Canada, così i provider vengono filtrati

Uno dei maggiori operatori del paese ha attivato pratiche di filtraggio del traffico coinvolgendo nell'iniziativa anche gli ISP a cui rivende le ADSL all'ingrosso. Protestano tutti e spuntano le mappe del dissenso
Uno dei maggiori operatori del paese ha attivato pratiche di filtraggio del traffico coinvolgendo nell'iniziativa anche gli ISP a cui rivende le ADSL all'ingrosso. Protestano tutti e spuntano le mappe del dissenso

In Canada, dove gli autori musicali vorrebbero introdurre una tariffa flat per legalizzare il P2P, dove i provider interferiscono come possono con il file sharing e adottano comportamenti da malware infrastrutturale per contenere il P2P, c’è ancora spazio per sollevare un polverone nei confronti di Bell Canada : le sue pratiche di traffic shaping hanno scatenato le inviperite lamentele di utenti e ISP dipendenti dall’infrastruttura dell’ incumbent per le proprie reti.

Con i suoi 13 milioni di linee telefoniche e la fornitura di linee broadband a un buon numero di provider locali, BCE Inc. è uno dei maggiori operatori di telefonia e connettività del paese. Il polverone è nato per caso, con alcuni di questi piccoli ISP che si sono resi conto di essere all’improvviso incappati nelle restrizioni del nuovo hardware di Bell Canada , senza nemmeno essere avvertiti prima, e magari a discapito di una policy per i consumatori che parla invece esplicitamente di avversione alle pratiche di traffic shaping.

Nondimeno Bell Canada ha confermato l’adozione dei nuovi sistemi, sebbene non siano attualmente disponibili informazioni particolarmente accurate sulle modalità e le condizioni di utilizzo della rete che farebbero scattare le misure automatizzate di gestione del traffico. L’accusa è che BCE giochi sporco e usi le strategie a là Comcast negli USA, cercando anche di evitare discussioni sulla net neutrality fingendo che il problema non esista e affermando che sia ovviamente nell’interesse di consumatori e ISP clienti una gestione “intelligente” del network.

Ma gli utenti e gli osservatori non sembrano berla. È già è in atto il tentativo di contrastare l’allegro filtraggio dell’incumbent . Il filtering si combatte soprattutto attraverso la diffusione di una consapevolezza sul problema, ed ecco che appare in rete una mappa personalizzata su Google Maps – modificabile da chiunque – che mostra gli “hot spot” dei luoghi attualmente interessati dai filtraggi non richiesti.

Il controllo dittatoriale del traffico di rete si combatte anche e soprattutto con la tecnologia . Lo sanno quelli di Vuze , la società fondata dagli sviluppatori del client BitTorrent Azureus : stanno lavorando su un plug-in per il popolare software di P2P in grado di registrare gli schemi per mezzo dei quali società come Comcast inviano gli oramai famigerati pacchetti di “TCP reset”. Sono quelli a rendere difficile o impossibile l’uso dei network di BT, eDonkey2000 ed altri. Informazioni che condivideranno per studiare futuri scenari sulle pratiche di traffic shaping. Meno automatizzata ma altrettanto utile è poi la Wiki degli ISP “cattivi” che interferiscono con il P2P.

Per Bell Canada, dunque, non finisce qui.

Alfonso Maruccia

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26 03 2008
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