Brevetti software, il dibattito continua

All'articolo di Paolo Zocchi replica Roberto Galoppini (Consorzio CIRS): la Direttiva? Un profondo errore di giudizio - Uno studente di informatica: lasciateci programmare


Roma – Mi ama, non mi ama,.. mi ama, non mi ama! – Il singolare caso della margherita OGM
Il software ha un carattere del tutto originale, che lo rende diverso da qualunque altro “prodotto” dell’ingegno umano, esso infatti non solo è informazione, conoscenza, ma è anche, e spesso soprattutto, un bene strumentale. Per questo motivo ritengo potenzialmente fuorvianti metafore ed analogie con altri elaborati figli dell’ingegno umano e limiterò le mie considerazioni esclusivamente ai programmi per elaboratori.

Alcuni giorni fa, a valle dell’ editoriale apparso sulla Margherita on-line a firma di Paolo Zocchi, ritenni opportuno commentare le romantiche suggestioni che vorrebbero possibile la realizzazione di un programma che produca odori: come è noto infatti i programmi per loro natura sono inodori e questo nella maggior parte dei casi è una fortuna anziché no, ma l’errore che si nasconde dietro questa singolare ipotesi è preoccupante.

Preoccupa l’idea che i programmi siano, nell’accezione proposta, qualcosa di diverso rispetto ad una semplice descrizione di un metodo effettuata ricorrendo ad un linguaggio non naturale, quale che sia il linguaggio scelto e l’algoritmo descritto.

L’attribuire al software un valore diverso dall’essere una rappresentazione matematica di un concetto del tutto slegata dalle leggi fisiche dell’universo, come scrisse lo stesso Donald Knuth nella lettera del 1995 all’ufficio brevetti statunitense, è un errore che può indurre a ritenere orwellianamente determinati programmi più uguali di altri, arrivando ad immaginare un ipotetico spartiacque dove da una parte ci sono i programmi innovativi, che “odorano”, e dall’altra quelli che, per converso, “puzzano”, in quanto banali rielaborazioni di altri programmi già esistenti.

Il problema di stabilire quale software possa essere brevettabile è antico: l’ufficio brevetti statunitense, nonostante le preoccupazioni espresse dalla Federal Trade Commission, dopo oltre dieci anni di pratiche non ha saputo porvi rimedio, né si profila uno scenario in cui l’Europa saprà meglio districarsi, visto e considerato la quantità di brevetti già oggi accettati dallo European Patent Office in barba alla convenzione di Berna del 1971, visto e considerato il tempo medio di evasione impiegato per stabilire se un’idea sia o meno brevettabile (in media 17 ore, stando a quanto riportato da un responsabile dell’EPO nel corso di un incontro tenutosi a Bruxelles, ndr), visto e considerato infine che gli uffici brevetti sono realtà private, il cui “modello di business” si basa essenzialmente sul recepimento del brevetto piuttosto che no (si veda in proposito cosa riporta il sito dell’ufficio brevetti).

Tale preoccupazione peraltro è ben espressa anche nel citato editoriale, dove si ipotizza che multinazionali senza scrupoli (ma potrebbero benissimo essere uffici legali nazionali) brevettino quanto “inventato” nell’ambito di progetti Open Source, comunicando al lettore implicitamente l’idea secondo la quale gli uffici brevetti abbiano delle politiche di recepimento piuttosto lasche.

Ma venendo alla questione, a mio parere centrale, di “dare vita ad un sistema fortemente competitivo nelle ICT”, è fondamentale ricordare che il problema è e rimane l’incertezza: il programmatore, dipendente di una multinazionale o libero professionista, che si sieda per scrivere un programma non sa e non può sapere se quello che sta realizzando è o non è coperto da uno piuttosto che cento brevetti, visto e considerato che nemmeno gli stessi uffici brevetti dispongono di strumenti per la “navigazione” dei brevetti registrati, come dimostra l’esistenza di casi di sovrapposizione tra brevetti.

