Big Data: le linee guida dalle autorità italiane

Al termine di un'indagine conoscitiva arrivano da AGCM, AGCOM e Garante Privacy le linee guida e le raccomandazioni per le policy sui Big Data.

Arrivano sotto forma di un documento firmato da AGCM, AGCOM e Garante Privacy le linee guida e le raccomandazioni delle autorità nostrane per quanto concerne i Big Data. È l’ultimo step di un percorso avviato ormai oltre due anni fa, a maggio 2017, con un’indagine il cui scopo è stato quello di approfondire le dinamiche alla base dei servizi che fanno leva sull’analisi di enormi quantità di dati.

Il documento è il frutto dell’indagine conoscitiva avviata congiuntamente dalle tre Autorità con l’obiettivo di comprendere le implicazioni (per la privacy, la regolazione, la tutela della concorrenza e del consumatore) dello sviluppo di un’economia digitale fondata sulla raccolta e analisi di una mole sempre più ingente di dati.

AGCM, AGCOM e Garante Privacy sui Big Data

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che di recente è tornata a pronunciarsi sul tema parlando delle sfide dell’economia digitale, ha visto al suo fianco in questo impegno l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e il Garante per la Protezione dei Dati Personali. Obiettivo comune la comprensione di ciò che questo tipo di attività implica in termini di concorrenza sul mercato e privacy dei consumatori. L’indagine si è svolta attraverso circa 40 audizioni durante le quali sono stati ascoltati alcuni dei principali protagonisti nei settori dell’economia dei dati, delle telecomunicazioni, della finanza, dell’editoria e del mondo accademico.

… lo sviluppo dell’economia data driven ha implicazioni non solo sul funzionamento dei mercati e sul benessere dei consumatori, ma anche sotto il profilo sociale e democratico. Le nuove forme in cui si manifesta il potere di mercato meritano, dunque, un’attenta valutazione per le implicazioni economiche e sociali che possono avere.

Linee guida: gli 11 punti

Le linee guida e le raccomandazioni formulate vengono sintetizzate in 11 punti che fanno appello anzitutto a una cooperazione tra le parti, non solo fra le tre autorità che le hanno stilate e sottoscritte, ma anche tra gli organi istituzionali nazionali e internazionali. Serve un approccio condiviso e capace di affrontare la questione su larga scala, almeno a livello continentale. Altro requisito fondamentale è la trasparenza, in particolare per quanto riguarda le modalità di raccolta e trattamento dei dati. Si fa inoltre appello all’adozione di standard e soluzioni che sappiano garantire la portabilità delle informazioni.

  1. Governo e Parlamento si interroghino sulla necessità di promuovere un appropriato quadro normativo che affronti la questione della piena ed effettiva trasparenza nell’uso delle
    informazioni personali (nei confronti dei singoli e della collettività);
  2. Rafforzare la cooperazione internazionale sul disegno di policy per il governo dei Big Data;
  3. Promuovere una policy unica e trasparente circa l’estrazione, l’accessibilità e l’utilizzo dei dati pubblici al fine della determinazione di politiche pubbliche a vantaggio di imprese e cittadini. Sarà necessario un coordinamento tra tale policy e le strategie europee già esistenti per la costituzione di un mercato unico digitale;
  4. Ridurre le asimmetrie informative tra utenti e operatori digitali, nella fase di raccolta dei dati, nonché tra le grandi piattaforme digitali e gli altri operatori che di tali piattaforme si
    avvalgono;
  5. Prima delle operazioni di trattamento dei dati, identificare la loro natura e proprietà e valutare la possibilità d’identificazione della persona a partire da dati “anonimizzati”;
  6. Introdurre nuovi strumenti per la promozione del pluralismo on-line, la trasparenza nella selezione dei contenuti nonché la consapevolezza degli utenti circa i contenuti e le informazioni ricevute online;
  7. Perseguire l’obiettivo di tutela del benessere del consumatore con l’ausilio degli strumenti propri del diritto antitrust estendendoli anche alla valutazione di obiettivi relativi alla qualità
    dei servizi, all’innovazione e all’equità;
  8. Riformare il controllo delle operazioni di concentrazioni al fine di aumentare l’efficacia dell’intervento delle autorità di concorrenza;
  9. Agevolare la portabilità e la mobilità di dati tra diverse piattaforme, tramite l’adozione di standard aperti e interoperabili;
  10. Rafforzare i poteri di acquisizione delle informazioni da parte di AGCM ed AGCOM al di fuori dei procedimenti istruttori e aumento del massimo edittale per le sanzioni al fine di garantire
    un efficace effetto deterrente delle norme a tutela del consumatore;
  11. Istituzione di un “coordinamento permanente” tra le tre Autorità.

Nel momento in cui vanno emergendo e consolidandosi nuovi scenari di mercato fondati sull’analisi dei dati, una priorità è stabilire policy in grado di scongiurare il rischio di abusi e attribuire le responsabilità. Anche in questo caso, c’è bisogno di trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di garantire il pieno rispetto della concorrenza così come della sfera privata e il bisogno di non soffocare l’innovazione.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Fonte: AGCM
Chiudi i commenti