British Library, un archivio videoludico

La biblioteca nazionale britannica cercherà di obbligare i vari publisher a concedere almeno una copia dei propri titoli per preservare decenni di storia dei videogame. E metterla in salvo da buchi neri e catastrofi digitali

Roma – Una decisione presa per preservare trent’anni di storia videoludica, magari da un’eventuale apocalisse digitale. I giganteschi archivi della British Library potranno così conservare una copia di ciascun videogame pubblicato in terra britannica dagli anni 70 ad oggi . Dall’ Attacco dei Cammelli Mutanti a Tomb Raider .

Gli alti vertici della biblioteca d’Albione hanno infatti espresso più di un interrogativo, alla luce di un pericoloso buco nero formatosi nel passaggio dei formati d’archiviazione digitali. Una mole di informazioni ormai già perduta, compresi quei contenuti relativi a giochi elettronici prodotti tra il 1970 e il 1990 .

Queste ripetute scomparse sembrano aver convinto la British Library ad esercitare pressioni sul governo di Londra, in armonia con le convinzioni di alcuni osservatori legati all’industria britannica dei videogame. I vari publisher dovrebbero in sostanza concedere agli archivi della memoria storica almeno una copia dei loro titoli.

Questo in base ad una rivisitazione della legge britannica che dal 1662 obbliga ciascun editore cartaceo a consegnare almeno una copia dei propri libri o riviste agli immensi archivi della British Library. La nuova sezione della biblioteca nazionale si baserebbe inoltre sul supporto del National Videogame Archive .

Formato nel 2008 presso il National Media Museum di Bradford, e in collaborazione con la Nottingham Trent University , il National Videogame Archive dovrà contribuire con la sua esperienza tecnologica e di catalogazione. Favorevoli all’iniziativa sono stati i vertici di UK Interactive Entertainment : un archivio salverebbe la memoria della cultura videoludica.

Mauro Vecchio

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  • albert costa scrive:
    La carta non morirà completamente...
    In fin dei conti, d'estate, in spiaggia, sotto l'ombrellone, continuerò a leggere il buon vecchio giornale di carta...mica mi porto diavolerie costose che poi, appena esco dall'acqua, scopro che m'han rubato tutto...
  • Claudio scrive:
    L'editoria e il giornalismo giornalaio
    Allora tutto bello quello che succede nel mondo peccato che in Italia non sia minimamente applicabile su nessun prodotto editoriale, a parte qualche caso.La libertà di stampa italiana, che fa diventare il prodotto editoriale in se autorevole, è pari a zero come visto nelle ultime dichiarazioni internazionali sul tema.Per salvare l'editoria, tutta, si deve fare un passo indietro cospargersi il capo di cenere e tornare a fare giornalismo e non i giornalai. Il "caso" dell' Huffington post da l'esempio di come un gruppo libero può fare dell'ottimo giornalismo. Non ho idea perchè in questa succulenta analisi di grandi nomi, se wired di può definire tale, ha escluso questo lampante esempio di buon giornalismo in USA, oppure Il Fatto Quotidiano, che con il suo lancio di off/on line ha avuto grandi consensi, in Italia.La miope analisi dei dati e voler il strutturare un pensiero escludendo a priori i nuovi progetti porta a concludere che saranno sempre i soliti che dovranno fare il mercato, non sarà così.L'editoria non va "ripensata", va rifatta. A casa i vecchi, pigri e strapagati leccapiedi di giornalisti che sono sul libro paga del lobbista di turno o del politico con la frangetta nuova.Le strutture editoriali si devono liberare di azionisti che dettano le "strategie editoriali" con un occhio alla finestra e l'altro sul portafoglio.Va, anzi andrebbe, cambiato il sistema.Fatto questo leggerissimo ritocco verso la qualità non ci sarebbe nessun problema per l'utente medio pagare per avere l'informazione che cerca.Certo che se il Corriere, Repubblica e compagnia bella stanno 4 mesi sulla casa del tale, un mese sul bunga bunga ecc è ovvio che l'utente medio non si dimena per correre a pagare per certa "sporcizia" che dicono essere "l'informazione libera e priva di ogni contaminazione".Ho da poco lanciato un progetto editoriale on line e in sei mesi con 4 giornalisti, me compreso, siamo a 70mila visite mese. Pubblicità per farci conoscere zero, soldi investiti nel progetto pochi e solo i nostri, lobby alle spalle zero, Venture capital zero. Solo tacco e punta per la città e voglia di dire il non detto. Cronaca per il piacere di raccontarla e i risultati si vedono, pochi, modesti, ma si vedono.La cosa che mi fa cadere dalla sedia è quando mi arrivano i CV di giornalisti, o presunti tali, o di redattori, o di "lavoratori dei MEDIA"; richieste tra i 3/4mila euro mese + auto + telefono + benefici di vario genere che non vi sto ad elencare; roba da matti. Questi non sono giornalisti sono una corporazione di dittafoni strapagati che lucrano sventolando un tesserino che vale una cippa.Il giornalismo non è un modo per fare soldi e non lo deve essere né per il giornalista né per l'editore, i soldi sono una conseguenza che serve solo per rimanere liberi e autorevoli. Faccio ottimo giornalismo avrò tanti lettori quindi arriveranno i clienti che vorranno la loro pubblicità sul giornale. Il cliente fa la sXXXXX e verrà scoperto con le mani nel sacco dal giornalista quindi non vorrà più investire? Pazienza. Come è stato per Il Fatto con un'azienda energetica.Qui non si tratta di Murdoch e compagnia cantanti che cerca di sopravvivere dicendo come sarà il mercato per influenzarlo e imporre un modello di consumo per i consumatori di news e affini.Non sta cambiando la storia, la storia è già cambiata e tanti non se ne sono nemmeno accorti.I nativi digitali sono come quelli nati nel 2000 non pensano in analogico o in lire, non devono fare il cambio sono già attuali sono sul presente quindi sarebbe sufficiente parlare con loro capire quali sono le loro ipotesi. Smettiamola di dire che i 20enni sono una banda di lobotomizzati che non pensano ad altro che drogarsi e sbattere contro i pali il sabato sera o che i loro interessi sono Face Book e social tribù varie.I vecchi che danno i nomi ai prodotti per giovani mi hanno sempre fatto tenerezza... Se avessero chiesto ad un 20enne come avrebbe definito Face Book di sicuro non l'avrebbe definito un Social Network. E' come dire che la piazza sotto casa mia è una Social Place... ma che ragionamenti del piffero. Face Book forse si avvicina di più ad un Meet Network o simili. Questo per dire che il mercato di domani sono i giovani di adesso, non quelli di oggi , quelli di adesso.Noi in Italia i giovani non li consideriamo, non li paghiamo, non li istruiamo, noi li guidiamo con una TV di qualità , non li aiutiamo con una politica di alternative e prospettive ecc ecc.Quindi il futuro per i giornali di domani sarà quello di farsi leggere da quelli che oggi stanno ignorando, la vedo dura.Scusate la lungaggine
    • colonnello pusterzoff en scrive:
      Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
      Minghia, meno male che hai spaziato bene i paragrafi (deformazione professionale? ;-)Cmq l'huffington post è un aggregatore. Ha una sua (piccola) redazione che seleziona gli articoli, ogni tanto esce un fondo, ma di fatto è un aggregatore che giornalisticamente non aggiunge nulla.Sul resto, posso solo dire che lavorando per una famosa testata editoriale statunitense, un conto è quello che pensiamo noi del giornalismo in italia, un conto è come questa professione è considerata nel mondo anglosassone. La differenza è fra il giorno e la notte.Ultima cosa: il marketing da sempre fa ricerche sul target e interpella "campioni" di quel target. Se voglio lanciare un prodotto per teenager, stai tranquillo che si sonderà prima il terreno con qualche proposta o brand name, mica si decide tutto in una meeting room... ah, e si, i giovani sono per la maggior parte dei lobotomizzati.
      • Claudio scrive:
        Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
        OK per huffington, era un esmpio non calzante ma noto. Sono Furbi quelli del Huff ma hanno di fatto usato un modello editoriale nuovo facendo numeri incredibili.Meglio se lo vogliamo mettere nel piatto delle scelte è Techmeme. Tech protegge il suo lettore in modo più puntiglioso e attivo.Allora per quello che riguarda il marketing invece, e qui parlo di un esperienza diretta, in Italia c'è das farsi delle risate.Allora ecco degli esempi di posizionamento prodotto/target/mercato:Anna (RCS) new brand in A (dimmi te se uno va in edicola e dice:"MI da una copia di A?", edicolante risponde:"Eh?" e la tipa "A" e lui "Come?" e via così per 10 minuti)) revisione della veste grafica con appoggio su contenuti editoriali da circo ecc ecc Play Radio, posizionamento in un mercato saturo, grandi nomi tra i Dj (o pensavano di averi presi i grandi nomi), redazione scarna e contenuti duplicati da CNR. Product placement da ignoranti nel settore (parliamo di RCS). Il tutto è duaro 18 mesi con successiva chiusura in blocco di tutto l'apparato, costo complessivo dall'esperimento se vuoi te lo dico in privato....City, free press, nato ndopo tutti gli altri (leggo, metro, ecc) con posizionamento in 10 città ora diventate 6, duplicazione su Internet del prodotto (ti invito a vedere il sito di City) da dilettanti.Potrei andare aventi ora con esempi anche in casa "Gruppo Espresso"... davvero siamo nella preistoria della comunicazione in Italia...Bah dai dire che i giovani sono tutti lobotomizzati.... non lo credo, lo spero quantomenoCiao a presto
        • Claudio scrive:
          Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
          2347293847 errori grammaticali e di sintassi ma spero si sia capita la replica
          • colonnello pusterzoff en scrive:
            Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
            Non preoccuparti per gli errori si capiva bene tutto, e te lo dice un grammar nazi ;-)E nel merito, non conosco molto la piazza del marketing italiana ma la storia di A mi ha fatto molto ridere (quella risata amara però).Ho il sospetto che ci siamo incrociati in quei corridoi mi sa...
          • Claudio scrive:
            Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
            Colonnello hai voglia di divertirti?Perché non facciamo quattro chiacchiere in pvt?Sarebbe interessante se non hai vincoli particolari.Purtroppo come dici tu i giovani sono leggermente svogliati.A prestoClaudio
          • colonnello purstezoffen scrive:
            Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
            Eh si, i giovini di oggi sono svogliati, ma non quando si tratta di esigere tutto e subito. Tutto ad un tratto ho capito che mi sto a fa vecchio...Contattami pure in pvt, mi farebbe piacere.
          • Claudio scrive:
            Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
            Buongiorno Colonnello,non è che mi puoi scrivere una mail a ottoundici@hotmail.it che altrimenti mi devo registrare su punto informatico e di newslwtter/spam/orpelli vari ne hjo già quintal?GrazieCiaoP.S. nel caso non ricevessi nulla declinerò sulla registrazione
          • Claudio scrive:
            Re: L'editoria e il giornalismo giornalaio
            Ah scusa l'assenza ma sono stato in giro per lavoro e nonho avuto tempo... e poi l'archiviazione degli articoli di PI lascia al quanto a desiderare
  • whitemagic scrive:
    L'editoria digitale scolastica
    ecco come si fa a NON fare l'editoria digitale scolastica:basta mettere d'accordo tutti gli editori di scolastica e fare cosi:http://www.scuolabook.it/lamberto-lamberti-laura-mereu-augusta-nanni-lezioni-di-matematica-volume-3-etas-scuola-s000etassc0024v3k1-2.htmlDimenticavo la versione caracea costa 28 e l'IVA sulla versione cartacea non è il 20% (lobby job) ma il 4% assolta dall'editore.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 novembre 2010 22.24-----------------------------------------------------------
    • ruppolo scrive:
      Re: L'editoria digitale scolastica
      Mi sembra bene, 20 euro invece di 28.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: L'editoria digitale scolastica
        Perchè il lettore è gratuito, vero?
        • ruppolo scrive:
          Re: L'editoria digitale scolastica
          - Scritto da: uno qualsiasi
          Perchè il lettore è gratuito, vero?No, ma si ripaga presto, e dopo sono soldi risparmiati, oltre che la comodità o possibilità di portarsi appresso tutti i libri.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria digitale scolastica