Sfido chiunque a farsi un giro sull’archivio dei brevetti software attualmente registrati presso l’USPTO e a verificare se questo possa in qualche modo essere “di stimolo alla circolazione delle idee e della conoscenza”, o se questo non possa essere più semplicemente ricondotto a quello che numerosi economisti chiamano un campo minato, ovvero uno spazio in cui non è dato sapere a priori se e quando poseremo un piede su una “mina” (il brevetto, appunto) depositata chissà quando da qualcunaltro. Non è infatti da sottovalutare la potenza deflagrante della pratica dei cosiddetti submarine-patent, brevetti registrati su cui il cui detentore anziché reclamare i diritti attende pazientemente la diffusione dei programmi che implementano l’idea descritta siano sufficientemente diffusi, per poi poter ottenere la massima efficacia nella richiesta di royalty.

Ma ciò che proprio non comprendo è da dove nasca l’affermazione di Zocchi secondo la quale le grandi aziende aggirino la legislazione sui brevetti attraverso il diritto d’autore, laddove aziende italiane del calibro di Engineering e Zucchetti hanno sostenuto, pubblicamente e presso istituzioni italiane ed europee, l’esatto contrario.

Come è noto, infatti, il fronte di imprese italiane contrarie all’istituto del brevetto si sta sempre più allargando: ieri nel corso dell’incontro “Il futuro del software” l’ing. Valli, in rappresentanza di Assintel, ha sostenuto le ragioni del no, e da oltre due anni numerose imprese hanno preso parte attiva alla lotta contro la brevettabilità del software, contribuendo alla vittoria della prima battaglia (emendamento del testo originale in prima lettura al parlamento, ndr) e, si spera, contribuendo ad una seconda vittoria, che deve puntare, è bene ricordarlo, ad appoggiare gli emendamenti proposti da Rocard, e non un esiguo e marginale sottoinsieme di essi come ipotizzato da Zocchi.

Il mio augurio è che i numerosi interventi in risposta all’articolo siano uno spunto per rielaborare una posizione meno lontana dalle imprese e dal territorio, aiutandole a poter continuare a lavorare in questo mercato, senza venirne escluse definitivamente a causa di una direttiva così scellerata.

Roberto Galoppini
Presidente Consorzio CIRS



Roma – Spettabile redazione, vi scrivo in merito agli articoli pubblicati venerdì relativi al dibattito sulla mai abbastanza contestata normativa della Brevettazione del Software. Non sono né un avvocato, né un imprenditore né tantomeno un politico: sono un semplice studente universitario che è ormai in procinto di chiudere (parola grossa, ma ci sta) gli studi e guadagnarsi una laurea in Ingegneria Informatica. Nulla di ché, si tratta di una laurea di primo livello, ma è pur sempre una laurea in campo informatico. Non ho quindi nessuna pretesa di fornire un parere tecnico, ma di esprimere semplicemente il pensiero di uno studente che purtroppo ha trovato la sua strada nell’informatica e nelle tecniche di programmazione.

Già, creare software è la mia massima aspirazione, e questa idea si rafforza ogni qualvolta mi capita di creare qualche programma utile e/o funzionale. Ma anche che abbia un certo grado di prestazioni minimo.

La prima fase di progettazione dove si sceglie su quali strutture dati poggiare le fondamenta del sistema, la scelta del tipo di algoritmi, la loro implementazione e l’esecuzione di test ad-hoc che non fanno altro che confermare la bontà della propria scelta; e se questa non dovesse rivelarsi propriamente corretta, un’eventuale revisione del codice e l’applicazione di un diverso approccio nel funzionamento può portare ad ancora più soddisfazione, specialmente se il risultato è uno dei migliori che si possa ottenere.

