Banda larga, l'alleanza per la fibra

Telecom chiede collaborazione in vista di Expo 2015. Wind, Vodafone e Fastweb presentano il loro piano alternativo. Tiscali un WiFi per la PA. Agcom e Romani invitano al dialogo, Assoprovider chiede la tutela della concorrenza

Roma – È stato presentato oggi il progetto congiunto “2010 fibra ottica per l’Italia” di Vodafone, Wind e Fastweb, con il quale si prevede , per una prima fase, il cablaggio in fibra di 15 città italiane per un investimento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro . Si attende ora di vedere se Telecom Italia intenderà collaborare con le tre, nonché il quadro regolamentare che verrà stabilito dal Governo.

La prima sperimentazione è prevista nell’area di Collina Fleming a Roma, e prevede di collegare circa 7mila abitazioni entro luglio 2010. Inizialmente considerato un piano per una rete in fibra ottica alternativa a Telecom, appare ora come un progetto aperto ai capitali e all’impegno di altri operatori, compresa Telecom, cui sarebbe richiesto di mettere in comune e a disposizione la rete esistente. D’altronde, hanno affermato i tre, “il mercato italiano è in grado di ripagare una sola rete di nuova generazione e la dimensione finanziaria dell’iniziativa richiede necessariamente la concreta disponibilità ad un progetto di condivisione degli investimenti”. E come ha spiegato l’AD di Wind, Luigi Gubitosi, “la fibra ottica nel paese non è un problema di una singola azienda ma di politica economica”: motivo per il quale non avrebbe senso “questo progetto senza Telcom, come non ha senso per Telecom fare il progetto senza di noi”.

Questo è, d’altronde, l’auspicio di Agcom e del viceministro Romani, che hanno espressamente chiarito la necessità del coinvolgimento di Telecom nel progetto. “Non credo che Fastweb, Wind e Vodafone vogliano fare una rete di nuova generazione senza Telecom Italia”, ha detto Calabrò auspicandosi il dialogo. Più diretto ancora Romani che, esprimendo comunque il proprio apprezzamento per il piano, ha affermato che “è obbligatorio coinvolgere Telecom Italia”.

L’AD di Telecom Italia Franco Bernabé si è peraltro già espresso a riguardo, affermando di essere pronto a cercare soluzioni comuni sulla rete per la Banda larga, ma con regole comuni e accordo . Bernabé ha inoltre affermato che “siamo pronti a condividere possibili infrastrutture, a esaminare proposte che vadano nella direzione di una miglior efficienza del sistema, ma questo non implica che cambieremo i nostri programmi di investimento sulla rete. Metteremo la fibra dove serve in coerenza con il nostro piano che resta quel che è”.

Bernabé ha poi rilanciato: “Telecom Italia è pronta, in coordinamento con l’Authority, a studiare lo switch off della rete in rame a Milano in vista dell’Expo 2015. Anziché polemizzare su cifre e problemi teorici, cominciamo a eliminare a Milano la vecchia rete in rame sostituendola con la nuova rete in fibra”. Milano, insomma, come banco di prova della possibile collaborazione e del quadro regolamentare/manageriale in cui si inserirà lo sviluppo della fibra ottica italiana. Anche in considerazione del fatto che il progetto One Network della Lombardia esclude Milano.

Oltre a Telecom, poi, è stato il Governo ad essere chiamato in causa nel progetto, con la richiesta dei proponenti di avviare il processo di creazione della “Società per la Fibra” chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni del settore .

Proprio in questi giorni il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha dovuto ritornare sulla questione del digital divide, affermando ] che “il Piano Nazionale Banda Larga sta andando avanti, soprattutto ottimizzando le risorse a disposizione”, tanto che “grazie agli interventi fino ad oggi avviati, si prevede che entro il 2010, altri 2,6 milioni di cittadini potranno connettersi”. E che entro il 2012 tutto il territorio dovrebbe essere coperto, cancellando il digital divide.

Pur rimanendo ancora congelati gli 800 milioni promessi, ha spiegato Vito, sono stati finora stanziali un totale di 135 milioni di euro (84 milioni statali e 51 milioni regionali ed europei) più i circa 150 milioni del “Piano di sviluppo rurale regionale per la Banda larga”.

