Bucato un sito dei servizi israeliani

Le forze dell'ordine di Gerusalemme hanno arrestato un giovane che sarebbe riuscito ad effettuare una incursione in un server del Mossad. Per lui saranno dolori

Roma – Lo ha fatto perché il sito di reclutamento messo in piedi dal Mossad, il servizio segreto israeliano, non gli sembra abbastanza sicuro per gestire tutte le informazioni personali ivi lasciate da aspiranti agenti. Lui allora si è armato di pazienza e ne ha verificato la sicurezza violandone le protezioni. Ovviamente è finito nei guai.

Il protagonista dell?impresa sarebbe un 23enne il cui nome per il momento rimane ignoto e che dopo l’arresto è stato quasi immediatamente portato dinanzi ad un giudice. Secondo l’accusa sostenuta dai procuratori di stato, l’uomo avrebbe utilizzato “sofisticate tecniche di attacco” per penetrare nel server del sito anche se non sarebbe stato in grado di “decifrare le informazioni ottenute”.

Stando ad Associated Press, per il momento né il ministero di Giustizia né l’ufficio del Primo Ministro hanno in alcun modo commentato un evento che non è evidentemente andato giù alle forze di sicurezza del paese.

La home page del sito I procuratori non sembrano affatto proni a considerare la tesi della difesa , secondo cui l’attacco effettuato dal 23enne sarebbe nato soltanto dalla curiosità e poi dal timore che il sito potesse non essere all’altezza della situazione. Trattandosi di un sito di quel calibro, d’altro canto, la massima diffidenza è probabilmente inevitabile. Allo stato, comunque, non è giunto nessun mea culpa dai responsabili della sicurezza di quei server.

Il sito di reclutamento del Mossad esiste da circa un anno ed è servito all’intelligence israeliana per individuare potenziali agenti o personale da selezionare. Va da sé che un sito del genere è sottoposto ad aggressioni telematiche di ogni genere, come già accade negli USA per siti come quelli della CIA o della NSA .

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  • Anonimo scrive:
    usare le stesse armi
    trovare un bel paradiso fiscale, di quelli ke non si possono tokkare xè sono gli stessi posti dove quelli ke kontrollano le leve del potere hanno i propri capitali, intestare il tutto a un barbone in cambio di una cassa di whisky (quando deciderò di piantarla lì di fare lo scienziato mi offrirò volontario), ke se glie la sequestrano glie ne si può dare una di ricambio, e metterci su tutto.punto.medita, Pietrosanti, medita!giors
    • Anonimo scrive:
      Re: usare le stesse armi
      - Scritto da: Anonimo
      trovare un bel paradiso fiscale, di quelli
      ke non si possono tokkare xè sono gli stessi
      posti dove quelli ke kontrollano le leve del
      potere hanno i propri capitali, intestare il
      tutto a un barbone in cambio di una cassa di
      whisky (quando deciderò di piantarla lì di
      fare lo scienziato mi offrirò volontario),
      ke se glie la sequestrano glie ne si può
      dare una di ricambio, e metterci su tutto.
      punto.
      medita, Pietrosanti, medita!

