BitTorrent, il brevetto dei veleni

Una società californiana contro uTorrent e BitTorrent. Avrebbero violato un brevetto per la condivisione dei file depositato nel lontano 1994

Roma – A rivelarlo in esclusiva è stato un recente articolo apparso tra le pagine online della testata specializzata TorrentFreak : i vertici di BitTorrent Inc. sono stati trascinati in aula per la ripetuta violazione di un brevetto depositato in terra statunitense nel lontano 1994 .

A muoversi sono stati i rappresentanti legali della società californiana Tranz-Send Broadcasting Network , che si dichiara assegnataria di brevetti legati ad una specifica tecnologia per la distribuzione di file audiovisivi e la trasmissione adattiva di protocolli .

Un brevetto appunto depositato quasi 20 anni fa, che sarebbe stato sfruttato in maniera indebita dagli sviluppatori di uTorrent e BitTorrent. I vertici di Tranz-Send Broadcasting Network hanno dunque chiesto ad un giudice locale una non meglio specificata sanzione pecuniaria, avendo registrato nel tempo significative perdite di natura economica .

Il brevetto contestato descriverebbe un sistema votato al file sharing e consistente di un database di file oltre ad un client per il loro trasferimento e un server specifico per la distribuzione . La società californiana si è scagliata anche contro Kontiki Inc. , che gestisce un meccanismo ibrido di condivisione dei file a mezzo P2P.

Mauro Vecchio

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  • Sandro kensan scrive:
    Non mi pare grave
    Non mi pare grave un piccolo furto di 1000 dollari e un trojan che scorazza sui sistemi windows. Già col phishing ti svuotano il conto corrente, non vedo perché non dovrebbero farlo con i bitcoin che sono più delicati e vanno maneggiati con prudenza.Io ho pochi soldi sui bitcoin, che i ladri ci provino a rubarmeli :)
  • Roby10 scrive:
    salvo per un pelo
    Leggevo informazioni e siti vari da tempo cercando di capire se fosse una incredibile cavolata o una vera rivoluzione ed ero quasi sul punto di buttarmi ad investire una modica cifra di risparmi (pochi pochi) sperando in uno di quei boom incredibili che il web ci ha insegnato, ma a questo punto la fiducia è sotto i piedi e la paura di vedere azzerato un giorno i propri soldi a causa di un bug o di qualche furbetto mi ha fatto desistere.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: salvo per un pelo
      contenuto non disponibile
      • UbuPinguino scrive:
        Re: salvo per un pelo
        Il problema è che, diversamente da altri sistemi, è non tracciabile e, quindi, assolutamente sicuro per i ladri .
      • Gino Vattelappe sca scrive:
        Re: salvo per un pelo
        Aspe': non è tracciabile la transazione, ma per effettuarla uno deve comunque entrarti nel computer e questa operazione è difficile da completare senza lasciare la minima traccia.
        • Sandro kensan scrive:
          Re: salvo per un pelo
          - Scritto da: Gino Vattelappe sca
          Aspe': non è tracciabile la transazione, ma per
          effettuarla uno deve comunque entrarti nel
          computer e questa operazione è difficile da
          completare senza lasciare la minima
          traccia.La stessa cosa avviene se uno ti entra in casa, il contante che metti sotto il materasso non è tracciabile ma il ladro per entrare in casa lascia tracce.
    • Fedora15 scrive:
      Re: salvo per un pelo
      Questo è proprio l'effetto che vuole produrre l'articolo: timore ingiustificato.Risposte superficiali come questa, volontariamente o involontariamente (probabilmente la seconda) aiutano a sostenere il principale scopo dell'articolo, che non è informare ma mettere in cattiva luce uno strumento pericoloso per la classe dominante.Questa è una dimostrazione di come a volte articolisti e commentatori diventano volontariamente o involontariamente dei gatekeepers: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/08/insospettabili-gatekeepers.html(chissà quanto dura questo commento, spero tanto)ciao
      • Nome e cognome scrive:
        Re: salvo per un pelo
        Non mi pare che l'articolo volesse dare un senso di timore ingiustificato, specie perchè specifica che il problema è come al solito la superficialità con cui gli utenti pensano alla sicurezza.Sopratutto dire che lo scopo dell'articolo è "mettere in cattiva luce uno strumento pericoloso per la classe dominante" cozza un po con il dire che lo si fa involontariamente. Veramente non ci vedo cospirazioni sotto.Invece io sono curioso, non consocevo il servizio iinvece ora penso che ci darò un'occhiata approfondita.
    • uno scrive:
      Re: salvo per un pelo
      In pratica stai dicendo che, se tu ti fai installare un keylogger sul PC su cui accedi al conto corrente online e il giorno dopo qualcuno ti svuota i risparmi, la colpa è della banca. Anzi, dell'euro.
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