            No, ma si ripaga presto, e dopo sono soldi
            risparmiatiSolo se scarichi gratis.
          • _ML_ scrive:
            Re: L'editoria digitale scolastica
            Incredibile non solo constano poco meno della versione cartaceama hanno pure limitazioni temporali... dopo n giorni non lopuoi più consultare!!!Il libro è mio e ne faccio quello che voglio...lo distruggo, lo presto, lo rivendo CHIARO??????
          • Sky scrive:
            Re: L'editoria digitale scolastica
            - Scritto da: _ML_
            Incredibile non solo constano poco meno della
            versione
            cartacea
            ma hanno pure limitazioni temporali... dopo n
            giorni non
            lo
            puoi più consultare!!!
            SCANDALOSO!!!Non riuscivo a crederci quando l'ho letto.E poi qualcuno dice che i prezzi sono giusti e che un tale sistema di vendita sarà quello del futuro.A me sembra che stia crescendo una generazione di ebeti disposti ad accettare con i paraocchi qualunque cosa venga proposta, e a qualunque prezzo, purché sia fruibile con l'ultimo scintillante gingillo tecnologico.
          • 01234 scrive:
            Re: L'editoria digitale scolastica
            quoto...che schifo...
          • Internetcrazia scrive:
            Re: L'editoria digitale scolastica
            una volta si arrivava fuori scuola 15 minuti prima per copiare i compiti da portare quel giorno...adesso basterà passarli via wifi....dormiranno di più ;)
    • Pappopero scrive:
      Re: L'editoria digitale scolastica
      Il limite alla consultazione di 550 GG per me dovrebbe costituire Reato penale
  • H5N1 scrive:
    Ma l'indicizzazione?
    Se le pagine sono ad acXXXXX esclusivo Google & Co. non possono visitarle quindi indicizzarle.Se possono niente mi vieta di passarmi per Googlebot/2.1 (+http : //www. google .com/bot.html) -----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 novembre 2010 20.57-----------------------------------------------------------
  • Sauro scrive:
    Genio italiano
    Per fare un esempio, l'abbonamento mensile alla versione per iPad del Corriere della Sera costa 19,99 euro, che è circa la stessa cifra dell'abbonamento su base annuale alla versione cartacea. No comment.
  • Raschera Luigi scrive:
    Miopia editoriale
    A mio avviso il Mondo dell'editoria e' afflitto da una disarmante miopia.Non e' assolutamente pensabile che vagonate di lettori siamo disposti a pagare la stessa cifra dell'edizione cartacea per un'edizione elettronica!Il vero business deve essere attirare nuovi lettori, non convertire all'elettronico quelli che gia' acquistano l'edizione cartacea...Non sono un lettore abituale di quitidiani ma un abbonamento al corriere a 30 euro /anno lo farei ;-)Saluti
  • uno qualsiasi scrive:
    L'editoria è legata al supporto
    Senza il supporto, l'editoria non ha più ragione di esistere.A che scopo rivolgersi a un editore, quando chiunque può pubblicare sul web per conto suo (ed essere indicizzato dai principali motori di ricerca in pochi giorni)?
    • Jacopo Monegato scrive:
      Re: L'editoria è legata al supporto
      l'editore potrebbe trasformarsi in un qualcosa che raccoglie i manoscritti digitali e li distribuisce facendo pubblicità in giro, offrendogli di inserirli a prezzi più vantaggiosi nei circuiti di distribuzione online, tenendosi una ragionevole percentuale dei proventi, in sostanza quello che secondo me dovrebbe già fare
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: L'editoria è legata al supporto
        - Scritto da: Jacopo Monegato
        l'editore potrebbe trasformarsi in un qualcosa
        che raccoglie i manoscritti digitali e li
        distribuisce facendo pubblicità in giro,
        offrendogli di inserirli a prezzi più vantaggiosi
        nei circuiti di distribuzione onlinePrezzi più vantaggiosi di cosa? Pubblicare qualcosa online è gratuito. E leggerlo pure.
        • Jacopo Monegato scrive:
          Re: L'editoria è legata al supporto
          sono sullo stesso piano delle case discografiche, sono totalmente d'accordo anzi più che totalmente che copiare il flusso di bit costa solamente l'energia elettrca utilizzata nel proXXXXX -va bene l'energia elettrica è una trasformata dell'energia intrinseca dell'universo esistente dal suo concepimento quindi di fatto gratis- però è altrettanto giusto il pagare ragionevolmente chi produce l'opera e -solamente nel caso- chi si sbatte per distribuirla, renderla disponibile, a meno che tali persone non preferiscano agire senza scopo di lucro
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            sono sullo stesso piano delle case discografiche,E quindi, obsoleti e inutili, e destinati a sparire.
            è altrettanto giusto il pagare ragionevolmente
            chi produce l'operaAppunto: ragionevolmente, non irragionevolmente. Non ha senso pagarlo migliaia di volte, a distanza di anni.E l'unico modo per pagare ragionevolmente è o con le donazioni, o con il lavoro su commissione. Di certo, non in base alle copie.
          • Jacopo Monegato scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            totalmente d'accordo riepto, sono un musicista con le implicazioni del caso, però se il ragionevole prima poteva essere realizzato distribuendo un gran numero di copie fisiche riducendo il prezzo ora non è più possibile... ok per le donazioni, le farò se mai mi riattiveranno paypal -.- e ok per il lavoro su commissione, però come recuperare le spese di "commissione"??? da musicista lo studio di registrazione o la strumentazione me la posso ripagare facendo concerti... gli scrittori invece?
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            però come recuperare le spese di "commissione"???
            da musicista lo studio di registrazione o la
            strumentazione me la posso ripagare facendo
            concerti... gli scrittori
            invece?Lo scrittore non ha bisogno di uno studio di registrazione, le attrezzature che gli servono sono molto più economiche. Le grosse spese sono per raccogliere informazioni e documentazioni (la sezione "ringraziamenti" alla fine di un libro dà un'idea)... ma tali spese sono destinate a scendere, perchè la rete abbatte i costi.
          • ruppolo scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            Sempre tutti ben disposti a far lavorare gli altri, aggratis...
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            E non lavorare, chi te l'ha chiesto?
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi
            E non lavorare, chi te l'ha chiesto?Gia' lo fa (di non lavorare).
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: ruppolo
            Sempre tutti ben disposti a far lavorare gli
            altri,
            aggratis...Pienamente d'accordo con te, almeno su questo.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Lo scrittore non ha bisogno di uno studio di
            registrazione, le attrezzature che gli servono
            sono molto più economiche. Le grosse spese sono
            per raccogliere informazioni e documentazioni (la
            sezione "ringraziamenti" alla fine di un libro dà
            un'idea)... ma tali spese sono destinate a
            scendere, perchè la rete abbatte i
            costi.Tu non hai mai scritto una riga in vita tua, non hai la minima idea del lavoro che sta dientro ad un libro.E ovviamente non è solo documentazione, ma proprio lavoro, tempo tempo tempo tempo tempo tempo.Passato a scrivere.Altrimenti assumi 100 milioni di scimmie ed insegnali a battere a caso sulla tastiera.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            Lo scrittore non ha bisogno di uno studio di