Ci può anche stare una ulteriore fase di ottimizzazione, nella quale si studia il codice creato statement per statement alla disperata ricerca di un ordine di operazioni che può portare ad eliminare comandi superflui. Ognuna di queste fasi ha un suo fascino, ma solo se la mente è libera di correre dove vuole.

Beh, alla fine sono accettabili (e forse necessari) anche dei paletti dati da specifiche di progetto (se un cliente ti chiede un piccolo editor di testo, mica bisogna prepararne uno un grado di comandare direttamente gli utensili per stampare sulla carrozzeria di una auto).

Personalmente, io ritengo che il software prodotto debba semplicemente produrre le funzionalità richieste dal cliente, e come è fatto è affar mio. Anche perché vorrei poter essere orgoglioso di quanto ho creato: se ho pensato a una soluzione per eseguire una certa operazione, e tale soluzione è ottima per il mio problema, non ho di certo voglia di stare a sentire uno che passa di li per caso e mi viene a dire “guarda, non puoi fare le cose in questo modo perché una idea simile la ho pensata io”; mi darebbe alquanto fastidio.

Come dire che in certe condizioni solamente i tuoi neuroni possono connettersi tra loro in quel modo e produrre quell’idea: se penso in un modo analogo al tuo mica vuole per forza dire che ti ho copiato, siamo in sei miliardi sulla Terra; è come dire che se costruisco una porta non posso metterci una maniglia perché il concetto di maniglia lo ha già “pensato” qualcun altro.

Scrivo pensato non a caso perché, da quanto scritto da Andrea Rossato un brevetto per software contiene solo una descrizione generica dell’algoritmo (perdonate l’ignoranza, ma io non ho mai visto un brevetto in vita mia). Per carità, non voglio assolutamente sembrare il solito maniaco del software Open Source o ancor peggio un sovversivo anarchico. Ritengo che come è stata formulata la cosa, non può funzionare, e in questo caso sono assolutamente d’accordo con Rossato e PLIO.

Si potrebbe anche dar ragione alla direttiva se i programmi creati possono includere al massimo uno o due brevetti, ma se ad ogni brevetto corrisponde un algoritmo, la condizione è soddisfatta solo per piccoli esercizi di programmazione di massimo 200 righe. Un programma di piccole dimensioni supera facilmente le 1000 righe di codice, il che vuol dire tra i 5 e i 10 brevetti, se si considera brevettabile un algoritmo che richieda tra 50 e 100 righe di codice. Un programma da 1000 righe inoltre genera file eseguibili da pochi KByte; un programma più serio ha degli eseguibili di dimensioni superiore al MByte, quindi può violare centinaia di potenziali brevetti, un costo davvero insostenibile per una PMI; figuriamoci per un libero professionista.

Ma ammettendo che l’insensatezza della proposta di legge passi sotto il naso di tutti, io avrei un solo dubbio: per cosa ho studiato a fare?

Il problema centrale è che per poter esercitare senza correre troppi rischi dovrei farmi assumere da una qualche multinazionale come IBM, Microsoft, Oracle e simili, e comunque dovrei passare ore e ore a cercare sul web quali brevetti violerebbe la riga di codice che ho appena scritto (sicuro, il controllo sarebbe riga per riga!!), e alla fine sviluppare software non sarebbe di sicuro appagante come lo è adesso. Alla fine, se non vengo assunto da una ditta che ha un ragguardevole portafoglio di brevetti, mi dovrei ridurre a un povero impiegato che cerca di trovare un modo per dribblare le idee altrui senza poter usare le proprie perché “poco originali”.

Alla fine questa non è innovazione, è solo tortura mentale della peggior specie: logorandosi per cercare una nuova soluzione allo stesso problema, porta all’esaurimento delle risorse e dello slancio necessari per poter terminare il lavoro cominciato. Per coloro che hanno iniziato a studiare informatica una situazione del genere non può far altro che freddare gli animi e portare a riconsiderare la propria scelta: non tutti hanno una mente paragonabile a quella di Leonardo, Einstein o qualsivoglia genio del passato. Non tutti possono avere l’inventiva per trovare un nuovo modo di eseguire una ricerca in una lista senza utilizzare un algoritmo di ricerca. È vero che in informatica un algoritmo può essere implementato in modi diversi, ma se è necessario un tipo di algoritmo, non è possibile sostituirlo con uno di un tipo diverso: se devo fare una ricerca, non posso usare un algoritmo di modifica!

