Bitcoin dimostra maggiore volatilità a causa delle tensioni geopolitiche

Bitcoin dimostra maggiore volatilità a causa delle tensioni geopolitiche

Bitcoin, insieme a molte altre criptovalute, in queste ore ha dimostrato una maggiore volatilità a causa delle ultime tensioni geopolitiche.
Bitcoin, insieme a molte altre criptovalute, in queste ore ha dimostrato una maggiore volatilità a causa delle ultime tensioni geopolitiche.

La situazione tra Russia e Ucraina non sta aiutando la quotazione delle criptovalute che stanno subendo le indecisioni degli investitori. Preoccupati da come il futuro crittografico sarà influenzato da una possibile invasione, nelle ultime 24 ore più di 10.000 Bitcoin sono confluiti in scambi spot. Questi dati, registrati da CryptoQuant, sono un chiaro segnale che la preferenza attuale dei trader non è quella di detenere wallet digitali, bensì di vendere token.

La situazione attuale di Bitcoin

Bitcoin, come conseguenza prevedibile, ha dimostrato una maggiore volatilità nelle ultime 24 ore. La regina delle criptovalute è diminuita del 7% rispetto ai livelli registrati ieri. Ciò dimostra che gli elementi sopra citati hanno influenzato di non poco il suo andamento. Quotazione che è scesa sotto i livelli di sicurezza individuati tra i 42.000 e i 43.000 dollari.

Stando a quanto dichiarato da alcuni analisti ribassisti, Bitcoin potrebbe non rialzarsi sopra i 40.000 dollari entro settembre. Comunque, la volatilità implicita a breve termine sta iniziando a risalire dai minimi estremi. Questo, secondo alcuni trader, si traduce in variazioni di prezzo maggiori previste per i prossimi giorni o per le prossime settimane. Don Kaufman, co-fondatore di TheoTrade, specializzato in formazione commerciale, ha dichiarato in una recente intervista su First Mover di CoinDesk:

È probabile che la volatilità implicita riprenda, in particolare in bitcoin, risalendo fino al 90%. Non voglio andare long sulle criptovalute finché non vedi bitcoin fino al livello inferiore di $ 30.000.

Inoltre, Kaufman all’obiezione che le criptovalute potrebbero sperimentare una volatilità a breve termine se alla Russia saranno imposte sanzioni, ha risposto che in quell’occasione “potrebbero attirare maggiori flussi“.

Cala anche Ethereum

In questa baraonda mediatica sulle tensioni tra Russia e Ucraina, oltre a Bitcoin, anche Ethereum ha avuto la peggio. La seconda criptovaluta al mondo per capitalizzazione ha infatti subito un calo dell’8% nelle ultime 24 ore. Attualmente il suo prezzo di scambio è di 2.929 dollari (al momento della scrittura).

Nonostante Bitcoin l’altro giorno sia riuscito a mantenersi sopra i 43.000 dollari, ora è precipitato sotto il livello psicologico. Infatti, attualmente si trova a 40.814 dollari di quotazione, registrando un calo di prezzo pari al 5,75%. Non ci resta che attendere cosa succederà nei prossimi giorni, dato che i fumi della Russia non sembrano essersi veramente placati.

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Pubblicato il 18 feb 2022
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