            registrazione, le attrezzature che gli servono

            sono molto più economiche. Le grosse spese sono

            per raccogliere informazioni e documentazioni
            (la

            sezione "ringraziamenti" alla fine di un libro


            un'idea)... ma tali spese sono destinate a

            scendere, perchè la rete abbatte i

            costi.

            Tu non hai mai scritto una riga in vita tua, non
            hai la minima idea del lavoro che sta dientro ad
            un
            libro.Ammettiamolo pure.Ma siccome i libri vengono scritti da qualche millennio, come facevano prima, che il computer non c'era?A me del lavoro che c'e' dietro ad un libro non interessa, esattamente come non interessa il lavoro che c'e' dietro ad un tavolo.Se voglio un tavolo pago materiale, trasporto e montaggio.Se voglio risparmiare su trasporto e montaggio vado all'ikea.
            E ovviamente non è solo documentazione, ma
            proprio lavoro, tempo tempo tempo tempo tempo
            tempo.

            Passato a scrivere.E allora?Ti costringono a scrivere?Ti hanno commissionato un lavoro?O lo fai per scelta tua?
            Altrimenti assumi 100 milioni di scimmie ed
            insegnali a battere a caso sulla
            tastiera.Ma guarda, un programmino che simula la pressione di un tasto casuale di una tastiera consiste di 3 righe, senza scomodare le scimmie.Se invece di un tasto a caso voglio inserire una parola a caso da un file, ci vuole qualche riga in piu', e ci vuole pure il file con tutte le parole.Addirittura si puo' scrivere un programma che genera frasi di senso compiuto corredando il programma con un database e delle grammatiche, ma in questo caso il programma diventa ancora piu' complesso.Sta di fatto che potremmo raggiungere prima o poi un livello tale da poter generare interi libri in modo del tutto automatico.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Se voglio un tavolo pago materiale, trasporto e
            montaggio.
            Se voglio risparmiare su trasporto e montaggio
            vado
            all'ikea.Certo, un libro è fatto di carta, quindi perchè non leggi un foglio di carta bianco, se è uguale?

            Ma guarda, un programmino che simula la pressione
            di un tasto casuale di una tastiera consiste di 3
            righe, senza scomodare le
            scimmie.

            Se invece di un tasto a caso voglio inserire una
            parola a caso da un file, ci vuole qualche riga
            in piu', e ci vuole pure il file con tutte le
            parole.

            Addirittura si puo' scrivere un programma che
            genera frasi di senso compiuto corredando il
            programma con un database e delle grammatiche, ma
            in questo caso il programma diventa ancora piu'
            complesso.

            Sta di fatto che potremmo raggiungere prima o poi
            un livello tale da poter generare interi libri in
            modo del tutto
            automatico.Certo, nei tuoi sogni.Per ora siamo riusciti a simulare la potenza computazionale di un cervello di gatto, con uno spreco immane di risorse ed energia, quella umana è ancora lontana dall'arrivare, (senza poi considerare le implicazioni morali di un computer che scrive un libro, con coscienza)Oppure vai a leggerti libri scritti da un insieme casuale di frasi di senso compiuto, se ti piace tanto.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            Se voglio un tavolo pago materiale, trasporto e

            montaggio.

            Se voglio risparmiare su trasporto e montaggio

            vado

            all'ikea.

            Certo, un libro è fatto di carta, quindi perchè
            non leggi un foglio di carta bianco, se è
            uguale?Stavamo dicendo che la carta, la stampa e il trasporto sono spese che incidono sul costo del libro.Togli la carta, togli la stampa, togli il trasporto, che cosa resta?Zero.

            Ma guarda, un programmino che simula la
            pressione

            di un tasto casuale di una tastiera consiste di
            3

            righe, senza scomodare le

            scimmie.



            Se invece di un tasto a caso voglio inserire una

            parola a caso da un file, ci vuole qualche riga

            in piu', e ci vuole pure il file con tutte le

            parole.



            Addirittura si puo' scrivere un programma che

            genera frasi di senso compiuto corredando il

            programma con un database e delle grammatiche,
            ma

            in questo caso il programma diventa ancora piu'

            complesso.



            Sta di fatto che potremmo raggiungere prima o
            poi

            un livello tale da poter generare interi libri
            in

            modo del tutto

            automatico.

            Certo, nei tuoi sogni.Questa risposta denota da parte tua una colossale ignoranza nel campo dell'intelligenza artificiale.Divertiti!http://watchout4snakes.com/creativitytools/RandomSentence/RandomSentence.aspx
            Per ora siamo riusciti a simulare la potenza
            computazionale di un cervello di gatto, con uno
            spreco immane di risorse ed energia, quella umana
            è ancora lontana dall'arrivare, (senza poi
            considerare le implicazioni morali di un computer
            che scrive un libro, con
            coscienza)Intanto il computer oggi riesce a vincere a scacchi contro chiunque.
            Oppure vai a leggerti libri scritti da un insieme
            casuale di frasi di senso compiuto, se ti piace
            tanto.Sempre meglio di 100 scimmie messe a pigiare tasti a caso.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            Se voglio un tavolo pago materiale, trasporto
            e


            montaggio.


            Se voglio risparmiare su trasporto e montaggio


            vado


            all'ikea.



            Certo, un libro è fatto di carta, quindi perchè

            non leggi un foglio di carta bianco, se è

            uguale?

            Stavamo dicendo che la carta, la stampa e il
            trasporto sono spese che incidono sul costo del
            libro.
            Togli la carta, togli la stampa, togli il
            trasporto, che cosa
            resta?
            Zero.Restano le spese di ricerca e il tempo uomo per scrivere il libro, che non è poco.


            Ma guarda, un programmino che simula la

            pressione


            di un tasto casuale di una tastiera consiste
            di

            3


            righe, senza scomodare le


            scimmie.





            Se invece di un tasto a caso voglio inserire
            una


            parola a caso da un file, ci vuole qualche
            riga


            in piu', e ci vuole pure il file con tutte le


            parole.





            Addirittura si puo' scrivere un programma che


            genera frasi di senso compiuto corredando il


            programma con un database e delle grammatiche,

            ma


            in questo caso il programma diventa ancora
            piu'


            complesso.





            Sta di fatto che potremmo raggiungere prima o

            poi


            un livello tale da poter generare interi libri

            in


            modo del tutto


            automatico.



            Certo, nei tuoi sogni.

            Questa risposta denota da parte tua una colossale
            ignoranza nel campo dell'intelligenza
            artificiale.

            Divertiti!
            http://watchout4snakes.com/creativitytools/RandomSMa secondo te quel programma, che spara frasi completamente sconnesse (non so se parli inglese, ma quelle frasi non hanno un minimo di coerenza)altro che libri.