      giorsBuona l'idea, però le kappa ti danno un aria da ragazzetto invassato... dovresti provare a non metterle credimi non è così difficile.
  • Anonimo scrive:
    Basta con Harry Potter!!!!
    .....................
  • Anonimo scrive:
    Che palle con questo Harry Potter.......
    date a lavorare, a studiare, a fare sport, a divertirvi..........MA NON A PERDERE TEMPO CON LE STUPIDAGGINI E LE STRONZATE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • avvelenato scrive:
    posso solo dire che mi spiàce
    ho scambiato opinioni e anche avuto diverbi verbali pur di comprendere bene le conseguenze di questo gesto estremo e se vi erano alternative oppure no.perché io ragiono seguendo due direttive, quella idealista-romantica e quella pragmatica-terraterrala prima mi vede concorde quasi totalmente con l'ideatore di Freenet, contrario ad ogni forma di copi ratti, in quanto questi possono essere illegittimamente usati per proteggere informazioni "scomode".la seconda mi dice che è inutile tentare rivoluzioni, non c'è ancora pressione sociale a sufficienza. Togliere la possibilità di scaricarsi un cd ad alcuni ragazzi potrà farne infervorire qualcuno, ma mai come aumentare a dismisura il prezzo del pane.tuttavia, nonostante di solito le mie opinioni siano dettate dal mio pragmatismo e non dall'idealismo, questa volta non posso che commentare come questa sia l'ennesima dimostrazione del fallimento del sistema di copi ratti, che fossilizza e irrigidisce ciò che è per sua stessa definizione "libero", l'informazione.quindi il mio invito, a tutti i ciechi, è di fregarvene di leggi statuarie e paleontologiche. Esistono le tecnologie per poter fare quello che voleva fare il pollitico radicale. Ma in sordina. Senza proclami circensi (come da stile radicale). E via p2p.un augurio di buona scannerizzazione OCR. avvelenato che si stanca a scannerizzare.
  • Anonimo scrive:
    Re: Per fortuna, era uno scandalo...
    Una curiosita': voti per Forza Italia o per Alleanza Nazionale? Ma forse leggendo bene quello che scrivi sei di Forza Nuova... Complimenti!
  • Anonimo scrive:
    jaws for windows
    - Scritto da: Anonimo http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=474343 Liberarsi della carta sarebbe un vantaggio perché farebbe risparmiare sui costi di produzione (niente operai,tecnici ecc... per stampare e rilegare i testi) e sui costi di distribuzione (niente magazzini in cui far giacere la merce, niente corrieri che bisogna mandare in giro per l'italia a distribuire i testi, niente negozi si fa tutto tramite sito), permetterebbe di diminuire il personale grazie a una buona dose di licenziamenti e di lasciare allo stesso tempo i prezzi dei testi invariati. Fra l'altro risolverebbe anche il problema delle ristampe, molti testi non vengono ristampati appunto perché hanno poco mercato, il libro elettronico invece sarebbe sempre disponibile in magazzino. I libri su carta per essere distribuiti su internet tramite p2p richiedono ancora che qualcuno armato di buona pazienza li passi allo scanner e poi li rilegga per correggere i numerosi errori. Un percorso ancora troppo lungo, a differenza della creazione degli mp3 che richiede pochi clic, che per il momento ha mitigato il fenomeno della pirateria letteraria. Pensa che quello che tu definisci un processo troppo lungo è l'unico che consenta a noi ciechi di leggere testi non disponibili presso la biblioteca per ciechi o presso le varie nastroteche. E con oltre ventimila titoli prodotti ogni hanno, ti garantisco che quella di non trovare un testo nei vari cataloghi è un'eventualità tutt'altro che rara. Inoltre, la "sicurezza" di cui tu parli, alla fine, finisce comunque per danneggiare lo stesso i non vedenti e tutti coloro che devono fare uso di output alternativi... Acrobat, dalla sua versione 5.0, è perfettamente accessibile ai ciechi: i files PDF possono essere perfettamente letti da uno screen reader. Ma se un content creator attiva le restrizioni di sicurezza, ecco che il PDF diventa illeggibile. Un cieco, allora, ha solo due alternative: 1. leggere il testo usando un software OCR in grado di riconoscere i PDF tipo fine reader; 2. sproteggere (illegalmente!) il file. Quindi prima di gridare allo scandalo facciamoci tutti un bell'esame di coscienza e pensiamo che quando scarichiamo illegalmente qualcosa da internet indirettamente danneggiamo alcune categorie di persone e allo stesso tempo blocchiamo il progresso e lo sviluppo economico della nostra gloriosa e amata società capitalistica di cui si può dire bene o male ma che comunque ci ha permesso sino ad oggi di mangiare. Il tuo concetto di progresso è una bestemmia per tutti gli economisti e i sociologi da Pareto in avanti! Anzi, forse, l'unico che potrebbe osare darti ragione è proprio Pareto. Speriamo che arrivi presto il Palladium in modo da stroncare la pirateria e di permettere finalmente all'editoria elettronica di iniziare un nuovo corso. Anche qui, la tua posizione è altamente discutibile. L'avvento del Palladium non avrà assolutamente solo ed esclusivamente conseguenze positive, nient'affatto. 1. Rischia grandemente di decretare la morte del software libero: se ogni soft deve essere certificato per poter girare su una macchina Palladium, il software libero difficilmente potrà ottenere questa certificazione, visto che la certificazione non sarà gratuita e, quest'è ovvio, chi non guadagna una lira dal suo lavoro, certamente non può pagare per certificare il frutto del suo lavoro volontario; 2. rischia di determinare una diminuzione della concorrenza: immagino che tra i certificatori ci saranno grossissime case software come mamma Microsoft. Credo che potremmo iniziare a dire addio a suites come OpenOffice... 3. Addio a Linuz: per la stessa ragione rispetto al punto uno... Linux è sufficientemente gratuito... Visto che addirittura l'hardware dovrà essere cifrato, un sistema operativo non certificato non potrà girare, a meno di non fare a meno dell'hardware; 4. Aumento del prezzo dei software protesici: per software protesici intendo i programmi come JAWS for Windows che consentono ai ciechi o ad altre categorie di persone disabili di accedere al computer. Ora sempre in virtù del fatto che la certificazione costerà, visto che gli utenti di programmi come JAWS non sono moltissimi, è ovvio come il sole che il costo della certificazione ricadrà per intero sugli utenti. Ed essendo pochi gli individui tra cui fare le divisioni, l'aumento di costo sarà davvero notevole. ==================================Modificato dall'autore il 06/11/2003 13.43.48
  • Anonimo scrive:
    eppure in internet ci sono
    basta cercare su google biblioteca digitale e-book e si può leggere gratis, alla faccia di Harry Potter
  • Anonimo scrive:
    OT riflessione sulle cose da ricchi

