Tariffe a 28 giorni, il Senato approva l'addio

L'emendamento per rendere illegittime le tariffe a 28 giorni è stato approvato. L'iter legislativo è ormai al giro di boa e gli operatori telefonici (e TV) innestano la retromarcia, persuasi da sanzioni che possono arrivare a 5 milioni di euro

Roma – Dopo le rimostranze dell’Agcom e le sanzioni inflitte agli operatori telefonici, anche il Senato ha dato parere positivo a procedere a livello legislativo per mettere fine alla tariffazione a 28 giorni. La commissione Bilancio ha approvato un emendamento proposto da Stefano Esposito ( Art. 19-bis “Misure per la tutela dei servizi di pubblica utilità in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e fatturazione dei servizi”) che prevede l’ abolizione della tariffazione ridotta . La pratica è stata ritenuta dall’Authority dannosa per la necessaria trasparenza al consumatore: il venir meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione “ha creato infatti problemi di comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti nonché di controllo dei consumi e della spesa”.

28giorni

Dopo che il Decreto Fisco, che ospita questo emendamento, sarà ufficializzato in Gazzetta, le Tlc e le Pay TV (ricordiamo che la riduzione tariffaria è stata applicata anche da Sky Italia) avranno 120 giorni di tempo per adeguarsi . Dopo il periodo di grazia saranno applicati indennizzi per i clienti e sanzioni particolarmente severe per i trasgressori: si andrà da un minimo di 240mila euro ad un massimo di 5 milioni di euro . L’indennizzo per il cliente sarà invece di 50 euro forfetari al quale si aggiunge un euro per ogni giorno di fatturazione non legittima.

I casi in cui gli operatori hanno fatto orecchie da mercante sono numerose. A fine marzo l’Agcom aveva già stabilito che la pratica era scorretta e aveva concesso 90 giorni di tempo per un adeguamento. Gli interessati hanno risposto con un ricorso sostenuto da Asstel che ha portato ad un nulla di fatto. E intanto gli italiani hanno continuato a pagare a 28 giorni. A ottobre l’Agcom ha ribadito la sua posizione, rivolgendosi a Sky Italia, ma anche in questo caso alla sgridata non è corrisposto un cambio di condotta. Solo la minaccia legislativa ha sortito effetti : Vodafone è stata la prima a fare marcia indietro, con un mea culpa e la promessa di trattare meglio i suoi clienti.

Per le tasche degli italiani, il ritorno alla tariffazione a 30 giorni dovrebbe garantire un risparmio annuo del 6,4 per cento . La costrizione ad anticipare la spesa ai 28 giorni ha “regalato” agli operatori una sostanziale tredicesima mensilità, con aumenti che nel caso delle tariffe per l’ADSL (anch’esse oggetto della riduzione temporale) hanno superato il 10 per cento secondo un’analisi di SosTariffe.

Il senatore Silvio Lai, relatore della proposta ha commentato così l’abolizione delle tariffe a 28 giorni: “Era importante che si ponesse fine a una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. I fornitori di servizi dovranno inoltre garantire informazioni chiare e trasparenti sulle diverse offerte e l’Autorità del settore, con la sua vigilanza, assicurerà che gli utenti possano fare scelte informate”. Esultanza anche da parte dell’Unione Nazionale dei Consumatori: “ci siamo battuti  attraverso la campagna #nofattura28giorni dal momento stesso in cui i principali operatori della telefonia hanno modificato la periodicità dell’invio delle bollette da mensile a settimanale chiedendo il ripristino delle vecchie condizioni” – ha dichiarato l’associazione.

Mirko Zago

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  • 570aea0fe48 scrive:
    Interessante
    Negli ultimi anni l'autorità anti-trust americana è stata particolarmente permissiva, qui viene espressamente chiamata in causa ed è costretta ad esprimere un parere, voglio proprio vedere che si inventano ora.
    • bradipao scrive:
      Re: Interessante
      - Scritto da: 570aea0fe48
      Negli ultimi anni l'autorità anti-trust americana
      è stata particolarmente permissiva, qui viene
      espressamente chiamata in causa ed è costretta ad
      esprimere un parere, voglio proprio vedere che si
      inventano ora.Quando l'ultima volta ITC trovò Apple in violazione di brevetti samsung, decretò lo stop alle vendite di alcuni suoi prodotti, ma scese in campo niente meno che Obama a mettere il veto presidenziale per salvarla.https://www.cnet.com/news/obama-vetoes-apple-sales-ban-in-u-s/Quindi sappiamo già come andrà a finire, qualsiasi sia il risultato.
      • Izio01 scrive:
        Re: Interessante
        - Scritto da: bradipao
        - Scritto da: 570aea0fe48

        Negli ultimi anni l'autorità anti-trust
        americana

        è stata particolarmente permissiva, qui viene

        espressamente chiamata in causa ed è costretta
        ad

        esprimere un parere, voglio proprio vedere che
        si

        inventano ora.

        Quando l'ultima volta ITC trovò Apple in
        violazione di brevetti samsung, decretò lo stop
        alle vendite di alcuni suoi prodotti, ma scese in
        campo niente meno che Obama a mettere il veto
        presidenziale per salvarla.

        https://www.cnet.com/news/obama-vetoes-apple-sales

        Quindi sappiamo già come andrà a finire,
        qualsiasi sia il risultato.Secondo me i brevetti sono il meno, è la blindatura del sistema che andrebbe opportunamente castigata. Vietare l'utilizzo di prodotti terzi, obbligando all'uso del software con la mela potrà anche essere giustificabile in determinati casi, per questioni di sicurezza, ma sappiamo benissimo che Apple ama tagliar fuori qualsiasi forma di concorrenza (cfr. Amazon che non può/poteva vendere libri direttamente dalla app).Spero che ITC sanzioni Apple, ma non ci credo nemmeno un po'.
  • panda rossa scrive:
    Apple copia idee altrui.
    Niente di nuovo sotto il sole.
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