            Per ora siamo riusciti a simulare la potenza

            computazionale di un cervello di gatto, con uno

            spreco immane di risorse ed energia, quella
            umana

            è ancora lontana dall'arrivare, (senza poi

            considerare le implicazioni morali di un
            computer

            che scrive un libro, con

            coscienza)

            Intanto il computer oggi riesce a vincere a
            scacchi contro
            chiunque.L'insieme di possibilità combinatorie di una partita a scacchi è molto molto MOLTO MOLTO MOLTO MOLTO più limitata della produzione di un libro.Gli scacchi hanno delle regole,dei pezzi che possono muoversi in determinate direzioni, e per finire un numero limitato di spazi.

            Oppure vai a leggerti libri scritti da un
            insieme

            casuale di frasi di senso compiuto, se ti piace

            tanto.

            Sempre meglio di 100 scimmie messe a pigiare
            tasti a
            caso.Era una citazione letteraria, peccato non averla colta.Ma me l'aspettavo.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt
            Restano le spese di ricerca e il tempo uomo per
            scrivere il libro, che non è
            poco.Non e' poco, ma non e' neppure attivita' che debba essere pagata e ripagata fino a 70 anni dalla morte dell'autore.In ogni caso se un signor Ken Follet, un autore a caso, tenesse conferenze in giro per il mondo, quanta gente pagante farebbe la fila per assistervi?Se la risposta e' "Tanta", allora il signor Ken Follet potrebbe distribuire gratis i suoi libri e vivere facendo conferenze.Se la risposta e' "Nessuno" allora il signor Ken Follet farebbe bene a tornare al suo piccolo appezzamento con la zappa, che e' tempo di rivoltar la terra.
            Ma secondo te quel programma, che spara frasi
            completamente sconnesse (non so se parli inglese,
            ma quelle frasi non hanno un minimo di
            coerenza)
            altro che libri.E' un primo passo nella direzione della produzione automatica di libri.Ti rispiego la strada.Si parte dal battere tasti a caso (esempio tuo).Poi si passa a inserire parole a caso.Poi si passa ad inserire frasi a caso.Quindi frasi di senso compiuto.Poi a paragrafi di senso compiuto...Un passo alla volta.Si arrivera' prima o poi ad avere un software in grado di scrivere racconti.Dubiti che sia possibile?

            Intanto il computer oggi riesce a vincere a

            scacchi contro

            chiunque.

            L'insieme di possibilità combinatorie di una
            partita a scacchi è molto molto MOLTO MOLTO MOLTO
            MOLTO più limitata della produzione di un
            libro.Un libro bene o male lo puo' scrivere chiunque (persino Francesco Totti ne ha scritto uno).Credi che giocare a scacchi sia una cosa alla portata di tutti?Quanto tempo pensi di metterci tu prima di poter vincere una partita contro un maestro di scacchi? In questa vita, intendo.
            Gli scacchi hanno delle regole,dei pezzi che
            possono muoversi in determinate direzioni, e per
            finire un numero limitato di
            spazi.Limitato, ma bello grande, molto piu' grande del numero di parole che conosce un italian medio.
            Era una citazione letteraria, peccato non averla
            colta.

            Ma me l'aspettavo.Dammi il riferimento della citazione che vado subito a documentarmi, allora.Ho letto molto, io, ma non ho letto mica tutto, ne' ci riusciro' mai.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Dammi il riferimento della citazione che vado
            subito a documentarmi,
            allora.
            Ho letto molto, io, ma non ho letto mica tutto,
            ne' ci riusciro'
            mai.http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabileForse cita anche il racconto di Asimov "Il dito della scimmia"
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            Restano le spese di ricerca e il tempo uomo per

            scrivere il libro, che non è

            poco.

            Non e' poco, ma non e' neppure attivita' che
            debba essere pagata e ripagata fino a 70 anni
            dalla morte
            dell'autore.Sono d'accordo, il copyright dovrebbee essere molto più breve, diciamo 10-20 anni dalla prima edizione.
            In ogni caso se un signor Ken Follet, un autore a
            caso, tenesse conferenze in giro per il mondo,
            quanta gente pagante farebbe la fila per
            assistervi?

            Se la risposta e' "Tanta", allora il signor Ken
            Follet potrebbe distribuire gratis i suoi libri e
            vivere facendo
            conferenze.
            Se la risposta e' "Nessuno" allora il signor Ken
            Follet farebbe bene a tornare al suo piccolo
            appezzamento con la zappa, che e' tempo di
            rivoltar la
            terra.


            Ma secondo te quel programma, che spara frasi

            completamente sconnesse (non so se parli
            inglese,

            ma quelle frasi non hanno un minimo di

            coerenza)

            altro che libri.

            E' un primo passo nella direzione della
            produzione automatica di
            libri.
            Ti rispiego la strada.
            Si parte dal battere tasti a caso (esempio tuo).
            Poi si passa a inserire parole a caso.
            Poi si passa ad inserire frasi a caso.
            Quindi frasi di senso compiuto.
            Poi a paragrafi di senso compiuto...

            Un passo alla volta.

            Si arrivera' prima o poi ad avere un software in
            grado di scrivere
            racconti.Per scrivere un racconto che abbia senso leggere, occorre che esso venga scritto da una persona, o da una macchina con una capacità computazionale e un bagaglio di esperienze, simile, li sorge il problema morale, ma non divaghiamo.
            Dubiti che sia possibile?



            Intanto il computer oggi riesce a vincere a


            scacchi contro


            chiunque.



            L'insieme di possibilità combinatorie di una

            partita a scacchi è molto molto MOLTO MOLTO
            MOLTO

            MOLTO più limitata della produzione di un

            libro.

            Un libro bene o male lo puo' scrivere chiunque
            (persino Francesco Totti ne ha scritto
            uno).A totti lo scrissero, lui non sarebbe in grado di scrivere il suo nome in stampatello.
            Credi che giocare a scacchi sia una cosa alla
            portata di
            tutti?
            Quanto tempo pensi di metterci tu prima di poter
            vincere una partita contro un maestro di scacchi?
            In questa vita,
            intendo.Ho battuto il mio maestro di scacchi, Francesco tortora, a spoleto, quando avevo 15 anni , finale due torri contro alfiere e re :)

            Gli scacchi hanno delle regole,dei pezzi che

            possono muoversi in determinate direzioni, e per

            finire un numero limitato di

            spazi.

            Limitato, ma bello grande, molto piu' grande del
            numero di parole che conosce un italian
            medio.Non c'entra niente questo, la complessità non è dovuta a questo, ma al numero di combinazioni, che nel linguaggio è di un paio di livelli più grande.


            Era una citazione letteraria, peccato non averla

            colta.



            Ma me l'aspettavo.

            Dammi il riferimento della citazione che vado
            subito a documentarmi,
            allora.Appare nella storia infinita di michael Ende, nel paragrafo della citta degli imperatori, e appare citata in molti altri :)
            Ho letto molto, io, ma non ho letto mica tutto,
            ne' ci riusciro'
            mai.Purtroppo è impossibile, già.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            Un libro bene o male lo puo' scrivere chiunque

            (persino Francesco Totti ne ha scritto

            uno).

            A totti lo scrissero, lui non sarebbe in grado di
            scrivere il suo nome in
            stampatello.E se hanno bisogno di usare Totti come falso autore, forse il contenuto di questo libro non passera' alla storia.Che cosa hanno venduto in quel caso, il libro o la firma dell'autore?

            Credi che giocare a scacchi sia una cosa alla

            portata di

            tutti?

            Quanto tempo pensi di metterci tu prima di poter

            vincere una partita contro un maestro di
            scacchi?

            In questa vita,

            intendo.

            Ho battuto il mio maestro di scacchi, Francesco
            tortora, a spoleto, quando avevo 15 anni , finale
            due torri contro alfiere e re
            :)Complimenti.Quanti altri sarebbero in grado?(Spoleto? Ho dei parenti da quelle parti. Quant'e' piccolo il mondo)


            Gli scacchi hanno delle regole,dei pezzi che


            possono muoversi in determinate direzioni, e
            per


            finire un numero limitato di


            spazi.



            Limitato, ma bello grande, molto piu' grande del

            numero di parole che conosce un italian

            medio.