E poi innovare vuol dire trovare diverse soluzioni a problemi complessi, e non sforzarsi per trovare l’ennesimo modo per fare la stessa cosa: la prima regola di un programmatore è che non si deve reinventare la ruota. Anche se non hai i soldi per pagarti un brevetto della malora. Anche perché chi non è un genio e vale davvero deve aver la possibilità di dimostrarlo indipendentemente dalle sue condizioni economiche e senza dover essere assunto dalla IBM di turno.

Rocco Pezzani

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  • Anonimo scrive:
    Pubblicate i Dettagli PLZ
    Vogliamo i dettagli. In quanti eravate? 60.000.000 di miriadi? ah ah ahFuori i dettagli. Postate i "nuovi exploit" ah ah ahCi faremo delle grasse risate agli italiani...Lì si gioca in 6? Ah scusate, dimenticavo, siamo a Milano, per voi le regole sono un'eccezione.Ciao H4xor... ah ah ahphi3zz0
  • Anonimo scrive:
    Ci vediamo agli Italiani
    Penso che al CERT-IT se ne vedranno delle belle. Avete trionfato ad un torneo mondiale battendo 10 squadre! Complimenti. Grazie alla miopia dell'Università di Bologna, non abbiamo potuto partecipare... Ma agli italiani il discorso sarà diverso... Vi distribuirete l'OS prima... C'è da giurarci, ma "Sarà battaglia fino all'ultimo Gorgonauta"ah ah ah ah ah ah ahphi3zz0
  • Anonimo scrive:
    Bravi...ma che rottura a lezione
    Ciao,faccio i complimenti ai vincitori, in particolare alle persone che fanno i corsi con me.Vorrei dire però al Super Saiyan e al pagetto di rompere meno con domande assurde a lezione, in particolare a infrastrutture.Un saluto speciale a Shylock
  • Anonimo scrive:
    a pensar male
    Tratto dalla biografia dell'organizzatore della manifestazione:Finally, he is known for organizing and running the first inter-university international Capture The Flag hacking context. Giovanni Vigna received his M.S. with honors and Ph.D. from Politecnico di Milano, Italy, in 1994 and 1998, respectively.
    • puntomediatico scrive:
      Re: a pensar male
      - Scritto da: Anonimo
      Tratto dalla biografia dell'organizzatore della
      manifestazione:

      Finally, he is known for organizing and running
      the first inter-university international Capture
      The Flag hacking context. Giovanni Vigna received
      his M.S. with honors and Ph.D. from Politecnico
      di Milano, Italy, in 1994 and 1998, respectively.cosa ha fatto di sbagliato?
  • Anonimo scrive:
    complimentoni! pero' a crema ciccia T_T
    complimentoni ragazzi!!!!noi al polo di crema (siamo sempre sotto unimi) pero' rosichiamo una cifra, non ce lo fanno fare T_T
  • Anonimo scrive:
    Orari...
    piccola nota per l'editore...tutte le ore riportate nella cronistoria dell'evento sono riferite al fuso orario della california... dovete aggiungere 9 ore... siamo usciti dal Politecnico alle 1 del mattino... o meglio... alle 2, dopo che abbiamo riordinato il campo di battaglia (abbiamo dovuto staccare la porta del laboratorio per farci entrare tutte le apparechiature) (geek)la pagina ufficiale... che dovremmo aver sistemato da 'mo, è a questo indirizzo http://ctf.elet.polimi.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Orari...
      Certo che passare la notte a battere su una tastiera non deve essere il massimo. Complimenti comunque, quando mi si rompe il mause o il picci' vi chiamo. :D
    • Lamb scrive:
      Re: Orari...