    Inoltre, per favore, piantiamola con
    quest'aria da "no global": il p2p, la
    distribuzione digitale e tutte queste belle
    cosine NON sono cose da poveri, ma da ricchi
    privilegiati... PC ed accessi internet sono
    merce rara a Caracas, così come nelle nostre
    più degradate periferie...Questa è vecchia, un pc di qualche anno fa col mercato di oggi NON è rivendibile e viene buttato via, è reperibile a costo 0, mentre ormai un pc nuovo costa come una televisioneIo in una periferia ci vivo e ti posso assicurare che una televisione e spesso una parabola non se la fanno mancare, nè il cellulare con le suonerie strane, sono la nuova droga accuratamente imposta dal marketing verso chi ha meno elementi per dare un giudizio critico, così come 50 anni fa non si facevano mancare il vino i loro genitori o nonni per sopportare un lavoro pesante e una vita povera, quello che si fanno mancare è ben altro, si fanno mancare cose come i libri e l'istruzione, il lusso del tempo libero per se o per la famiglia rinunciando a qualche straordinario massacrante, il lusso di rischiare di entrare in conflitto col datore di lavoro quando si chiede più sicurezza e più diritti insomma viene sacrificato tutto quello che non viene propagandato dalla mattina alla sera dagli spot, che è molto più importante.Posto che uno abbia la corrente e la linea telefonica (non so a caracas ma qui è abb.comune) il computer e internet, fino a quando resisterà qualcosa di libero, sono strumenti molto più potenti dei loro predecessori (stampa, radio e tv) per informarsi (NB NON farsi informare) e scambiare opinioni (NB NON sorbirsi altrui opinioni filtrate da chissàchi) e sarebbe criminale bollarli come articoli di lusso quando invece sono la migliore sveglia che oggi abbiamo a disposizione e che interessa per primi i soggetti che di informazione, istruzione e scambio di idee hanno una fame atavica.Il pc non è uno strumento di lusso oggi nè come costo nè come competenze richieste nè, e questo è ancora più importante, come destinazione d'uso, l'informazione è forza e sono i soggetti più deboli ad averne più bisogno.
  • Anonimo scrive:
    è una vergogna!
    mentre la gente si scanna sui formati dell'editoria elettronica quella di carta la fa da padrona!
    • Anonimo scrive:
      Re: è una vergogna!
      - Scritto da: Anonimo
      Questa e' una delle piu' grosse st*pidaggini
      mai dette... lo sai cos'e' il Palladium? Non ho scritto il messaggio a cui rispondi, ma sono cosi' gentile da farti notare che e' _chiaramente_ ironico.
      • Anonimo scrive:
        Re: è una vergogna!
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        Questa e' una delle piu' grosse
        st*pidaggini

        mai dette... lo sai cos'e' il Palladium?

        Non ho scritto il messaggio a cui rispondi,
        ma sono cosi' gentile da farti notare che e'
        _chiaramente_ ironico.Guarda che è detto seriamente ....Guarda cos'è il DRM ....
    • Anonimo scrive:
      Re: è una vergogna!