Accanto alle risorse messe a disposizione del Governo e dei piani che verranno adottati, occorre peraltro verificare le modalità con cui si metteranno in pratica e le regole che si svilupperanno. Su questo tema arriva il monito di Assoprovider, affinché la corsa alla fibra “non diventi un cappio”. La preoccupazione, così espressa , è relativa alla necessità di tutelare la concorrenza in questo nuovo settore che rischia di venire annientata dagli incumbent . “Il bisogno del nostro paese di infrastrutture a banda ultralarga – dice l’organizzazione – non può e non deve essere l’occasione per rendere il futuro della collettività condizionabile da un gruppo ristretto e chiuso di operatori difficilmente descrivibili come benefattori del nostro paese, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie”.

La creazione di un polo forte, se non accompagnata da regolamenti efficaci, rischia di ridurre l’utente a non aver scelta , lasciando il mercato ingessato: “Le unità immobiliari infatti potrebbero perdere ongi possibilità di scegliere il fornitore anche al di fuori dei tre soggetti. Per superare in modo definitivo questo pericolo la soluzione è assegnare all’unita immobiliare il pieno controllo del mezzo trasmissivo ed in particolare per garantire l’indipendenza reciproca dei servizi è altamente auspicabile che il cablaggio passivo sia di tipo FTTH”.

“Senza una regolamentazione opportuna sull’uso di cavidotti esistenti e in costruzione – nota inoltre Assoprovider – il rischio è che l’operatore saturi volontariamente le risorse disponibili per impedire l’accesso ad altri operatori o per determinare a proprio piacimento il costo del transito per qualsiasi altro soggetto”.

Alla ricerca di soluzioni e possibili vie alternative alla connessione (e al mercato connesso) anche Tiscali, che ha, per esempio, lanciato Open-Net, una soluzione di “municipal wireless” ad hoc per le pubbliche amministrazioni interessate a dotare gli spazi pubblici ed aree comuni di hot spot per consentire la connessione alla Rete in maniera semplice e gratuita. Adattabile al singolo comune: “Una volta completata la semplice procedura di identificazione e registrazione via web o sms – spiega l’operatore – gli utenti potranno navigare e telefonare via Internet gratuitamente e senza limiti di tempo da tutti i punti di accesso della rete Open Net”. In attesa che i piani di medio e lungo periodo dei grandi gruppi e del Governo vengano messi in pratica, d’altronde, il problema italiano del digital divide rimane.

Claudio Tamburrino

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  • andy61 scrive:
    qualcuno si è dimenticato ...
    che il denaro non è un concetto astratto.Il denaro rappresenta cose concrete: merci, lavoro ...È insensato pensare di poter moltiplicare il denaro senza che questo sia basato sulla moltiplicazione del valore che rappresenta.Se si continua a gonfiarne virtualmente il valore, appena qualcuno si accorge di trovarsi in mano dell'aria fritta, inizia a vendere, e parte la reazione a catena, fino a quando il denaro non torna ad avere il valore reale di ciò che rappresente.Il bilancio finale è sempre quello del valore reale.Il risultato finale tuttavia può essere quello di persone con due cosce di pollo in mano, ed altri senza pollo in assoluto.
    • Fiamel scrive:
      Re: qualcuno si è dimenticato ...
      Analisi perfetta, da incorniciare. É quello che dico anch'io.In pratica si dá l'autorizzazione a XXXXXXX il prossimo con valori non corrispondenti alla realtá. Quasi una truffa se non fosse che acquirente e venditore si trovano d'accordo sul prezzo.
  • Nome e cognome scrive:
    ma se la borsa crolla
    basta andare short e i soldi si guadagnano uguale!
  • andy61 scrive:
    uno spunto per pensare ...
    Sono un OT, ma pensate all'esempio che vado a proporvi, e provate a rispondere al quesito che poi vi pongo.Supponiamo che vi sia una persona, un professionista, che sia in grado di garantirvi l'interesse del 10% sulla somma che gli date da investire.Supponiamo anche che questa persona sia in realtà così brava da essere capace di portare a casa più del 10%, diciamo il 15%, tanto per fare un numero.Voi gli date 100 Soldi da investire, e questa persona, correttamente, ve ne restituisce 110.Ma se questa persona ha fatto ciò che sà fare, in realtà ha incassato 115 Soldi, e quindi ha potuto trattenerne 5.Che voi lo sappiate o meno, non conta: lui ha rispettato i patti; il 10% vi aveva promesso, ed il 10% vi ha fatto guadagnare.Nessuno può mettere in dubbio che il 5% in ecXXXXX sia di proprietà di questa persona.Ed ora viene il bello: ecco il quesito.E se questa persona fosse in realtà un computer?Può un computer possedere dei soldi?------------------------------------------------------Precisazioneprovo a creare un caso più definito.Scenario:- una stanza con due feritorie per inserire ed estrarre soldi.- da un lato della stanza c'è l'investitore, che inrisce i suoi soldi, ed estrae quelli guadagnati;- dall'altra parte della stanza il 'service provider': una persona che ha messo a disposizione la stanza con ciò che c'è dentro, e che riceve mensilmente del denaro per questo (un canone fisso, senza percentuali sulle transazioni - un po' come chi fornisce la corrente, la connettività ed i panini del bar); Chi investe non può sapere se nella stanza ci sia una persona o un computer.A chi fornisce il servizio non interessa cosa ci sia nella stanza, purché tutti i mesi riceva i soldi del canone.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 maggio 2010 14.27-----------------------------------------------------------
    • Wolf01 scrive:
      Re: uno spunto per pensare ...
      Vedesi 2 thread più in su, dove si parla di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex...Sinceramente i soldi dovrebbero passare in mano al proprietario del computer, ma la questione legalmente è mooooooolto fumosa, non mi pronuncio in merito.Aspetto la prossima carta dei diritti inalienabili dell'uomo e del robot.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: uno spunto per pensare ...
      io investo per terzi, anzi il mio computer investe per terzi e io guadagno dal margine... pero' io ho programmato il mio computer e guadagna sempre non ha mai fallito potrei vendere il mio software per migliaia di euro ma preferisco guadagnarne milioni e mantenere il potere nelle mie mani!
    • attonito scrive:
      Re: uno spunto per pensare ...