      tutte le ore riportate nella cronistoria
      dell'evento sono riferite al fuso orario della
      california... Ciao! Intanto complimenti !! :)Forse andava specificato, e' che mentre scrivevo mi immedesimavo 8)ciao!
  • Anonimo scrive:
    Boia de'.....siam forti
    di pe i ridere.......
  • Vurdak scrive:
    Chissa` come ne parlerebbero i vari tg..
    Se ne parlerebbero.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chissa` come ne parlerebbero i vari tg..
      Non ne parlerebbero, perché altrimenti verrebbe smitizzata la figura dell'hacker cattivo che ci tempesta la caselle mail di spam, che ruba i numeri delle nostre carte di credito etc etc.....Complimenti ai ragazzi del politecnico!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Chissa` come ne parlerebbero i vari
        - Scritto da: Anonimo
        Non ne parlerebbero, perché altrimenti verrebbe
        smitizzata la figura dell'hacker cattivo che ci
        tempesta la caselle mail di spam, che ruba i
        numeri delle nostre carte di credito etc etc.....

        Complimenti ai ragazzi del politecnico!!Secondo me uno di loro ti stà già fregando la carta di credito .:D
    • Anonimo scrive:
      Re: Chissa` come ne parlerebbero i vari
      Gli esperti giornalisti delle testate nazionali sicuramente ne parlerebbero così:"Sai come si fa a overclockare la password segreta IP MIDI della directory del pin di una CPU da Windows XP e dal menu File di Photoshop XP?Dal menu Strumenti di Controllo di Mac devi mandare un messaggio a un indirizzo Internet IRC, perche' puoi appunto fare telnet da Excel 9000, in modo che quindi tu riesca a praticamente riconfigurare Office da Word o da Flash MX, cosicche' quindi ti consenta di reinstallare un editor di un desktop dalle preferenze di Excel 3000 per bootare da un BIOS Fast di una GPU."
      • Anonimo scrive:
        Re: Chissa` come ne parlerebbero i vari
        - Scritto da: Anonimo
        Gli esperti giornalisti delle testate nazionali
        sicuramente ne parlerebbero così:

        "Sai come si fa a overclockare la password
        segreta IP MIDI della directory del pin di una
        CPU da Windows XP e dal menu File di Photoshop
        XP?

        Dal menu Strumenti di Controllo di Mac devi
        mandare un messaggio a un indirizzo Internet IRC,
        perche' puoi appunto fare telnet da Excel 9000,
        in modo che quindi tu riesca a praticamente
        riconfigurare Office da Word o da Flash MX,
        cosicche' quindi ti consenta di reinstallare un
        editor di un desktop dalle preferenze di Excel
        3000 per bootare da un BIOS Fast di una GPU."tragicamente vero O_O
      • Anonimo scrive:
        Re: Chissa` come ne parlerebbero i vari
        Certo che il Polygen vi fa male. ;)
  • an0nim0 scrive:
    21 uomini e 1 donna
    Senza offesa per gay e trans non individuabili dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi' debole? 21 a 1? Siamo messi bene ...
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      No, siamo messi molto peggio.
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna

      Senza offesa per gay e trans non individuabili
      dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'
      debole? 21 a 1? L'unica donna sembra addirittura gnocca.
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      però è molto carina..la tipa!!...
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      - Scritto da: an0nim0
      Senza offesa per gay e trans non individuabili
      dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'
      debole? 21 a 1?

      Siamo messi bene ...Secondo me è omosessuale, percui siamo a 21 e ½
      • Anonimo scrive:
        Re: 21 uomini e 1 donna
        - Scritto da: Anonimo
        Secondo me è omosessuale, percui siamo a 21 e ½Non mi pare proprio e comunque donna è sempre donna, fin quando non spuntano appendici :o
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      - Scritto da: an0nim0
      Senza offesa per gay e trans non individuabili
      dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'
      debole? 21 a 1?

