Calcio pirata, nessuna responsabilità per gli ISP

Il Tribunale di Milano respinge il ricorso di SKY contro Telecom, a cui aveva chiesto di oscurare un sito che linkava partite di calcio diffuse abusivamente in rete. Un precedente importante. Tutti i dettagli

Milano – Si è chiusa con una ordinanza del Tribunale di Milano una nuova puntata sul fronte della diffusione in rete di partite di calcio in violazione dei diritti di SKY Italia , una ordinanza di grande rilievo, perché ribadisce importanti garanzie per i provider italiani sulla questione delicatissima del filtraggio degli IP .

In sostanza SKY Italia, oltre a ricorrere contro il sito Tvgratis.net per la messa in rete di link e software che consentivano agli utenti di accedere a partite diffuse illecitamente da server cinesi, aveva anche chiesto che Telecom Italia fosse considerata responsabile per la mancata inibizione degli IP di quel sito e di un suo mirror. Una richiesta, quest’ultima, che il giudice ha rigettato in toto.

Nella sua ordinanza del 5 giugno, infatti, il giudice De Rosa fa esplicito riferimento al fatto che Telecom svolge esclusivamente l’attività di access provider e, come tale, non può essere considerata corresponsabile di illeciti. Una garanzia, peraltro, prevista dal decreto legislativo 70/2003 (art. 14.1) che recita:

“Nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non è responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che: / a) non dia origine alla trasmissione; / b) non selezioni il destinatario della trasmissione; / c) non selezioni né modifichi le informazioni trasmesse)”.

Ma c’è di più. Il blocco dell’IP dei siti, spiega il magistrato, può avvenire soltanto dietro esplicita richiesta dell’autorità giudiziaria o di determinate amministrazioni solo nel caso in cui chi produce l’illecito online non cessi la propria attività. L’articolo 14.3 dello stesso decreto, infatti, offre a magistratura e PA un potere esercitabile nell’eventuale fase esecutiva ma, appunto, solo in caso di inadempimento dell’autore dell’illecito rispetto all’ordine di porvi fine.

Questo significa, in buona sostanza, che Telecom non dovrà porre in atto alcuna misura di blocco nell’accesso al sito e al suo mirror fino a quando non vi sarà un ordine esecutivo in questo senso. Un ordine che con ogni probabilità non verrà emesso in quanto entrambi i siti sono stati ormai disattivati dal loro webmaster che, secondo l’ordinanza, si sarebbe trovato dinanzi ad una sanzione di 30mila euro per ogni giorno di ritardo nel cancellare quei link e gli altri materiali del caso.

Di interesse segnalare che il webmaster si è impegnato in fase dibattimentale in più occasioni a rimuovere il materiale contestato da SKY Italia, un impegno di cui il giudice ha preso atto nell’ordinanza, in cui stabilisce che l’owner di quei siti non possa più, “direttamente o per interposta persona”, mettere a disposizione siti che pubblicizzano i server cinesi o i materiali, link compresi, che consentano la fruizione di quelle partite. La questione è stata liquidata imponendo al webmaster il solo pagamento delle spese processuali, pari a 5200 euro.

Di seguito il commento di Andrea Monti, avvocato ed esperto di cose della rete. Il 3 giugno 2006 il Tribunale di Milano, sezione specializzata per la proprietà intellettuale, ha deciso su un ricorso presentato da SKY Italia contro Telecom Italia e contro il gestore di un sito che linkava server dai quali vedere le “famigerate” partite di calcio.

Il provvedimento ha ritenuto illecito il comportamento di chi “favorisce” la circolazione degli stream delle partite pubblicando link ad altri siti (anche se su questo ci sarebbe qualcosa da dire), ma nello stesso tempo ha chiaramente affermato che un internet provider non è automaticamente responsabile di ciò che accade sulla rete.

Si è conclusa dunque con una nuova sconfitta l’ennesima battaglia della guerra senza quartiere ingaggiata da SKY contro i siti che linkano le partite di calcio rese disponibili in rete da server cinesi e che lo scorso 8 febbraio aveva visto appunto SKY subire lo smacco della riapertura di coolstreaming.it e calciolibero.it, di primo acchitto chiusi dalla Guardia di finanza e poi dissequestrati dal magistrato (il testo del provvedimento è disponibile su questa pagina ).

Benché, tornando all’ordinanza di Milano, al gestore del sito sia stato imposto di cessare immediatamente di pubblicare link, mirror e software “strumentali” alla violazione dei diritti di SKY, l’emittente non è riuscita in quello che sembra l’obiettivo primario delle major dell’audiovisivo: far passare il principio che ISP e compagnie telefoniche sono – per il solo fatto di consentire l’accesso alla rete – responsabili di ciò che fanno persone dislocate – come in questo caso – letteralmente dall’altra parte del mondo.

Si tratta chiaramente di un principio assurdo, perché equivarrebbe a ritenere chi gestisce le autostrade legalmente responsabile del fatto che anche i criminali le utilizzano. Ciò non toglie però che, dal punto di vista delle major dell’audiovisivo, sia più semplice attuare un pressing giudiziario sulle compagnie telefoniche, in modo che siano queste ultime a prendersela con gli utenti, risparmiando così tempo e soldi.

Se passasse la tesi sostenuta da SKY e dalle altre società dell’intrattenimento, infatti, l’ISP si troverebbe nella condizione di dover sistematicamente denunciare i propri utenti o, comunque, in quella di dover staccare la connettività dei propri abbonati per evitare, così, di essere chiamati in giudizio a rispondere dei danni.

Il tema, però, è tutt’altro che nuovo.
Già dieci anni fa ALCEI aveva denunciato i rischi derivanti dal coinvolgimento automatico degli ISP, e successivamente la non responsabilità dell’internet provider è stata anche sancita anche a livello comunitario (con la direttiva 31/00/CE, recepita anche in Italia). E anche il giudice milanese è esplicito fino alla brutalità, nel rigettare la tesi di SKY: “la domanda cautelare ? in quanto proposta nei riguardi di Telecom Italia ? appare prima facie destituita di fondamento, per l’insuperabile ostacolo costituito dal disposto dell’art. 14 1° co. D.leg.vo 70/2003 sancente l’irresponsabilità del “prestatore” del “servizio della società dell’informazione consistente… nel fornire un accesso alla rete di comunicazione…”(“access provider”, qui Telecom), a meno che l’operatore non compia attività incisive sulla trasmissione e le informazioni”.

Evidentemente, però, questa scelta “non piace” e quindi, se non la si può (ancora) cambiare con la legge, si prova a raggiungere il risultato tramite i processi: a furia di “tirare spallate” la porta si dovrà pur sfondare!
Putroppo, a quanto pare, è solo questione di tempo, vista l’aggressività e l’ostinazione dei lobbisti di settore che stanno premendo, sia a livello comunitario, sia a livello nazionale, per ottenere ulteriori inasprimenti della legge sul diritto d’autore.

avv. Andrea Monti
www.ictlex.net
alcio pirata, nessuna responsabilità per gli ISP –> Milano – Si è chiusa con una ordinanza del Tribunale di Milano una nuova puntata sul fronte della diffusione in rete di partite di calcio in violazione dei diritti di SKY Italia , una ordinanza di grande rilievo, perché ribadisce importanti garanzie per gli internet provider italiani sulla questione delicatissima del filtraggio degli IP .

In sostanza SKY Italia, oltre a ricorrere contro il sito Tvgratis.net per la messa in rete di link e software che consentivano agli utenti di accedere a partite diffuse illecitamente da server cinesi, aveva anche chiesto che Telecom Italia fosse considerata responsabile per la mancata inibizione degli IP di quel sito e di un suo mirror. Una richiesta, quest’ultima, che il giudice ha rigettato in toto.