      Ed ora viene il bello: ecco il quesito.
      E se questa persona fosse in realtà un computer?
      Può un computer possedere dei soldi?computer = macchina, ferragliasoftware = programma scritto da un UOMO e fuzionante su un computersoft+hard sono solo componenti elettromeccaniche e' eseguono una sequenza deterministica di azioni, concettualmente lo stosso programma potrvve essere eseguito da logica cablata.il soft piu intelligente del mondo non e' piu' furbo di un topolino dei campi.Tutto quello che viene fatto dal computer potrebbe essere altresi fatto, piu' lentamente, da un essere umano, il plusvalore di 5 soldi e' pertanto proprieta' del proprietario del pc.Altrimenti, la casa costruita sarebbe proprieta' della betoniera e non del tipo che ha pagato il padrone della betoniera....
    • Eretico scrive:
      Re: uno spunto per pensare ...
      - Scritto da: andy61
      Ed ora viene il bello: ecco il quesito.
      E se questa persona fosse in realtà un computer?
      Può un computer possedere dei soldi?Un computer no. Cosa se ne farebbe ?!!Ma il proprietario del computer, o meglio, del SW che ha eseguito la transazione o del servizio, si. A meno che non si ipotizzi che i computer si autoriproducano e che abbiano acquisito una propria consapevolezza della loro esistenza pretendendo la carta dei diritti del computer come forma vivente ed autonoma.
      • Wolf01 scrive:
        Re: uno spunto per pensare ...
        Oh bhe, se un pc vuole upgradarsi l'hardware da solo avrà bisogno della paghetta, no?E per acquistarsi software via internet in modo da essere ancora più performante nei suoi calcoli avrà bisogno di pagarlo in qualche modo...
      • andy61 scrive:
        Re: uno spunto per pensare ...
        La questione non verte sul cosa possa farsene del denaro un computer.Il problema proposto è diverso: se i diversi attori che interagiscono con un computer che investe denaro non hanno titolo per 'mettere le mani' sul denaro prodotto, si può ritenere che questo sia nelle disponibilità / proprietà del computer che lo ha realizzato?In sintesi: data all'investitore la percentuale dovuta, e pagato il canone di funzionamento al provider (corrente, connettività, manutenzione, etc.), il delta di denaro rimanente di chi è?Inoltre il computer può sapere cosa farsene: se è stato programmato per fare investimenti, continuerà ad investire il denaro che 'ha in pancia', procucendo (ci si augura!) altro denaro.Nel momento in cui uno degli attori vuole il benefit del denaro in ecXXXXX, deve anche assumersi i corrispondenti rischi (e cioè il fatto che gli investimenti possano perdere denaro, invece che guadagnarlo).
  • carlo scrive:
    borse da abolire
    come da oggetto...
  • Pota scrive:
    Siamo cosi sicuro
    che l'errore sia stato al 100% casuale ? io indagherei l'operatore per vedere se ha a che fare con qualche cellula terroristica, e soprattutto verificherei con attenzione le sue 5 generazioni precedenti se hanno a che fare con l'oriente.
  • Anonimo Codardo scrive:
    Ghost in shell SAC
    C'era un puntata di Ghost in the shell SAC (raro esempio di ottimo cyberpunk trasposto in video) in cui gli algoritmi di un trader continuavano a fare soldi anche dopo che lui era morto. C`era una battuta grosso modo cosi`:"Gli uffici legali avranno di che lavorare, chissa' se un algoritmo puo' ereditare del denaro."
    • Wolf01 scrive:
      Re: Ghost in shell SAC
      Me la ricordo quella puntata, molto carina, e come tutte le altre puntate pone degli interrogativi filosofici :)
  • comune pensatore scrive:
    algoritmi ora intelliggenti
    io penso che questi algoritmi sofisticatissimi per la prima volta in modo autonomo abbiano predetto una situazione politico economica piena di incognite,i computer volevano solo adeguare in modo matematico il valore delle azioni.i computer hanno violato per la prima volta le tre leggi della robotica impartite da asimov .
    • attonito scrive:
      Re: algoritmi ora intelliggenti
      - Scritto da: comune pensatore
      io penso che questi algoritmi sofisticatissimi
      per la prima volta in modo autonomo abbiano
      predetto una situazione politico economica piena
      di incognite,i computer volevano solo adeguare in
      modo matematico il valore delle azioni.i computer
      hanno violato per la prima volta le tre leggi
      della robotica impartite da asimov
      .prima di postare.... meno vodka.
    • attonito scrive:
      Re: algoritmi ora intelliggenti
      - Scritto da: comune pensatore
      io penso che questi algoritmi sofisticatissimi
      per la prima volta in modo autonomo abbiano
      predetto una situazione politico economica piena
      di incognite,i computer volevano solo adeguare in
      modo matematico il valore delle azioni.i computer
      hanno violato per la prima volta le tre leggi
      della robotica impartite da asimov
      .avrebbero potuto violarle, (le tre leggi) se prima esse fossero state condificate in un algoritmo, ma dato che cio non e' avvenuto (se invece e' avvenuto, abbi la gentilezza di provarlo), non sono state violate.Prima di postare, sarebbe meglio analizzare logicamente quello che si vuole scrivere.
      • anonimo pensatore scrive:
        Re: algoritmi ora intelliggenti
        e proprio questo il punto , qualcuno dovrebbe inserire nei computer il file con le tre leggi di asimov per impedire in futuro che loro violino tali leggi.in mancanza di ciò essi continueranno sempre di più a prendere decisioni autonome, perche ormai la mole di dati memorizzati in rete crea scenari probabilistici molto vicini alla realtà.pensiamo alla meteorologia l'incrocio di dati analizza le condizioni del tempo anche di una settimana con molta correttezza. esempio algoritmo se=(borsa
        5%" fermati") eccobasta un piccolo codice per fermare gli scambi , e lasciare decidere agli umani se si deve continuare.
  • Africano scrive:
    Scommesse attorcigliate
    Alla borsa si scommette sulle scommesse, vale il guadagno momento per momento, il valore è solo il denaro e cliclicamente presenta i suoi conti.Per ora sono all'uso di algoritmi che ne contrastano altri, e la velocità negli scambi li attrae in ogni perversione di tale insensata agenzia scommesse.Le macchine rivolveranno tutto, certamente, svilupperanno algoritmi per fare scommesse quando s'incarta qualche altra.
  • Momento di inerzia scrive:
    Errare è umano...
    ...ma perseverare è diabolico.In qualunque corso di gestione dei fattori umani insegnano che gli umani sbagliano.L'errore umano esiste ed è inevitabile.Un sistema ben congegnato non impedisce l'errore umano (sarebbe impossibile), ma semplicemente impedisce che un errore umano si propaghi in modo incontrollato (ovvero si perseveri diabolicamente).A Wall Street non li hanno mai frequentati quei corsi?
    • angros scrive:
      Re: Errare è umano...
      Errare è umano.... ma per incasinare veramente le cose ci vuole un computer
    • Africano scrive:
      Re: Errare è umano...
      - Scritto da: Momento di inerzia
      A Wall Street non li hanno mai frequentati quei
      corsi?Come? Hanno il muro!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 maggio 2010 17.06-----------------------------------------------------------
    • Fiamel scrive:
      Re: Errare è umano...

