Auto che si sorvegliano da sole

E cruscotti che cercano un numero o un indirizzo sulle pagine gialle. Questo e altro ancora nelle auto di oggi e di domani. Grazie a nomi noti e meno noti
E cruscotti che cercano un numero o un indirizzo sulle pagine gialle. Questo e altro ancora nelle auto di oggi e di domani. Grazie a nomi noti e meno noti

Scoprire che ti hanno rubato l’auto non appena succede. Non male come prospettiva: ormai l’auto è andata, ma quanto meno si può avviare subito denuncia e ricerche del veicolo. E poi, magari, la polizia circonda l’isolato e ferma il ladro , come in un film! Si può fare o, per meglio dire, si potrà forse fare se l’invenzione del professor Sencun Zhu della Penn State University finirà per davvero nei paraurti e nelle centraline delle auto di tutto il mondo.

Niente antifurto satellitare o chiave a codice. O meglio, quelle ci potranno sempre essere, ma non saranno collegate a questo sistema: saranno le stesse auto a tenersi d’occhio a vicenda , salutandosi reciprocamente quando arrivano nel parcheggio e scambiandosi un arrivederci quando ripartono. E se un’auto sarà maleducata, allora vorrà dire che qualcuno la sta portando via abusivamente: ogni tentativo di forzarla causerà l’improvviso mutismo del veicolo coi suoi simili, che si attiveranno per dare l’allarme e spiegare agli umani che un’auto è stata trascinata via contro la sua volontà .

Nessuna complessa rete inter-auto sarà necessaria a svolgere questo compito. Basteranno semplici trasmettitori a bassa potenza e a corto raggio da infilare nei posti più impensabili, che comunicheranno con gli altri veicoli compresi nel raggio di una decina di metri. Bassa potenza significa anche bassi consumi, quindi con piccole batterie si potrà andare avanti per anni: magari, suggerisce Zhu, ci potrebbe essere un sensore master che venga alimentato direttamente dall’auto, e tanti piccoli sensori slave a pile nascosti ovunque.

Non che questa possa diventare la soluzione definitiva per tutti gli usi: lasciare la macchina in un luogo di passaggio, magari con un antifurto meccanico in bella vista, un bell’antifurto immobilizer e magari pure in un parcheggio custodito e sorvegliato sono senz’altro deterrenti maggiori per un ladro. Tanto più che, ricordano i giornalisti d’oltreoceano, non sono necessariamente le auto più costose quelle più rubate , mentre vanno per la maggiore le utilitarie più diffuse, soprattutto in prospettiva smontaggio e rivendita dei pezzi.

A questo punto, ci si potrebbe pure prefiggere lo scopo di puntare ad una luxury car , magari full optional , per scoraggiare i ladri, in una sorta di psicologia inversa del taccheggio. E l’ ultimo ritrovato in fatto di comfort su quattro ruote è il motore di ricerca integrato nell’autoradio integrata nell’automobile. Ci ha pensato Microsoft , che da tempo sviluppa soluzioni embedded per le vetture prodotte da Ford negli USA e da Fiat in Italia (quest’ultima adotta il marchio Blu&Me per contrassegnare i modelli Redmond Inside) e non solo.

Nelle più recenti release del pacchetto di sviluppo è contenuto infatti un modulo denominato LS4D ( Live Search for Devices ), che permette al guidatore di interrogare il motore di ricerca di BigM per individuare il numero di telefono di privati e aziende direttamente su Internet. Oltre al numero, volendo il guidatore può anche ottenere un indirizzo da dare in pasto al navigatore, così da dirigersi immantinente verso casa di un amico o l’ufficio di un partner d’affari, e la richiesta può essere inoltrata sia digitando sullo schermo integrato nella plancia che attraverso più sicuri (ai fini della concentrazione sulla guida) comandi vocali .

Microsoft ha così iniziato ad allargare oltre il confine di musica, navigazione GPS e computer di bordo, le attività che si possono svolgere mentre si è in viaggio in macchina. Il tutto, però, non prescinde dalla disponibilità di connessione ad Internet in auto: un capitolo, questo, che come è noto pone non pochi problemi di costi e tariffe per chi naviga in mobilità .

Luca Annunziata

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30 07 2008
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