L’AI per la prima volta può sostituire e persino superare la cognizione umana.
Lo scrive Bill Gates in un lungo saggio pubblicato sul suo blog, un manifesto personale su ciò che l’AI significherà per l’umanità. E il messaggio centrale è un allarme: La transizione verso l’era AI sarà uno dei periodi più turbolenti della storia umana. In questo momento, non ci stiamo preparando adeguatamente.
Gates ha 70 anni. Ha avuto due lavori nella vita: costruire Microsoft e dare via i soldi che ha guadagnato con Microsoft. Non nasconde il potenziale conflitto di interessi, ha ancora legami finanziari con l’industria tech. E poi dice la cosa che nessun CEO della Silicon Valley si sognerebbe di dire mai: Se qualcuno avesse un piano credibile per rallentare i progressi dell’AI a livello globale, probabilmente lo sosterrei.
I tre rischi dell’AI, secondo Bill Gates
Gates identifica tre rischi fondamentali. Il primo: i posti di lavoro spariranno per sempre. Non come la transizione dall’agricoltura all’ufficio, che ha richiesto generazioni. L’AI colpirà legge, servizio clienti, medicina, software e manifattura contemporaneamente, in un decennio. I robot, soprattutto quelli cinesi, che gli americani sottovalutano, aggiungeranno i lavori manuali alla lista.
Dopo che un’azienda adotta AI e robot e usa i risparmi per abbassare i prezzi, i concorrenti saranno sotto pressione immensa per fare lo stesso. Un circolo vizioso dove le forze di mercato accelerano l’adozione e, senza intervento, i benefici saranno riservati a pochi.
Il secondo rischio: l’AI darà a criminali con competenze minime la capacità di colpire individui, aziende e governi. Frodi, deepfake, attacchi informatici a ospedali e reti elettriche, bioterrorismo.
Il terzo: l’AI potrebbe atrofizzare lo sviluppo dei bambini e sostituire le relazioni umane. Un compagno AI che non contraddice mai, non si arrabbia mai, è sempre disponibile, una grande serra protetta
, che impedisce ai bambini di sviluppare la resilienza che viene dal confronto con le persone reali.
I benefici dell’AI, a patto di organizzarsi
Sanità: AI che diagnostica infarti negli ospedali rurali senza specialisti. Agricoltura: contadini nei paesi a basso reddito che riceveranno consigli migliori di quelli dei contadini più ricchi del mondo. Servizi pubblici: burocrazia semplificata per chi deve richiedere assistenza sanitaria o alimentare. Istruzione: insegnanti con più tempo libero a disposizione per lavorare con gli studenti individualmente. Ricerca: accelerazione nella scoperta di vaccini, energia pulita, cure per il cancro.
Tutto questo può migliorare la vita delle persone – afferma Bill Gates – ma non succederà automaticamente.
Le tre proposte di Bill Gates
Prima proposta: costruire un nuovo sistema istituzionale, nazionale e internazionale, per gestire la transizione. Nessuna delle nostre istituzioni attuali è stata progettata per gestire una tecnologia che si diffonde così velocemente e impatta su così tante aree delle nostre vite.
Servirà qualcosa di paragonabile alla riorganizzazione post-11 settembre, ma molto più ampio.
Seconda proposta: riservare alcuni lavori agli esseri umani. Gates lo chiama “Human Reserved”, come le riserve naturali: luoghi dove potremmo costruire strade, ma scegliamo di non farlo perché la perdita sarebbe troppo grande.
Un robot che dà la notizia di una malattia incurabile potrebbe farlo, in teoria, ma non dovrebbe andare così.
Terza proposta: tassare i token AI e i robot. Se assumete qualcuno, pagate le tasse sui salari. Se comprate un robot, lo scaricate subito come spesa aziendale. Il sistema fiscale vi spinge a sostituire le persone con le macchine.
Una tassa rallenterebbe la corsa e finanzierebbe la rete di sicurezza sociale.
Se il mondo fa i passi giusti, l’AI sarà una forza positiva e lascerà tutti in condizioni migliori.
Ma quel “se” è tutt’altro che secondario. Gates dice di non vedere, al momento, prove sufficienti che i leader stiano affrontando la sfida nel modo adeguato. E il tempo non è dalla nostra parte, non possiamo permetterci di procedere lentamente.