Nella sua ordinanza del 5 giugno, infatti, il giudice De Rosa fa esplicito riferimento al fatto che Telecom svolge esclusivamente l’attività di access provider e, come tale, non può essere considerata corresponsabile di illeciti. Una garanzia, peraltro, prevista dal decreto legislativo 70/2003 (art. 14.1) che recita:

“Nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non è responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che: / a) non dia origine alla trasmissione; / b) non selezioni il destinatario della trasmissione; / c) non selezioni né modifichi le informazioni trasmesse)”.

Ma c’è di più. Il blocco dell’IP dei siti, spiega il magistrato, può avvenire soltanto dietro esplicita richiesta dell’autorità giudiziaria o di determinate amministrazioni solo nel caso in cui chi produce l’illecito online non cessi la propria attività. L’articolo 14.3 dello stesso decreto, infatti, offre a magistratura e PA un potere esercitabile nell’eventuale fase esecutiva ma, appunto, solo in caso di inadempimento dell’autore dell’illecito rispetto all’ordine di porvi fine.

Questo significa, in buona sostanza, che Telecom non dovrà porre in atto alcuna misura di blocco nell’accesso al sito e al suo mirror fino a quando non vi sarà un ordine esecutivo in questo senso. Un ordine che con ogni probabilità non verrà emesso in quanto entrambi i siti sono stati ormai disattivati dal loro webmaster che, secondo l’ordinanza, si sarebbe trovato dinanzi ad una sanzione di 30mila euro per ogni giorno di ritardo nel cancellare quei link e gli altri materiali del caso.

Di interesse segnalare che il webmaster si è impegnato in fase dibattimentale in più occasioni a rimuovere il materiale contestato da SKY Italia, un impegno di cui il giudice ha preso atto nell’ordinanza, in cui stabilisce che l’owner di quei siti non possa più, “direttamente o per interposta persona”, mettere a disposizione siti che pubblicizzano i server cinesi o i materiali, link compresi, che consentano la fruizione di quelle partite. La questione è stata liquidata imponendo al webmaster il solo pagamento delle spese processuali, pari a 5200 euro.

Di seguito il commento di Andrea Monti, avvocato ed esperto di cose della rete. Il 3 giugno 2006 il Tribunale di Milano, sezione specializzata per la proprietà intellettuale, ha deciso su un ricorso presentato da SKY Italia contro Telecom Italia e contro il gestore di un sito che linkava server dai quali vedere le “famigerate” partite di calcio.

Il provvedimento ha ritenuto illecito il comportamento di chi “favorisce” la circolazione degli stream delle partite pubblicando link ad altri siti (anche se su questo ci sarebbe qualcosa da dire), ma nello stesso tempo ha chiaramente affermato che un internet provider non è automaticamente responsabile di ciò che accade sulla rete.

Si è conclusa dunque con una nuova sconfitta l’ennesima battaglia della guerra senza quartiere ingaggiata da SKY contro i siti che linkano le partite di calcio rese disponibili in rete da server cinesi e che lo scorso 8 febbraio aveva visto appunto SKY subire lo smacco della riapertura di coolstreaming.it e calciolibero.it, di primo acchitto chiusi dalla Guardia di finanza e poi dissequestrati dal magistrato (il testo del provvedimento è disponibile su questa pagina).

Benché, tornando all’ordinanza di Milano, al gestore del sito sia stato imposto di cessare immediatamente di pubblicare link, mirror e software “strumentali” alla violazione dei diritti di SKY, l’emittente non è riuscita in quello che sembra l’obiettivo primario delle major dell’audiovisivo: far passare il principio che ISP e compagnie telefoniche sono – per il solo fatto di consentire l’accesso alla rete – responsabili di ciò che fanno persone dislocate – come in questo caso – letteralmente dall’altra parte del mondo.

Si tratta chiaramente di un principio assurdo, perché equivarrebbe a ritenere chi gestisce le autostrade legalmente responsabile del fatto che anche i criminali le utilizzano. Ciò non toglie però che, dal punto di vista delle major dell’audiovisivo, sia più semplice attuare un pressing giudiziario sulle compagnie telefoniche, in modo che siano queste ultime a prendersela con gli utenti, risparmiando così tempo e soldi.

Se passasse la tesi sostenuta da SKY e dalle altre società dell’intrattenimento, infatti, l’ISP si troverebbe nella condizione di dover sistematicamente denunciare i propri utenti o, comunque, in quella di dover staccare la connettività dei propri abbonati per evitare, così, di essere chiamati in giudizio a rispondere dei danni.

Il tema, però, è tutt’altro che nuovo.
Già dieci anni fa ALCEI aveva denunciato i rischi derivanti dal coinvolgimento automatico degli ISP, e successivamente la non responsabilità dell’internet provider è stata anche sancita anche a livello comunitario (con la direttiva 31/00/CE, recepita anche in Italia). E anche il giudice milanese è esplicito fino alla brutalità, nel rigettare la tesi di SKY: “la domanda cautelare ? in quanto proposta nei riguardi di Telecom Italia ? appare prima facie destituita di fondamento, per l’insuperabile ostacolo costituito dal disposto dell’art. 14 1° co. D.leg.vo 70/2003 sancente l’irresponsabilità del “prestatore” del “servizio della società dell’informazione consistente… nel fornire un accesso alla rete di comunicazione…”(“access provider”, qui Telecom), a meno che l’operatore non compia attività incisive sulla trasmissione e le informazioni”.

Evidentemente, però, questa scelta “non piace” e quindi, se non la si può (ancora) cambiare con la legge, si prova a raggiungere il risultato tramite i processi: a furia di “tirare spallate” la porta si dovrà pur sfondare!
Putroppo, a quanto pare, è solo questione di tempo, vista l’aggressività e l’ostinazione dei lobbisti di settore che stanno premendo, sia a livello comunitario, sia a livello nazionale, per ottenere ulteriori inasprimenti della legge sul diritto d’autore.

avv. Andrea Monti
www.ictlex.net
<!–P2 fine-

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  • Anonimo scrive:
    Che software di OCR usano?
    Deve essere molto buono, oppure ci devono essere centinaia di persone a controllare gli OCR delle pagine.Io mi trovo abbastanza bene con Abbyy Finereader, ma qualche errorino c'è sempre....Chissà se quelli di google si sono scritti un proprio software..... 8)
  • Anonimo scrive:
    Ma di cosa si lamentano???
    Non capisco tutta questa opposizione a books.google.com da parte degli editori! Se solo si fossero disturbati provarlo e a leggere le FAQ, si sarebbero resi conto che Google non sta rubando niente: offre solo un servizio di ricerca all'interno dei libri, visualizzandone una minima parte. È per loro pubblicità gratuita, perché fra l'altro Google non li vende!http://books.google.com/intl/it/googlebooks/help.htmlDiciamo che è una versione molto più avanzato del servizio offerto da una biblioteca o dal catalogo dei libri in commercio, ma poi, se lo vuoi leggere, il libro te lo devi comprare!Dove sta il problema?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma di cosa si lamentano???

      Dove sta il problema?Che Google lo fa senza il permesso.Anche tu e io non lo potremmo fare, se ti metti a scansire libri violi le leggi, ma Google ha avvocati migliori.E le garanzie che offre a protezione dei testi non piu' cartacei, non soddisfano autori ed editori che temono per il libro, cio' che accade con la musica.
      • Elendil scrive:
        Re: Ma di cosa si lamentano???
        - Scritto da:
        E le garanzie che offre a protezione dei testi
        non piu' cartacei, non soddisfano autori ed
        editori che temono per il libro, cio' che accade
        con la
        musica.Perché, esiste un seppur remoto modo di estrarre integralmente il testo dei libri indicizzati da google? Altrimenti è solo aria fritta...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma di cosa si lamentano???
          - Scritto da: Elendil

          - Scritto da:


          E le garanzie che offre a protezione dei testi

          non piu' cartacei, non soddisfano autori ed

          editori che temono per il libro, cio' che accade

          con la

          musica.

