma
            ora è stato assolto). E il reato di
            diffamazione:

            http://punto-informatico.it/3445394/PI/News/vajont

            E per contenuti che inneggiano al fascismo o al
            nazismo (anche se qui le notizie non sono
            certe):

            http://andreacarancini.blogspot.com/2009/04/seques

            E altri casi che non sto a elencare. Come nel
            caso di Ruta, sono tutti provvedimenti che si
            possono impugnare, se si ritiene che la legge sia
            stata applicata in maniera errata, e si può
            sperare pure in una
            vittoria.Hmmm stai un filino divagando, io dicevo in sostanza che si oscurano determinate tipologia di siti web, anche se non esiste una legge in merito.

            Un sequestro preventivo fa <B
            sempre
            </B
            danni collaterali, anche se sul web
            talvolta si arriva a conseguenze assurde e non
            previste. Sequestrando un PC portatile per
            eseguire indagini e accertamenti sui file
            contenuti, impedisco al possessore di accedere a
            una serie di dati e informazioni memorizzati lì,
            e solo lì. Anche avendo un secondo o un terzo
            computer a disposizione, alcune cose non sono più
            recuperabili, fino al dissequestro.

            La Giustizia è spesso cieca di fronte alle
            esigenze di un
            cittadino.C'è un problema però, qui si fa della censura vera e propria, non si sequestra un bel nulla, quando si parla si siti che vivono all'estero, al di fuori dall'italia al 100%

            Be', sta all'intestatario del dominio fare tutte
            le procedure per
            dissequestrarlo!Scusa se ti spezzo, ma ti dico che per thepiratebay l'hanno fatto, ma poi e uscità quella oscenità della cassazione.
            Con il recente sequestro di Megaupload, le cose
            non sono andate diversamente: i primi giorni, a
            quanto ricordo, il sito semplicemente non
            rispondeva. L'avviso dell'FBI è comparso qualche
            giorno
            dopo.Ma li hanno fisicamente estirpato megaupload (tralasciando che erano poi fuori dalla loro giurisdizione ma è un'altra storia), ma poi il sistema giudiziario usa, non è cosi peracottaro come quello italiano.Sono passati 2 anni dall'oscuramento verso l'italia di thepiratebay è non c'è ancora uno straccio d'avviso.
          • Penelope2 scrive:
            Re: E pensare....

            Ma, non direi che sia sempre cosi, però è anche
            vero che se ne sbattono ambiamente la ciolla
            della cassazione quando
            vogliono.Non è sempre così, e ogni generalizzazione è inopportuna. Detto questo, le sentenze di condanna vanno lette in originale, per farsi un'idea. Inventarsi sentenze mai scritte, per insultare la Corte che le ha emesse, è il modo migliore per passare da folletti o da esagitati che cercano solo la rissa.
            Hmmm stai un filino divagando, io dicevo in
            sostanza che si oscurano determinate tipologia di
            siti web, anche se non esiste una legge in
            merito.No, le leggi ci sono eccome.Se tu non le conosci, e se hai un tuo weblog e non le rispetti, il problema è tuo.
            C'è un problema però, qui si fa della censura
            vera e propria, non si sequestra un bel nulla,
            quando si parla si siti che vivono all'estero, al
            di fuori dall'italia al
            100%Chiamala censura, se la cosa ti fa star meglio. Non cambia nulla. Ti sto solo dicendo che quando c'è notizia di violazione di alcune leggi, il giudice su richiesta ha il potere di applicare il blocco preventivo ai siti. La legge è sbagliata? In molti casi sì. Ma non aiuta prendersela con i giudici ogni volta che accade. Si peggiorano solo le cose.
            Scusa se ti spezzo, ma ti dico che per
            thepiratebay l'hanno fatto, ma poi e uscità
            quella oscenità della
            cassazione.Forse ti deluderà sapere che il sito thepiratebay è bloccato in mezzo mondo, non solo in Italia. Ecco un elenco:http://en.wikipedia.org/wiki/The_Pirate_Bay#BlockingTutti i giudici che ne hanno chiesto il blocco sono egualmente cattivi? Sarà. Ma ogni tanto è il caso di vivere coi piedi per terra.
          • Sgabbio scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: Penelope2

            Non è sempre così, e ogni generalizzazione è
            inopportuna. Detto questo, le sentenze di
            condanna vanno lette in originale, per farsi
            un'idea. Inventarsi sentenze mai scritte, per
            insultare la Corte che le ha emesse, è il modo
            migliore per passare da folletti o da esagitati
            che cercano solo la
            rissa.Chi avrei insultato chi ?