      Siamo messi bene ...dicesi gangbang...
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      - Scritto da: an0nim0
      Senza offesa per gay e trans non individuabili
      dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'
      debole? 21 a 1?

      Siamo messi bene ...link?
      • Anonimo scrive:
        Re: 21 uomini e 1 donna
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: an0nim0

        Senza offesa per gay e trans non individuabili

        dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'

        debole? 21 a 1?



        Siamo messi bene ...
        link?non avevo visto la foto...non fa niente
    • puntomediatico scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      - Scritto da: an0nim0
      Senza offesa per gay e trans non individuabili
      dalla foto, ma il sesso debole e' davvero cosi'
      debole? 21 a 1?

      Siamo messi bene ...Certo che la ragazza non pare una nerd a prima vista,anzi mi pare stia piazzata bene.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 aprile 2006 15.29-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: 21 uomini e 1 donna
      Se si considera che il 90% delle ragazze che si vedono al politecnico sono fidanzate degli studenti che passano a prenderli (o fanno ingegneria gestionale), e anche cosi` sono poche, una ragazza nella squadra mi sembra gia` una percentuale elevata :)
  • Anonimo scrive:
    Nerd
    Sembrano tutti un pò sfigati, però... :|(rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: Nerd
      come uno dei presenti nella foto, ti ringrazio :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Nerd
      No dai, per essere dei tizi che stanno 24h/7gg davanti ad un monitor sono messi anche troppo bene. :D
      • Anonimo scrive:
        Re: Nerd
        io a dire l verità passo tutti i fine settimana a fare vela su derive agonistiche... il sabato mattina dopo la gara, alle 10, ero già in barca sul lago di Leccosemplicemente, amo il mio lavoro... ma quando posso stacco... non mi metto davanti alla playstation
        • Anonimo scrive:
          Re: Nerd
          Anche io da presente nella foto ringrazio...e cmq spesso stacco pure io il lunedi ed il giovedi sera pratico kung fu e spesso le domeniche le passo ad allenarmi con armi tradizionali cinesi
          • Anonimo scrive:
            Re: Nerd
            - Scritto da: Anonimo
            Anche io da presente nella foto ringrazio...e cmq
            spesso stacco pure io il lunedi ed il giovedi
            sera pratico kung fu e spesso le domeniche le
            passo ad allenarmi con armi tradizionali cinesiconsiglierei cmq un po di palestra...ed un'aggiustatina al look :DUn "quasi" ingegnere (quasi, non solo perchè "manca poco" ma anche per l'intenzione di restare alla larga dal classico stereotipo ingegnere-nerd-smidollato che, aimhè, è tristemente confermato dai numeri...)
          • Anonimo scrive:
            Re: Nerd
            Eddai, il messaggio l'ho scritto io... studio informatica, e sono più sfigato di voi!Alla fine essere nerd ha anche il suo perchè...COMPLIMENTI PER L'IMPRESA, RAGAZZI! ;)
          • Anonimo scrive:
            Re: Nerd
            - Scritto da: Anonimo
            Eddai, il messaggio l'ho scritto io... studio
            informatica, e sono più sfigato di voi!
            Alla fine essere nerd ha anche il suo perchè...

            COMPLIMENTI PER L'IMPRESA, RAGAZZI! ;)Secondo me cè solo un motivo perchè si sentano presi in causa da una battuta simile, cioè che si sentano veramente "sfigati" (dovete spiegarmi che c*zzo significa comunque).Get a life!
  • Anonimo scrive:
    14 anni
    Perchè non fanno partecipare anche qualche smanettone di 14 anni ... molto probabilmente la mette nel culo a tutti senza che neppure se ne accorgano.Questi sono buffoni, le università sfornano buffoni!Quando inizieranno a vedere soldi (delle major e dei governi) passeranno le loro giornate a progettare sistemi per fottere i poveri ed onesti cittadini.
    • Anonimo scrive:
      Re: 14 anni
      - Scritto da: Anonimo
      Perchè non fanno partecipare anche qualche
      smanettone di 14 anni ... molto probabilmente la
      mette nel culo a tutti senza che neppure se ne
      accorgano.
      Questi sono buffoni, le università sfornano
      buffoni!