          Perché, esiste un seppur remoto modo di estrarre
          integralmente il testo dei libri indicizzati da
          google? Altrimenti è solo aria
          fritta...ma poi mi chiedo chi si leggerebbe mai un libro sul computer..anche stampandolo sarebbe sciocco(la carta costa e imho avere una "dispensa" in A4 non è la stessa cosa): tantovale comprarlo in libreria, prenderlo in prestito in bibilioteca o comprarlo in qualche bancarella dell'usato.Boooh.Secondo me è una gran cosa avere la possibilità di spulciare fra i libri da casa... e sarebbe conveniente anche per chi li vende(ma questa rimane sempre una mia opinione)Omissis (apple)
  • Anonimo scrive:
    Cambierà l'editoria
    Mi piacerebbe scrivere un paio di libri, ma senza contrattare con delle case editrici per poi ricevere forse 1 euro per ogni copia venduta.Perchè si deve comprare un libro come un pacchetto più o meno chiuso?Io preferirei che i miei lettori si scarichino gratuitamente i libri dal mio sito o altro, che se lo leggano più o meno tutto (spererei) e poi se gli è piaciuto possono decidere di farmi una donazione con qualche click on-line.Meno spese, meno inquinamento e la consapevolezza che le donazioni spontanee sono frutto di persone soddisfatte dalla lettura del libro.Quante volte abbiamo acquistato un libro e dopo qualche capitolo lo abbiamo gettato nella libreria?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cambierà l'editoria
      - Scritto da:
      Mi piacerebbe scrivere un paio di libri, ma senza
      contrattare con delle case editrici per poi
      ricevere forse 1 euro per ogni copia
      venduta.Fallo pure e poi distribuiscilo su internet.Non vedo pero' giustificata l'azione di Google, che danneggera' e cambiera' l'editoria.Belli i propositi culturali, ma di fatto Google sta prendendo gratis quello che gli editori pagano.Essi pagano l'autore, la selezione dei testi, la pubblicazione, i materiali, la distribuzione e la promozione.Google si taglia un bel po' di lavoro e di spese, li copia.Almeno se Google indicizza e copia il mio sito, i visitatori vengono comunque a visitarlo da me, e io ci metto le mie promozioni e pubblicita', nessuno salta il mio server per leggersi la cache, se invece Google indicizza i libri e li distribuisce, a chi vanno i soldi della vendita? Ad autore, editore, e.. Google, il nuovo socio che di fatto ogni editore forzatamente deve accogliere a spartirsi gli incassi (ma non le spese!). Questo e' davvero molto scorretto.
      Perchè si deve comprare un libro come un
      pacchetto più o meno
      chiuso?Aprilo prima di compralo, informati sull'autore e sull'opera.Fattelo prestare (ma poi se ti piace lo compri davvero? Vai davvero in libreria e tiri fuori dal portafoglio i 20-40 euro necessari?).I giornali li paghi prima di leggerli, i libri no?Quante volte hai letto solo qualche articolo di un giornale e poi lo hai gettato?
      Io preferirei che i miei lettori si scarichino
      gratuitamente i libri dal mio sito o altro, che
      se lo leggano più o meno tutto (spererei) e poi
      se gli è piaciuto possono decidere di farmi una
      donazione con qualche click
      on-line.Ok, nulla di male, ma e' una tua scelta. Google agli editori e agli altri autori questa scelta non la lascia.
      Meno spese, meno inquinamento e la consapevolezza
      che le donazioni spontanee sono frutto di persone
      soddisfatte dalla lettura del
      libro.Non ti offendere, ma parli da dilettante. Per te forse la soddisfazione e' sufficiente, ma nell'editoria moderna la soddisfazione non basta a pagare tutti i lavoratori del settore. Gente come te che si impegna nel proprio lavoro. C'e' gente che vive della vendita dei propri libri, studia, scrive, si informa e sgomita per farsi avanti. Il professionista, dalla cui opera dipende il reddito e la vita, sicuramente apprezza anche la soddisfazione, ma non basta. E' facile invocare la soddisfazione come premio, ma solo quando non ci coinvolge. Prova a non farti pagare nel tuo lavoro (lavoro, non hobby), se ti soddisfa e vedrai che gia' rabbrividisci all'idea.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cambierà l'editoria
        E' un fatto però che l'editroia come la conosciamo oggi sparirà, non so bene come ma la digitalizzazione e la facilità nella dstribuzione via Internet cambieranno inevitabilmente le cose. Giusto e sacrosanto il diritto degli autori a vedere pagati i loro sforzi, ma c'è tutto un mondo di "rendita di posizione" che è minacciato: le librerie tradizionali, gli stampatori, le struttre di distribuzione dei libri che materialmente perderebbero molto lavoro ecc.Sono ancora forti e si lamentano, ma il loro destino è segnato.Purtroppo anche gli autori son miancciati: copiare, scannerizzare un libro e poi distribuirlo in rete o nei mercatini sottobanco in un cd-dvd rom sarà sempre più facile. Non mi riesce di immaginare niente di valido per correggere queste cose 8soprattutto per tutelare gli autori), se non l'inserimento a posteriori di pubblicità tramite un'agenzia super-partes (statale?) all'interno del libro. A posteriori e su decisione oculata di questa agenzia per evitare che a priori l'autore venga influenzato dagli inserzionisti publicitari nella redazione della sua opera e quindi a tutela della sua indipendenza e creatività.Mi rendo conto che suona un pò astrusa come idea (ed è comunque appena appena abbozzata), ma io non vedo molte alternative alla pirateria dilagante.
        • Anonimo scrive:
          Re: Cambierà l'editoria
          - Scritto da:
          E' un fatto però che l'editroia come la
          conosciamo oggi sparirà(lol "editroia")Secondo me non e' un fatto.Si diceva lo stesso dei giornali anni fa.Eppure non e' stato cosi'.Non sono nemmeno sparite le case editrici musicali, che producono un bene volatile fruibilie ovunque e che sono sotto assedio dal P2P, figuriamoci quelle cartacee, che producono beni fisici, che chiunque puo' fruire senza pile ovunque.Io credo che l'editoria elettronica si affianchera' a quella tradizionale.La piu' grande batosta al libro e' stata la televisione, con il suo arrivo la gente ha smesso di leggere (e di fare figli).Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra' bene con internet,che a differenza della televisione, gli dara' molto spazio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria
            - Scritto da:
            Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra' bene
            con internet,che a differenza della televisione,
            gli dara' molto
            spazio.Secondo me no.Basta che arrivino sul mercato dei mini portatitli tascabili , magari con schermo che si apre a libro, delle dimensioni di un librino non rilegato e a costinon proibitivi e la diffusione dell'editria elettronica esploderà e con essa la pirateria sui libri con la sparizione dei libri fisici.Poi non è vero che per la musica non è cambiato ninete. Gli editori e autori musicali sono sotto assedio!Semmai il problema che tutela un pò più il futuro dei libri è che leggere è più impegnativo che non ascoltare un brano musicale in mp3 (magari correndo nel parco o dormicchiando sul treno dei pendolari).
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria


