Ballmer: sì al Linux virtualizzato

Microsoft intende migliorare l'interoperabilità della propria piattaforma di virtualizzazione con Linux e Solaris, che Virtual Server supporterà ufficialmente
Microsoft intende migliorare l'interoperabilità della propria piattaforma di virtualizzazione con Linux e Solaris, che Virtual Server supporterà ufficialmente


Las Vegas (USA) – Entro la fine dell’anno Microsoft ha intenzione di introdurre nel proprio software di virtualizzazione di classe enterprise, Virtual Server, il supporto ufficiale ai sistemi operativi Linux e Solaris x86.

Il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, sostiene che questa mossa è stata dettata dal crescente numero di clienti che chiedono di poter far girare su Windows altri sistemi operativi, e in particolare Linux. Il big di Redmond intende soddisfare queste richieste, o almeno una parte di esse, con il rilascio verso fine anno del primo service pack per VS 2005.

Va detto che con le attuali versione di VS è già possibile, almeno in linea teorica, far girare come “guest” sistemi operativi differenti da Windows: non bisogna infatti dimenticare che la versione originaria del software, sviluppata da Connectix, supportava ufficialmente BSD Unix, Linux, NetWare e Solaris x86. Dopo l’acquisizione della famiglia di prodotti Virtual nel 2003, Microsoft ha focalizzato la propria attenzione unicamente sulla compatibilità con Windows, cessando ogni forma di supporto agli altri sistemi operativi.

Il big di Redmond, ora deciso a cambiare le proprie strategie, ha mostrato al “Management Summit” di Las Vegas come un’istanza di Red Hat Enterprise Linux possa girare all’interno di una macchina virtuale di VS 2005. Per il momento, tuttavia, Microsoft non ha alcun piano circa il porting del proprio software di virtualizzazione verso piattaforme di terze parti.

Ballmer ha lasciato intendere che la prossima major release di VS potrebbe arrivare solo fra alcuni anni: l’imminente service pack avrà infatti il compito di introdurre il supporto alle più recenti tecnologie hardware, tra cui le estensioni x86 a 64 bit, i motori di virtualizzazione su chip di Intel e AMD ( Virtualization Technology e Pacifica ), i processori x86 dual-core e il clustering iSCSI.

Microsoft conta di utilizzare la tecnologia acquisita da Connectix per integrare nella prossima major release di Windows, Longhorn, alcune funzionalità di virtualizzazione dedicate agli utenti desktop. Per l’occasione il colosso prevede anche di “aprire” il proprio formato d’immagine VHD (Virtual Hard-Disk) e concederne l’implementazione, dietro licenza, anche ad altri produttori: ciò potrebbe consentire, ad esempio, di utilizzare l’immagine di una macchina virtuale salvata con VS 2005 o Longhorn anche su Linux ed altri eventuali sistemi operativi.

Microsoft ha anche mostrato in funzione la piattaforma Microsoft Operations Manager (MOM) 2005, capace di gestire macchine virtuali e reali e, grazie al supporto dello standard WS-Management , anche server basati su Solaris.

Sia VS 2005 che MOM fanno parte della Dynamic Systems Initiative , una strategia con cui il big di Redmond promette di tagliare i costi di gestione e amministrazione dei sistemi aziendali.

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21 04 2005
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