Sembra essere in arrivo un ennesimo giro di vite per il porno online nel Regno Unito. Una nuova proposta approvata per un paio di voti dalla Camera dei lord (142 contro 140) ha dato il primo via libera al ban per i contenuti XXX in cui sono raffigurate scene di sesso tra parenti acquisiti. Anche se si tratta di attori, ma forse dovrebbe essere superfluo specificarlo. Per dirla in altro modo, tutti i video nei quali sono rappresentati rapporti con matrigne, patrigni, sorellastre, fratellastri, suocere e così via.
No porno con parenti acquisiti o barely legal in UK
Esulta la conservatrice Gabrielle Louise Bertin, firmataria. Non mancano però dubbi sulla legittimità e soprattutto sull’applicabilità di una misura simile, promossa come azione di contrasto al fenomeno della violenza domestica. Anzitutto perché rischia di criminalizzare relazioni sessuali che nella vita reale non hanno nulla di illegale, pur essendo da qualcuno ritenute discutibili dal punto di vista etico o morale.
Vale lo stesso per il porno riconducibile alla categoria barely legal, in cui adulti si vestono (anche se di vestiti ne indossano ben pochi), si comportano e si atteggiano da giovani o giovanissimi oppure quando le scene sono ambientate in un contesto che può ricordare ad esempio le camerette dei più piccoli. Come si legge nel resoconto del Parlamento UK, spesso questi contenuti sono accompagnati da tag come little
, tiny
o age gap
.
L’ultimo intervento è invece quello sulla condivisione non consentita di materiale privato, anche tramite l’acquisizione di screenshot senza consenso. Un tema che l’Italia ha già affrontato da tempo, introducendo norme ad hoc per combattere il fenomeno del revenge porn (o pornovendetta).
È in partenza una misura difficilmente applicabile
Siamo di fronte al più emblematico caso di un fine che tenta di giustificare i mezzi. Sempre che l’obiettivo sia davvero quello lecito e sacrosanto di combattere la violenza e non di assestare un altro colpo all’industria del porno. Siamo certi che mettere al bando dei tag o delle parole chiave possa effettivamente contribuire a evitare abusi nel mondo reale? E che un eventuale ban possa davvero portare a ripulire gli archivi di Pornhub e Youporn? Ha tutta l’aria di essere l’ennesima impalpabile foglia di fico posta da una visione conservatrice su un argomento pruriginoso, a uso e consumo di una parte dell’opinione pubblica.