            Se il libro e' sopravvisuto a questo, terra'
            bene

            con internet,che a differenza della televisione,

            gli dara' molto

            spazio.
            Secondo me no.Basta che arrivino sul mercato dei
            mini portatitli tascabili , magari con schermo
            che si apre a libro, delle dimensioni di un
            librino non rilegato e a
            costi non proibitivi la diffusione dell'editria
            elettronica esploderà e con essa la pirateria sui
            libri con la sparizione dei libri
            fisici.
            Poi non è vero che per la musica non è cambiato
            ninete. Gli editori e autori musicali sono sotto
            assedio!Si ma non sono SCOMPARSI come qualcuno prospetta per gli editori di libri. E non ci sono nemmeno i mini portatitli tascabili che hai descritto, mentre nella musica si.Per cui chi dice che scompariranno gli editori, non si e' guardato bene attorno.
          • Brontoleus scrive:
            Re: Cambierà l'editoria
            - Scritto da:
            E non ci sono nemmeno i mini portatitli
            tascabili che hai descritto,Per esserci ci sono e già permettono di leggere il giornale (mi pare che sia Repubblica ad aver fatto una cosa del genere, se n'era parlato proprio su Punto-Informatico qualche mese fa), solo che il costo è ancora troppo alto. Tempo qualche anno e scenderanno alla portata di tutti.Quello che manca oggi a una copia digitale di un libro (o un fumetto, o un giornale) è la comodità di lettura ovunque. Stamparsela da soli è costoso e in buona parte non dà un risultato accettabile a meno di non spendere altri soldi per rilegare etc.Quando saranno sul mercato a prezzi accessibili questi mini-schermi che potrai portarti ovunque (in bagno, in treno, in aereo) allora l'editoria tradizionale sarà saltata a pié pari dagli autori per andare direttamente al digitale.Lo dimostra il fatto che la stessa Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (la più grande d'Italia) ha iniziato tempo fa la lenta opera di digitalizzazione dei volumi (specie di quelli più preziosi, ma l'obiettivo è farlo per tutti).
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria
            - Scritto da: Brontoleus

            - Scritto da:

            E non ci sono nemmeno i mini portatitli

            tascabili che hai descritto,

            Per esserci ci sono e già permettono di leggere
            il giornale (mi pare che sia Repubblica ad aver
            fatto una cosa del genere, se n'era parlato
            proprio su Punto-Informatico qualche mese fa),
            solo che il costo è ancora troppo alto.Quindi mi dai ragione, come li aveva descritti (non esosi) non ci sono ancora.
            Lo dimostra il fatto che la stessa Biblioteca
            Nazionale Centrale di Firenze (la più grande
            d'Italia) ha iniziato tempo fa la lenta opera di
            digitalizzazione dei volumi (specie di quelli più
            preziosi, ma l'obiettivo è farlo per
            tutti).Si ma e' una operazione legale, le biblioteche possono, hanno il consenso degli autori ed editori.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria

            Per cui chi dice che scompariranno gli editori,
            non si e' guardato bene
            attorno.non voglio criticare chi, ormai è palese nel tuo caso, con le case editrici ci campa e vive con paura il fatto che il ruolo degli editori andrà progressivamente diminuendo, ma di fatto il futuro è quello. si possono fare leggine illiberali quanto si vuole ( coem quella che limita gli sconti praticabili sui libri nei supermercati) ma il mercato alla fine prevale. e se gli utenti preferiranno il formato elettronico, gli editori dovranno accettare questa sfida o sparire.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria
            - Scritto da:



            Per cui chi dice che scompariranno gli editori,

            non si e' guardato bene

            attorno.


            non voglio criticare chi, ormai è palese nel tuo
            caso, con le case editrici ci campa e viveCritica pure, non e' il mio caso.
            paura il fatto che il ruolo degli editori andrà
            progressivamente diminuendo, ma di fatto il
            futuro è quello. si possono fare leggine
            illiberali quanto si vuole ( coem quella che
            limita gli sconti praticabili sui libri nei
            supermercati) ma il mercato alla fine prevale. e
            se gli utenti preferiranno il formato
            elettronico, gli editori dovranno accettare
            questa sfida o
            sparire.Sono d'accordo, purche' non si creda che Google e' la salvezza della cultura.E' solo un altro editore piu' grosso e moderno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cambierà l'editoria
        - Scritto da:
        Fallo pure e poi distribuiscilo su internet.
        Non vedo pero' giustificata l'azione di Google,
        che danneggera' e cambiera'
        l'editoria.L'editoria sta vivendo di rendita da un belpezzo.Un bello scossone non puo' che fare bene...
        Belli i propositi culturali, ma di fatto Google
        sta prendendo gratis quello che gli editori
        pagano.Uh, vediamo...
        Essi pagano l'autore,Ok.
        la selezione dei testi,Vale solo per i nuovi autori. Mica selezioneranno quelli affermati, vero?
        la pubblicazione,Ok, ma con un dettaglio: Google non mi da'il libro fisico. Se lo voglio, me lo devocomunque comprare...
        i materiali,Fa parte del punto precedente, direi.Oppure chiarisci meglio.
        la distribuzioneScarsa efficienza?
        promozione.Vedi oltre.
        Google si taglia un bel po' di lavoro e
        di spese, li copia.Google paga alcune spese (digitalizzazione,promozione).Mi pare che pero' quello che dia fastidio siasostanzialmente la perdita della promozione.Nel senso che l'editore ha meno forza contrattuale nei confronti dell'autore.Questo va a vantaggio degli autori e a svantaggio degli editori.Considera poi che un nuovo autore potrebbe (magarinon adesso, ma in futuro) saltare a pie' pari l'editore (che non e' piu' necessario nel 200X) e distribuisca il libro solo tramite Google.Credo che siano pensieri come questi che fannorabbrividire gli editori...
        • Anonimo scrive:
          Re: Cambierà l'editoria
          - Scritto da:
          - Scritto da:


          Fallo pure e poi distribuiscilo su internet.

          Non vedo pero' giustificata l'azione di Google,

          che danneggera' e cambiera'

          l'editoria.

          L'editoria sta vivendo di rendita da un bel
          pezzo.
          Un bello scossone non puo' che fare bene...Non e' solo uno scossone e' la nascita del piu' grande editore del pianeta.Che vivra' di super super super rendita e a cui nessuno potra' dare scossoni.

          Belli i propositi culturali, ma di fatto Google

          sta prendendo gratis quello che gli editori

          pagano.

          Uh, vediamo...


          Essi pagano l'autore,

          Ok.


          la selezione dei testi,

          Vale solo per i nuovi autori. Mica selezioneranno
          quelli affermati,
          vero?Certo che li selezionano, esistono molte edizioni!!!Lo sai quante traduzioni hanno avuto quelli affermati?E lo sai che le traduzioni hanno il copyright, da controllare o pagare o sono semplicemente da rifare perche' fatte male oppure non integrali?

          la pubblicazione,
          Ok, ma con un dettaglio: Google non mi da'
          il libro fisico. Se lo voglio, me lo devo
          comunque comprare...Ti sto elencando cosa pagano gli editori.

          i materiali,
          Fa parte del punto precedente, direi.No.distribuire un oggetto e comprare i materiali per produrlo sono due cose differenti.

          la distribuzione
          Scarsa efficienza?Scarsa efficienza?

          promozione.

          Vedi oltre.

          Google si taglia un bel po' di lavoro e

          di spese, li copia.

