BitTorrent, chiude anche DutchNova

Non si ferma l'offensiva delle major contro i siti che agevolano lo scambio di file. L'omologa olandese della SIAE fa chiudere un celebre sito e vuole soldi e scuse. In Olanda (r)esiste il diritto di link?


Amsterdam – Non ci è voluto davvero molto per BREIN, società di raccolta e gestione del diritto d’autore olandese, per ottenere la chiusura di un altro sito estremamente popolare tra gli utenti di piattaforme BitTorrent, Dutchnova.com .

Come molti altri siti che sono stati chiusi perché ritenuti colpevoli di favoreggiamento della pirateria, visti i link messi a disposizione degli utenti, anche Dutchnova non era un sito gestito da una grossa organizzazione ma da alcuni giovani utenti Internet.

“Abbiamo saputo dal nostro provider – si legge nella sconsolata nota che ha sostituito la home page del sito nelle scorse ore – che l’organizzazione BREIN ha mandato una diffida in cui si accusa il sito di distribuire file protetti da diritto d’autore e che tutto questo avviene con finalità di lucro”.

Dinanzi alle pressioni sul provider e per evitare ulteriori problemi, ovvero un vero e proprio procedimento per violazione del diritto d’autore con conseguente richiesta di danni, i gestori del sito hanno deciso di chiudere a tempo indeterminato . Non si tratta di una interruzione incruenta: a Dutchnova.com si accredita il fatto di essere divenuto da tempo il più importante sito del genere in Olanda, con più di 25mila utenti iscritti ai suoi forum.

Ed è proprio su questo punto che si sta alzando un polverone. Nella sua diffida, infatti, BREIN non si limita a chiedere che sulla home page del sito appaia una nota di scuse – tuttora non presente – ma anche che vengano consegnati i log, quelli che dovrebbero contenere gli IP di coloro che si sono serviti dei servizi del sito, log che però i gestori di Dutchnova hanno già spiegato di aver distrutto.

BREIN inoltre chiede che vengano rivelati i nomi di tutti i gestori del sito e che questi siano chiamati a pagare i danni , ancora da quantificare. Nella sua diffida, BREIN spiega che in caso contrario si andrà in tribunale, dove le richieste di compensazione e le sanzioni collegate potrebbero rivelarsi assai elevate.

D’altra parte i gestori del sito che in queste ore stanno dicendo la loro, come Divxlover , sostengono che anche l’accusa di aver aperto Dutchnova con finalità di lucro è ridicola: i pochi banner circolanti, a detta di Divxlover, non hanno infatti mai portato una lira o tuttalpiù hanno aiutato a pagare una parte della banda utilizzata dal sito.

Ribadita anche una tesi più volte impugnata, perlopiù vanamente, dai gestori di questo genere di siti, e cioè che la mera presenza di link non configura una violazione del diritto d’autore, in quanto sul server del sito non ha mai trovato posto un file illegale. Come noto, sebbene contestata dai sostenitori delle libertà digitali ed oggetto di diverse dispute legali, la presenza di link viene sempre più spesso considerata un “favoreggiamento”, come accennato sopra, capace di mettere nei guai chi quei link fornisce, con buona pace della natura ipertestuale della rete.

Ma proprio in Olanda le cose potrebbero non andare così lisce per BREIN, visto che un tribunale di quel paese in passato ha già scagionato alcuni amministratori di siti perché si limitavano a pubblicare link.

Al di là degli accordi che verranno raggiunti o meno con quelli di Dutchnova, nelle prossime settimane il diritto di link verrà nuovamente messo alla prova da un tribunale olandese. Nelle scorse settimane infatti BREIN, come noto, ha condotto una vasta operazione antiP2P che non è però servita a scoraggiare tutti i gestori di siti e servizi di condivisione, che anzi hanno preannunciato battaglia sostenendo appunto la propria impunibilità.

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