      A Wall Street non li hanno mai frequentati quei
      corsi?No, evidentemente. Questo é un altro errore umano!
  • Vindicator scrive:
    La solita visione distorta
    La solita visione distorta dell'informatica.Tanto per cominciare l'errore è stato umano, in particolare di uno con probabilmente un dito troppo grasso a causa dell'alimentazione. Questo umano invece di digitare 16Millions di vendita per P&G ha digitato 16Billions.Da qui è partito tutto un meccanismo, programmato da umani, di sistemi automatizzati che hanno iniziato a vendere pesantemente, tra l'altro sono tutti meccanismi in competizione tra di loro quindi la corsa al ribasso è stata fulminea, aggiungo io, anche silenziosa, non sono le scene da "Una poltrona per due".Cosa impariamo da tutto ciò?Che il problema è ovviamente umano, la catena di errori è tutta generata da umani ma il bug più grave, quello che ha causato tutto è solo ed esclusivamente umano, si chiama avidità.Tutto all'insegna del guadagno più veloce e più alto generato da persone che non producono nulla ma semplicemente, possiedono e si scambiano i foglietti di ciò che possiedono.It's all about bucks kid, the rest is conversation (cit.)
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: La solita visione distorta
      - Scritto da: Vindicator
      La solita visione distorta dell'informatica.