            Non c'entra niente questo, la complessità non è
            dovuta a questo, ma al numero di combinazioni,
            che nel linguaggio è di un paio di livelli più
            grande.Guarda in questa pagina:http://math.ucdenver.edu/~wbriggs/qr/shakespeare.htmlc'e' una statistica del numero di parole utilizzate da Shakespeare nelle sue opere.Tolte le considerazioni sulle ripetizioni, sulle frequenze e su tutto il resto, il dato nudo e crudo e': Shakespeare used 31,534 different words Sappiamo quante parole ha usato shakespeare, sappiamo quali, con che frequenze, con che accostamenti...Solo lavorando di statistica e regole grammaticali si potrebbero creare frasi che rispettano lo stile di Shakespeare. Senza alcuna semantica.Poi, inserendo anche la semantica, si arriva anche a mettere insieme dei significati.Naturalmente Shakespeare restera' inimitabile. Ma quanti scribacchini di serie B potranno essere facilmente rimpiazzati da un computer per poter generare romanzetti da collezione harmony?Tanto il lettore non si accorgera' assolutamente della differenza. Poi ci metti come autore Francesco Totti.

            Dammi il riferimento della citazione che vado

            subito a documentarmi,

            allora.

            Appare nella storia infinita di michael Ende,
            nel paragrafo della citta degli imperatori, e
            appare citata in molti altri
            :)Urca. L'ho anche letto la Storia Infinita. Possibile che non mi riesca a ricordare di quella citazione?
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt



            Un libro bene o male lo puo' scrivere chiunque


            (persino Francesco Totti ne ha scritto


            uno).



            A totti lo scrissero, lui non sarebbe in grado
            di

            scrivere il suo nome in

            stampatello.

            E se hanno bisogno di usare Totti come falso
            autore, forse il contenuto di questo libro non
            passera' alla
            storia.
            Che cosa hanno venduto in quel caso, il libro o
            la firma
            dell'autore?



            Credi che giocare a scacchi sia una cosa alla


            portata di


            tutti?


            Quanto tempo pensi di metterci tu prima di
            poter


            vincere una partita contro un maestro di

            scacchi?


            In questa vita,


            intendo.



            Ho battuto il mio maestro di scacchi, Francesco

            tortora, a spoleto, quando avevo 15 anni ,
            finale

            due torri contro alfiere e re

            :)

            Complimenti.
            Quanti altri sarebbero in grado?
            (Spoleto? Ho dei parenti da quelle parti.
            Quant'e' piccolo il
            mondo)Chiedi ai tuoi parenti chi è Francesco tortora, sicuramente lo conoscono, il maestro di scacchi, lavora in convitto, piazza campello.



            Gli scacchi hanno delle regole,dei pezzi che



            possono muoversi in determinate direzioni, e

            per



            finire un numero limitato di



            spazi.





            Limitato, ma bello grande, molto piu' grande
            del


            numero di parole che conosce un italian


            medio.Gli spazi su una scacchiera sono 64.

            Non c'entra niente questo, la complessità non è

            dovuta a questo, ma al numero di combinazioni,

            che nel linguaggio è di un paio di livelli più

            grande.

            Guarda in questa pagina:
            http://math.ucdenver.edu/~wbriggs/qr/shakespeare.h
            c'e' una statistica del numero di parole
            utilizzate da Shakespeare nelle sue
            opere.

            Tolte le considerazioni sulle ripetizioni, sulle
            frequenze e su tutto il resto, il dato nudo e
            crudo e': Shakespeare used 31,534 different
            words Scacchi con 34.000 pezzi che possono essere abbinati in maniera diversa.
            Sappiamo quante parole ha usato shakespeare,
            sappiamo quali, con che frequenze, con che
            accostamenti...

            Solo lavorando di statistica e regole
            grammaticali si potrebbero creare frasi che
            rispettano lo stile di Shakespeare. Senza alcuna
            semantica.

            Poi, inserendo anche la semantica, si arriva
            anche a mettere insieme dei
            significati.Non siamo nemmeno capaci di creare macchine che superino il test di turing.
            Naturalmente Shakespeare restera' inimitabile. Ma
            quanti scribacchini di serie B potranno essere
            facilmente rimpiazzati da un computer per poter
            generare romanzetti da collezione
            harmony?
            Tanto il lettore non si accorgera' assolutamente
            della differenza.


            Poi ci metti come autore Francesco Totti.



            Dammi il riferimento della citazione che vado


            subito a documentarmi,


            allora.



            Appare nella storia infinita di michael Ende,

            nel paragrafo della citta degli imperatori, e

            appare citata in molti altri

            :)

            Urca. L'ho anche letto la Storia Infinita.
            Possibile che non mi riesca a ricordare di quella
            citazione?ti ricordi quando bastiano, non ricordandosi più di dove si trovi, finisce nella citta degli imperatori?Lì.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            Tolte le considerazioni sulle ripetizioni, sulle

            frequenze e su tutto il resto, il dato nudo e

            crudo e': Shakespeare used 31,534 different

            words

            Scacchi con 34.000 pezzi che possono essere
            abbinati in maniera
            diversa.Il paragone non regge.Tutti sanno parlare, pochissimi sanno giocare a scacchi.

            Non siamo nemmeno capaci di creare macchine che
            superino il test di
            turing.http://punto-informatico.it/3021803/PI/News/suzette-un-bot-molto-umano.aspx

            Urca. L'ho anche letto la Storia Infinita.

            Possibile che non mi riesca a ricordare di
            quella

            citazione?

            ti ricordi quando bastiano, non ricordandosi più
            di dove si trovi, finisce nella citta degli
            imperatori?

            Lì.Devo rileggerlo. Mi sa che ho dimenticato tutta la seconda parte, colpa anche del film che si basa solo sulla prima parte del libro.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt



            Tolte le considerazioni sulle ripetizioni,
            sulle


            frequenze e su tutto il resto, il dato nudo e


            crudo e': Shakespeare used 31,534 different


            words



            Scacchi con 34.000 pezzi che possono essere

            abbinati in maniera

            diversa.

            Il paragone non regge.
            Tutti sanno parlare, pochissimi sanno giocare a
            scacchi.Ma scherzi? qualunque lingua è molto più complessa del gioco degli scacchi, dovrebbe bastarti per rendertene conto, che per imparare a parlare devi NECESSARIAMENTE imparare entro i primi 5 anni della tua vita, se non impari in quel momento, durante il quale i tuoi neuroni sono più plastici, non impari più.Gli scacchi puoi impararli anche successivamente.Il fatto che tutti parlino, non significa che sia semplice, significa solo che è più importante comunicare che giocare a scacchi, per la sopravvivenza della specie.



            Non siamo nemmeno capaci di creare macchine che

            superino il test di

            turing.

            http://punto-informatico.it/3021803/PI/News/suzett
            Guarda che quella macchina non ha superato il test di turing, leggi bene.A parte che usano una versione modificata del test, decidono anche precedentemente gli argomenti da trattare, facile così, per la macchina.E poi nemmeno così è capace di ingannare molti giudici.


            Urca. L'ho anche letto la Storia Infinita.


            Possibile che non mi riesca a ricordare di

            quella


            citazione?



            ti ricordi quando bastiano, non ricordandosi più

            di dove si trovi, finisce nella citta degli

            imperatori?



            Lì.

            Devo rileggerlo. Mi sa che ho dimenticato tutta
            la seconda parte, colpa anche del film che si
            basa solo sulla prima parte del
            libro.Il film ha sempre fatto pena, sia il primo che il secondo.Niente a che vedere con quello che Ende scrisse.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            Ma scherzi? qualunque lingua è molto più
            complessa del gioco degli scacchi, dovrebbe
            bastarti per rendertene conto, che per imparare a
            parlare devi NECESSARIAMENTE imparare entro i
            primi 5 anni della tua vita, se non impari in
            quel momento, durante il quale i tuoi neuroni
            sono più plastici, non impari
            più.

            Gli scacchi puoi impararli anche successivamente.Quindi stai dicendo che e' impossibile imparare una seconda lingua?
            Il fatto che tutti parlino, non significa che sia
            semplice, significa solo che è più importante
            comunicare che giocare a scacchi, per la
            sopravvivenza della
            specie.Il tennis e' piu' facile degli scacchi?


            Non siamo nemmeno capaci di creare macchine
            che


            superino il test di


            turing.




            http://punto-informatico.it/3021803/PI/News/suzett



            Guarda che quella macchina non ha superato il
            test di turing, leggi
            bene.

            A parte che usano una versione modificata del
            test, decidono anche precedentemente gli
            argomenti da trattare, facile così, per la
            macchina.

            E poi nemmeno così è capace di ingannare molti
            giudici.Questo non toglie che vi siano immani progressi nel campo...Vogliamo riparlarne tra una decina d'anni?
            Il film ha sempre fatto pena, sia il primo che il
            secondo.

            Niente a che vedere con quello che Ende scrisse.Il secondo film non aveva niente a che vedere.Il primo ricalca piu' o meno la storia fino al nuovo nome dell'imperatrice.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt



            Ma scherzi? qualunque lingua è molto più

            complessa del gioco degli scacchi, dovrebbe

            bastarti per rendertene conto, che per imparare
            a

            parlare devi NECESSARIAMENTE imparare entro i

            primi 5 anni della tua vita, se non impari in

            quel momento, durante il quale i tuoi neuroni

            sono più plastici, non impari

            più.