      Scritto da: Anonimo
      dilangante. Le case editrici sarebbero ben
      liete di distribuire i libri in formato
      elettronico e di liberarsi della carta.
      Liberarsi della carta sarebbe un vantaggio
      perché farebbe risparmiare sui costi di
      produzione (niente operai,tecnici ecc... perFAMMI RIDEREEEEEEEEEEEE FAMMI RIDEREEEEEEEEEEEEEEEE poi dove ci guadagnano? Ma stai scherzando vero? Hai presente il guadagno che hanno su ogni singola pagina stampata? Se distribuiscono elettronicamente non hanno motivo di esistere le case editrici.
    • Anonimo scrive:
      Re: è una vergogna!
      La vera vergogna non e' la mancata introduzione (affiancamento non sostituzione) del libro elettronico per motivi legati alla pirateria, la vera vergogna e' la differenza di prezzo tra un libro elettronico e un libro cartaceo, come anche il precedente articolo di PI aveva fatto notare stiamo parlando di un abisso (circa l' 80% in piu'). Credi davvero che se un libro costasse 2/4 euro qualcuno se la sentirebbe di scaricarlo gratuitamente senza comprarlo con una licenza effettiva ? Il VERO problema della pirateria sono i costi delle fonti "regolari", quando queste cessano di essere proibitive il P2P diventa quasi nullo...Oltre a questo a me sarebbe piaciuto sapere da PI perche' il tribunale ha intimato a Pietrosanti di non distibuire in formato elettronico il libro visto e considerato che aveva intenzione di pagare regolarmente i diritti legittimi all'autrice.
      • Anonimo scrive:
        Re: JAWS
        Scritto da: Anonimo Liberarsi della carta sarebbe un vantaggio perché farebbe risparmiare sui costi di produzione (niente operai,tecnici ecc... per stampare e rilegare i testi) e sui costi di distribuzione (niente magazzini in cui far giacere la merce, niente corrieri che bisogna mandare in giro per l'italia a distribuire i testi, niente negozi si fa tutto tramite sito), permetterebbe di diminuire il personale grazie a una buona dose di licenziamenti e di lasciare allo stesso tempo i prezzi dei testi invariati. Fra l'altro risolverebbe anche il problema delle ristampe, molti testi non vengono ristampati appunto perché hanno poco mercato, il libro elettronico invece sarebbe sempre disponibile in magazzino. I libri su carta per essere distribuiti su internet tramite p2p richiedono ancora che qualcuno armato di buona pazienza li passi allo scanner e poi li rilegga per correggere i numerosi errori. Un percorso ancora troppo lungo, a differenza della creazione degli mp3 che richiede pochi clic, che per il momento ha mitigato il fenomeno della pirateria letteraria. Pensa che quello che tu definisci un processo troppo lungo è l'unico che consenta a noi ciechi di leggere testi non disponibili presso la biblioteca per ciechi o presso le varie nastroteche. E con oltre ventimila titoli prodotti ogni hanno, ti garantisco che quella di non trovare un testo nei vari cataloghi è un'eventualità tutt'altro che rara. In oltre, la "sicurezza" di cui tu parli, alla fine, finisce comunque per danneggiare lo stesso i non vedenti e tutti coloro che devono fare uso di output alternativi... Acrobat, dalla sua versione 5.0, è perfettamente accessibile ai ciechi: i files PDF possono essere perfettamente letti da uno screen reader. Ma se un content creator attiva le restrizioni di sicurezza, ecco che il PDF diventa illeggibile. Un cieco, allora, ha solo due alternative: 1. leggere il testo usando un software OCR in grado di riconoscere i PDF tipo fine reader; 2. sproteggere (illegalmente!) il file. Quindi prima di gridare allo scandalo facciamoci tutti un bell'esame di coscienza e pensiamo che quando scarichiamo illegalmente qualcosa da internet indirettamente danneggiamo alcune categorie di persone e allo stesso tempo blocchiamo il progresso e lo sviluppo economico della nostra gloriosa e amata società capitalistica di cui si può dire bene o male ma che comunque ci ha permesso sino ad oggi di mangiare. sono sconvolto! Il tuo concetto di progresso è una bestemmia per tutti gli economisti e i sociologi da Pareto in avanti! Anzi, forse, l'unico che potrebbe osare darti ragione è proprio Pareto. Speriamo che arrivi presto il Palladium in modo da stroncare la pirateria e di permettere finalmente all'editoria elettronica di iniziare un nuovo corso. Anche qui, la tua posizione è altamente discutibile. L'avvento del Palladium non avrà assolutamente solo ed esclusivamente conseguenze positive, nient'affatto. 1. Rischia grandemente di decretare la morte del software libero: se ogni soft deve essere certificato per poter girare su una macchina Palladium, il software libero difficilmente potrà ottenere questa certificazione, visto che la certificazione non sarà gratuita e, quest'è ovvio, chi non guadagna una lira dal suo lavoro, certamente non può pagare per certificare il frutto del suo lavoro volontario; 2. rischia di determinare una diminuzione della concorrenza: immagino che tra i certificatori ci saranno grossissime case software come mamma Microsoft. Credo che potremmo iniziare a dire addio a suites come OpenOffice... 3. Addio a Linuz: per la stessa ragione rispetto al punto uno... Linux è sufficientemente gratuito... Visto che addirittura l'hardware dovrà essere cifrato, un sistema operativo non certificato non potrà girare, a meno di non fare a meno dell'hardware; 4. Aumento del prezzo dei software protesici: per software protesici intendo i programmi come JAWS for Windows che consentono ai ciechi o ad altre categorie di persone disabili di accedere al computer. Ora sempre in virtù del fatto che la certificazione costerà, visto che gli utenti di programmi come JAWS non sono moltissimi, è ovvio come il sole che il costo della certificazione ricadrà per intero sugli utenti. Ed essendo pochi gli individui tra cui fare le divisioni, l'aumento di costo sarà davvero notevole.
    • Anonimo scrive:
      Re: è una vergogna!
      - Scritto da: Anonimo


