Bollette a 28 giorni: TAR annulla le sanzioni

Bollette a 28 giorni: TAR annulla le sanzioni

Il TAR del Lazio accoglie i ricorsi presentati da Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre, annullando le sanzioni inflitte da AGCM a gennaio 2020.
Il TAR del Lazio accoglie i ricorsi presentati da Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre, annullando le sanzioni inflitte da AGCM a gennaio 2020.

Il TAR del Lazio ha accolto i ricorsi presentati da Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre contro le sanzioni inflitte dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a fine gennaio 2020 per una presunta intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile. Le associazioni dei consumatori considerano “scandalosa” e “allucinante” la decisione e preannunciano battaglia.

TAR cancella multe agli operatori telefonici

Come è noto la storia inizia nel 2015, quando TIM, Vodafone, Wind Tre e successivamente Fastweb hanno introdotto la fatturazione a 28 giorni per la telefonia fissa e mobile con il conseguente aumento annuale dell'8,6% (calcolato su 13 bollette, invece di 12). In seguito alla delibera di AGCOM, all'intervento del governo e alle varie sentenze del TAR e del Consiglio di Stato che hanno respinto i ricorsi, i quattro operatori telefonici hanno ripristinato la fatturazione mensile, mantenendo tuttavia l'aumento annuale dell'8,6%.

L'autorità antitrust aveva accertato che il repricing conseguente al ritorno alla fatturazione mensile era stato concordato tra i quattro operatori con lo scopo di limitare il passaggio degli utenti al concorrente che applicava tariffe più economiche. Pertanto AGCM aveva irrogato una sanzione complessiva di 228 milioni di euro. Il provvedimento è stato impugnato e il TAR del Lazio ha dato ragione ai quattro operatori.

I giudici indicano nelle sentenze una serie di motivi per cui è stato accettato il ricorso: travisamento dei fatti, illogicità, carenza di motivazione, difetto di istruttoria e di motivazione, eccesso di potere e altri. Il Codacons ha già annunciato che presenterà appello al Consiglio di Stato:

Al Consiglio di Stato le cose cambieranno, ma soprattutto resta l’obbligo per le compagnie telefoniche di restituire 350 milioni di euro a 12 milioni di utenti, come disposto dall’AGCOM, per l’illegale pratica delle bollette a 28 giorni.

Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ha invece dichiarato che

Ci troviamo di fronte a vicende scandalose come questa delle bollette a 28 giorni, dove l’Autorità accerta un’irregolarità, sanziona le compagnie scorrette e dopo anni di battaglia per ottenere i giusti e doverosi rimborsi per gli utenti che succede? Che oltre al danno arriva la beffa, perché il TAR pensa bene di tutelare le compagnie telefoniche. Una sentenza allucinante, che naturalmente non siamo intenzionati a subire passivamente, ma contrasteremo con forza per tutelare i consumatori, che non meritano questo ulteriore torto.

Questo è infine il commento di Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti:

Sulla vicenda delle bollette a 28 giorni per gli utenti italiani non c’è pace. Mentre milioni di italiani attendono ancora oggi di ricevere i rimborsi automatici disposti dall’AGCOM per le illegittime bollette a 28 giorni, arriva una sentenza del TAR che pesa come un macigno sui diritti dei consumatori, perché cancella una sanzione sacrosanta che accertava i comportamenti anticoncorrenziali degli operatori telefonici. Con tale decisione il TAR fa un enorme regalo alle compagnie, che da un lato si sono arricchite grazie alle fatturazioni a 28 giorni, dall’altro eviteranno adesso di pagare una salata multa che solo in minima parte compensava il danno subito dai consumatori italiani.

Ricordiamo infatti che AGCOM aveva ordinato di restituire i “giorni erosi” con le bollette a 28 giorni, posticipando la data di decorrenza delle fatture. Gli operatori ritengono invece che i “rimborsi” non sono automatici, ma devono essere richiesti dagli utenti.

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13 07 2021
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