Microsoft salverà gli archivi del Regno Unito

Microsoft salverà gli archivi del Regno Unito

Supporto emulato ai formati del passato e Open XML: così il big di Redmond recupererà documenti altrimenti inaccessibili. Per prevenirne l'obsolescenza causata da formati proprietari fuori mercato
Supporto emulato ai formati del passato e Open XML: così il big di Redmond recupererà documenti altrimenti inaccessibili. Per prevenirne l'obsolescenza causata da formati proprietari fuori mercato

Londra – Biblioteche e archivi polverosi hanno custodito per secoli eredità culturali e documenti: le questioni da affrontare erano connesse agli spazi, alle catastrofi contingenti, alla difficoltà di trasferire i testi e di operare su di essi. L’avvento del digitale avrebbe dovuto risolvere questi problemi, comprimendo la materialità di libri, faldoni e pellicole e archiviando i documenti, rendendoli agevolmente rintracciabili, trasferibili e riproducibili. Il risultato? Documenti inghiottiti in archivi inaccessibili, codificati con lingue morte del software , sepolte da un’evoluzione tecnologica rapidissima e dalle dinamiche economiche che la spalleggiano. Ironia della sorte, è Microsoft ad offrirsi di ovviare al problema, collaborando con gli archivi di stato del Regno Unito, segnala BBC .

“Una bomba ad orologeria”, così descrive il problema il CEO degli archivi di stato britannici, Natalie Ceeney. I vecchi formati di codifica, con i quali venivano archiviati i documenti negli anni passati e grazie ai quali supporti di ogni tipo sono stati trasformati in bit, cedono il passo a nuovi formati . Una questione che, secondo le stime di British Library , fa perdere all’Europa tre miliardi di euro l’anno: basti pensare che gli archivi di stato del Regno Unito detengono 580 terabyte di dati codificati in formati ormai inutilizzati.

Ma ciò non significa che ci si debba rassegnare a lasciar sfumare secoli di conoscenza e gli sforzi profusi per digitalizzarla. Sarà il colosso di Redmond a scongiurare, per gli archivi del Regno Unito, l’avvento di quella che il responsabile di Microsoft UK, Gordon Fraze,r ha definito un'”era buia del digitale”. Una prospettiva causata, per sua stessa ammissione, dall'”abitudine dell’industria IT di preferire formati proprietari “, una tendenza che vincola gli utenti e ostacola la concorrenza, che garantisce il profitto grazie alla possibilità di determinare l’obsolescenza forzata dei prodotti. Sarà Microsoft, si legge in un comunicato degli archivi di stato inglesi, a fornire gli strumenti per accedere a documenti datati, codificati con formati in disuso, e per affrontare la digitalizzazione del futuro.

La soluzione? L’accesso ai vecchi documenti non sarà garantito da un parco macchine che ripercorre la storia dell’informatica, ma da Microsoft Virtual PC 2007 , capace di emulare sistemi operativi e prodotti software datati . Un prodotto fornito gratuitamente da Microsoft, che permetterà di leggere, mantenendo la formattazione originale, qualsiasi documento creato con software Microsoft diffusi negli anni addietro. Unico requisito per fruire di Virtual PC è possedere una macchina su cui girino Windows XP Professional o Windows Vista.

Per affrontare il futuro senza temere una babele dei formati, Microsoft come noto da lungo tempo propone invece Open XML , flessibile, interoperabile e approvato da ECMA International , non senza polemiche .

Le proposte di Microsoft sono state duramente commentate da Open Rights Group , che legge in questa strategia filantropica una maschera dietro alla quale si cela l’abitudine al lock-in tradizionalmente esercitato nei confronti degli utenti. Anche alcuni utenti di Slashdot sostengono che gli strumenti offerti da Microsoft siano una soluzione inadeguata ad un problema che potrebbe non sussistere, se solo si tendesse alla semplificazione , provvedendo ad un’opportuna manutenzione e classificazione degli archivi e dei documenti.

Le soluzioni offerte da Microsoft raccolgono però l’approvazione di Adam Farquhar, responsabile degli archivi digitali della British Library e membro della commissione che ha esaminato Open XML: l’introduzione di Open XML rappresenta un cambiamento di prospettiva epocale per Microsoft e “un passo avanti che dimostra il valore di una collaborazione pubblico privata nella sfida di preservare l’eredità culturale della nostra nazione”.

Proliferano le iniziative di digitalizzazione private e pubbliche, che coinvolgono testi contenuti nelle biblioteche , negli archivi di stato , che intendono conservare le tracce dell’evolvere di Internet e della cultura digitale . Il buco nero dell’obsolescenza dei formati è pronto ad inghiottire gli sforzi profusi finora, e la proposta da Microsoft non è che una delle possibili opzioni, per fermare il ticchettio della bomba ad orologeria.

Gaia Bottà

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
6 lug 2007
Link copiato negli appunti