      Liberarsi della carta sarebbe un vantaggio
      perché farebbe risparmiare sui costi di
      produzione (niente operai,tecnici ecc... per
      stampare e rilegare i testi) e sui costi di
      distribuzione (niente magazzini in cui far
      giacere la merce, niente corrieri che
      bisogna mandare in giro per l'italia a
      distribuire i testi, niente negozi si fa
      tutto tramite sito), permetterebbe di
      diminuire il personale grazie a una buona
      dose di licenziamenti e di lasciare allo
      stesso tempo i prezzi dei testi invariati.
      Fra l'altro risolverebbe anche il problema
      delle ristampe, molti testi non vengono
      ristampati appunto perché hanno poco
      mercato, il libro elettronico invece sarebbe
      sempre disponibile in magazzino.
      I libri su carta per essere distribuiti su
      internet tramite p2p richiedono ancora che
      qualcuno armato di buona pazienza li passi
      allo scanner e poi li rilegga per correggere
      i numerosi errori. Un percorso ancora troppo
      lungo, a differenza della creazione degli
      mp3 che richiede pochi clic, che per il
      momento ha mitigato il fenomeno della
      pirateria letteraria.Pensa che quello che tu definisci un processo troppo lungo è l'unico che consenta a noi ciechi di leggere testi non disponibili presso la biblioteca per ciechi o presso le varie nastroteche. E con oltre ventimila titoli prodotti ogni hanno, ti garantisco che quella di non trovare un testo nei vari cataloghi è un'eventualità tutt'altro che rara.In oltre, la "sicurezza" di cui tu parli, alla fine, finisce comunque per danneggiare lo stesso i non vedenti e tutti coloro che devono fare uso di output alternativi... Acrobat, dalla sua versione 5.0, è perfettamente accessibile ai ciechi: i files PDF possono essere perfettamente letti da uno screen reader. Ma se un content creator attiva le restrizioni di sicurezza, ecco che il PDF diventa illeggibile. Un cieco, allora, ha solo due alternative:1. leggere il testo usando un software OCR in grado di riconoscere i PDF tipo fine reader;2. sproteggere (illegalmente!) il file.
      Quindi prima di gridare allo scandalo
      facciamoci tutti un bell'esame di coscienza
      e pensiamo che quando scarichiamo
      illegalmente qualcosa da internet
      indirettamente danneggiamo alcune categorie
      di persone e allo stesso tempo blocchiamo il
      progresso e lo sviluppo economico della
      nostra gloriosa e amata società
      capitalistica di cui si può dire bene o male
      ma che comunque ci ha permesso sino ad oggi
      di mangiare. Dio mio, sono sconvolto! Il tuo concetto di progresso è una bestemmia per tutti gli economisti e i sociologi da Pareto in avanti! Anzi, forse, l'unico che potrebbe osare darti ragione è proprio quell'imbecille di Pareto.
      Speriamo che arrivi presto il
      Palladium in modo da stroncare la pirateria
      e di permettere finalmente all'editoria
      elettronica di iniziare un nuovo corso.Anche qui, la tua posizione è altamente discutibile. L'avvento del Palladium non avrà assolutamente solo ed esclusivamente conseguenze positive, nient'affatto.1. Rischia grandemente di decretare la morte del software libero: se ogni soft deve essere certificato per poter girare su una macchina Palladium, il software libero difficilmente potrà ottenere questa certificazione, visto che la certificazione non sarà gratuita e, quest'è ovvio, chi non guadagna una lira dal suo lavoro, certamente non può pagare per certificare il frutto del suo lavoro volontario;2. rischia di determinare una diminuzione della concorrenza: immagino che tra i certificatori ci saranno grossissime case software come mamma Microsoft. Credo che potremmo iniziare a dire addio a suites come OpenOffice...3. Addio a Linuz: per la stessa ragione rispetto al punto uno... Linux è sufficientemente gratuito... Visto che addirittura l'hardware dovrà essere cifrato, un sistema operativo non certificato non potrà girare, a meno di non fare a meno dell'hardware;4. Aumento del prezzo dei software protesici: per software protesici intendo i programmi come JAWS for Windows che consentono ai ciechi o ad altre categorie di persone disabili di accedere al computer. Ora sempre in virtù del fatto che la certificazione costerà, visto che gli utenti di programmi come JAWS non sono moltissimi, è ovvio come il sole che il costo della certificazione ricadrà per intero sugli utenti. Ed essendo pochi gli individui tra cui fare le divisioni, l'aumento di costo sarà davvero notevole.Viva palladium, la soluzione buona per ogni idiota!Massimo.
  • Anonimo scrive:
    Lo sapeva
    Ci ha provato ma è andata male. Del resto lo avrebbe previsto anche un bambino, non capisco come sia caduto in un errore del genere.
    • paulatz scrive:
      Re: Lo sapeva
      E' evidente che voleva fare alzare un polverone ma che non si aspettava di poter continuare l'iniziativa.Tuttavia lodevole, anche se fin dall'inizio partiva con le ali burocraticamente tarpate.
      • Anonimo scrive:
        Re: Lo sapeva
        Non so, in questo caso più che di burocrazia parlerei di leggi molto chiare. Diritti d'autore e problemi del genere sono ben noti a chiunque, cosa si aspettava da un progetto del genere? Che fosse approvato e passato sotto banco perchè destinato ad un pubblico di persone speciali? Allora sarebbe stato ingiusto per tutti gli altri, triste a dirsi ma le leggi sono leggi e se il copyright esiste, deve esistere per tutti.
        • paulatz scrive:
          Re: Lo sapeva