          Google paga alcune spese (digitalizzazione,
          promozione).
          Mi pare che pero' quello che dia fastidio sia
          sostanzialmente la perdita della promozione.
          Nel senso che l'editore ha meno forza
          contrattuale nei confronti
          dell'autore.Google vuole spostare l'asse della distrubuzione, con Google stessa come perno.Google si fa carico di alcune spese? No, l'editore le sue le continua a pagare, deve pagarsi la promozione dei libri nelle fiere e nella con la pubblicita' come ha sempre fatto.Goggle si fa carico delle PROPRIE spese e ottiene in cambio una fetta degli incassi del lavoro editoriale, costringendo autori ed editori ad essere suoi patner, volenti o nolenti.Molti editori potrebbero anche essere contenti, anzi alcuni faranno fortuna cosi', ma di fatto prezzi e modi, chi sta dentro e chi no, e a che prezzo, lo decide Google, che diventa l'unico super editore online controparte delle case editrici cartacee. Insomma, quello che stanno facendo e' ampliare l'impero.
          Considera poi che un nuovo autore potrebbe (magari
          non adesso, ma in futuro) saltare a pie' pari
          l'editore (che non e' piu' necessario nel 200X) e
          distribuisca il libro solo tramite
          Google.No per pubblicare su Google serve un numero ISBN che si paga parecchio. Vengono venduti in pacchetti agli editori, gli autori in genere non si comprano 20 numeri ISBN per autopubblicarsi un libro, a meno che non siano ricchi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria

            Molti editori potrebbero anche essere contenti,
            anzi alcuni faranno fortuna cosi', ma di fatto
            prezzi e modi, chi sta dentro e chi no, e a che
            prezzo, lo decide Google, che diventa l'unico
            super editore online controparte delle case
            editrici cartacee. Insomma, quello che stanno
            facendo e' ampliare
            l'impero.quello che fa google è lanciare una sfida.qualcuno impedisce a penguin o a mannesman o a mandadori di fare la stessa cosa? mancano i soldi?non credo. manca la voglia di farlo e manca la cultura imprenditoriale per farlo. parli del settore musicale, che è stato toccato solo in parte dal p2p. vero, ma loro si stanno confrontando con itunes e con molti altri negozi simili. l'editoria è troppo snob per avere a che fare con internet e credoc he a lungo andare ne pagherà le conseguenze.internet farà finire l'era in cui la pubblicazione di un libro richiede centinaia di persone . che faranno? andranno a fare altro.non sono soltanto bancari ed opera a pagare pe rl'ingresso nella nuova era industriale.
          • Anonimo scrive:
            E invece meglio google che niente

            quello che fa google è lanciare una sfida.
            qualcuno impedisce a penguin o a mannesman o a
            mandadori di fare la stessa cosa? mancano i
            soldi?non credo. manca la voglia di farlo e manca
            la cultura imprenditoriale per farlo. parli del
            settore musicale, che è stato toccato solo in
            parte dal p2p. Esatto. Perché non ci hanno pensato altre società? Perché non ci hanno pensto gli stati? E l'Europa?Allora, te lo dico io come deve essere il mondo. E' impensabile e ridicolo che coi mezzi di oggi la cultura debba passare ancora e *soltanto* per i mezzi convenzionali. Con le tecnologie di oggi posso scandagliare in milioni di libri contemporaneamente e trovare una cura, una ricetta, una poesia, posso sapere ciò che mi serve quando mi serve. Quando ho fatto la tesi, qualche mese fa, ho usato moltissimo pages.google. Le pagine consultabili erano poche e viste tutte, ti invitavano a comprarti il libro. Ma grazie al loro servizio ho potuto sapere quale tomo mi era necessario e quale potevo evitare di comprarlo. E' come andare a sfogliare libri alla mondadori, o leggiucchiarli in Biblioteca. Cambia solo l'infinita comodità e rapidità. Ergo, se non lo fanno le bibliotece del mondo, lo faccia Google. E che diventi lo standard per *tutti* i contenuti, anche video e musicali. Se i governi invece di impantanarsi nei DRM per fare le cortesie alle multinazionali, avessero *davvero* un occhio puntato al futuro, invece di salvare il moribondo, cercherebbero di regolamentare il bambino che scalcia e chiede attenzioni. Entrambi sono importanti, ma è il bambino, quello con cui avremo a che fare nei prossimi cent'anni...Faggiano ha detto.
          • Anonimo scrive:
            Re: E invece meglio google che niente
            - Scritto da:

            quello che fa google è lanciare una sfida.

            qualcuno impedisce a penguin o a mannesman o a

            mandadori di fare la stessa cosa? mancano i

            soldi?non credo. manca la voglia di farlo e
            manca

            la cultura imprenditoriale per farlo. parli del

            settore musicale, che è stato toccato solo in

            parte dal p2p.

            Esatto. Perché non ci hanno pensato altre
            società? Perché non ci hanno pensto gli stati? E
            l'Europa?Perche'NONE'LEGALE.in nessun paese.
          • Anonimo scrive:
            Re: E invece meglio google che niente
            - Scritto da:
            Perche'

            NON

            E'

            LEGALE.

            in nessun paese.LELEGGINONSONOSCOLPITESULLAPIETRA
          • Anonimo scrive:
            Re: E invece meglio google che niente
            in un vecchio film peppino de filippo interpretava uno scrivano impiegato in una banca alle prese con l'introduzione delle macchina da scrivere, e pretendeva di dimostrare come la scrittura a mano in bella calligrafia fosse molto meglio di quella con macchina da scrivere.l'atteggiamento spocchioso e isterico di chi nelle case editrici ci campa e ci lavora è identico, ed altrettanto divertente. ci si arrampica su leggine per continuare una rendita di posizione, senz acapire che ormai la parte più succosa dell'editoria è destinata a migrare su altri media.
          • Anonimo scrive:
            Re: E invece meglio google che niente

            Perche'

            NON

            E'

            LEGALE.

            in nessun paese.Non e` neanche illegale, sarebbe sicuramente illegale se google una volta dato il risultato della ricerca permettesse il download dell'intero librocosi` com'e`, la cosa dipende dall'interpretazione della legge, e da eventuali clausole specificate per lo specifico libro, ma gia` negli stati uniti sembrerebbe che la legge sul diritto d'autore permetta queste operazioni, dato che non c'e` distribuzione del testo, ma solo sua elaborazione interna.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria

            quello che fa google e` lanciare una sfida.E' un modo eufemistico di dire che si sta introducendo in un mercato, violandone le regole.
            qualcuno impedisce a penguin o a mannesman o a
            mandadori di fare la stessa cosa?Prova a dire alla Penguin di scansire tutti i libri delle ALTRE case editrici come sta facendo Google, e ti raccontera' in quanti minuti la fanno chiudere.Ovviamente Google e' al di sopra delle leggi.
            mancano i
            soldi?non credo. manca la voglia di farlo e manca
            la cultura imprenditoriale per farlo.Noo! Ci sono delle leggi che lo impediscono.Ma lo sai che lo fanno anche i ciechi, riprodurre i libri intendo, e gli editori hanno protestato?Ovviamente Google e' al di sopra delle leggi.Ci vuole il consenso di autori ed editori, in tutto il mondo e' cosi'.Ovviamente Google e' al di sopra delle leggi.parli del
            settore musicale, che e` stato toccato solo in
            parte dal p2p. vero, ma loro si stanno
            confrontando con itunes e con molti altri negozi
            simili.Eh grazie, ma li hanno fatto un accordo major e Apple, Google sta agendo senza consenso.
            l'editoria e` troppo snob per avere a che
            fare con internetAHAHA! Forse e' solo che Google si sente abbastanza forte da inimicarsi gli editori e violare le leggi, cosa che un singolo editore non farebbe.
            internet fara` finire l'era in cui la
            pubblicazione di un libro richiede centinaia di
            persone . che faranno? andranno a fare altro.non
            sono soltanto bancari ed opera a pagare pe
            rl'ingresso nella nuova era
            industriale.Si e' plausibile, ma non per questo dobbiamo berci la frottola che Google lo fa "per la cultura".
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria

            Noo! Ci sono delle leggi che lo impediscono.
            Ma lo sai che lo fanno anche i ciechi, riprodurre
            i libri intendo, e gli editori hanno
            protestato?gli editori stanno protestando anche qui, infattise i ciechi dopo aver effettuato la digitalizzazione la distribuivano, gli editori erano nel giusto, altrimenti e` stata un'ennesima prevaricazione
            Ovviamente Google e' al di sopra delle leggi.no, google non e` al di sopra delle leggi, pero` ha la possibilita` economica di sostenere le spese di processo per dimostrare che le azioni svolte erano effettivamente legali, cosa che a molti altri manca.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria
            - Scritto da:
            Lo sai quante traduzioni hanno avuto quelli
            affermati?
            E lo sai che le traduzioni hanno il copyright, da
            controllare o pagare o sono semplicemente da
            rifare perche' fatte male oppure non
            integrali?E chi se ne frega?Se gli editori pensano di far fare le traduzioniagli studentelli pagati due lire, mi pare il minimo.
            No.
            distribuire un oggetto e comprare i materiali per
            produrlo sono due cose
            differenti.Distinzione pignola e inutile in questocontesto.

