Blekko, ricerca raffinata

Un nuovo motore di ricerca ambisce a fornire un'esperienza migliore del principale search engine telematico eliminando lo spam e fornendo strumenti di editing ai suoi utenti. Il modello Wikipedia applicato al search

Roma – Un altro “Google killer” si affaccia all’orizzonte: Blekko , questo il nome del nuovo motore di ricerca, dice di voler fornire agli utenti la possibilità di raffinare i suoi algoritmi garantendo un’esperienza di navigazione priva di spam e brutte sorprese .

Blekko entra in un business altamente competitivo dove Google detiene la stragrande maggioranza della quota di mercato, e non pretende (almeno all’inizio) di riuscire a impensierire il colosso di Mountain View e i suoi oltre 10 miliardi di ricerche servite mensilmente. Fondato dall’ex-CEO di NewHoo/ DMOZ , Blekko punta soprattutto sul coinvolgimento dell’utenza per migliorare i risultati della ricerche attraverso l’impiego massiccio dei cosiddetti “slashtag”.

Utilizzando uno slashtag assieme a una keyword specifica, gli utenti possono restringere i risultati di ricerca a partire da una prospettiva ben precisa : con “Windows Phone 7 / tech” è ad esempio possibile visualizzare solo ed esclusivamente i siti web che si occupano di informazione tecnologica eliminando il resto – spam e advertising prima di tutto.

Per “taggare” i siti web è necessario effettuare il login al motore di ricerca, e il team di Blekko fa affidamento sul fatto che il “modello Wikipedia” può essere applicato anche a questo genere di servizio: per quanto possa essere ridotta la parte di utenza che si prende la briga di modificare, correggere e taggare i contenuti, il controllo editoriale messo completamente nelle mani degli stessi utilizzatori del motore dovrebbe garantire un risultato finale di assoluto valore.

Grazie agli slashtag, Blekko “è un modo migliore di fare ricerche sul web” dicono gli sviluppatori. Un’altra, importante differenza da Google è il fatto che il nuovo engine abbia un vero e proprio decalogo di regole da seguire che includono la natura “aperta” della ricerca web, la cancellazione dai risultati indesiderati, il rispetto totale della privacy degli utenti e la natura “comunitaria” e open degli strumenti di ricerca e dei risultati raccolti lungo la strada.

Quale sarà il futuro di Blekko? Alcune delle idee presentate da Blekko non appaiono una gran novità, e per quanto riguarda la qualità dei risultati pare che Google sia al momento in grado di fornirne di migliori . La speranza della start-up è naturalmente sopravvivere alla triste sorte di chi ha già provato a lanciare il guanto di sfida a Mountain View uscendone con le ossa rotte e la chiusura del business.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Fetente scrive:
    Quanti atomi ci stanno in 10 nm?
    Curiosità... quanti atomi di silicio ci stanno in 10 nm?
    • scola scrive:
      Re: Quanti atomi ci stanno in 10 nm?
      1 atomo di silicio fa piu' o meno 1A, il che equivale a 0,1nm: quindi un centinaio di atomi.Cmq quella e' la lunghezza minima della griglia di un transistor. Quello che e' piu' impressionante e' lo spessore dell'ossido di griglia. Penso che nei transistor moderni facciano circa 1nm, una decina di atomi.
      • attonito scrive:
        Re: Quanti atomi ci stanno in 10 nm?
        - Scritto da: scola
        1 atomo di silicio fa piu' o meno 1A, il che
        equivale a 0,1nm: quindi un centinaio di
        atomi.
        Cmq quella e' la lunghezza minima della griglia
        di un transistor. Quello che e' piu'
        impressionante e' lo spessore dell'ossido di
        griglia. Penso che nei transistor moderni
        facciano circa 1nm, una decina di
        atomi.considerando che sotto i 4 atomi di spessore intervengono gli effetti tunne, manca poco ai limiti fisici della materia....
        • OldDog scrive:
          Re: Quanti atomi ci stanno in 10 nm?
          - Scritto da: attonito
          considerando che sotto i 4 atomi di spessore
          intervengono gli effetti tunnel, manca poco ai
          limiti fisici della materia....Sicuramente bisogna guardare agli studi alternativi, quelli che cercano potenza computazionale attraverso logiche diverse dalla continua miniaturizzazione dei transistor.Dopotutto, se mi perdonate l'accostamento improprio, per qualche anno abbiamo inseguito il mito dell'aumento di velocità del clock come strada verso potenze elaborative sempre maggiori, poi Intel ha sbattuto con il suo Pentium 4 e ha dovuto orientarsi ai multicore.
  • Isy life scrive:
    prima le scorte
    Probabilmente potrebbero costruire proXXXXXri a 000,1 nanometri, ma vanno a scalare per sfruttare la miniera d'oro...
    • OldDog scrive:
      Re: prima le scorte
      - Scritto da: Isy life
      Probabilmente potrebbero costruire proXXXXXri a
      000,1 nanometri, ma vanno a scalare per sfruttare
      la miniera
      d'oro...No, aspettano il tuo contributo per spiegar loro come fare un salto di riduzione dimensionale di diversi ordini di grandezza, tenere a bada un po' di leggi della fisica che danno un certo fastidio a quegli ordini di grandezza, il tutto ad un costo industriale paragonabile alle patatine fritte in tubo (sempre Chips sono, no? Quindi devono costare la stessa cifra!).Caspita, abbiamo lo scoop per il prossimo premio Nobel qui su PI e ci stava per sfuggire! ;)Dai, non ti offendere solo perché ho smascherato il fatto che ci stavi prendendo in giro! :-)
      • Isy life scrive:
        Re: prima le scorte
        - Scritto da: OldDog
        - Scritto da: Isy life

        Probabilmente potrebbero costruire proXXXXXri a

        000,1 nanometri, ma vanno a scalare per
        sfruttare

        la miniera

        d'oro...
        No, aspettano il tuo contributo per spiegar loro
        come fare un salto di riduzione dimensionale di
        diversi ordini di grandezza, tenere a bada un po'
        di leggi della fisica che danno un certo fastidio
        a quegli ordini di grandezza, il tutto ad un
        costo industriale paragonabile alle patatine
        fritte in tubo (sempre Chips sono, no? Quindi
        devono costare la stessa
        cifra!).
        Caspita, abbiamo lo scoop per il prossimo premio
        Nobel qui su PI e ci stava per sfuggire!
        ;)
        Dai, non ti offendere solo perché ho smascherato
        il fatto che ci stavi prendendo in giro!
        :-)Wow, grazie per la risposta! Fosse per me, i nanometri potrebbero esseredei piccoli uomini alti un metro...
Chiudi i commenti