          Ribadisco: Si aspettava di alzare un polverone. E di far parlare della cosa in modo da smuovere quella specie di palude stigia che è la burocrazia italiana
        • gerry scrive:
          Re: Lo sapeva
          - Scritto da: Anonimo
          Non so, in questo caso più che di burocrazia
          parlerei di leggi molto chiare.Dimentichi che lo stato (noi) paga 4 milioni di euro l'anno per un servizio che non esiste.Hanno fatto bene a sollevare questo polverone, almeno dal mio punto di vista.
        • Anonimo scrive:
          Re: Lo sapeva
          - Scritto da: Anonimo
          Non so, in questo caso più che di burocrazia
          parlerei di leggi molto chiare. Diritti
          d'autore e problemi del genere sono ben noti
          a chiunque, cosa si aspettava da un progetto
          del genere? Che fosse approvato e passato
          sotto banco perchè destinato ad un pubblico
          di persone speciali? Allora sarebbe stato
          ingiusto per tutti gli altri, triste a dirsi
          ma le leggi sono leggi e se il copyright
          esiste, deve esistere per tutti.Io non credo che Pietrosanti si aspettasse che l'iniziativa passasse sotto banco. Lo scopo di tutto questo era che si sancisse in maniera precisa e inequivocabile il diritto di noi ciechi alla lettura, che se ne stabilissero in maniera precisa le modalità.Sì, esiste la biblioteca italiana per ciechi di Monza, sì esiste il libro parlato nazionale dell'Unione italiana dei Ciechi. La biblioteca prende ogni anno quattro milioni di Euro e, nonostante tutto, riesce ad essere totalmente inefficiente. Il libro parlato si solleva di poco da questa inefficienza cronica, nonostante anche i suoi finanziamenti non siano porprio esigui. E, la volete sapere una cosa, signori? La biblioteca italiana per ciechi non si limita a prendere quei quattro milioni (quattro milioni!) di euro l'anno. No, perché, ogni anno, ci sono le trascrizioni di testi per i ragazzi inseriti nelle ccuole. E anche quelle vanno pagate! E la biblioteca per ciechi è una delle stamperie che hanno i prezzi più alti in tutt'Italia. Ora, siccome le trascrizioni di testi rischiano di arrivare a costaare anche dei milioni delle vecchie lire, non sono le famiglie dei ragazzi a dovere sborsare, ma le provincie e i comuni italiani. E così, BIC e altre stamperie si foraggiano, mentre, se ci fossero a disposizione i files in digitale dei testi, ci sarebbe un consistentissimo risparmio per tutti. Il diritto all'accesso ai libri per i non vedenti è una questione di civiltà. L'inefficienza e lo sperpero di pubblico denaro che viene fatto è una questione che però non investe solo noi ciechi. Quattro milioni di euro sono tanti, sono decisamente troppi in rapporto al lavoro che la BIC svolge, ve lo garantisco io da cieco e da vicepresidente di una sezione provinciale dell'Unione italiana Ciechi. Se io fossi un cittadino senza alcun problema, decisamente protesterei e vorrei saperne di più su questa faccenda.Un saluto, Massimo Vettoretti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Lo sapeva
      - Scritto da: Anonimo
      Ci ha provato ma è andata male. Del resto lo
      avrebbe previsto anche un bambino, non
      capisco come sia caduto in un errore del
      genere.Non saprei. Ad esempio per cercare di togliere il prosciutto dagli occhi di chi se ne impippa altamente dei problemi degli handicappati anche quando, come in questo caso, sarebbero risolvibili a costo zero? E non parlo del solo libro HP5, ovviamente...
      • Anonimo scrive:
        Re: Lo sapeva
        Nel caso specifico condivido l'aspetto umanitario della faccenda, ma non quello legale. Se io che non sono cieco avessi fatto una cosa del genere, mi avrebbero massacrato ancor prima di partire. Non vedo perchè un non vedente debba essere avantaggiato in tal senso, il copyright esiste per chiunque, lo sappiamo benissimo (avendo noi la SIAE poi...che ti fa pagare se inviti 2 amiche a ballare a casa).Va benissimo portare avanti un progetto, difenderlo, combattere. Però qui si è trattato di sbattere la faccia contro un muro che recava la scritta ATTENTO AL MURO.
        • Anonimo scrive:
          Re: Lo sapeva
          - Scritto da: Anonimo
          Nel caso specifico condivido l'aspetto
          umanitario della faccenda, ma non quello
          legale. Se io che non sono cieco avessi
          fatto una cosa del genere, mi avrebbero
          massacrato ancor prima di partire. Non vedo
          perchè un non vedente debba essere
          avantaggiato in tal senso, il copyright
          esiste per chiunque, lo sappiamo benissimo
          (avendo noi la SIAE poi...che ti fa pagare
          se inviti 2 amiche a ballare a casa).
          Infatti (tratto dall'articolo precedente) :"...che prevede la distribuzione su web dell'ultimo libro della saga di Harry Potter da parte di un gruppo di non vedenti: il libro in formato digitale potrà essere comprato a 4,80 euro, una frazione del prezzo in libreria, quanto basta per pagare i diritti d'autore."
          • Anonimo scrive:
            Re: Lo sapeva
            Sottoscrivo, perche' parlate di illegalita quando era stato specificato dall'articolo precedente che avrebbero PAGATO i diritti d'autore dovuto all'autrice ?Perche nessuno si e' chiesto come abbiano potuto essere stati oscurati due siti che non hanno mai contenuto materiale illegale ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Lo sapeva
            - Scritto da: Anonimo
            Sottoscrivo, perche' parlate di illegalita
            quando era stato specificato dall'articolo
            precedente che avrebbero PAGATO i diritti
            d'autore dovuto all'autrice ?

