BSA: Veneto culla della pirateria informatica

Guardia di Finanza e Business Software Alliance in tre province venete scovano quantità di software illecito. Anche in questo caso i reati sono legati perlopiù all'underlicencing. Prosegue la scansione delle imprese italiane
Guardia di Finanza e Business Software Alliance in tre province venete scovano quantità di software illecito. Anche in questo caso i reati sono legati perlopiù all'underlicencing. Prosegue la scansione delle imprese italiane


Roma – Continua senza sosta l’azione di controllo e repressione della pirateria da parte della Business Software Alliance in Italia. In una nota diramata ieri, l’associazione che riunisce i produttori di software proprietario ha reso noto di aver individuato in tre province del Veneto quella che ha definito una “Santa Barbara” della pirateria.

Le indagini in Veneto sono state condotte dalla Guardia di Finanza con il “supporto tecnico” della BSA e hanno portato alla luce più di 1800 software senza licenza, per un valore di mercato di oltre 1.224.000 euro.

Stando a quanto riferito dalla BSA, l’operazione è stata condotta nei confronti di 59 aziende delle province di Venezia, Padova e Vicenza. La percentuale di imprese risultate “fuorilegge” è del 75 per cento, una percentuale molto al di sopra della media nazionale (che BSA stima nel 46 per cento), che colloca l’Italia al terzo posto in Europa nella singolare graduatoria dei paesi a più alto tasso di pirateria informatica.

La pratica illegale più ricorrente riscontrata durante le operazioni è quella nota come underlicencing . I programmi software, cioè, sono stati acquistati dalle aziende e poi caricati sui personal computer in numero superiore rispetto alle relative licenze d’uso. I responsabili delle aziende trovate illegali sono stati indagati per il reato di cui all’articolo 171 bis della legge 248/00 sulla tutela del diritto d’autore e rischiano fino a 3 anni di reclusione e 30 milioni di multa.

Per la prima volta in Italia, in occasione di queste indagini sono state anche comminate le sanzioni amministrative previste dall’articolo 161 bis: i responsabili della duplicazione illegale dovranno pagare una multa complessiva che ammonta a circa mezzo milione di euro. Come previsto dalla legge, infatti, la sanzione viene calcolata applicando, come minimo, il doppio del valore di mercato del software illegale rinvenuto.

Le operazioni della BSA in Italia si moltiplicano. Lo scorso dicembre in Liguria l’operazione “Jolly Roger” ha evidenziato uso di software illegale nel 50 per cento delle aziende del savonese. Nelle settimane precedenti si erano avuti i blitz nelle scuole dell’IT . Per non contare le azioni antipirateria di Microsoft, uno dei più importanti membri della BSA, con i suoi mistery shoppers .

La questione pirateria può essere approfondita a partire dal Canale Pirateria e Copyright di Punto Informatico.

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30 01 2002
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