È scoppiata una nuova guerra in Medio Oriente e la prima conseguenza diretta che possiamo osservare da qui è l’aumento dei prezzi per benzina e diesel. Se ne sta accorgendo già oggi qualsiasi automobilista alle prese con un rifornimento e non è da escludere che la situazione possa peggiorare già dai prossimi giorni. Poiché l’informazione è potere, anche arrivare pronti al distributore può fare la differenza.
Controlla il prezzo medio di benzina e diesel
Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma esiste una sezione sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in cui ogni mattina è pubblicato il costo medio dei carburanti, indicato per regione (o provincia autonoma). Ad esempio, in questo momento in Lombardia il gasolio costa 1,728 euro e la benzina 1,666 euro in modalità self, mentre il GPL 0,670 euro e il metano 1,384 euro se serviti. Sulla rete autostradale si pagano invece 1,830 euro la benzina, 1,778 euro il diesel, 0,829 il GPL e 1,462 il metano. Tutti i dati sono disponibili anche in un file PDF aggiornato ogni mattina.
Saperlo può tornare utile per evitare i rincari della pompa sotto casa, essendo consapevoli che altrove il pieno potrebbe costare meno. È quanto previsto da un decreto del marzo 2023, lo stesso che impone (imporrebbe) alle stazioni di servizio di esporre i prezzi medi, in modo chiaro e nel nome della trasparenza.
Un altro strumento utile per monitorare l’andamento nel tempo è quello messo a disposizione dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Raggiungibile online, è una pagina con grafici dedicati alle singole tipologie di carburante. Nell’ultimo anno, benzina e diesel sono diminuiti.

La previsione per il prossimo periodo è purtroppo quella di un aumento. L’attacco all’Iran, la reazione a catena e alcune conseguenze come le limitazioni al traffico navale nello Stretto di Hormuz porteranno ad avere meno barili di petrolio in circolazione (nell’ultimo periodo c’è stato un surplus). Probabili anche rincari per luce e gas.