            No, le leggi ci sono eccome.
            Se tu non le conosci, e se hai un tuo weblog e
            non le rispetti, il problema è tuo.C'è una legge che dice che è permesso filtrare il web (filtrare, non rimuorere fisicamente) qualsiasi cosa che è illegale senza un proXXXXX o ricorso ?A me non risulta. Non c'è una legge italiana ad esempio che imponga i filtri via IP per siti come thepiratebay.

            Chiamala censura, se la cosa ti fa star meglio.
            Non cambia nulla. Ti sto solo dicendo che quando
            c'è notizia di violazione di alcune leggi, il
            giudice su richiesta ha il potere di applicare il
            blocco preventivo ai siti. La legge è sbagliata?
            In molti casi sì. Ma non aiuta prendersela con i
            giudici ogni volta che accade. Si peggiorano solo
            le cose.Non mi chiamo berlusconi.Inibire l'acXXXXX ad un sito estero in italia si chiama CENSURA non sequesto, non mettono i sigili fisicamente (cioè rimuovere dal web) un sito che sta all'estero e non ha nessuno che lo gestisca in italia.
            Forse ti deluderà sapere che il sito thepiratebay
            è bloccato in mezzo mondo, non solo in Italia.
            Ecco un
            elenco:

            http://en.wikipedia.org/wiki/The_Pirate_Bay#Blocki

            Tutti i giudici che ne hanno chiesto il blocco
            sono egualmente cattivi? Sarà. Ma ogni tanto è il
            caso di vivere coi piedi per
            terra.Ohhh GRAZIE CAPITAN OVVIO! Non sapevo che thepiratebay è bloccato in altri paesi del mondo su pressioni dei detentori dei diritti, ora che l'hai detto tu lo so già:/Guarda che le notizie le leggo da mo eh ?Ma poi il tuo che razza di discorso è ? Solo perchè in altri paesi impongono filtri draconiani, allora in italia è meno grave e non si può parlare di censura spacciata per "sequestro" ?LOL
          • brain scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: Sgabbio
            Guarda che le notizie le leggo da mo eh ?Non basta leggere, si devono capire :D
          • Sgabbio scrive:
            Re: E pensare....
            - Scritto da: brain
            - Scritto da: Sgabbio


            Guarda che le notizie le leggo da mo eh ?
            Non basta leggere, si devono capire :DSpiritosone :D
          • Penelope2 scrive:
            Re: E pensare....

            Chi avrei insultato chi ?In questa notizia, nessuno. Ma la frase "se ne sbattono ambiamente la ciolla della cassazione quando vogliono" non era esattamente espressa in linguaggio diplomatico.
            C'è una legge che dice che è permesso filtrare il
            web (filtrare, non rimuorere fisicamente)
            qualsiasi cosa che è illegale senza un proXXXXX o
            ricorso
            ?Ma chi ti ha raccontato questa sciocchezza? Il ricorso è <B
            sempre </B
            ammesso, ci mancherebbe. Fino alla Cassazione. Sono tutti provvedimenti cautelari, esattamente come il sequestro di un quotidiano o di una radio che abbiano compiuto gravi reati, e per il quale il giudice ritiene, in attesa di proXXXXX, di stoppare immediatamente la circolazione/diffusione.certo, se un sito estero ignora di essere bloccato in Italia non farà mai ricorso. Il globale funziona così. |:
            A me non risulta. Non c'è una legge italiana ad
            esempio che imponga i filtri via IP per siti come
            thepiratebay.Io non so in che mondo vivi. Innanzitutto non si capisce perché se i giudici hanno il potere di sequestrare un giornale, una radio, una tv, persino una villa appartenente a un sospetto mafioso, non possano sequestrare (che equivale a <B
            bloccare </B
            ) un weblog o un sito web. Ovviamente la legge c'è: si tratta dell'art. 321 del codice di procedura penale, denominato "Oggetto del sequestro preventivo".http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quarto/titolo-ii/capo-ii/art321.html
            Inibire l'acXXXXX ad un sito estero in italia si
            chiama CENSURA non sequesto, non mettono i sigili
            fisicamente (cioè rimuovere dal web) un sito che
            sta all'estero e non ha nessuno che lo gestisca
            in
            italia.Non capisco cosa vuoi dire con questa considerazione, verissima. Quando un giudice dispone il sequestro di un immobile (fabbrica, discoteca...) fa apporre i sigilli fisici all'ingresso. Essendo il web impalpabile, immateriale, anche i sigilli sono puramente cibernetici. Alla legge importa che l'oggetto sequestrato sia inaccessibile al pubblico in Italia; il come è poco rilevante.
            Ohhh GRAZIE CAPITAN OVVIO! Non sapevo che
            thepiratebay è bloccato in altri paesi del mondo
            su pressioni dei detentori dei diritti, ora che
            l'hai detto tu lo so
            già:/Non farei tanto lo spiritoso, viste le enormi lacune che hai su ciò che succede nel mondo d'oggi, dentro internet e fuori, eccezion fatta per i siti che usi tu. Devo ricordarti la figuraccia che hai fatto sulla notizia del sequestro di una radio locale, che risale a poco più di una settimana fa?
  • bubba scrive:
    i disclaimer inutili
    mi ricorda quello che impazza da anni nelle mail "aziendali" ,del tipo :"Si precisa che le informazioni di questa email sono riservate ad uso esclusivo del destinatario. In caso di ricevimento del presente documento da parte di soggetto diverso dal destinatario indicato, questi, in ogni caso, è diffidato dal leggerlo, a farne uso a qualsiasi titolo ed è gentilmente pregato di contattarci telefonicamente quanto prima nonchè distruggere la copia erroneamente ricevuta. La comunicazione, la diffusione o la riproduzione in qualsiasi modo eseguite del messaggio, sono vietate."uno spreco di byte assolutamente demenziale.... e il bello e' che viene pure vagamente consigliato dal http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522 [ i messaggi di posta elettronica contengano un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l'eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell'organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale. ]
    • iome scrive:
      Re: i disclaimer inutili
      - Scritto da: bubba
      mi ricorda quello che impazza da anni nelle mail
      "aziendali" ,del tipo
      :