      Tanto per cominciare l'errore è stato umano, in
      particolare di uno con probabilmente un dito
      troppo grasso a causa dell'alimentazione. Questo
      umano invece di digitare 16Millions di vendita
      per P&G ha digitato
      16Billions.
      Da qui è partito tutto un meccanismo, programmato
      da umani, di sistemi automatizzati che hanno
      iniziato a vendere pesantemente, tra l'altro sono
      tutti meccanismi in competizione tra di loro
      quindi la corsa al ribasso è stata fulminea,
      aggiungo io, anche silenziosa, non sono le scene
      da "Una poltrona per
      due".

      Cosa impariamo da tutto ciò?
      Che il problema è ovviamente umano, la catena di
      errori è tutta generata da umani ma il bug più
      grave, quello che ha causato tutto è solo ed
      esclusivamente umano, si chiama
      avidità.
      Tutto all'insegna del guadagno più veloce e più
      alto generato da persone che non producono nulla
      ma semplicemente, possiedono e si scambiano i
      foglietti di ciò che
      possiedono.

      It's all about bucks kid, the rest is
      conversation
      (cit.)I conti non tornano:1. come fa un singolo ordine di vendita su una singola società a far perdere il 9% alla borsa più capitalizzata del mondo2. Il software quando si vende allo scoperto non controlla che si ecceda il numero di azioni disponibili in borsa per quella particolare società? Cos'è consente di vendere una quantità di azioni superiori a quelle disponibili?Non mi sembra tanto difficile per la SEC o la Consob o qualsiasi altra autorità di controllo impedire che si vendano allo scoperto una quantità di azioni superiori al flottante disponibile in borsa per quella società... parlano tanto di controlli e di regole, ma se neanche si aprte dalle cose più ovvie...Un ultimo appunto, in situazioni di stress del mercato, come quelle che si verificano appunto in questi giorni, non si potrebbero proprio sospendere le operazioni di vendita allo scoperto? Sarò ingenuo, ma penso che basterebbe applicare un bell'algoritmo che intervenga e blocchi le vendite allo scoperto ad esempio in caso di cali superiori al 1/2 punto percentuale dell'indice di un particolare titolo in un'orizzonte temporale inferiore ai 60 minuti...
      • DR.House scrive:
        Re: La solita visione distorta
        - Scritto da: Enjoy with Us
        - Scritto da: Vindicator

        La solita visione distorta dell'informatica.



        Tanto per cominciare l'errore è stato umano, in

        particolare di uno con probabilmente un dito

        troppo grasso a causa dell'alimentazione. Questo

        umano invece di digitare 16Millions di vendita

        per P&G ha digitato

        16Billions.