            Mi pare che pero' quello che dia fastidio sia

            sostanzialmente la perdita della promozione.

            Nel senso che l'editore ha meno forza

            contrattuale nei confronti

            dell'autore.

            Google vuole spostare l'asse della distrubuzione,
            con Google stessa come
            perno.No, la DISTRIBUZIONE e' una cosa in cuiGoogle non credo voglia entrare.
            Google si fa carico di alcune spese? No,
            l'editore le sue le continua a pagare, deve
            pagarsi la promozione dei libri nelle fiere e
            nella con la pubblicita' come ha sempre
            fatto.Ti sbagli.Queste sono le spese di cui si occuperebbeGoogle e non piu' l'editore.
            No per pubblicare su Google serve un numero ISBN
            che si paga parecchio. Vengono venduti in
            pacchetti agli editori, gli autori in genere non
            si comprano 20 numeri ISBN per autopubblicarsi un
            libro, a meno che non siano
            ricchi.Quindi stai dicendo che la prossima cosa a cadere sara' l'ISBN, giusto?
          • Anonimo scrive:
            Re: Cambierà l'editoria

            No per pubblicare su Google serve un numero ISBN
            che si paga parecchio. Vengono venduti in
            pacchetti agli editori, gli autori in genere non
            si comprano 20 numeri ISBN per autopubblicarsi un
            libro, a meno che non siano
            ricchi.mi sembra che, almeno negli stati uniti, il pacchetto minimo sia da 10 ISBN, ad un prezzo non economico, ma neanche inabbordabile, dell'ordine delle poche centinaia di dollari.ci sono gia` autori che pubblicano magari tramite servizi di print-on-demand, ma si comprano degli ISBN per poter vendere qualcosa anche tramite amazon; a seconda dei casi potrebbe bastare la vendita di un centinaio di copie (in tutto il mondo, grazie ad amazon) per aver giustificato l'acquisto degli ISBN, soprattutto se un'autore non scrive e pubblica un libro solo, ma almeno 3-5.Il problema principale sta nella qualita` molto altalenante di queste opere, data la totale assenza di selezione, ma di case editrici che pubblicano senza preoccuparsi troppo della qualita` non ne mancano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cambierà l'editoria
        ... I giornali li paghi prima di leggerli, i libri no?Quante volte hai letto solo qualche articolo di un giornale e poi lo hai gettato? ....mmm.. io vado al bar e lo leggo mentre bevo il cappuccino......sarà mica p2p?????No sicuramente il barista compra una copia speciale che copre i diritti x la lettura di tutti i clienti del bar, su base stastica...Ma per favore ormai siamo alla follia totale sui diritti.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Cambierà l'editoria
        - Scritto da:
        Almeno se Google indicizza e copia il mio sito, i
        visitatori vengono comunque a visitarlo da me,qui e` la stessa cosa: google si tiene il testo intero digitalizzato per sua elaborazione interna, e a chi effettua una ricerca fornisce dati equivalenti a quelli di un link (autore, titolo, edizione, isbn eccetera), a massimo una breve citazioneforse e` vero che uno potrebbe aggirare la cosa facendo _molte_ ricerche successive sullo stesso testo, ma uno abbastanza motivato da fare un'operazione del genere e` anche abbastanza motivato per installarsi un p2p e scaricarsi il libro abusivo altrove, google o non google.
  • Anonimo scrive:
    Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
    God Fuck Business ,avanti cosi Google !
    • Anonimo scrive:
      Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
      - Scritto da:
      God Fuck Business ,avanti cosi Google ! :| :| :|Google e' notoriamente no profit, vero ?Cambiano i musicicsti, ma la musica e' sempre la stessa (fra poco protetta da drm) :(
      • Anonimo scrive:
        Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
        Quando si parla di cultura si fottano pure gli editori, se non sanno adattarsi dovrebbero affidare gli affari a chi li sa curare anche nel mondo digitale. Io ho sempre sognato una biblioteca infinita racchiusa in unico oggetto portatile, che differenza c'e' con una biblioteca tradizionale a mia disposizione? E in biblioteca ho letto gratuitamente anche libri recenti. Nel vecchio modo di non vedere le cose non c'e' bisogno di internet, nel mondo di internet non c'e' bisogno del vecchio modo di non vedere le cose.- Scritto da:

        - Scritto da:

        God Fuck Business ,avanti cosi Google !

        :| :| :|

        Google e' notoriamente no profit, vero ?

        Cambiano i musicicsti, ma la musica e' sempre la
        stessa (fra poco protetta da drm)
        :(
        • Anonimo scrive:
          Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
          - Scritto da:
          Quando si parla di cultura si fottano pure gli
          editoriGli editori vivono di libri ma fanno anche cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli, pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per questo e' corretto pagare i libri.Prova a farne uno da solo, poi ritorna a scrivere insulti se sei capace.
          se non sanno adattarsi dovrebbero
          affidare gli affari a chi li sa curare anche nel
          mondo digitale.Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci riesci.Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede agli altri, non il contrario.Google vuole vendere i libri al posto degli editori, e prendersi la sua fetta.Senza chiedere il permesso e senza "adattarsi" a nessuno, anzi scavalcando le leggi di tutti i paesi.Prova ad andare in copisteria a duplicare un lbro dicendo che e' per la cultura e che si fo****o. Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di profitto, non culturali come faresti tu, ci guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una bandierina che sventolano per abbindolarti.
          o ho sempre sognato una
          biblioteca infinita racchiusa in unico oggetto
          portatile, Bello.
          che differenza c'e' con una biblioteca
          tradizionale a mia disposizione?Che se tu li avessi in digitale, non sarebbero piu' oggetti, ma informazioni.Un apocalisse nel mercato, che passerebbe da beni a servizi. E passerebbe di mano quindi.Si impoveriranno gli editori, si arricchira' Google. Un passo avanti?Alla lunga per i lettori penso di si, ma non e' certo una bella azione filantropico-culturale come vogliono far credere, e' una invasione di mercato con i cannoni. Ovviamente la scusa fa presa, dici cultura e tutti annuiscono, non importa se a distrubuire cultura si fa torto morale, economico e legale a chi la fa e l'ha fatta fino ad oggi. Spuntano su subito i paladini della gigantesca multinazionale Google, mascherata da fanciulla benefattrice, che a colpi di slogan...
          Nel vecchio modo di non vedere le cose non c'e'
          bisogno di internet, nel mondo di internet non
          c'e' bisogno del vecchio modo di non vedere le
          cose.... si fanno usare.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:
            Gli editori vivono di libri ma fanno anche
            cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,
            pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per
            questo e' corretto pagare i
            libri.E' corretto pagare gli autori.Gli editori, nel 200x, semplicemente nonservono piu'.L'autore puo' usare Internet per farsiconoscere e vendere.Affidare a una stamperia 'on demand' leeventuali richieste di copie cartacee.L'editore, figura necessaria nel secoloscorso, non serve piu'.
            Prova a farne uno da solo, poi ritorna a
            scrivere insulti se sei capace.Ma parli di scrivere? Nessun editore SCRIVElibri.
            Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non
            hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci
            riesci.
            Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede
            agli altri, non il contrario.Benvenuto nella globalizzazione.Il pesce grande mangia il pesce piccolo.La rendita e' finita, il call center aspetta.
            Prova ad andare in copisteria a duplicare un lbro
            dicendo che e' per la cultura e che si fo****o.Leggi corporative a tutela di minoranze nonnecessarie ma organizzate.
            Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di
            profitto, non culturali come faresti tu, ci
            guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una
            bandierina che sventolano per
            abbindolarti.Anche la pretesa degli editori di fare culturae' una bandierina, o non te ne sei accorto?
            Un apocalisse nel mercato, che passerebbe da beni
            a servizi. E passerebbe di mano quindi.
            Si impoveriranno gli editori, si arricchira'
            Google. Un passo avanti?Per chi?Per Google si.Per gli editori no.Per i lettori?
            Alla lunga per i lettori penso di si, ma non e'
            certo una bella azione filantropico-culturale
            come vogliono far credere, e' una invasione di
            mercato con i cannoni.Vedi sopra: la globalizzazione, ecc.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google


            Gli editori vivono di libri ma fanno anche

            cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,

            pubblicarli e distribuirli. Un lavorone sai, per

            questo e' corretto pagare i

            libri.

