Broadcom (si) converte a Linux

Il produttore di chipset per la comunicazione a banda larga annuncia la distribuzione della prima versione dei suoi driver per Linux. La release aiuterà le distro del Pinguino a garantire supporto di qualità ai dispositivi di rete
Il produttore di chipset per la comunicazione a banda larga annuncia la distribuzione della prima versione dei suoi driver per Linux. La release aiuterà le distro del Pinguino a garantire supporto di qualità ai dispositivi di rete

Broadcom, uno dei 20 principali produttori di semiconduttori al mondo, ha annunciato la distribuzione della prima versione dei driver Linux per i suoi più recenti chipset wireless. La corporation risponde alla richiesta di sviluppatori e utenti del Pinguino che d’ora in poi non avranno più la necessità di armeggiare con il firmware dei dispositivi da far funzionare con l’OS open source .

I moduli per il kernel di Broadcom supportano i più recenti chip WiFi 802.11n (BCM4313, BCM43224, BCM43225) e “forniscono un framework per aggiungere il supporto di chip aggiuntivi in futuro”, dice l’annuncio di Henry Ptasinkski postato sulla bacheca elettronica di GMANE . I sorgenti sono ancora un “work-in-progress”, dice Broadcom, ma la speranza è che la community sappia farne tesoro e migliorarli.

Qualità del codice a parte, l’iniziativa di Broadcom rappresenta un grande passo avanti per quegli utenti Linux con hardware WiFi prodotto dalla società USA, utenti che fino ad ora erano obbligati a utilizzare il dump del firmware dei dispositivi commerciali per aggiungere il loro supporto su Linux.

I driver ufficiali di Broadcom permetteranno insomma una più facile convivenza tra Pinguino e hardware di connettività presente su molti modelli di netbook e computer portatili, e ovviamente anche i produttori di distribuzioni Linux ne trarranno il loro indubbio vantaggio : Canonical ha già confermato la volontà (ancorché ufficiosamente per bocca di uno sviluppatore) di voler aggiungere il codice di Broadcom in tempo per la prossima release di Ubuntu (10.10).

Alfonso Maruccia

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13 09 2010
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