            Gli scacchi puoi impararli anche
            successivamente.

            Quindi stai dicendo che e' impossibile imparare
            una seconda
            lingua?No, ne parlo 4, sarei un pazzo ad affermare qualcosa del genere, ma se non impari la prima non puoi imparare nemmeno le altre.La struttura principale è la prima, se non impari quella, non puoi impararne altre, ed esiste un limite di tempo per imparare una lingua.

            Il fatto che tutti parlino, non significa che
            sia

            semplice, significa solo che è più importante

            comunicare che giocare a scacchi, per la

            sopravvivenza della

            specie.

            Il tennis e' piu' facile degli scacchi?Sono diversi, ma entrambi possono essere imparati successivamente, posso imparare a giocare a tennis anche adesso (ed effettivamente lo sto facendo :))



            Non siamo nemmeno capaci di creare macchine

            che



            superino il test di



            turing.








            http://punto-informatico.it/3021803/PI/News/suzett






            Guarda che quella macchina non ha superato il

            test di turing, leggi

            bene.



            A parte che usano una versione modificata del

            test, decidono anche precedentemente gli

            argomenti da trattare, facile così, per la

            macchina.



            E poi nemmeno così è capace di ingannare molti

            giudici.

            Questo non toglie che vi siano immani progressi
            nel
            campo...
            Vogliamo riparlarne tra una decina d'anni?Sicuramente arriverà il momento in cui una macchina otterrà la potenza computazionale ed una rete neurale paragonabile a quella umana, in quel momento, se quella stessa macchina avesse una qualche forma di coscienza, probabilmente vorrebbe essere ricompensata, altrimenti verrebbe solo programmata a scrivere sulla base delle esperienze dei suoi programmatori.Che noia Yawwwnnn.In ogni caso ci siamo allontanati dall'argomento principale.Ora, dato per dimostrato che in tempi brevi nessuna macchina scriverà libri, e che l'unico modo è affidarci a gente che ha imparato a scrivere sul campo, e che perde tempo e fatica per farlo, la domanda rimane la stessa.Come lo paghiamo?
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt
            Ora, dato per dimostrato che in tempi brevi
            nessuna macchina scriverà libri, e che l'unico
            modo è affidarci a gente che ha imparato a
            scrivere sul campo, e che perde tempo e fatica
            per farlo, la domanda rimane la
            stessa.

            Come lo paghiamo?No, la prima domanda a cui rispondere e' "Perche' lo paghiamo?"La risposta alla domanda "Come lo paghiamo?" e' una conseguenza e molto piu' facile.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            Ora, dato per dimostrato che in tempi brevi

            nessuna macchina scriverà libri, e che l'unico

            modo è affidarci a gente che ha imparato a

            scrivere sul campo, e che perde tempo e fatica

            per farlo, la domanda rimane la

            stessa.



            Come lo paghiamo?

            No, la prima domanda a cui rispondere e' "Perche'
            lo
            paghiamo?"
            La risposta alla domanda "Come lo paghiamo?" e'
            una conseguenza e molto piu'
            facile.No, la prima domanda è :"Lo guardiamo?"Se la risposta è "si"La conseguente è "dovremmo pagarlo"
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt
            No, la prima domanda è :

            "Lo guardiamo?"

            Se la risposta è "si"

            La conseguente è "dovremmo pagarlo"- Perche'? Si paga?- Certo che si paga!- Allora cambiamo canale e guardiamoci qualcosa di gratis!
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: kurdt


            No, la prima domanda è :



            "Lo guardiamo?"



            Se la risposta è "si"



            La conseguente è "dovremmo pagarlo"

            - Perche'? Si paga?
            - Certo che si paga!
            - Allora cambiamo canale e guardiamoci qualcosa
            di
            gratis!Benissimo, facciamolo pure, se quella cosa è gratis, perchè no ? :)
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            No, la prima domanda è :

            "Lo guardiamo?"

            Se la risposta è "si"

            La conseguente è "dovremmo pagarlo"Sciocchezze. Non si paga per guardare. È come quella vecchia storia dell'oste che voleva farsi pagare anche solo per sentire l'odore delle sue vivande. Fu pagato solo con il tintinnio delle monete.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            No, la prima domanda è :



            "Lo guardiamo?"



            Se la risposta è "si"



            La conseguente è "dovremmo pagarlo"

            Sciocchezze. Non si paga per guardare. È come
            quella vecchia storia dell'oste che voleva farsi
            pagare anche solo per sentire l'odore delle sue
            vivande. Fu pagato solo con il tintinnio delle
            monete.Se tu il libro lo leggi la vivanda la stai mangiando.Non è che se posso copiare qualcosa, questo sia giusto e corretto.Tant'è vero che i falsari finiscono in galera, solo per copiare dei pezzetti di carta tutti uguali.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt
            - Scritto da: uno qualsiasi


            No, la prima domanda è :





            "Lo guardiamo?"





            Se la risposta è "si"





            La conseguente è "dovremmo pagarlo"



            Sciocchezze. Non si paga per guardare. È come

            quella vecchia storia dell'oste che voleva farsi

            pagare anche solo per sentire l'odore delle sue

            vivande. Fu pagato solo con il tintinnio delle

            monete.

            Se tu il libro lo leggi la vivanda la stai
            mangiando.Quando l'ho finito, il libro, lo riporto in biblioteca, pero', cosi' puoi leggerlo anche te.La vivanda invece... ci tieni tanto a volerla mangiare dopo che l'ho mangiata io? Aspetta un paio di giorni, che si completa il ciclo digestivo e poi... buon appetito.
            Non è che se posso copiare qualcosa, questo sia
            giusto e
            corretto.

            Tant'è vero che i falsari finiscono in galera,
            solo per copiare dei pezzetti di carta tutti
            uguali.Il libro posso anche non copiarlo.Posso leggerlo e rimetterlo dove stava.Un libro lo compro se poi voglio conservarlo sul mio scaffale, ma se non ho questa esigenza, che cosa lo compro a fare?
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Tu non hai mai scritto una riga in vita tua, non
            hai la minima idea del lavoro che sta dientro ad
            un
            libro.Ti sbagli. Io ho scritto. E quello che ho prodotto è liberamente scaricabile.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Tu non hai mai scritto una riga in vita tua, non

            hai la minima idea del lavoro che sta dientro ad

            un

            libro.

            Ti sbagli. Io ho scritto. E quello che ho
            prodotto è liberamente
            scaricabile.Passami il link.(Please)
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            www.wikipedia.it
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi
            www.wikipedia.itNon mi sembra un libro, wikipedia, ma un encicolpedia.Quindi confermi la mia supposizione di non aver la minima idea su come scrivere un libro o un racconto.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3030608&m=3034266#p3034266
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Tu non hai mai scritto una riga in vita tua, non

            hai la minima idea del lavoro che sta dientro ad

            un

            libro.

            Ti sbagli. Io ho scritto. E quello che ho
            prodotto è liberamente
            scaricabile.Scrivere una voce enciclopedica su Wikipedia non è scrivere un libro, non c'è niente di tuo in una voce enciclopedica.Se scrivi una buona voce, ovviamente, se ne scrivi una pessima puoi dire quello che ti pare.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Scrivere una voce enciclopedica su Wikipedia non
            è scrivere un libro, non c'è niente di tuo in una
            voce
            enciclopedica.Ho collaborato anche alla realizzazione di un'altra opera. Ma, dal momento che contiene il mio nome (che non desidero pubblicare qui), non posso mettere il link. Sei libero di crederci o meno.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Scrivere una voce enciclopedica su Wikipedia non

            è scrivere un libro, non c'è niente di tuo in
            una

            voce

            enciclopedica.

            Ho collaborato anche alla realizzazione di
            un'altra opera. Ma, dal momento che contiene il
            mio nome (che non desidero pubblicare qui), non
            posso mettere il link. Sei libero di crederci o
            meno.Puoi sempre passarmi il link in maniera privata, oppure copiaincollando tutto e cancellando il nome, aquisteresti credibilità.Altrimenti ovviamente ci credo poco.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Puoi sempre passarmi il link in maniera privata,
            oppure copiaincollando tutto e cancellando il
            nome, Copiaincollando il tutto basterebbe una ricerca su google con quel testo per trovare il sito originale (con il mio nome)
            aquisteresti
            credibilità.Dal momento che tanto sono qui in forma anonima, e uso un nick che potrebbe usare chiunque, è evidente che non mi interessa acquisire credibilità.D'altra parte, se anche ti mandassi il link a un libro online, cosa avrei provato? Potrei anche linkarti il testo di qualcun altro, e visto che tu non sai il mio nome, non potresti sapere che non l'ho scritto io.
            Altrimenti ovviamente ci credo poco.Ovviamente; l'avevo messo in conto.Sei libero di credere quello che vuoi, tanto per me non cambia molto.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Puoi sempre passarmi il link in maniera privata,

            oppure copiaincollando tutto e cancellando il

            nome,

            Copiaincollando il tutto basterebbe una ricerca
            su google con quel testo per trovare il sito
            originale (con il mio
            nome)



            aquisteresti

            credibilità.