            E' corretto pagare gli autori.
            Gli editori, nel 200x, semplicemente non
            servono piu'.Non servono piu'.. quanto hai ragione...Allora credo che sarai pronto a leggere i libri francesi in francese, quelli russi in russo, quelli portoghesi in portoghese, ecc.Ovviamente impaginati dall'autore stesso, magari in corpo 16 comics sans.Ah tra l'altro se non servono piu' allora Google perche' ne vuole prendere il posto?
            L'autore puo' usare Internet per farsi
            conoscere e vendere.No, gli occorre un numero ISBN per farsi distribuire da Google.Sai quanto costa? Una cifra che sono gli editori ad affrontare, perche' per meno di 20 libri non merita.
            Affidare a una stamperia 'on demand' le
            eventuali richieste di copie cartacee.
            L'editore, figura necessaria nel secolo
            scorso, non serve piu'. :)

            Prova a farne uno da solo, poi ritorna a

            scrivere insulti se sei capace.

            Ma parli di scrivere?Ho parlato di scrivere? no.
            Nessun editore SCRIVE libri.Quindi evidentemente parlavo di pubblicarli, no?Fare libri. Ne hai mai fatto uno?

            Sanno adattarsi bene, ma non sono Google e non

            hanno i suoi mezzi, Adattati a Google, se ci

            riesci.

            Adattarsi, certo, e' quello che Google chiede

            agli altri, non il contrario.

            Benvenuto nella globalizzazione.
            Il pesce grande mangia il pesce piccolo.
            La rendita e' finita, il call center aspetta.Si ma almeno non scambiamo il pesce grande per il paladino della cultura contro il male.

            Prova ad andare in copisteria a duplicare un
            lbro

            dicendo che e' per la cultura e che si fo****o.

            Leggi corporative a tutela di minoranze non
            necessarie ma organizzate.Evidentemente queste inutili minoranze organizzate non riescono a tutelarsi da Google nonostante le leggi.E' davvero un pescione quello che e' arrivato. Eppure gli applausi si sprecano.

            Tu non puoi, Google lo sta facendo e per fini di

            profitto, non culturali come faresti tu, ci

            guadagnera' milioni, altro che cultura, e' una

            bandierina che sventolano per

            abbindolarti.

            Anche la pretesa degli editori di fare cultura
            e' una bandierinaE allora perche' bisogna credere a Google se ci dice le stesse bugie, dato che le conosciamo? Diciamo pane al pane per tutti. Altro che "Vai Google falli fuori" .
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            E' davvero un pescione quello che e' arrivato.
            Eppure gli applausi si
            sprecano.qualcosa impedisce agli editori di fare la stessa cosa? google è l'unico portare esistente su internet? msn e yahoo e amazon sono forse delle caccole? non mi pare.se questo affare si rivelerà profittevole arriveranno anche loro, magari facendo prezzi più bassi o allettando gli autori con percentuali più alte.quanto al lavoro di traduzione : vai su liberliber.it, li ci sono decine di testi che vengono tradotti, senza bisogno di affittare giganteschi uffici con centinaia di persone.le case editrici , esattamente come tante altre realtà produttive, devono capire che hanno fatto il loro tempo . lo hanno capito tante altre categorie, non vedo perchè gli editori debbano avere un trattamento privilegiato. vanno a morire? chissenefrega.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:



            E' davvero un pescione quello che e' arrivato.

            Eppure gli applausi si

            sprecano.

            qualcosa impedisce agli editori di fare la stessa
            cosa?Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza consenso.
            quanto al lavoro di traduzione : vai su
            liberliber.it, li ci sono decine di testi che
            vengono tradotti, senza bisogno di affittare
            giganteschi uffici con centinaia di
            persone.Tu si che sei un genio.
            le case editrici , esattamente come tante altre
            realtà produttive, devono capire che hanno fatto
            il loro tempo.E' vero, c'e' liberliber, siamo a posto.
            lo hanno capito tante altre
            categorie, non vedo perchè gli editori debbano
            avere un trattamento privilegiato. vanno a
            morire?Ammetterai che al loro posto lotteresti per difenderti.Non vedo perche' odiarle per questo. Non vedo perche' saltare di gioia per Google quando fiata "cultura".Come gli editori, lo fa per "bilancio".
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza
            consenso.esiste il diritto di citazione. sotto una certa percentuale un'opera protetta può essere citata (google ne mette on line solo alcune pagine) hanno fatto
            E' vero, c'e' liberliber, siamo a posto.c'è liberliber.itm c'è books.google, e con il tempo ci sarano molti altri siti
            Ammetterai che al loro posto lotteresti per
            difenderti.già. ma a ciascuno la propria battaglia, e le battaglie si vincono coi muscoli. e google ( ma dietro google, se questo business prende piede, arriveranno msn ebay amazon e yahoo)ha più muscoli della più grande casa edistrice dle mondo.
            Non vedo perche' odiarle per questo. Non vedo
            perche' saltare di gioia per Google quando fiata
            "cultura".
            Come gli editori, lo fa per "bilancio".il motivo è presto detto. per secoli gli editori hanno fatto i padroni della cultura, spesso affamando autori che finivano in miseria per contratti capestro. ora tocca a loro cavalcare la tigre . eco il motivo per cui in questa storia tutti fanno il tifo per google.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:


            Si la legge, NON PUOI duplicare libri senza

            consenso.

            esiste il diritto di citazione. sotto una certa
            percentuale un'opera protetta può essere citata
            (google ne mette on line solo alcune pagine) Google mette online una parte ma duplica tutto, andando ben oltre la citazione.
            il motivo è presto detto. per secoli gli editori
            hanno fatto i padroni della cultura, spesso
            affamando autori che finivano in miseria per
            contratti capestro. ora tocca a loro cavalcare la
            tigre . eco il motivo per cui in questa storia
            tutti fanno il tifo per
            google.Che e' il nuovo padrone.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            eco il motivo per cui in questa storia

            tutti fanno il tifo per

            google.

            Che e' il nuovo padrone.si ma mentre a mondadori nessuno fa realmente concorrenza, c'è una mezza dozzina di portali che fanno concorrenza a google.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:
            eco il motivo per cui in questa storia


            tutti fanno il tifo per


            google.