            Perche nessuno si e' chiesto come abbiano
            potuto essere stati oscurati due siti che
            non hanno mai contenuto materiale illegale ?Perché se una casa editrice ha i diritti per l'esclusiva e tu pubblichi senza la sua autorizzazione commetti reato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Lo sapeva
          - Scritto da: Anonimo
          Nel caso specifico condivido l'aspetto
          umanitario della faccenda, ma non quello
          legale. Se io che non sono cieco avessi
          fatto una cosa del genere, mi avrebbero
          massacrato ancor prima di partire. Non vedo
          perchè un non vedente debba essere
          avantaggiato in tal senso, il copyright
          esiste per chiunque, lo sappiamo benissimo
          (avendo noi la SIAE poi...che ti fa pagare
          se inviti 2 amiche a ballare a casa).infatti sta proprio lì il fulcro della loro azione: a te può andar bene pagare la SIAE ogni volta che a casa tua siete in più di 15 ad ascoltare musica... ad altri no.e questi altri, allora, faranno qualche cosa per cambiare lo status quo (invece che lamentarsi al bar e morta lì).e questo qualche cosa da fare li porterà *necessariamente* dalla parte dei cattivi, visto che la legge (ogni legge) tutela uno stato di cose senza porsi la possibilità di uscirne.sia chiaro a tutti: la legge non è interpretabile. la si deve seguire e punto. ma quando una legge non riflette più la realtà sociale del paese, la si modifica. e per farlo occorre che un legislatore se ne prenda carico. allora come fare affinché questo succeda? scrivergli? organizzare una manifestazione? organizzare una provocazione come questa?non c'entra nulla il fatto che siano non vedenti e che quindi si sentono autorizzati a godere della "nostra" pietà: non diciamo scempiaggini.sono persone di cui il legislatore non si occupa, tutto lì: e se qualcuno di voi ha letto "l'uomo del bicentenario" di asimov, vi ritroverà anche lì una provocazione giudiziaria fatta a bella posta per far parlare dell'argomento (lì addirittura serviva perdere un processo per stabilire un principio di base: geniale).