            Dal momento che tanto sono qui in forma anonima,
            e uso un nick che potrebbe usare chiunque, è
            evidente che non mi interessa acquisire
            credibilità.E allora di che discutiamo a fare, se non hai nessuna credibilità?
            D'altra parte, se anche ti mandassi il link a un
            libro online, cosa avrei provato? Potrei anche
            linkarti il testo di qualcun altro, e visto che
            tu non sai il mio nome, non potresti sapere che
            non l'ho scritto
            io.



            Altrimenti ovviamente ci credo poco.

            Ovviamente; l'avevo messo in conto.
            Sei libero di credere quello che vuoi, tanto per
            me non cambia
            molto.Io ti passai il mio sito, da quale poi risalire al mio nome, molto direttamente, visto che c'era scritto.Riguardo all'ipotesi che tu linki un qualcosa di "menzognero" beh, dovrei semplicemente fidarmi.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Riguardo all'ipotesi che tu linki un qualcosa di
            "menzognero" beh, dovrei semplicemente
            fidarmi.E allora fidati: io ti ho detto che ho collaborato alla realizzazione di un'opera. Se mi vuoi credere, non ho bisogno di provartelo. Se non mi vuoi credere, non potrei comunque fornirti una prova convincente.
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Riguardo all'ipotesi che tu linki un qualcosa di

            "menzognero" beh, dovrei semplicemente

            fidarmi.

            E allora fidati: io ti ho detto che ho
            collaborato alla realizzazione di un'opera. Se mi
            vuoi credere, non ho bisogno di provartelo. Se
            non mi vuoi credere, non potrei comunque fornirti
            una prova
            convincente.Il mio interesse era leggere quell'opera, a prescindere dalla fiducia.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Il mio interesse era leggere quell'opera, a
            prescindere dalla
            fiducia.Ti interessa senza nemmeno sapere il genere? :-PComunque, se il genere ti interessa, lo trovi con un comune motore di ricerca. Se non ti interessa, non hai bisogno di leggerlo.
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt
            E allora di che discutiamo a fare, se non hai
            nessuna
            credibilità?Siamo qui per confrontare le idee non le persone.La credibilita' di una idea e' insita nell'idea stessa.Non c'e' bisogno dell'autorevolezza o meno di chi la sostiene.A meno che tu non voglia giudicare l'idea basandoti aprioristicamente sul sostenitore.
            Riguardo all'ipotesi che tu linki un qualcosa di
            "menzognero" beh, dovrei semplicemente
            fidarmi.Fidati! Oppure non fidarti.A me non interessa sapere chi tu sia in realta' e che cosa tu abbia fatto per migliorare il mondo.A me basta leggere le tue parole e farmi un'idea su quelle.
          • ruppolo scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            Ottimo, allora TU commissioni e paghi il Corriere della Sera e io lo leggo. Su, muoviti!
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: ruppolo
            Ottimo, allora TU commissioni e paghi il Corriere
            della Sera e io lo leggo. Su,
            muoviti!Preferisco WikiNews. Leggilo pure gratis, non ho obiezioni.
          • ruppolo scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: uno qualsiasi
            - Scritto da: ruppolo

            Ottimo, allora TU commissioni e paghi il
            Corriere

            della Sera e io lo leggo. Su,

            muoviti!

            Preferisco WikiNews. Leggilo pure gratis, non ho
            obiezioni.Oh grazie, così potrò migliorare il mio italiano leggendo, sulla notizia di Terzigno, "detenzione di materiale esplodente" invece di "detenzione di materiale esplosivo".Cosa c'è di meglio della cultura gratis?
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto

            Oh grazie, così potrò migliorare il mio italiano
            leggendo, sulla notizia di Terzigno, "detenzione
            di materiale esplodente" invece di "detenzione di
            materiale
            esplosivo".Perchè, sugli altri giornali scrivono le notizie corrette? Quando scrivono che la luna è blu, ad esempio...
          • Internetcrazia scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: ruppolo
            - Scritto da: uno qualsiasi

            - Scritto da: ruppolo


            Ottimo, allora TU commissioni e paghi il

            Corriere


            della Sera e io lo leggo. Su,


            muoviti!



            Preferisco WikiNews. Leggilo pure gratis, non ho

            obiezioni.

            Oh grazie, così potrò migliorare il mio italiano
            leggendo, sulla notizia di Terzigno, "detenzione
            di materiale esplodente" invece di "detenzione di
            materiale
            esplosivo".

            Cosa c'è di meglio della cultura gratis?ciao,in materia giuridica, "esplosivo" ed "esplodente" sono sinonimi.Se interessa l'argomento, posso postare qualche link.Distinti saluti.Raffaele
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: Internetcrazia
            - Scritto da: ruppolo

            - Scritto da: uno qualsiasi


            - Scritto da: ruppolo



            Ottimo, allora TU commissioni e paghi il


            Corriere



            della Sera e io lo leggo. Su,



            muoviti!





            Preferisco WikiNews. Leggilo pure gratis, non
            ho


            obiezioni.



            Oh grazie, così potrò migliorare il mio italiano

            leggendo, sulla notizia di Terzigno, "detenzione

            di materiale esplodente" invece di "detenzione
            di

            materiale

            esplosivo".



            Cosa c'è di meglio della cultura gratis?

            ciao,
            in materia giuridica, "esplosivo" ed "esplodente"
            sono
            sinonimi.
            Se interessa l'argomento, posso postare qualche
            link.
            Distinti saluti.
            RaffaelePerdi solo tempo con ruppolo.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: L'editoria è legata al supporto
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Senza il supporto, l'editoria non ha più ragione
      di
      esistere.
      A che scopo rivolgersi a un editore, quando
      chiunque può pubblicare sul web per conto suo (ed
      essere indicizzato dai principali motori di
      ricerca in pochi
      giorni)?veramente oltre al supporto l'editoria "era" legata anche hai contenuti, cioe' compro un contenuto, or ora i giornali ed i relativi siti sono copie di quei quotidiani distribuiti gratuitanete nella metropilitana viene da domandarsi spontaneo perhce' io utente debba per forza pagare qualcosa che non mi informa... quando in rete ci sono piu' informazioni particolareggiate di quelle descrite dai "giornalisti" cartacei i web poco importa ed e' qui che sostanzialmente sbaglia l'articolista di p.i. quella di non tenere in nessun conto il "contenuto"degli editori nostrani, sopratutto quando l'ultimo esemio e' quasi una copia della rivista in inglese....
    • colonnello pusterzoff en scrive:
      Re: L'editoria è legata al supporto
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Senza il supporto, l'editoria non ha più ragione
      di
      esistere.
      A che scopo rivolgersi a un editore, quando
      chiunque può pubblicare sul web per conto suo (ed
      essere indicizzato dai principali motori di
      ricerca in pochi
      giorni)?Tu scherzi. Astraiamoci un momento dal desolante contesto italiano in cui i giornali sono buoni sono per incartarci il pesce, e guardiamo la cosa su scala almeno del mondo occidentale.Una redazione ha costi altissimi, che sono necessari per finanziare la ricerca, l'accuratezza delle fonti, i reporters, etc. In ultima analisi, per "far ragionare" chi legge. Non c'è dubbio che chi legge userà sempre di più le tecnologie digitali, e che molti editors ritengono il web un mercato di qualità inferiore, tuttavia pensare che chiunque si svegli e scriva qualcosa su un blog possa valere quanto un professionista del wall street journal.
      • Hiperlon scrive:
        Re: L'editoria è legata al supporto
        - Scritto da: colonnello pusterzoff en
        - Scritto da: uno qualsiasi

        Senza il supporto, l'editoria non ha più ragione

        di

        esistere.

        A che scopo rivolgersi a un editore, quando

        chiunque può pubblicare sul web per conto suo
        (ed

        essere indicizzato dai principali motori di

        ricerca in pochi

        giorni)?

        Tu scherzi. Astraiamoci un momento dal desolante
        contesto italiano in cui i giornali sono buoni
        sono per incartarci il pesce, e guardiamo la cosa
        su scala almeno del mondo
        occidentale.