        Da qui è partito tutto un meccanismo,
        programmato

        da umani, di sistemi automatizzati che hanno

        iniziato a vendere pesantemente, tra l'altro
        sono

        tutti meccanismi in competizione tra di loro

        quindi la corsa al ribasso è stata fulminea,

        aggiungo io, anche silenziosa, non sono le scene

        da "Una poltrona per

        due".



        Cosa impariamo da tutto ciò?

        Che il problema è ovviamente umano, la catena di

        errori è tutta generata da umani ma il bug più

        grave, quello che ha causato tutto è solo ed

        esclusivamente umano, si chiama

        avidità.

        Tutto all'insegna del guadagno più veloce e più

        alto generato da persone che non producono nulla

        ma semplicemente, possiedono e si scambiano i

        foglietti di ciò che

        possiedono.



        It's all about bucks kid, the rest is

        conversation

        (cit.)


        I conti non tornano:
        1. come fa un singolo ordine di vendita su una
        singola società a far perdere il 9% alla borsa
        più capitalizzata del
        mondo
        2. Il software quando si vende allo scoperto non
        controlla che si ecceda il numero di azioni
        disponibili in borsa per quella particolare
        società? Cos'è consente di vendere una quantità
        di azioni superiori a quelle
        disponibili?
        Non mi sembra tanto difficile per la SEC o la
        Consob o qualsiasi altra autorità di controllo
        impedire che si vendano allo scoperto una
        quantità di azioni superiori al flottante
        disponibile in borsa per quella società...
        parlano tanto di controlli e di regole, ma se
        neanche si aprte dalle cose più
        ovvie...
        Un ultimo appunto, in situazioni di stress del
        mercato, come quelle che si verificano appunto in
        questi giorni, non si potrebbero proprio
        sospendere le operazioni di vendita allo
        scoperto? Sarò ingenuo, ma penso che basterebbe
        applicare un bell'algoritmo che intervenga e
        blocchi le vendite allo scoperto ad esempio in
        caso di cali superiori al 1/2 punto percentuale
        dell'indice di un particolare titolo in
        un'orizzonte temporale inferiore ai 60
        minuti...Sul punto 2 niente da dire, la penso come te. Sul punto 1, beh stai parlando di P&G e di un billion invece di million, su azioni P&G il colpo è notevole, non mi stupisce quel 9%
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: La solita visione distorta
          - Scritto da: DR.House
          - Scritto da: Enjoy with Us

          - Scritto da: Vindicator


          La solita visione distorta dell'informatica.





          Tanto per cominciare l'errore è stato umano,
          in


          particolare di uno con probabilmente un dito


          troppo grasso a causa dell'alimentazione.
          Questo


          umano invece di digitare 16Millions di vendita


          per P&G ha digitato


          16Billions.


          Da qui è partito tutto un meccanismo,

          programmato


          da umani, di sistemi automatizzati che hanno


          iniziato a vendere pesantemente, tra l'altro

          sono


          tutti meccanismi in competizione tra di loro


          quindi la corsa al ribasso è stata fulminea,


          aggiungo io, anche silenziosa, non sono le
          scene


          da "Una poltrona per


          due".





          Cosa impariamo da tutto ciò?


          Che il problema è ovviamente umano, la catena
          di


          errori è tutta generata da umani ma il bug più


          grave, quello che ha causato tutto è solo ed


          esclusivamente umano, si chiama


          avidità.


          Tutto all'insegna del guadagno più veloce e
          più


          alto generato da persone che non producono
          nulla


          ma semplicemente, possiedono e si scambiano i


          foglietti di ciò che


          possiedono.





          It's all about bucks kid, the rest is


          conversation


          (cit.)





          I conti non tornano:

          1. come fa un singolo ordine di vendita su una

          singola società a far perdere il 9% alla borsa

          più capitalizzata del

          mondo

          2. Il software quando si vende allo scoperto non

          controlla che si ecceda il numero di azioni

          disponibili in borsa per quella particolare

          società? Cos'è consente di vendere una quantità

          di azioni superiori a quelle

          disponibili?

          Non mi sembra tanto difficile per la SEC o la

          Consob o qualsiasi altra autorità di controllo

          impedire che si vendano allo scoperto una

          quantità di azioni superiori al flottante

          disponibile in borsa per quella società...

          parlano tanto di controlli e di regole, ma se

          neanche si aprte dalle cose più

          ovvie...