      "Si precisa che le informazioni di questa email
      sono riservate ad uso esclusivo del destinatario.
      In caso di ricevimento del presente documento da
      parte di soggetto diverso dal destinatario
      indicato, questi, in ogni caso, è diffidato dal
      leggerlo, a farne uso a qualsiasi titolo ed è
      gentilmente pregato di contattarci
      telefonicamente quanto prima nonchè distruggere
      la copia erroneamente ricevuta. La comunicazione,
      la diffusione o la riproduzione in qualsiasi modo
      eseguite del messaggio, sono
      vietate."

      uno spreco di byte assolutamente demenziale.... e
      il bello e' che viene pure vagamente consigliato
      dal
      http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=13prima ti diffidano e poi gentilmente ti pregano, e poi devo pure teefonare a mio carico, si come no. e mi diffidano dal leggerlo, ma lo dicono in fondo, non all'inizio del testo, dei veri geni. e visto che la diffusione del testo e' vietata in qualsiai modo, telefonare pr dirgli chi l'ho ricevuta e' una forma di diffusione.quel testo e' stupido ed illogico da molti punti di vista.
  • bubba scrive:
    se si pensa che...
    se si pensa che Giulietti, Vincenzo Vita e Chiti sono(erano) forse tra i "migliori" nel PD in questa materia, si capisce quanto siamo messi male...Giulietti e Chiti imho non erano in malafede, come certi soggetti del PDconlaElle, ma hanno fatto su un pasticcio, corroborato da Masi -commissario straordinario SIAE- e chissa quali altre sirene... PER POI DIMENTICARSENE (cioe si parlava di un doumento integrativo/attuativo per spiegare esattamente l'ambito di applicazione) che non mi risulta sia mai stato fatto... e tra l'altro avevano pure idee diverse su come andasse applicato/interpretato...
  • Tiziano Sorsoli scrive:
    legge n.62/2001
    questo disclaimer l'ho inserito anch'io nel footer della mia homepage ma con una aggiunta personale: http://sorsoli.it/CordialitàTiziano
  • Yogurt scrive:
    Re: hdfjgvdfgvb
    - Scritto da: panda rossa
    Basta!
    Non se ne puo' piu' di questo spammer!15.787 messaggi e chiama gli altri spammer (rotfl)
    • Sgabbio scrive:
      Re: hdfjgvdfgvb
      - Scritto da: Yogurt
      - Scritto da: panda rossa

      Basta!

      Non se ne puo' piu' di questo spammer!

      15.787 messaggi e chiama gli altri spammer (rotfl)Vogliamo fare una inutile polemica?
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