      Quando inizieranno a vedere soldi (delle major e
      dei governi) passeranno le loro giornate a
      progettare sistemi per fottere i poveri ed onesti
      cittadini.Si.
    • Anonimo scrive:
      Re: 14 anni

      Perchè non fanno partecipare anche qualche
      smanettone di 14 anni ... molto probabilmente la
      mette nel culo a tutti senza che neppure se ne
      accorgano.perchè non partecipi tu allora, che sei così bravo?
      Questi sono buffoni, le università sfornano
      buffoni!rimandato al primo esame?mi spiace...
      Quando inizieranno a vedere soldi (delle major e
      dei governi) passeranno le loro giornate a
      progettare sistemi per fottere i poveri ed onesti
      cittadini.infatti 3-4 dei partecipanti lavora già da un pezzo e se ne strafrega dei soldi, e della gente ignorante come te
    • Anonimo scrive:
      Re: 14 anni
      Se fosse vero, non saresti un pluri-bocciato.
    • Anonimo scrive:
      Re: 14 anni
      Qualcosa mi dice che hai sokato :D
  • Anonimo scrive:
    Precisazione
    Il team che ha vinto il capture the flag aveva fisicamente sede al polimi, tuttavia era composto da studenti provenienti da numerose facolta' di Scienze Dell'Informazioni e CdL Triennali in Informatica (Universita' degli studi di Milano Bicocca). Inoltre nel team vi erano anche professionisti dell'ICT & Information Security.Tanto per dare informazioni chiare e precise, l'articolo IMHO ha dato una visione "distorta": sembra che siano stati gli ingegneri informatici italiani dal loro tempietto "POLIMI" a sconfiggere da soli tutti i migliori team mondiali.... non e' cosi' ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Precisazione
      Veramente il team e' composto da 18 studenti ed ex-studenti del Polimi + 3 osservatori esterni (due dei quali laureati, uno in unimi e uno in bicocca). Ma l'articolo e' corretto: la squadra e' _del_ polimi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Precisazione
      E la donna a che serviva? :D
  • Anonimo scrive:
    (Vedi foto)
    quale foto ?copia/incolla/rileggere ?
  • Anonimo scrive:
    Prof. Vigna
    Solita fuga di cervellihttp://www.cs.ucsb.edu/~vigna/
    • Anonimo scrive:
      Re: Prof. Vigna
      - Scritto da: Anonimo
      Solita fuga di cervelli

