Pubblicità ingannevole: multa di 7 milioni a Philip Morris

Pubblicità ingannevole: multa di 7 milioni a Philip Morris

Philip Morris Italia deve pagare una sanzione di 7 milioni di euro per pubblicità ingannevole su riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche.
Pubblicità ingannevole: multa di 7 milioni a Philip Morris
Philip Morris Italia deve pagare una sanzione di 7 milioni di euro per pubblicità ingannevole su riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione di 7 milioni di euro a Philip Morris Italia per pratica commerciale scorretta. La decisione è arrivata al termine di un complesso procedimento istruttorio avviato su segnalazione del Ministero della Salute. Secondo il Codacons, la multa è irrisoria rispetto ai profitti ottenuti dalla pubblicità ingannevole.

Senza fumo, ma ugualmente nocivi per la salute

Il Ministero della Salute ha segnalato il 3 marzo 2025 una campagna pubblicitaria a mezzo stampa che evidenziava l’assenza di fumo nei prodotti di Philip Morris Italia, tra cui sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco. Testo e immagini sembravano indicare che questi prodotti fossero privi di effetti nocivi per la salute e con meno effetti nocivi rispetto alle sigarette tradizionali.

Sia la campagna pubblicitaria che il sito aziendale evidenziano che questi prodotti innovativi sono senza combustione e quindi rappresentato un futuro senza fumo. I consumatori sono pertanto indotti a pensare che siano meno nocivi per la salute. Ministero della Salute, Istituto Superiore della Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità hanno evidenziato che i riscaldatori di tabacco emettono fumo di tabacco (tramite pirolisi) che contengono nicotina, formaldeide, nitrosammine e altre sostanze tossiche.

Non esistono prove scientifiche che dimostrino la minore nocività di questi prodotti rispetto alle sigarette tradizionali. È certo invece che creano ugualmente dipendenza per la presenza di nicotina (come scritto anche sul sito di Philip Morris Italia). Al termine dell’indagine, l’autorità antitrust ha accertato la violazione del Codice del consumo per pubblicità ingannevole.

Considerata la gravità e la durata della violazione (quasi quattro anni e ancora in corso), Philip Morris Italia deve pagare una sanzione di 7 milioni di euro e interrompere la pratica commerciale scorretta. Può eventualmente presentare ricorso al TAR del Lazio. Il Codacons sperava in una multa più elevata, visto che la pubblicità di prodotti da fumo è vietata in Italia.

Fonte: AGCM
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Pubblicato il
13 giu 2026
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