Blogger tedesco denunciato da un'azienda cinese

Blogger tedesco denunciato da un'azienda cinese

Una casa automobilistica cinese accusa di diffamazione un blogger per aver ripreso una notizia sul coinvolgimento dell'azienda nella clonazione di un autobus
Una casa automobilistica cinese accusa di diffamazione un blogger per aver ripreso una notizia sul coinvolgimento dell'azienda nella clonazione di un autobus

Deve aver strabuzzato gli occhi, incredulo, il blogger tedesco che gestisce Autoregional , rigirandosi fra le mani la lettera proveniente dalla Cina. Invitato a presentarsi presso il tribunale di Jiangsu, dovrà rispondere ad un'accusa di diffamazione finalizzata alla competizione sleale.

Gli antefatti della vicenda sono degni di attenzione.
Neoplan, azienda tedesca che fa parte del gruppo MAN, specializzata nella produzione di pullman, nel 2004 vantava con orgoglio la linea innovativa del proprio Starliner, pluripremiato modello di punta. Qualche mese dopo, scende in campo Zonda, azienda cinese che lavora nello stesso ambito: ha iniziato a lucrare su un prodotto pressoché identico a quello tedesco. Neoplan non ci sta, il progetto del suo pullman è stato brevettato in molti paesi del mondo, Cina compresa. E così nel mese di ottobre l'azienda tedesca denuncia Zonda per aver riprodotto completamente l'autobus, venduto ad un terzo del prezzo del prestigioso automezzo tedesco.
Una storia già sentita, basti citare il caso dei cloni cinesi di Panda, Smart e addirittura Ferrari.

I media tedeschi decidono di offrire ampia copertura alla notizia. Il blog Autoregional, sostenuto da un'agenzia che si occupa di marketing online, Iven & Hillman, decide di dedicare un post alla vicenda. Cita l' articolo di Spiegel Online , aggiungendovi un innocuo commento, ora rimosso, in cui si fa notare al lettore la rapidità e la spietatezza dimostrate dalle aziende cinesi quando si tratta di copiare.

Una chiosa che è risuonata come un'offesa nel quartiere generale di Zonda. Un commento certo non più tagliente delle invettive che rimbalzavano sui quotidiani tedeschi. Die Welt aveva titolato ” I cinesi rubano un progetto di bus da MAN “. Ma solo Autoregional, con una sproporzione tragicomica, è stato colpito dall'accusa di diffamazione: rendendo pubblico ciò che MAN ha dichiarato riguardo all'accaduto, il post danneggerebbe l'immagine dell'azienda cinese, e le legherebbe le mani nel competere sul mercato, su quello interno e su quello estero.

Una mossa di efficacia discutibile: la rimozione del commento da parte di Autoregional vale la pubblicità negativa che l'azienda cinese si sta procurando su quotidiani con una ben più vasta platea di lettori? Nel suo blog , il giornalista Thomas Knuwer analizza la vicenda, e ritiene che l'azienda cinese abbia voluto lanciare un segnale. Si è però potuta scagliare solo contro Autoregional, avversario affrontabile in sede legale, a differenza dei principali quotidiani tedeschi e della loro nutrita schiera di avvocati.

La libertà di espressione dei blogger è oggetto di rivendicazioni e di ferventi diatribe. Blog come testate giornalistiche? Blogger come direttori responsabili ? I responsi sono variegati: in Grecia un blogger viene ammanettato per un feed satirico, mentre in California si decreta innocente una blogger che ha pubblicato dei contenuti diffamatori ripresi da un'altra fonte. La confusione in materia legislativa lascia spazio alle interpretazioni più disparate, che, in tribunale, potrebbero rischiare di propendere a favore del contendente più influente.

Solo a luglio si conoscerà l'esito del processo che contrappone Autoregional e Zonda.

Gaia Bottà

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09 01 2007
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