AGCM sospende quattro siti di Buy and Share

La pratica del Buy and Share finisce nel mirino dell'Autorità: ordinata la sospensione dell'attività per quattro siti operativi in Italia.

La pratica del Buy and Share è finita nel mirino dell’AGCM, che nei giorni scorsi ha adottato quattro provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti siti responsabili della vendita online di prodotti (prevalentemente riconducibili al settore dell’elettronica di consumo) attraverso questa tecnica. Una misura decisa al termine di un’indagine condotta in collaborazione con il Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza.

Buy and Share: come funziona

Il Buy and Share è quel metodo attraverso il quale i clienti sono invitati a comprare un bene a un prezzo particolarmente vantaggioso e scontato (talvolta fino all’80%), a patto di impegnarsi affinché altre persone, generalmente almeno due o tre, effettuino un acquisto simile, scegliendo tra i prodotti presenti in un elenco predeterminato.

Un esempio: ci si può portare a casa un iPhone X da 256 GB con una spesa pari a 399,99 euro, di gran lunga inferiore rispetto a quella di listino. Dopo aver versato la somma, però, si entra in una sorta di lista d’attesa e lo smartphone viene consegnato solo ed esclusivamente quando almeno un paio di contatti dell’acquirente hanno fatto altrettanto. Questi, a loro volta, dovranno attendere. Uno schema piramidale a tutti gli effetti, con l’ultimo anello della catena che rischia di rimanere esposto, senza la possibilità di ricevere il prodotto né di ottenere un rimborso.

Dagli accertamenti è emerso che gli operatori oggetto dei provvedimenti, dopo aver inizialmente guadagnato la fiducia dei primi clienti ed effettivamente consegnato i beni, hanno progressivamente ridotto il numero dei prodotti presenti nelle loro liste, rendendo così meno appetibile per altre persone entrare a far parte del meccanismo e lasciando gli ultimi a bocca asciutta.

L’Autorità ha ritenuto che tali sistemi di vendita siano in grado di attrarre un numero sempre crescente di acquisti, in realtà mere prenotazioni, e possano funzionare solo in caso di una loro continua e rapida espansione, condizioni del tutto particolari e aleatorie che ne evidenziano la natura gravemente scorretta, in grado di ingannare un numero crescente di consumatori e condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

I siti oggetto del provvedimento AGCM

Dal comunicato condiviso sul portale ufficiale dell’Autorità apprendiamo che il provvedimento reso noto riguarda i siti zuami.it (Zuami Srls), listaoro.it (Gladiatori Roma Srls), shopbuy.it (SHOP BUY Srls) e ibalo.it (IBALO Srls). Nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo, due dei quattro sembrano essere ancora operativi, uno mostra un messaggio che invita il visitatore a tornare in un secondo momento e un altro risulta invece irraggiungibile.

Oltre ad aver ordinato la sospensione dell’attività, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato mette in guardia i potenziali clienti sui rischi legati allo scegliere un sito di Buy and Share (negli ultimi mesi ne sono spuntati a decine se non a centinaia), sottolineando come spesso i prodotti inseriti nei cataloghi e indicati come disponibili non siano in realtà pronti per la consegna. I responsabili dei siti, con tutta probabilità, attendono di aver raccolto i fondi prima di procedere all’ordine.

Fonte: AGCM

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  • Pada Assassino scrive:
    E dire che mi ero comprato proprio su questi siti ben 10 iPanda con A.I. incorporata.
  • bubba scrive:
    che solerzia! che efficienza! l'AGCOM prende la lista dei siti che danno fastidio alla SIAE e li "condanna" nel giro di 7 gg... questa che e' roba seria, puo' stare li' anche 8 mesi... basta guardare www.sottocosto.online x dire... e' da agosto almeno che c'e' puzza di letame e stanno ancora li' (anzi hanno aperto pure offerteazero.it ..) ! hollywood 1: citizen 0
  • /usr/local/ΕΨΗΕΛΩΝ scrive:
    Ma qualcuno ha notato che sono tutte srlS (srl "semplificate")? A pensar male si fa peccato ma non si sbaglia mai. Ho già delle idee chiarissime sul modo in cui i beni ed il patrimonio degli intestatari delle ditte siano "aggredibili" dalle Autorità in caso di ulteriori denunce
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