          Un ultimo appunto, in situazioni di stress del

          mercato, come quelle che si verificano appunto
          in

          questi giorni, non si potrebbero proprio

          sospendere le operazioni di vendita allo

          scoperto? Sarò ingenuo, ma penso che basterebbe

          applicare un bell'algoritmo che intervenga e

          blocchi le vendite allo scoperto ad esempio in

          caso di cali superiori al 1/2 punto percentuale

          dell'indice di un particolare titolo in

          un'orizzonte temporale inferiore ai 60

          minuti...

          Sul punto 2 niente da dire, la penso come te. Sul
          punto 1, beh stai parlando di P&G e di un billion
          invece di million, su azioni P&G il colpo è
          notevole, non mi stupisce quel
          9%Tutto quello che vuoi ma non mi vorrai mica dire che la P&G vale da sola il 9% di tutto il listino di wall street! Solo se il valore delle azioni andava a 0 e P&G valeva almeno il 9% del listino i conti tornerebbero, cosa che non è stata!
          • A.Baldi scrive:
            Re: La solita visione distorta
            signori, non ci siamo... credere che un tizio di WS sbagli a scrivere millions con billions è come credere che il papa sbagli a recitare il padre nostro.. l'operazione è pensata e voluta, a noi comuni mortali resta l'amarezza di non capire i perchè della finanza, ne' quante altre volte ci faranno sti scherzetti..
    • andy61 scrive:
      Re: La solita visione distorta
      bisogna fare una legge per vietare ai mediatori finanziari tastiere con i tasti troppo piccoli o in cui lettere critiche siano troppo vicine.M e B sono a distanza di un solo tasto (la N)!:-)
      • Fiamel scrive:
        Re: La solita visione distorta

        M e B sono a distanza di un solo tasto (la N)!

        :-)Passati i 30 anni ho iniziato a scambiare anche lettere piú distanti, come a ed e (e forse piú). É proprio un cortocircuito cerebrale, non fisico.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 maggio 2010 13.28-----------------------------------------------------------
  • bye scrive:
    Il controllore ... logico !
    Chi è proprietario della banca d'Italia:http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27ItaliaIl controllato che controlla il controllore!Come potranno mai andare bene le cose?
  • ephestione scrive:
    Per Alfonso, "dare il La"
    Conviene correggere la prima riga del terzo paragrafo, si dice "dare il La", oppure "la", minuscolo ma senza accento :)Nota wikipedistica (e non wikipediana ;) ) l'espressione "dare il La" deriva dall'abitudine, solitamente dei pianisti che accompagnano un "vocalist", di battere la nota "La4" per permettere a chi canta di "sintonizzarsi sulla frequenza" del pezzo da suonare, in modo che sia il brano suonato che quello cantato siano in accordo. Da cui nel parlato comune, per "dare il La" si intende "avviare il coro di voci" e quindi in senso lato una serie di cose diverse a seconda del contesto ;)
    • SpH1nX scrive:
      Re: Per Alfonso, "dare il La"
      Mi hai bruciato sul tempo! :D
      • Pino scrive:
        Re: Per Alfonso, "dare il La"
        - Scritto da: SpH1nX
        Mi hai bruciato sul tempo! :DInutile scrivere, la redazione dorme. Rimpiango i bei tempi passati, quando dopo 10 minuti dalla segnalazione gli strafalcioni venivano corretti :-(
  • lukker scrive:
    Ma và?
    Non so perchè ma i controlli a Wall-Street non funzionano mai. Prima le crisi finanziarie che hanno coinvolto mezzo pianeta (dov'erano i controllori anti-speculazione?) poi adesso questo.Si rafforza sempre di più in me l'idea che i controlli non esistano per nulla o a nessuno gliene freghi qualcosa (finchè fanno i soldi).Solo quando scoppia la crisi tutti a gridare "controlli" salvo poi smettere appena le cose vanno bene.
    • collione scrive:
      Re: Ma và?
      perchè tu ci credi davvero?in quasi un secolo di trading a wall street non era mai successa una cosa del genere e adesso, all'improvviso, nel corso di una crisi mondiale, l'utonto wallstreetiano sbaglia tasto?a me sembra più che altro una minaccia velata dei poteri forti e infatti oggi al congresso usa è sucXXXXX questo http://www.huffingtonpost.com/2010/05/06/senate-votes-for-wall-str_n_567063.htmlin parole povere le banche stanno dicendo ai governi chi è che comanda veramente
      • Gianni scrive:
        Re: Ma và?
        Ma non diciamo fesserie.L'unica arma delle banche è la corruzione; e, purtroppo per noi, funziona fin troppo bene. Se un governo fosse davvero autonomo e al servizio del Paese, non c'è Wall Street che tenga. D'altronde i sovietici qualcosa hanno insegnato al mondo. Ma basterebbe anche la CIA...
        • collione scrive:
          Re: Ma và?
          il problema è quello di riuscire a votare un governo autonomofinchè voteremo Berlusconi perchè "è pieno di femmine", la corruzione regnerà sovranadel resto la sinistra oggi chi è? il legale rappresentante del club di Londra
      • luca rivara scrive:
        Re: Ma và?
        La mia era una domanda retorica. So benissimo che i controlli non funzionano quando in gioco ci sono miliardi, e so benissimo che spesso chi controlla ha dei legami con chi è controllato.
  • freeeak scrive:
    ma si programmano da soli?
    che io sappia i pc ancora non si programmano da soli...quindi sempre errore umano è.
    • attonito scrive:
      Re: ma si programmano da soli?
      - Scritto da: freeeak
      che io sappia i pc ancora non si programmano da
      soli...quindi sempre errore umano è.si ma che articolo sciapo ne sarebbe veduto fuori?"un programmatore stupido frigge milioni per un banale errore"Molto meglio far credere che le macchine stanno per prendere il sopravvento, skynet, T-800 e tutte quelle balle li', no?
      • Africano scrive:
        Re: ma si programmano da soli?
        - Scritto da: attonito
        - Scritto da: freeeak