          Va benissimo portare avanti un progetto,
          difenderlo, combattere. Però qui si è
          trattato di sbattere la faccia contro un
          muro che recava la scritta ATTENTO AL MURO.e come potevano leggere la scritta?sono non vedenti!!!ok, scherzavo: ma in fondo la tua metafora può essere letta anche in questo modo: c'è un muro che circonda alcune azioni, e queste non sono attuabili perché isolate. ma isolate da tutti, indistintamente, per quanto ai non vedenti risulterebbero comode da raggiungere...bho, mi sono arravogliato su quest'ultima frase, ma credo che la si possa capire comunque.saluti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Lo sapeva
          - Scritto da: Anonimo
          Nel caso specifico condivido l'aspetto
          umanitario della faccenda, ma non quello
          legale. Se io che non sono cieco avessi
          fatto una cosa del genere, mi avrebbero
          massacrato ancor prima di partire. Non vedo
          perchè un non vedente debba essere
          avantaggiato in tal senso, il copyright
          esiste per chiunque, lo sappiamo benissimo
          (avendo noi la SIAE poi...che ti fa pagare
          se inviti 2 amiche a ballare a casa).
          Ma stai scherzando vero? "Non vedo perchè un non vedente debba essere avantaggiato in tal senso". Se qualcuno non riescie a capirlo da solo, temo che sia tempo perso cercare di spiegarglielo, comunque ci provo. Alla base delle azioni volte ad aiutare chi ha delle menomazioni fisiche ci sono principi come la solidarietà sociale, i pari diritti di tutti di accedere alla cultura e all'informazione e altre quisquilie del genere. Mi rendo conto che sono valori poco di moda oggi, ma che ci si schieri apertamente a favore di chi complica a bella posta le cose ai portatori di handicap (come nel caso della vicenda dei libri digitali di ogni tipo) lo trovo francamente aberrante...:
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