            Che e' il nuovo padrone.


            si ma mentre a mondadori nessuno fa realmente
            concorrenzaSiamo a digiuno sugli editori in campo sul mercato eh?E quindi credi che la Mondadori controlli il mondo.Ah scusa per te l'Italia e il mondo coincidono.
            c'è una mezza dozzina di portali che
            fanno concorrenza a google.Veramente al momento solo Google si e' messa a duplicare ed indicizzare libri.Se pero' mi elenchi la mezza dozzina che sta facendo la stessa cosa (la stessa cosa) te ne saro' grato.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            E quindi credi che la Mondadori controlli il
            mondo.
            Ah scusa per te l'Italia e il mondo coincidono.non penso che mondadori controlli il mondo. penso che sia il maggiore editore di narrativa in italia tra marchio mondadori e marchi associati (einaudi, sperling e kupfer etc) e che tranne casi molto fortuiti sia molto difficile per un piccolo o medio editore fare una vera concorrenza.
            Veramente al momento solo Google si e' messa a
            duplicare ed indicizzare
            libri.
            Se pero' mi elenchi la mezza dozzina che sta
            facendo la stessa cosa (la stessa cosa) te ne
            saro'
            grato. google non si occupa solo di indicizzare i preziosissimi testi di cui stiamo parlando. fornisce mappe , permette la visualizzazione di video, indicizza la rete internet. in questa attività è in concorrenza con yahoo, lycos, msn.inoltre ha come prospettiva quella di vendere contenuti scritti , quindi come concorrenza avrebbe msn , apple e volendo anche ebay.se il servizio di visualizzazione ed indicizzazione testi frutterà soldi, altri faranno qualcosa di simile.altrimenti anche google abbandonerà l'idea.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:

            E' corretto pagare gli autori.

            Gli editori, nel 200x, semplicemente non

            servono piu'.

            Non servono piu'.. quanto hai ragione...
            Allora credo che sarai pronto a leggere i libri
            francesi in francese, quelli russi in russo,
            quelli portoghesi in portoghese,
            ecc.Non servono gli editori per pubblicare i libri.Tu stai (disperatamente) cercando di difendere l'opera degli editori tirando in ballo le traduzioni.Ma che c'entrano?
            Ovviamente impaginati dall'autore stesso, magari
            in corpo 16 comics
            sans.Capirai. Ci vuole il genio sopraffino dell'editoreper fare una impaginazione decente...
            No, gli occorre un numero ISBN per farsi
            distribuire da
            Google.
            Sai quanto costa? Una cifra che sono gli editori
            ad affrontare, perche' per meno di 20 libri non
            merita.Un altro legaccio ingiustificato...Il prossimo a cadere?
            Quindi evidentemente parlavo di pubblicarli, no?
            Fare libri. Ne hai mai fatto uno?Ho visto da vicino la pubblicazione di un libro, si.Serve un certo supporto tecnico (nel caso c'erano parecchie foto)? Si.Serve un editore?No.Una volta preparato, la stampa del master puo' essere fatta da qualsiasi centro specializzato.
            Evidentemente queste inutili minoranze
            organizzate non riescono a tutelarsi da Google
            nonostante le
            leggi.Be' per farsi sentire lo fanno...Non direi che subiscono passivamente.
            E' davvero un pescione quello che e' arrivato.
            Eppure gli applausi si
            sprecano.Il tiranno che affama la popolazione nonpuo' stupirsi del mancato appoggio quandol'imperatore viene a conquistare il suoregno...
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            Benvenuto nella globalizzazione.
            Il pesce grande mangia il pesce piccolo.
            La rendita e' finita, il call center aspetta.MA PARLI TANTO PER ?Ebbene sì, sono un piccolo (piccolissimo) editore. Ho acquistato il mio primo libro. Non è un libro italiano. Se non c'è l'editore chi te li porta i libri in Italia? Li leggi tutti in inglese?Devo pagare i diritti all'America, e poi devo pagare la traduzione. Mica si lavora gratis. Mi sto spaccando il qlo per rientrare nei costi e fare comunque un buon lavoro... non mi sembra di stare facendo il pescecane. E sto cominiciando a farlo proprio per lasciare "il call center". Secondo la tua visione dovrebbero lavorare solo le mega multi società (tipo Google: Santo subito) gli altri invece, tutti al call center. Vorrei proprio sapere che lavoro fai tu. Se lavori... anche se credo che sei un fuori corso di 40 anni.Io vorrei essere il primo a vendere anche libri elettronici. Ma sono convinto che ne venderei una sola copia e tutti glia altri a scaricare. Così chiudo e nessuno porta più questi libri in ITalia. Chi ci ha guadagnato? Io no, perchè non ho neanche ripreso le spese (sai, poi bisogna anche vivere). Il lettore? Si ci ha guadagnato un libro gratis... Ma ha perso tutti gli altri che avrei potuto portare.Da tutto questo però, io ancora non ho capito cosa fa google.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            Io vorrei essere il primo a vendere anche libri
            elettronici. Ma sono convinto che ne venderei una
            sola copia e tutti glia altri a scaricare. Così
            chiudo e nessuno p

            Da tutto questo però, io ancora non ho capito
            cosa fa
            google.a) per quello che riguarda i libri in formato elettronico, vai al sito www.attivissimo.net uno scrittore che pubblica con apogeo ( quindi non l'ultimo venuto nel campo dell'editoria) pubblica tutti i suoi libri su internet E in copia cartacea. lo fa da anni, ed apogeo non pare esserne dispiaciuta.b) google altro non fa che mettere in rete in forma digitale alcune pagine dei vari libri. con il proposito, sul lungo periodo suppongo, di guadagnare sulla pubblicità inserita a margine ( un pò come fa con gmail)
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            a) per quello che riguarda i libri in formato
            elettronico, vai al sito www.attivissimo.net

            uno scrittore che pubblica con apogeo ( quindi
            non l'ultimo venuto nel campo dell'editoria)
            pubblica tutti i suoi libri su internet E in
            copia cartacea.Per SUA scelta, Non imposta da terzi e calata dall'alto, come sta facendo google con il materiale altrui.
            lo fa da anni, ed apogeo non pare
            esserne
            dispiaciuta.Se pero' noi prendessimo i loro materiali e li duplicassimo e li archiviassimo, senza alcun consenso, avrebbe probabilmente da ridire.
            b) google altro non fa che mettere in rete in
            forma digitale alcune pagine dei vari libri. con
            il proposito, sul lungo periodo suppongo, di
            guadagnare sulla pubblicità inserita a margine (
            un pò come fa con
            gmail)Allora faro' lo stesso con le pubblicazioni Apogeo, le duplico e ci metto la mia pubblicita'. No? E' illegale?Ma guarda sto google... che abbia avvocati migliori dei miei?
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google

            Gli editori vivono di libri ma fanno anche
            cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,
            pubblicarli e distribuirli.Gli editori potrebbero continuare a fare un lavoro di cernita, ma sotto forma di recensioni su siti internet. Molto utile se uno deve scegliere tra milioni di opere!
            Un lavorone sai, per questo e' corretto pagare i libri.I pensavo che i libri si pagassero soprattutto all'autore...Detto questo, non voglio difendere troppo Google, anche perché non ho ancora visto bene in cosa consiste il loro servizio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
            - Scritto da:

            Gli editori vivono di libri ma fanno anche

            cultura. Sono loro a sceglierli, comprarli,

            pubblicarli e distribuirli.

            Gli editori potrebbero continuare a fare un
            lavoro di cernita, ma sotto forma di recensioni
            su siti internet. Molto utile se uno deve
            scegliere tra milioni di
            opere!Visto che lo ha deciso Google per loro, credo non perderanno questa splendida occasione di passare da ruoli artigiani e industriali a critici sottopagati.

            Un lavorone sai, per questo e' corretto pagare
            i libri.
            I pensavo che i libri si pagassero soprattutto
            all'autore...Paghi un prodotto. La mente (autore), e il braccio (editore).Ognuno ci mette del suo.Altrimenti se fosse come dici pagheresti sempre uguale qualsiasi edizione di un libro dato che l'autore e' lo stesso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Editoria, fuoco incrociato su Google
      attenzione a non confondere Google socità basata su internet con internet e le nuove logiche!!
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