        che io sappia i pc ancora non si programmano da

        soli...quindi sempre errore umano è.

        si ma che articolo sciapo ne sarebbe veduto fuori?
        "un programmatore stupido frigge milioni per un
        banale
        errore"

        Molto meglio far credere che le macchine stanno
        per prendere il sopravvento, skynet, T-800 e
        tutte quelle balle li',
        no?Il sopravvento lo stanno prendendo i tecnocrati, le macchine eseguono, chi le programma non guarda ciò che servirebbe e chi le usa si fida di quei due, ognuno per il suo verso, incompleti e rischiosi.
    • Bool scrive:
      Re: ma si programmano da soli?
      Evidentemente non sapete cos'è il trading.C'è chi compra azioni per controllare una società, e chi invece le compra per venderle e ricavarne il maggior profitto possibile.Chi fa trading non pianifica la compravendita di azioni, ma reagisce rapidamente agli eventi. La rapidità nella decisione di comprare o vendere fa la differenza tra avere dieci ville al mare o finire sotto un ponte.Se c'è paura di un tracollo dell'economia e si verifica un evento tipo "vendo tutto", i trader reagiscono pensando che il crollo stia avvenendo in quel momento, per cui anche loro vendono tutto per evitare di rimanere con le azioni in mano quando varranno carta straccia.Ecco perché è avvenuto il crollo, ed ecco perché i trader continueranno a comprare e vendere azioni automaticamente con gli algoritmi che continueranno sempre a prevedere che, quando qualcuno abbandona la nave, significa che sta arrivando la tempesta.Quindi NON E' COLPA DELL'ALGORITMO. E' un errore dell'operatore che ha venduto mille volte di più quello che doveva vendere.
      • Pota scrive:
        Re: ma si programmano da soli?
        Bastava una banale MsgBox che avvertiva l'utente della transazione di valore troppo elevato...a meno che non fosse stata una stron%ata di programmazione del tipoLong lValoreVenditauInt iValoreConftontolValoreVendita = AcquisisciValoreVendita();iValoreConfronto = (int) lValoreVendita;if (iValoreConfronto
        = iValoreWarning) if (ScatenaWarningEVerifica()) EseguiTransazione();else EseguiTransazione();in queswto caso il valore INT iValoreConfronto non avrebbe mai potuto valore piu di 65534.
        • the_m scrive:
          Re: ma si programmano da soli?
          O magari bastava evitare di usare "linguaggi" che non sono linguaggi ma ... :D :D :D
        • Bool scrive:
          Re: ma si programmano da soli?
          Era una transazione da miliardi di dollari.Non è "vietata", è "grande". Chi fa transazioni online a ripetizione le msgbox le chiude istintivamente in un centesimo di secondo.
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