      http://www.cs.ucsb.edu/~vigna/ma scusa cosa vuoi che facciano qui in italia?fanno benissimo piuttosto che sprecare il loro talento in un paese che non offre niente e che ti 'incatena' in ogni modo
    • skizzo scrive:
      Re: Prof. Vigna
      Che tristezza, in università da noi uno così giovane viene parcheggiato per anni nei seminterrati a perdere tempo, in attesa che i grandi prof, vecchi & obsoleti, liberino la poltrona :-(
      • Anonimo scrive:
        Re: Prof. Vigna
        purtroppo è proprio così,le baronie in italia sono una realtà ben radicata.Il Prof.Vigna ha fatto bene ad andarsene in California,lo farei anch'io se potessi
    • Anonimo scrive:
      Re: Prof. Vigna
      Normale, per loro stare in italia o andare in coma è la stessa cosa.Qui servono lauree false o ad honorem e gente come Andreotti con reati pazzeschi prescritti...
      • Anonimo scrive:
        Re: Prof. Vigna
        Punto Primo:in USA il grosso dei finanziamenti per la ricerca arriva dalle aziende private, a livello statale gli USA investono procapite quanto l'Italia. Qui da noi si rpetende sia los tato a investire (con quali soldi). Dovrebbero essere i privati a farlo anche in Italia, ma le aziende preferiscono spendere poco e i politici in genere non amano l'idea che le università ricevano fondi non pubblici, che i privati entrino come finanziatori degli atenei, vedendo le Iniversità come una cosa strettamente pubblica da non contaminare.Secondo punto:Negli usi esiste la meritocrazia, si è assunti per dei progetti in una Università, vengono rinnovati i fondi se il progetot va avanti oppure tolti e tocca ai ricercatori trovare finanziatori se l'università non concede fondi interni. I ricercatori sono chiamati dagli atenei e tendono a girare, qualche anno qui e qualche altro la, sono pagati meno che da noi in genere, anche quelli bravi, ma se il progetto convince e da risultati possonof are folgoranti carriere. In Italia invece si vanza tutti, i meriti individuali non contano, si finanziano progetti a volte senza logica per utilizzare i fondi a destinazione, altrimenti l'anno successivo si perdono i soldi avanzati, i ricercatori che avanzano fondi alla fine della ricerca spendono tutto fino all'ultimo centesimo anche per cose personali affinchè per il prossimo progetto non sia assegnato un importo inferiore.Il sistema italiano non è premiante dei bravi, è sprecone per quei pochi soldi a disposizione e non invoglia le aziende a finanziare le ricerche.quanto ai vecchi cappotti che stanno neglia tenei ecc ecc, i professori sono uan casta intoccabile come gli statali in genere, che voelte che si faccia, come dici cambiamo qualcosa ti sparano scioperi a raffica, manifestazioni in piazza ecc ecc.la crisi italiana viene da lontano, è colpa di 50 anni di mal governo generalizzato e ecessita di rifare tutto il sistema, ma ciò è impossibile per ogni categoria non è disposta a fare i sacrifici che tutti dovremmo fare.
        • Anonimo scrive:
          Re: Prof. Vigna
          - Scritto da: Anonimo
          Punto Primo:
          in USA il grosso dei finanziamenti per la ricerca
          arriva dalle aziende private, a livello statale
          gli USA investono procapite quanto l'Italia.Ehm.... spiacente smentire nel caso specifico:se ti leggi il cv http://www.cs.ucsb.edu/~vigna/cv.pdfvedrai che il ragazzo ha ricevuto (ovviamente insieme a colleghi) finanziamenti per la ricerca grossomodo pari a 5 MILIONI di dollari, tutti da agenzie pubbliche,governative e militari: NSA, ARL, NSF, DARPAQui col piffero che ti danno 5 milioni ad un ragazzone...
  • Anonimo scrive:
    Orgoglio nazionalista
    Non ci s'ha solo spiagge belle, mare pulito, montagne verdi, governo serio, si primeggia pure in ambito informatico. :DScherzi a parte, e bravi!
    • Anonimo scrive:
      Re: Orgoglio nazionalista
      orgoglio di patria, nazionale, per i concittadini, etc...non nazionalista ! che storicamente ha altri significati poco raccomandabili :s
      • Anonimo scrive:
        Re: Orgoglio nazionalista
        Non dare retta.Lasciali cucinare nel loro brodo.Alberto
      • Anonimo scrive:
        Re: Orgoglio nazionalista
        Sisi, ma intanto resta il fatto che i più bravi andranno a trovare Vigna... per ora l' università italiana è riuscita a togliere i buoni pasto ai ricercatori.E se avete qualche bel profio che fa tanto sinistrorso... non fidatevi... in realtà è ben ancorato alla sua poltrona... come un pruppo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Orgoglio sadomasochista
      oppure è meglio reazionarista? Tanto non hanno senso lo stesso..:
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