Blue Origin ha chiesto alla FCC (Federal Communications Commission) degli Stati Uniti l’autorizzazione per il lancio di 51.600 satelliti che faranno parte del Project Sunrise, ovvero un insieme di data center orbitali che dovrebbero sfruttare la connettività di TeraWave. Si tratta della risposta dell’azienda di Jeff Bezos alla concorrente SpaceX.
Data center AI nello spazio
Alcune startup hanno già pianificato la costruzione di data center orbitali. Una di esse è Starcloud che ha lanciato un primo satellite di test con GPU NVIDIA H100. A metà marzo ha chiesto la licenza per portare 88.000 satelliti in orbita terrestre bassa.
A fine gennaio, SpaceX ha chiesto invece la licenza per lanciare un milione di satelliti. Pochi giorni fa, Amazon ha presentato una petizione per impedire il rilascio della licenza, ricevendo una dura critica dal Presidente della FCC (Brendan Carr). La “sorella” Blue Origin ha chiesto ieri l’autorizzazione per il lancio di 51.600 satelliti della costellazione Project Sunrise, mantenendo quindi la promessa fatta circa tre mesi fa.
Nella richiesta è scritto che i satelliti opereranno in orbita eliosincrona ad un altitudine compresa tra 500 e 1.800 Km con inclinazione tra 97 e 104 gradi. Ogni piano orbitale (distanti tra loro di 5-10 Km) sarà formato da 300-1.000 satelliti. Verranno ovviamente lanciati con il razzo New Glenn.
I satelliti comunicheranno tra loro con link ottici e useranno la rete TeraWave per la trasmissione dei dati da e verso la Terra. Blue Origin chiede la licenza per usare la banda Ka, in particolare le frequenze 18,8-19,3 GHz per le comunicazioni spazio-Terra e 28,6-29,1 GHz per le comunicazioni Terra-spazio.
L’azienda garantisce che ridurrà la creazione di detriti spaziali e deorbiterà i satelliti entro cinque anni dalla loro fine vita. Collaborerà inoltre con gli astronomi per limitare la luminosità dei satelliti e l’impatto sulle osservazioni astronomiche. Il 50% dei satelliti dovrebbe essere lanciato entro sei anni dall’approvazione, mentre il restante 50% entro nove anni.