        Una redazione ha costi altissimi, che sono
        necessari per finanziare la ricerca,
        l'accuratezza delle fonti, i reporters, etc. In
        ultima analisi, per "far ragionare" chi legge.
        Infatti, un blog o un giornaletto gratuito, in versione digitale o cartacea, al massimo ti intrattiene tra una paginetta e l'altra di pubblicità.La professionalità si paga (come conferma Saviano):http://www.youtube.com/watch?v=-hZqy6L5lpQ

        Non c'è dubbio che chi legge userà sempre di più
        le tecnologie digitali, e che molti editors
        ritengono il web un mercato di qualità inferiore,
        tuttavia pensare che chiunque si svegli e scriva
        qualcosa su un blog possa valere quanto un
        professionista del wall street
        journal.Appunto, la professionalità indipendente, soprattutto, si paga. Se non lavuoi libero di rivolgerti al tutto gratis.Se il blog fosse non gratutio, forse. Io sento puzzo d'inganno quando mi si offre tutto gratis (l'assaggio va bene per invogliare, ma tutto no).
      • panda rossa scrive:
        Re: L'editoria è legata al supporto
        - Scritto da: colonnello pusterzoff en
        - Scritto da: uno qualsiasi

        Senza il supporto, l'editoria non ha più ragione

        di

        esistere.

        A che scopo rivolgersi a un editore, quando

        chiunque può pubblicare sul web per conto suo
        (ed

        essere indicizzato dai principali motori di

        ricerca in pochi

        giorni)?

        Tu scherzi. Astraiamoci un momento dal desolante
        contesto italiano in cui i giornali sono buoni
        sono per incartarci il pesce, e guardiamo la cosa
        su scala almeno del mondo
        occidentale.

        Una redazione ha costi altissimi, che sono
        necessari per finanziare la ricerca,
        l'accuratezza delle fonti, i reporters, etc. In
        ultima analisi, per "far ragionare" chi legge.


        Non c'è dubbio che chi legge userà sempre di più
        le tecnologie digitali, e che molti editors
        ritengono il web un mercato di qualità inferiore,
        tuttavia pensare che chiunque si svegli e scriva
        qualcosa su un blog possa valere quanto un
        professionista del wall street
        journal.E infatti una redazione che funziona, che effettua ricerca, che scrive le cose come devono essere scritte, trova anche chi e' disposto a sovvenzionarla. Il fatto quotidiano per esempio.
        • colonnello pusterzoff en scrive:
          Re: L'editoria è legata al supporto
          - Scritto da: panda rossa
          E infatti una redazione che funziona, che
          effettua ricerca, che scrive le cose come devono
          essere scritte, trova anche chi e' disposto a
          sovvenzionarla. Il fatto quotidiano per
          esempio.Il fatto è una bella eccezione, e fa quello che deve fare. Per questo prende i soldi (inclusi i miei, peraltro).Che sia una regola generale però non sono sicuro. Qui negli USA è pieno di testate "autorevoli", che fanno indagini e i cui direttori editoriali hanno un fiuto da mastini per la notizia. Eppure, sono in emorragia anche loro... La mia personale opinione è che sono troppo mastodontici (una redazione di 40 persone per un settimanale? ma andiamo...). Negli anni d'oro dell'advertising cartaceo, in cui bisognava fare la fila per avere uno spazietto in pagina, si sono gonfiati fino all'inverosimile. Una cura dimagrante è d'uopo, insieme all'abbracciare un modello pay per view+coupon sul digitale.
          • colonnello pusterzoff en scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            Ah dimenticavo, prima ancora di tutto sarebbe ora che i giornalisti print iniziassero a scendere dal piedistallo e a fare anche web... la loro puzza sotto al naso sta durando anche troppo e si fa controproducente. Vedi la lettera di De Bortoli alla redazione del corriere durante lo sciopero di un mese fa: gli hanno riso in faccia, ma non saranno gli ultimi a ridere mi sa
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: colonnello pusterzoff en
            Ah dimenticavo, prima ancora di tutto sarebbe ora
            che i giornalisti print iniziassero a scendere
            dal piedistallo e a fare anche web... la loro
            puzza sotto al naso sta durando anche troppo e si
            fa controproducente. Vedi la lettera di De
            Bortoli alla redazione del corriere durante lo
            sciopero di un mese fa: gli hanno riso in faccia,
            ma non saranno gli ultimi a ridere mi
            saLa storia insegna che all'inizio del secolo scorso, ottimi maniscalchi dovettero scegliere se imparare ad usare le chiavi inglesi o continuare a maneggiare ferri e zoccoli.I primi hanno continuato il loro business...
          • colonnello purstezoffen scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            Già... purtroppo la storia a quanto pare non insegna. Eppure Vico l'aveva detto chiaramente...- Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: colonnello pusterzoff en

            Ah dimenticavo, prima ancora di tutto sarebbe
            ora

            che i giornalisti print iniziassero a scendere

            dal piedistallo e a fare anche web... la loro

            puzza sotto al naso sta durando anche troppo e
            si

            fa controproducente. Vedi la lettera di De

            Bortoli alla redazione del corriere durante lo

            sciopero di un mese fa: gli hanno riso in
            faccia,

            ma non saranno gli ultimi a ridere mi

            sa

            La storia insegna che all'inizio del secolo
            scorso, ottimi maniscalchi dovettero scegliere se
            imparare ad usare le chiavi inglesi o continuare
            a maneggiare ferri e
            zoccoli.
            I primi hanno continuato il loro business...
          • kurdt scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: colonnello pusterzoff en

            Ah dimenticavo, prima ancora di tutto sarebbe
            ora

            che i giornalisti print iniziassero a scendere

            dal piedistallo e a fare anche web... la loro

            puzza sotto al naso sta durando anche troppo e
            si

            fa controproducente. Vedi la lettera di De

            Bortoli alla redazione del corriere durante lo

            sciopero di un mese fa: gli hanno riso in
            faccia,

            ma non saranno gli ultimi a ridere mi

            sa

            La storia insegna che all'inizio del secolo
            scorso, ottimi maniscalchi dovettero scegliere se
            imparare ad usare le chiavi inglesi o continuare
            a maneggiare ferri e
            zoccoli.
            I primi hanno continuato il loro business...La storia insegna che ottimi scrittori dovranno trovarsi un lavoro diverso, e noi ci troveremo con molti meno ottimi libri, a meno che non si trovi un modo per pagarli ragionevolmente. :)
          • panda rossa scrive:
            Re: L'editoria è legata al supporto
            - Scritto da: kurdt

            La storia insegna che all'inizio del secolo

            scorso, ottimi maniscalchi dovettero scegliere
            se

            imparare ad usare le chiavi inglesi o continuare

            a maneggiare ferri e

            zoccoli.

            I primi hanno continuato il loro business...

            La storia insegna che ottimi scrittori dovranno
            trovarsi un lavoro diverso, e noi ci troveremo
            con molti meno ottimi libri, a meno che non si
            trovi un modo per pagarli ragionevolmente.
            :)La storia ha prodotto ottimi libri in un numero talmente enorme che una vita sola non basta a leggerli tutti.Quindi non si sente proprio il bisogno di nuovi libri soprattutto se vengono scritti non con l'esigenza di comunicare e diffondere cultura, ma con l'obiettivo di ricavare dei soldi.Quindi se vuoi scrivere perche' ti piace, scrivi, ma non pretendere di essere pagato.Semmai scrivi, fai in modo che quello che scrivi piaccia, e allora forse qualcuno ti paghera' per scrivere ancora, come succede per quelli veramente bravi.
  • master scrive:
    Murdoch guru di che?....
    In passato potra' aver avuto qualche potere... la ruota gira e definirlo guru e' quantomeno pretenzioso e sciocco.E' un editore che sa fare solo "carta"... il resto sono solo parole parole :D
    • Funz scrive:
      Re: Murdoch guru di che?....
      - Scritto da: master
      In passato potra' aver avuto qualche potere... la
      ruota gira e definirlo guru e' quantomeno
      pretenzioso e
      sciocco.

      E' un editore che sa fare solo "carta"... il
      resto sono solo parole parole
      :DInfatti a me sembra il peggior avversario, altro che "guru delle nuove tecnologie"
    • ruppolo scrive:
      Re: Murdoch guru di che?....
      - Scritto da: master
      In passato potra' aver avuto qualche potere... la
      ruota gira e definirlo guru e' quantomeno
      pretenzioso e
      sciocco.

      E' un editore che sa fare solo "carta"... il
      resto sono solo parole parole
      :DSky di chi pensi che sia?
      • ninjaverde scrive:
        Re: Murdoch guru di che?....


        Sky di chi pensi che sia?Va beh, ma qui stiamo parlando di libri o giornali digitali.Comunque il termine "guru" mi pare che si riferisca al fatto di saper fare $$$... Almeno io l'ho interpretato così. :$
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